Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Angst vor der Angst | Rainer Werner Fassbinder, 1975. Primo Fassbinder per me. Produzione piuttosto modesta, che infatti ho poi scoperto essere stata pensata per la trasmissione televisiva. (Certo faccio fatica a immaginarmi una pellicola come questa prodotta per la televisione, ma sono eccezioni che fanno solo piacere.) I limiti sono visibili nella recitazione, in alcune scelte di montaggio e nell'utilizzo piuttosto grossolano della colonna sonora. (Ah pure qui gli anni Settanta non mancano di vandalizzare la pellicola ogni volta che ne hanno l'occasione – marito con il riportino e il baffetto non si può vedere, proprio non si può.) Elementi che stonano, abbassando almeno superficialmente il livello di un prodotto di per sé spiccatamente autoriale. Fassbinder ritrae la propria protagonista a tratti sottili ma precisi, lasciandone trasparire i tormenti e le psicosi e seguendone l'involuzione senza edulcorare alcun dettaglio. Finisce in modo un po' brusco (probabilmente una dei pochi compromessi con gli standard televisivi) ma nel poco tempo a disposizione riesce a sviluppare il soggetto quanto basta e mantenendo il giusto ritmo. Una nota di merito anche per la fotografia, elegantemente sobria e a tratti brillante nella composizione cromatica. Non è una visione per tutti ma se approcciata nel modo giusto sa lasciare il segno, pur non raccontando nulla di particolarmente nuovo od originale. Il primo impatto è stato più che buono insomma, quando possibile cercherò di recuperare altro di questo autore.

Ora ditemi come fa uno ad immedesimarsi nello psicodramma esistenziale finché c'è questo tipo sul set.

Angst-vor-der-Angst-AKA-Fear-of-Fear-1975-2.jpg
 
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Ormai mia madre si incavola se solo occupiamo la televisione per guardarlo. Per quello un paio di anni fa ho comprato l'edizione con due DVD :sard:

Comunque stasera mi sono visto Parker (2013), non sono un super-appassionato dei film di Statham però non mi è dispiaciuto. Ma quanto sangue perde a un certo punto :rickds:

 
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Fast and Furious (2001) di Rob Cohen.

Ho deciso di cominciare il ciclo di film ora nell'attesa dell'ottavo (ho pure preso il cofanetto completo in bluray l'anno scorso). Sempre bello, per quel che mi riguarda.

Comunque siamo ancora lontani dagli aerei che partoriscono le auto :sard:

 
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The accountant

Se leggete la sceneggiatura di questo film a voce alta davanti allo specchio apparirà Sgarbi a darvi della capra. Sceneggiatura stupidissima (non dico "autistica" per puro rispetto ), Bill Dubuque del resto era responsabile di un'altra immensa puttanata, the judge, e gavin o connor è un pessimo regista con esattamente un film decente alle spalle, qualunque scena d'azione è confusa, il montaggio è un casino, gli attori devono fare overacting che neanche i disaster movie. Jesus ci sono certe righe di dialogo che ti fanno disimparare la logica e i sensazionali colpi di scena sono più telefonati della routine mattutina di pompini e di the al bergamotto con lo scatarro dentro della barbara d'urso.

se avete gusti strani, potrebbe essere un valido guilty pleasure, non vi giudico. Come film, è brutto forte. Forse con qualche (tante) birre e compagnia diventa divertente.

 
The accountant
Se leggete la sceneggiatura di questo film a voce alta davanti allo specchio apparirà Sgarbi a darvi della capra. Sceneggiatura stupidissima (non dico "autistica" per puro rispetto ), Bill Dubuque del resto era responsabile di un'altra immensa puttanata, the judge, e gavin o connor è un pessimo regista con esattamente un film decente alle spalle, qualunque scena d'azione è confusa, il montaggio è un casino, gli attori devono fare overacting che neanche i disaster movie. Jesus ci sono certe righe di dialogo che ti fanno disimparare la logica e i sensazionali colpi di scena sono più telefonati della routine mattutina di pompini e di the al bergamotto con lo scatarro dentro della barbara d'urso.

se avete gusti strani, potrebbe essere un valido guilty pleasure, non vi giudico. Come film, è brutto forte. Forse con qualche (tante) birre e compagnia diventa divertente.
Bene bene, ero a tanto così da spenderci 2 euro per vederlo al cinema un mese fa :asd:

P.S. Il tè al bergamotto non è adatto per la colazione, è per la merenda, dillo a Barbarona :.bip:

 
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Per colpa di Goodfella non riesco a togliermi dalla testa l'immagine della D'Urso in camerino che scatarra dentro la tazza...

 
Per colpa di Goodfella non riesco a togliermi dalla testa l'immagine della D'Urso in camerino che scatarra dentro la tazza...
Avevo letto una rivelazione in segreto di una sua assistente che ammise appunto di sputarle nel the ogni mattina.... non tutti gli eroi indossano maschere

 
Zootopia | Byron Howard e Rich Moore, 2016. Sfrutta efficacemente i soliti ovvi animali parlanti per trattare il razzismo, e più in generale la discriminazione in qualunque forma, in una maniera sorprendentemente diretta per un film indirizzato al pubblico più giovane. Non mi è dispiaciuta nemmeno la scelta dare all'intreccio tinte quasi noir: pur restando dozzinale è una scelta inconsueta per questo tipo di produzione.

(Stupendo come la soluzione venga raggiunta solo grazie a scambi di favore tra polizia e mafia, e come il finale faccia sembrare tutto questo gioioso e commovente.) :asd:
Per il resto, c'è poco per cui entusiasmarsi. Abbastanza fastidiose le citazioni/riferimenti – spassose sì ma troppo, troppo sfacciate; soprattutto, direzione artistica non pervenuta. Nel complesso un gran bel Meh: mi sono avvicinato al film incuriosito dai commenti inaspettatamente positivi letti in giro, ma alla fine non ho trovato molto di più di quanto mi aspettassi (poco). Ottimo per i più piccoli, di poco o nessun interesse per gli altri.

 
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Deepwater Horizon, altrimenti detto "la ventesima volta che mark wahlberg, marito/padre di famiglia, è in pericolo mentre fa il suo lavoro"

Non è male, il miglior film di peterberg, gli attori scelti sono comunque tutti bravi, però credo sia ragionevole pensare che molti altri registi ( chandor fu il primo a salire a bordo del progetto, anni fa) avrebbero trattato la cosa in modo più ampio, interessante e completo. Alla fine è un resoconto di come mark wahlberg e amici si siano salvati e un omaggio patriottico ai morti, lasciando il compito di dare altre (secondo me vitali) informazioni alle didascalie dei titoli di coda. Pure i cinque minuti di ralenty alla fine, insomma.... Si capisce l'enorme valore umano di ognuno di questi uomini, però non prendetemi come un rompicoglioni, se dico che c'era molto, molto altro da dire. Per intrattenere, intrattiene.

 
café society di woody allen. era da un po' che speravo di poterlo dire di nuovo: mi è piaciuto l'ultimo di allen. nella sua produzione recente un blue jasmine rimane ancora difficilmente replicabile, ma non è fastidioso e artificioso quanto i due precedenti. è giusto appena sufficiente, regala poche emozioni ma il triangolo amoroso è reso efficacemente. ho solo un unico grande dubbio su alcune scelte della fotografia, è tutto fin troppo tremendamente arancione.

deadpool di tim miller. evitabilissimo, e fa sorridere che sia stato accolto come un cinecomic diverso dal solito. è la più banale e scontata storia di origini che si sia vista da un bel po' di tempo a questa parte, e il continuo torrente di battute fa più danni che altro.

coppia di western di howard hawks:

un dollaro d'onore, costruito ottimamente tutto su caratterizzazioni e rapporti dei personaggi. sicuramente spicca dean martin, uomo in lotta contro sé stesso e il proprio alcolismo, in cerca di rivincita e redenzione. costruzione ottima anche per regia, che ci accompagna con grande precisione in ogni angolo, sia in interni che esterni, di questo piccolo paese con il solito, incorruttibile john wayne. generalmente gioca sulla tensione, ma non male l'esplosiva sparatoria finale.

ne riprende in gran parte il canovaccio el dorado, di pochi anni successivo, ma cambiando qualche rapporto di forza tra i personaggi, aggiungendo qualche elemento di novità e soprattutto affinando e allargando la componente più propriamente d'azione. a questo giro hawks si permette anche qualche virtuosismo in più, e il risultato finale non si può non apprezzare.

miss peregrine's home for peculiar children di tim burton. aspettative nulla (anche perché sarebbe difficile aspettarsi qualcosa, ora, da burton), piacevolmente sorpreso. direi che è senza infamia e senza lode, una visione onesta e un immaginario vagamente originale. qualche accenno poi a toni vagamente dark per dare un minimo di sapore in più al tutto.

kubo and the two strings di travis knight. mi sono pentito amaramente di averlo sottovalutato all'uscita, mi è piaciuto un sacco. lo studio laika aggiunge un altro ottimo elemento al proprio curriculum, confezionando un'avventura tanto pura nella presentazione, nello sviluppo e negli intenti quanto avvincente, convincente e coinvolgente. il tutto si presenta poi come visivamente ispirato e originale, si può veramente parlare in più di un'occasione di gioia per gli occhi.

sing street di john carney. storia di formazione abbastanza classicia ma arricchita ed elevata dall'ottima componente musicale. carney è stato ben attento a sintetizzare le numerose influenze di quegli anni '80 che forse rappresenta un po' troppo idealmente, ma comunque con una innegabile sincerità di fondo. storia classica ma non banale, e soprattutto attraversata da diverse tensioni, sia personali che sociali, tutte presentate brevemente ma decentemente.

 
Mad Max: Fury Road ci sono andato con aspettative medio-basse perchè sapevo che era un film action con pochissima trama ma avevo letto che aveva vinto diversi premi..Dopo venti miuti ho pensato " ma che è sta cafonata", adesso sono ancora a bocca aperta da quanto mi è piaciuto:asd:...grandissimo film

 
It Follows

Uno dei migliori horror degli ultimi anni,bella fotografia e atmosfera è interessante l'idea di base,qualche errore di sceneggiatura ma ci si passa sopra.

 
Merry Go Round, The Wedding March e Queen Kelly di Erich von Stroheim.

Tre film intrisi dalla visione caustica e disincantata di quella che sembra essere la società asburgica di inizio '900, ma che in realtà prende di mira tutti i rapporti umani e sociali. Sarebbe interessante leggere un'interpretazione psicanalitica della filmografia di questo regista. La sua amara trasposizione cinematografica della vita lascia intravedere delle radici molto profonde.

 
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