Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Tretya meshchanskaya | Abram Room, 1927. Le premesse sono quelle, banali, di un intreccio basato su un triangolo amoroso. Inizialmente più comico, ne sviluppa gradualmente la vena drammatica fino a rendersi molto meno prevedibile e semplicistico di quanto non ci si sarebbe aspettati. Di una lucidità sorprendente nel mettere in scena l'ambiguità dei rapporti umani e la volubilità dei sentimenti, ma soprattutto nel toccare temi ancora oggi estremamente delicati. E un personaggio femminile così non me lo aspettavo davvero – politicamente dirompente, nella sua semplicità. Film sovietico, dubito che un Paese occidentale avrebbe prodotto un film così esplicito su argomenti allora assolutamente tabù. Piacevolmente sorpreso.

4 mosche di velluto grigio | Dario Argento, 1971. Primo Argento per me, più o meno mi aspettavo una cosa del genere. Girato bene (almeno se ci si tappano gli occhi ogni volta che gli anni Settanta cercano di violentare il buon gusto), alcune belle scene (i titoli di testa, il pedinamento, i momenti di suspance in casa in notturna, tutte quelle in cui c'è *** Onnipotente Bud Spencer, l'investigatore checca che mi ha fatto ridere in senso buono), in fin dei conti una ********* invecchiata male e scritta peggio.

 
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Muische quando non servono, la deriva psicologica con cui si vuole fare il film "particolare" è resa troppo male. Alla fine mi sono stancato, non c'era granché che mi piacesse. Magari sono stato troppo duro non è che ce l'ho col film, semplicemente mi pare venuto su male.

 
8 1/2 di Federico Fellini

Questo è il secondo film di Fellini che vedo dopo la dolce vita, il quale a distanza di tempo ricordo che pur sembrandomi un ottimo film l'ho trovato a tratti troppo cervellotico e di difficile interpretazione. Nei primi minuti di visione anche 8 1/2 sembrava avere gli stessi difetti (per me, sia chiaro :asd:), fortunatamente mi sono ricreduto dopo poco. Ho apprezzato la struttura un pò spezzettata "ad episodi" ed intermezzata dai sogni che sono uno più bello dell'altro, in diverse scene (in particolare quella col cardinale che riceve il regista per la prima volta ascoltando il suono degli uccelli) è poesia allo stato puro, un termine sicuramente abusato ma che in questo caso trovo adatto a descrivere il film.

In generale tutti i sogni mi sono piaciuti moltissimo, il picco ovviamente nel finale con uno dei dialoghi/monologhi più belli (forse il più bello) che abbia mai visto in qualsiasi film.

In generale però non sono in grado di individuare con precisione il motivo per cui in Fellini trovo che il film, pur rimanendo grandissimo, sia un gradino inferiore alla somma delle parti che lo costituiscono. Forse non apprezzo il genere in quanto prediligo film più espliciti e di facile comprensione, forse ho bisogno di una seconda visione per apprezzarlo appieno. In definitiva è un film a cui "do 9 perchè capisco che lo merita" e non perchè "sento che lo merita" (nell'ultimo caso darei 8,5). Cioè mi viene quasi da dare due giudizi, uno cerebrale ed uno sentimentale. Questo in misura inferiore rispetto alla dolce vita, dove reputo che questo "difetto" sia molto più incisivo.

 
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8 1/2 di Federico Fellini
Questo è il secondo film di Fellini che vedo dopo la dolce vita, il quale a distanza di tempo ricordo che pur sembrandomi un ottimo film l'ho trovato a tratti troppo cervellotico e di difficile interpretazione. Nei primi minuti di visione anche 8 1/2 sembrava avere gli stessi difetti (per me, sia chiaro :asd:), fortunatamente mi sono ricreduto dopo poco. Ho apprezzato la struttura un pò spezzettata "ad episodi" ed intermezzata dai sogni che sono uno più bello dell'altro, in diverse scene (in particolare quella col cardinale che riceve il regista per la prima volta ascoltando il suono degli uccelli) è poesia allo stato puro, un termine sicuramente abusato ma che in questo caso trovo adatto a descrivere il film.

In generale tutti i sogni mi sono piaciuti moltissimo, il picco ovviamente nel finale con uno dei dialoghi/monologhi più belli (forse il più bello) che abbia mai visto in qualsiasi film.

In generale però non sono in grado di individuare con precisione il motivo per cui in Fellini trovo che il film, pur rimanendo grandissimo, sia un gradino inferiore alla somma delle parti che lo costituiscono. Forse non apprezzo il genere in quanto prediligo film più espliciti e di facile comprensione, forse ho bisogno di una seconda visione per apprezzarlo appieno. In definitiva è un film a cui "do 9 perchè capisco che lo merita" e non perchè "sento che lo merita" (nell'ultimo caso darei 8,5). Cioè mi viene quasi da dare due giudizi, uno cerebrale ed uno sentimentale. Questo in misura inferiore rispetto alla dolce vita, dove reputo che questo "difetto" sia molto più incisivo.
8 1/2 e La dolce vita sono film "simili", è normale che i difetti che hai trovato in uno li ritrovi anche nell'altro. Non sono film perfetti nemmeno per me, perché sono poco coesi, anche se li amo e li considero comunque geniali.

Detto questo, Fellini non si limita a questi due film, ti consiglio di guardare I vitelloni e La strada, film che potrebbero venire incontro ai tuoi gusti, essendo più lineari e concreti.

 
The Italian Job (2003) di F. Gary Gray.
L'ho rivisto per celebrare l'uscita del trailer di Fast & Furious 8 visto che pure in quello ci saranno il regista, la Theron e il buon Statham :asd: non male :sisi:
Un ottimo Norton aggiungerei :sisi:

Questo è l'unico film, credo, in cui Mark Whalberg ride :rickds:

 
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The italian job era il film in cui gli italiani rapinati mangiavano pasta col pesto alle 9 del mattino mentre guardavano una partita di calcio bestemmiando ?

Lo ricordo come un film senza infamia ne lode, verso il finale scade nella commedia.

8 1/2 e La dolce vita sono film "simili", è normale che i difetti che hai trovato in uno li ritrovi anche nell'altro. Non sono film perfetti nemmeno per me, perché sono poco coesi, anche se li amo e li considero comunque geniali.Detto questo, Fellini non si limita a questi due film, ti consiglio di guardare I vitelloni e La strada, film che potrebbero venire incontro ai tuoi gusti, essendo più lineari e concreti.
Grazie provvederò a guardare anche i film che mi hai suggerito, magari un giorno anche tutta la filmografia di Fellini :asd:

 
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Into the Inferno di Werner Herzog.

Bel documentario, spettacolare ed interessantissimo quando parla dei vulcani, ma come per gli ultimi film di Herzog a volte va fuori tema, ed in questo caso deraglia parlando per troppo tempo di archeologia e della dittatura comunista, cose non altrettanto interessanti e che sembra siano state inserite per allungare il minutaggio della pellicola.

In ogni caso vale la pena vederlo, perché quando parla di vulcani è magnifico.

 
Un ottimo Norton aggiungerei :sisi:
Questo è l'unico film, credo, in cui Mark Whalberg ride :rickds:
No vabbeh dai penso rida pure in Ted :asd: io invece Norton non lo sopporto :morristend:

 
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AliensMi ha deluso, è una fotocopia action in tutto e per tutto del primo capitolo
magari fosse fotocopia action non ha un briciolo del primo capitolo :cat:

 
magari fosse fotocopia action non ha un briciolo del primo capitolo :cat:
Vero, intendevo che alcune scene sono davvero uguali, soprattutto il finale. Poi l'ho trovato anche un poi trash con tutta quella storia dell'Alien regina.

 
City Girl di Friedrich Wilhelm Murnau.

Ripropone in chiave diversa i temi di Sunrise. Il risultato complessivo è molto buono, ma non raggiunge il livello del precedente film. Ricompare quello scenario lunare visto in Sunrise con questa luna piena che si manifesta come il languido occhio spalancato di un *** sulla notte (un po' Van Gogh, un po' Manet, un po' Poussin).

Tabu di Friedrich Wilhelm Murnau.

Questo è un film davvero bello e ricco di significato. Immaginate un ambiente polinesiano, come quello dipinto da Gauguin, che rassomiglia in tutto al paradiso terrestre, su cui poi piomba il fato e l'editto divino, come se si trasponesse su pellicola Totem e Tabù, a impedire la felicità di due ingenui indigeni che si amano nonostante l'opposizione di un destino ineluttabile. Ricompare di nuova la luna nel suo massimo splendore, ma questa volta su un mare che assume molteplici sfumature, ampliando il ruolo assunto dal lago in Sunrise.

The Cat and the Canary di Paul Leni.

Si tratta della trasposizione dell'opera teatrale omonima. Una sorta di giallo a tinte horror ed espressionistiche su una palese comicità di fondo.

 
Vero, intendevo che alcune scene sono davvero uguali, soprattutto il finale. Poi l'ho trovato anche un poi trash con tutta quella storia dell'Alien regina.
Dopo questa. Va beh De gustibus non disputandum est.

 
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Capisco i gusti ma rispetto al primo è davvero un filmetto. Il primo è un capolavoro, il secondo è godibile ma secondo me nemmeno lontanamente paragonabile al primo capitolo.

 
Consigli di Dreyer? :cat:

 
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