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Stiamo tenendo d'occhio questa discussione e alcuni utenti da un po' di tempo, perchè spesso vediamo toni e termini che vanno oltre, troppo.
Vi ricordiamo che parlare di Politica (e dintorni), su questa piattaforma, è una concessione dei proprietari della Stessa, e non un obbligo. Questa community è parte di un circuito che si occupa di Videogiochi e Intrattenimento, ve lo ricordo.

Quindi gentilmente abbassate i torni e i termini, offese più o meno velate, termini offensivi, provocazioni eccetera.
Le opinioni ci stanno e le polemiche anche, sono il sale delle discussionim non sono quelle il problema, ma non si accetteranno più offese alle persone, di qualsiasi tipo, ad utenti o staff è uguale.

Quindi, per non chiudere tutto e salvaguardare la maggioranza SANA, Il prossimo che offende si becca un oscuramento di 2 mesi (a salire) per direttissima. E se vedremo più utenti non attenersi al Warning, prenderemo in considerazione la decisione drastica di bannare certi argomenti dal Forum.

Buon proseguimento
 
Beh, è una delle pochissime che ha lavorato bene ed è una figura più che bipartisan.
Insomma. La "grandissima vittoria storica", prima sbandierata su ogni giornale e poi sotterrata quando pure i muri han capito che non esisteva, del piano di ridistribuzione dei migranti tramite l'accordo di Malta non me la sono mica dimenticata.
 
Insomma. La "grandissima vittoria storica", prima sbandierata su ogni giornale e poi sotterrata quando pure i muri han capito che non esisteva, del piano di ridistribuzione dei migranti non me la sono mica dimenticata.
Mica ho detto impeccabile, al netto della mia ignoranza sull'argomento. Dico che però ha lavorato meglio di altri, è apprezzata da più o meno tutti i partiti, e facile che verrà confermata. Meglio confermata lei che altri, insomma :asd:
 
Forse con qualcuno con posizioni di quel tipo alla base riusciremmo ad ottenere almeno 1/10 di quanto raccolto dall'Ungheria in questo campo. Aumento della natalità del 24%, matrimoni quasi raddoppiati, aborti volontari crollati in numeri paragonabili a quelli degli anni 50... risultati straordinari considerando il desolante trend europeo.
La bassa natalità e il ridotto numero di matrimoni non si contrastano con una politica omofoba :asd:
 
La bassa natalità e il ridotto numero di matrimoni non si contrastano con una politica omofoba :asd:
Esattamente la risposta che mi aspettavo.
Comunque, se proprio vogliamo metterla per forza in questi termini, l'Ungheria dimostra il contrario. E no, non sono io qui quello che continua a definire e considerare il governo, la società e la politica ungherese "omofoba" e chi più ne ha più ne metta ad ogni occasione. Mi segui?
 
Onestamente, è divertente vedere politici e elettori che sostengono da una parte un modello economico basato sulla deflazione salariale -il capitalismo- e dall'altra la famiglia -la cui esistenza richiede salari a tempo indeterminato e alti-.
Nella sua figura ormai giullaresca, trovo più interessante Fusaro che esalta la visione delle famiglia tradizionale (e parla di veterosessualità :asd:) visto che si porta dietro il concetto delle donne manodopera a basso costo, l'interesse del capitale alla dissoluzione della famiglia.
Ehm, se ho scritto "qualcuno con posizioni di quel tipo alla base" e non direttamente "lui" c'è un motivo e l'intento non era di certo quello di allungare il post per diletto. Non so se mi spiego.
Inoltre la questione economica è importante, fondamentale, ma non è l'unica. Puoi avere anche tutti i soldi del mondo, ma se il "regime" non incoraggia determinate scelte di vita e, anzi, promuove e glorifica costantemente ed esclusivamente l'opposto, i risultati non possono che essere limitati. Se la natalità, che è solo uno dei problemi, non è nemmeno un tema discusso seriamente all'interno di un governo e di una società in generale è un guaio. I traguardi raggiunti dall'Ungheria in questo campo (fertilità, matrimonio, aborto) sono il risultato di una stretta collaborazione tra economia, politiche mirate e lavoro sull'educazione e la promozione di determinati valori da parte del governo e della società ungherese.
Ad ogni modo, a dir la verità, parlando di Occidente in generale e non solo dell'Italia, manca più la volontà di risolvere il problema che la capacità o la possibilità. E questo è pure peggio.
Sulla discussione del tema in modo non efficace mi trovi d'accordo, lungi da me difendere la posizione del "meno male che almeno gli immigrati fanno i figli". Ma è proprio questo il punto: anche lato Pillon, o di uno che ne condivide le idee che dir si voglia, non trovo affatto una discussione sensata del tema. Quello di cui sono sicuro è che dovremmo andar oltre i concetti legati ai complotti, di distruzione della famiglia tradizionale da un lato e di educastrazione dall'altra, altrimenti continuiamo a parlare di nulla, un nulla che però in primis ci porta a visioni inconciliabili e in secundis ci porta lontani dal tema economico. Pillon, chi ha di base le sue idee (tutte intendo, non la piccola parte che possiamo condividere tutti, il pacchetto si guarda completo) e chi fa lo stesso lato opposto, remano proprio in questa direzione.
 
Sulla discussione del tema in modo non efficace mi trovi d'accordo, lungi da me difendere la posizione del "meno male che almeno gli immigrati fanno i figli". Ma è proprio questo il punto: anche lato Pillon, o di uno che ne condivide le idee che dir si voglia, non trovo affatto una discussione sensata del tema. Quello di cui sono sicuro è che dovremmo andar oltre i concetti legati ai complotti, di distruzione della famiglia tradizionale da un lato e di educastrazione dall'altra, altrimenti continuiamo a parlare di nulla, un nulla che però in primis ci porta a visioni inconciliabili e in secundis ci porta lontani dal tema economico. Pillon, chi ha di base le sue idee (tutte intendo, non la piccola parte che possiamo condividere tutti, il pacchetto si guarda completo) e chi fa lo stesso lato opposto, remano proprio in questa direzione.
Veg, io ti voglio bene perchè sei uno dei pochi che cerca sempre il dialogo ed hai una pazienza infinita con tutti (me compreso). Ti rispetto molto, davvero. Però, e questo l'ho già espresso più volte anche in privato, le visioni della società/del mondo attualmente più diffuse sono inconciliabili a prescindere.
 
La bassa natalità e il ridotto numero di matrimoni non si contrastano con una politica omofoba :asd:
Il fatto che non ci si sposi e non si facciano più figli è una questione culturale, e in parte minore, economica. Non c'è il caso che lo stato venga ancora a dirmi cosa fare o no, se no torniamo alla campagna della fertilità del dux.
 
Ehm, se ho scritto "qualcuno con posizioni di quel tipo alla base" e non direttamente "lui" c'è un motivo e l'intento non era di certo quello di allungare il post per diletto. Non so se mi spiego.
Inoltre la questione economica è importante, fondamentale, ma non è l'unica. Puoi avere anche tutti i soldi del mondo, ma se il "regime" non incoraggia determinate scelte di vita e, anzi, promuove e glorifica costantemente ed esclusivamente l'opposto, i risultati non possono che essere limitati. Se la natalità, che è solo uno dei problemi, non è nemmeno un tema discusso seriamente all'interno di un governo e di una società in generale è un guaio. I traguardi raggiunti dall'Ungheria in questo campo (fertilità, matrimonio, aborto) sono il risultato di una stretta collaborazione tra economia, politiche mirate e lavoro sull'educazione e la promozione di determinati valori da parte del governo e della società ungherese.
Ad ogni modo, a dir la verità, parlando di Occidente in generale e non solo dell'Italia, manca più la volontà di risolvere il problema che la capacità o la possibilità. E questo è pure peggio.
Sia chiaro, senza polemica, ma del tipo?
 
Speriamo che Pierpaolo "Orologio rotto" Sileri resti al ministero della salute. Non vedere più le sue apparizioni in TV dove dice letteralmente qualsiasi cosa sarebbe una grandissima perdita.
 
Non si fanno piú figli perchè ormai i giovani soprattutto qui vivono nella totale incertezza economica e di prospettive future, in un mondo che giorno dopo giorno va piú a rotoli.

Non c'è nessuna questione culturale, tra i giovani adulti rimane ancora la voglia di fare figli, è un sentimento umano che difficilmente si può eliminare. Semplicemente mancano le premesse.

Il matrimonio è giá un altro discorso, giorno dopo giorno rileva tutte le sue falle dal punto di vista giuridico e andrebbe ripensato totalmente.


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Non c'è nessuna questione culturale, tra i giovani adulti rimane ancora la voglia di fare figli, è un sentimento umano che difficilmente si può eliminare. Semplicemente mancano le premesse.
In realtà la questione culturale c'è, non è soltanto un fatto economico. I matrimoni sono in calo e i divorzi in aumento e tutto ciò (ovviamente) si riflette anche sulla voglia/possibilità di fare figli. E no, la gente non divorzia per ragioni economiche, ma sociali e culturali. Poi che l'incertezza economica abbia un'influenza è vero, ma è un problema che coinvolge più che altro il numero di figli (anziché una famiglia numerosa con più di 3 figli, mi limito ad 1, massimo 2)
 
Parlandoci onestamente: ci vuole coraggio, nel senso letterale del termine, a mettere al mondo un'anima in tempi dove l'economia è sempre più instabile e una crisi climatica incombe. Io di fare un figlio ora, sapendo che a 40 anni dovrà "litigarsi" - per usare un eufemismo - l'ultima goccia di petrolio rimasta con i suoi coetanei, non ne ho alcuna intenzione. E credo in tanti la pensino così.
 
Parlandoci onestamente: ci vuole coraggio, nel senso letterale del termine, a mettere al mondo un'anima in tempi dove l'economia è sempre più instabile e una crisi climatica incombe. Io di fare un figlio ora, sapendo che a 40 anni dovrà "litigarsi" - per usare un eufemismo - l'ultima goccia di petrolio rimasta con i suoi coetanei, non ne ho alcuna intenzione. E credo in tanti la pensino così.
Parlavo cosi con dei miei amici e mi davano dell'esagerato. Magari è pure tutta questa situazione di pandemia a farci sentire cosi insicuri.
 
Esattamente la risposta che mi aspettavo.
Comunque, se proprio vogliamo metterla per forza in questi termini, l'Ungheria dimostra il contrario. E no, non sono io qui quello che continua a definire e considerare il governo, la società e la politica ungherese "omofoba" e chi più ne ha più ne metta ad ogni occasione. Mi segui?
Sì ma infatti io non mi esprimo tanto sulla società ungherese (non sempre la società rispecchia del tutto il governo), ma delle decisioni politiche di Orban, come vietare di cambiare genere nel proprio documento (ostacolando quindi le persone transessuali), oppure il nuovo più recente divieto di adozione alle coppie omosessuali, con il ministro della famiglia che poche ore prima diceva che le donne "dovrebbero occuparsi prioritariamente di procreare, di svolgere in modo onorevole la funzione di madre e tornare ad essere motore propulsivo della famiglia tradizionale.": una dichiarazione quantomeno 800esca, senza considerare la stupidità del decidere di non usufruire dei talenti e delle capacità del donne in ambiente produttivo/lavorativo. Non sono queste le politiche che aiuteranno la natalità, anche perché, affrontando l'argomento a tutto tondo, le donne e gli uomini gay vogliono formare una famiglia e vogliono avere figli. Affrontare questo discorso, a livello sociale, con gli eventuali pro e contro, ci farebbe bene, invece di andare avanti a slogan (faccio riferimento ai nostri rappresentanti politici in primis).
Sul determinare un'associazione causale fra queste politiche di Orban e l'aumento della natalità ci andrei piano, perché potrebbero esserci dei confondenti (che io non conosco, ma che magari tu conosci) che potrebbero essere invece stati determinanti, soprattutto aiuti economici, o (anche se non credo, sennò si sarebbe venuto a sapere, penso) il collocamento di alcune barriere nei confronti delle pari opportunità per la donna.
In Italia (e rispondo pure a Tex Miller) secondo me il problema è sì economico, ma anche "sociale" se così si può dire, più che culturale: la società spinge le persone di ambo i sessi a studiare, e iperspecializzarsi, e non si entra nel mondo lavorativo, mediamente prima dei 30 anni (forse in Italia qualcosa di meno): il fatto è che la donna parte dal presupposto che non vuole figli, perché a 19 anni non gliene frega nulla, e perché quando finiscono l'università si affacciano nel mondo del lavoro, ultra competitivo, e devono rimboccarsi le maniche (come anche i maschi) per ottenere il posto di lavoro che vogliono. Il punto è che le donne sono una bomba a orologeria, per così dire: hanno un tempo decisamente più limitato dei maschi per mettere "la loro vita in ordine": idealmente devono avere partner e lavoro entro i 30 anni, così da avere ancora un po' di tempo per avere figli. Molte donne però non organizzano così la loro vita, e si spendono solo per il successo lavorativo, non pensando (perché non lo sanno, perché nessuno glielo "insegna", ed è questa per me la colpa della società di oggi) che a 30-35 anni aumenta enormemente il desiderio della maternità, ma è possibile che a quel punto si ritrovino senza un partner, o hanno difficoltà ad avere un ovulo pronto alla fecondazione (e quindi, possibilmente, si rivolgono al ginecologo per farsi aiutare). Anche però insegnando alle donne cosa vuol dire avere 30-35 anni, sarebbero sottoposte a uno stress enorme, per via della competitività in ambito lavorativo, e nel fatto che deve studiare parecchio prima di avere la possibilità di essere adeguatamente competitiva.
Con questo enorme problema alla base, non è ostacolando gli omosessuali che ottieni i risultati.
Scusate il papiro, spero di essermi fatto capire :asd: se siete comunque interessati all'argomento, su youtube trovate Jordan Peterson (psicoterapeuta) che affronta l'argomento
 
Ultima modifica:
Magari c'è anche una componente culturale nel caso dei matrimoni e della natalità eppure vorrei proprio vedere quanti matrimoni riesce ad organizzare una coppia dove entrambi lavorano saltuariamente con buste paga vergognose e non si hanno i genitori in grado di pagare il conto.
 
Ultima modifica:
Veg, io ti voglio bene perchè sei uno dei pochi che cerca sempre il dialogo ed hai una pazienza infinita con tutti (me compreso). Ti rispetto molto, davvero. Però, e questo l'ho già espresso più volte anche in privato, le visioni della società/del mondo attualmente più diffuse sono inconciliabili a prescindere.
Io insisto perché in altre occasioni ho avuto modo di confrontarmi e rivalutare i punti di vista, vedi l aborto discusso in privato: non necessariamente mi allineo alla tua visione, ma sicuramente sono in grado di dargli un peso diverso quando ne parlerò.

In questo caso prendila come un freno alla deriva che può prendere una discussione su Pillon che, piuttosto che censurarla dopo, magari da spunti di riflessione per altri.
 

Perché definirla tragedia? Ricordiamoci chi c'era prima al governo, e se siamo costretti ad accettare questo recovery fund che almeno questi soldi vengano spesi bene e non in caz*ate
Perché la perdita e la sofferenza sono elementi della tragedia. Tutti i dettagli a disposizione, dal recentissimo documento del G30 a firma Draghi, alle sue dichiarazioni passate, prospettano un futuro degli italiani drammatico e pregno di quegli elementi.

"Governments will increasingly need to move away from broad support to more targeted measures. This means refraining from trying to preserve the pre-pandemic status quo, and enabling the reallocation of resources needed for economies to emerge fitter and stronger. Further, private sector capabilities should be relied on to prioritize and administer support in jurisdictions with strong private financial institutions and deeper capital markets. Government intervention is best focused on addressing market failures, and to managing the pace of the needed creative destruction. [...]

In short, policymakers must make hard choices. The decisions they make now will define the strength and resilience of their economies, and the wider global financial system, over the coming decade."



Il darwinismo economico è la soluzione di Mario Draghi alla crisi. Lasciar perire un numero incalcolabile di imprese (e di lavoratori) attuando una "necessaria distruzione creativa" del mercato, che i policymaker dovranno gestire facendo "scelte difficili". Una riallocazione delle risorse che, sono certo, sarà ampiamente apprezzata dagli utenti di destra che qui festeggiano o giustificano l'arrivo del curatore fallimentare sostenuto dal cdx.

I media e le elite italiane stanno canonizzando Draghi come un santo, facendo uso degli stessi metodi e degli stessi termini dell'epoca Monti. I funzionari europei come Trichet esprimono soddisfazione per la sua discesa in campo e per la sua capacità di mettere in atto le loro riforme. I marker sono in bella vista, ma nessuno vuole vederli.

E il ricordare il precedente governo non mi assiste nel vedere elementi di positività in quello all'orizzonte. Fra uno che - con la sua incompetenza - non mi tende la mano mentre sto affogando, ed uno che - con la sua expertise - mi spinge la testa sotto l'acqua, preferisco il primo. Almeno ho qualche possibilità di potermi salvare.

I soldi, quelli saranno spesi come desidera l'Unione europea. È una delle condizionalità. Sappiamo tutti anche che nell'euro non è possibile mettere in atto politiche keynesiane senza far saltare la bilancia dei pagamenti. Quel debito non porterà benessere economico, ma solo ulteriori politiche di deflazione salariale e più catene da cui doversi liberare per uscire dalla moneta unica.
 
Perché la perdita e la sofferenza sono elementi della tragedia. Tutti i dettagli a disposizione, dal recentissimo documento del G30 a firma Draghi, alle sue dichiarazioni passate, prospettano un futuro degli italiani drammatico e pregno di quegli elementi.

"Governments will increasingly need to move away from broad support to more targeted measures. This means refraining from trying to preserve the pre-pandemic status quo, and enabling the reallocation of resources needed for economies to emerge fitter and stronger. Further, private sector capabilities should be relied on to prioritize and administer support in jurisdictions with strong private financial institutions and deeper capital markets. Government intervention is best focused on addressing market failures, and to managing the pace of the needed creative destruction. [...]

In short, policymakers must make hard choices. The decisions they make now will define the strength and resilience of their economies, and the wider global financial system, over the coming decade."



Il darwinismo economico è la soluzione di Mario Draghi alla crisi. Lasciar perire un numero incalcolabile di imprese (e di lavoratori) attuando una "necessaria distruzione creativa" del mercato, che i policymaker dovranno gestire facendo "scelte difficili". Una riallocazione delle risorse che, sono certo, sarà ampiamente apprezzata dagli utenti di destra che qui festeggiano o giustificano l'arrivo del curatore fallimentare sostenuto dal cdx.

I media e le elite italiane stanno canonizzando Draghi come un santo, facendo uso degli stessi metodi e degli stessi termini dell'epoca Monti. I funzionari europei come Trichet esprimono soddisfazione per la sua discesa in campo e per la sua capacità di mettere in atto le loro riforme. I marker sono in bella vista, ma nessuno vuole vederli.

E il ricordare il precedente governo non mi assiste nel vedere elementi di positività in quello all'orizzonte. Fra uno che - con la sua incompetenza - non mi tende la mano mentre sto affogando, ed uno che - con la sua expertise - mi spinge la testa sotto l'acqua, preferisco il primo. Almeno ho qualche possibilità di potermi salvare.

I soldi, quelli saranno spesi come desidera l'Unione europea. È una delle condizionalità. Sappiamo tutti anche che nell'euro non è possibile mettere in atto politiche keynesiane senza far saltare la bilancia dei pagamenti. Quel debito non porterà benessere economico, ma solo ulteriori politiche di deflazione salariale e più catene da cui doversi liberare per uscire dalla moneta unica.
That's a bingo. Se non fai spesa pubblica i lavoratori, muoiono. Se fai spesa pubblica, si importano beni tedeschi. E la scelta di fare spesa pubblica dipende dai capitalisti che finanziano i partiti.
Non è solo il sistema del cambio fisso ad essere una inculatura, per i lavoratori, ma l'intero sistema capitalista.
 
Sì ma infatti io non mi esprimo tanto sulla società ungherese (non sempre la società rispecchia del tutto il governo), ma delle decisioni politiche di Orban, come vietare di cambiare genere nel proprio documento (ostacolando quindi le persone transessuali), oppure il nuovo più recente divieto di adozione alle coppie omosessuali, con il ministro della famiglia che poche ore prima diceva che le donne "dovrebbero occuparsi prioritariamente di procreare, di svolgere in modo onorevole la funzione di madre e tornare ad essere motore propulsivo della famiglia tradizionale.": una dichiarazione quantomeno 800esca, senza considerare la stupidità del decidere di non usufruire dei talenti e delle capacità del donne in ambiente produttivo/lavorativo. Non sono queste le politiche che aiuteranno la natalità, anche perché, affrontando l'argomento a tutto tondo, le donne e gli uomini gay vogliono formare una famiglia e vogliono avere figli. Affrontare questo discorso, a livello sociale, con gli eventuali pro e contro, ci farebbe bene, invece di andare avanti a slogan (faccio riferimento ai nostri rappresentanti politici in primis).
Sul determinare un'associazione causale fra queste politiche di Orban e l'aumento della natalità ci andrei piano, perché potrebbero esserci dei confondenti (che io non conosco, ma che magari tu conosci) che potrebbero essere invece stati determinanti, soprattutto aiuti economici, o (anche se non credo, sennò si sarebbe venuto a sapere, penso) il collocamento di alcune barriere nei confronti delle pari opportunità per la donna.
In Italia (e rispondo pure a Tex Miller) secondo me il problema è sì economico, ma anche "sociale" se così si può dire, più che culturale: la società spinge le persone di ambo i sessi a studiare, e iperspecializzarsi, e non si entra nel mondo lavorativo, mediamente prima dei 30 anni (forse in Italia qualcosa di meno): il fatto è che la donna parte dal presupposto che non vuole figli, perché a 19 anni non gliene frega nulla, e perché quando finiscono l'università si affacciano nel mondo del lavoro, ultra competitivo, e devono rimboccarsi le maniche (come anche i maschi) per ottenere il posto di lavoro che vogliono. Il punto è che le donne sono una bomba a orologeria, per così dire: hanno un tempo decisamente più limitato dei maschi per mettere "la loro vita in ordine": idealmente devono avere partner e lavoro entro i 30 anni, così da avere ancora un po' di tempo per avere figli. Molte donne però non organizzano così la loro vita, e si spendono solo per il successo lavorativo, non pensando (perché non lo sanno, perché nessuno glielo "insegna", ed è questa per me la colpa della società di oggi) che a 30-35 anni aumenta enormemente il desiderio della maternità, ma è possibile che a quel punto si ritrovino senza un partner, o hanno difficoltà ad avere un ovulo pronto alla fecondazione (e quindi, possibilmente, si rivolgono al ginecologo per farsi aiutare). Anche però insegnando alle donne cosa vuol dire avere 30-35 anni, sarebbero sottoposte a uno stress enorme, per via della competitività in ambito lavorativo, e nel fatto che deve studiare parecchio prima di avere la possibilità di essere adeguatamente competitiva.
Con questo enorme problema alla base, non è ostacolando gli omosessuali che ottieni i risultati.
Scusate il papiro, spero di essermi fatto capire :asd: se siete comunque interessati all'argomento, su youtube trovate Jordan Peterson (psicoterapeuta) che affronta l'argomento
La penso esattamente come te...
 
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