Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Hell or High Water di David Mackenzie. La sceneggiatura contiene più di una sbavatura, soprattutto per quanto riguarda i dialoghi, però viene salvato da una grande fotografia e dalle fantastiche prove attoriali di tutto il cast.

 
Molto molto bello l'ultimo Kaurismaki L'Altro Volto della Speranza. Solita potenza espressiva, grazia che non manca neanche nei momenti più difficili.

Doppiaggio poco. E' in sala, andatelo a vedere.

 
The Beguiled, Don Siegel

Bello. Coppola lo ammazzerà.

 
Inland Empire di David Lynch. Eccessivamente delirante per i miei gusti. Ho provato a seguirlo, a capire cosa stesse succedendo sullo schermo, ma è stato molto difficile. Alla fine ho letto alcune interpretazioni, anche abbastanza complesse, che mi hanno aiutato a farmi un'idea di cosa avessi appena guardato. Però in ogni caso è stato troppo. Probabilmente ho sbagliato ad avvicinarmi a Lynch con questo film, però ho dovuto farlo per avere la possibilità di vederlo su Netflix prima che venga tolto.

 
Oltre le nuvole di Makoto Shinkai. Boh non so davvero che dire su questo film... ancora non ho nemmeno capito se mi è piaciuto :asd.

 
Inland Empire di David Lynch. Eccessivamente delirante per i miei gusti. Ho provato a seguirlo, a capire cosa stesse succedendo sullo schermo, ma è stato molto difficile. Alla fine ho letto alcune interpretazioni, anche abbastanza complesse, che mi hanno aiutato a farmi un'idea di cosa avessi appena guardato. Però in ogni caso è stato troppo. Probabilmente ho sbagliato ad avvicinarmi a Lynch con questo film, però ho dovuto farlo per avere la possibilità di vederlo su Netflix prima che venga tolto.
è sicuramente il film più delirante di Lynch. Anche per me fu il suo primo film, ricordo che lo notai la prima volta al blockbuster (eh sì, molto tempo fa :rickds:) e mi attirò la descrizione che recitava qualcosa come "il 2001: odissea nello spazio di Lynch".

Quindi lo noleggiai e lo guardai con mio padre. Rimanemmo entrambi perplessi, ma io nonostante le domande, rimasi anche colpito dall'atmosfera, dall'estetica e dalla capacità di Lynch di tenere incollati gli spettatori con le sue immagini e situazioni assurde ed inquietanti.

Alla fine recuperai tutta la cinematografia, tutti i corti e Twin Peaks (ovviamente), e diventò uno dei miei registi preferiti. Quindi Buddha94 non ti scoraggiare, e dagli un'altra chance a Lynch ;)

 
parlando di lynch

surveillance, di figlia di lynch

bello, da durello a tratti, bill pullman, serial killer, FLASHBACK, finale semplice, personaggi malvagi. Quando non vuoi chiedere più nulla a un thriller è una bella emozione

 
Ecco l'altro film che avevo visto il giorno prima New York, New York. :asd: Forse approfitto di questi giorni di vacanza per vedere qualche film in più.

Palombella rossa | Nanni Moretti, 1989. Visto al cinema, ottimamente introdotto dallo stesso Moretti. A fine visione mi sono trovato relativamente freddino: un po' troppo da metabolizzare, suppongo sia uno di quei film fatti per crescere nel tempo e con visioni successive. Dormitoci sopra mi sono infatti scoperto molto affezionato al film, e la cosa mi ha fatto un grande piacere. Al di là di tutte le considerazioni storico-politiche su cui il film è fondato (chissà che botta all'uscita) e degli intrecci di queste con la contorta psicologia dell'iconico Michele Apicella, quello che più mi è rimasto di Palombella rossa è il modo in cui mette in scena i movimenti e le atmosfere tipiche dell'incubo: la progressione per associazione di idee, la paradossale struttura dei tempi e degli spazi, il sovrapporsi dei pensieri, delle parole, dei personaggi stessi, il sempre più labile confine fra l'io e l'altro, fra il monologo e il dialogo; l'improvvisa urgenza delle pulsioni più intime. (La partita infinita, la folla avvinta dalle sorti del dottor Živàgo, la musica... E la leggendaria scena dell'intervista, più che un dialogo un modo di intendere la vita.) È pure piacevole alla vista, cosa che non a Moretti non chiedevo, anche grazie all'ottimo restauro della Cineteca nazionale: verrebbe voglia di tuffarsi nell'intenso turchese della piscina, spezzato dal giallo acceso del pallone. Anche alcuni bellissimi rallentatori. Film densissimo, impossibile pensare di apprezzarlo appieno dopo una sola visione. Indimenticabile, scena dopo scena.

Ecce bombo | Nanni Moretti, 1978. (Non a caso, e ho già Sogni d'oro pronto) Praticamente una sequenza di sketch, per cui la progressione va molto a scatti e questo incide sul ritmo. D'altra parte questa è probabilmente la forma più congeniale alla comicità di Moretti (già incredibilmente matura al suo secondo lungometraggio) per cui, nel complesso, i momenti di stanca sono più che compensati dalle scene più brillanti. Mi chiedo quanto coraggio ci voglia per mettersi così a nudo di fronte ad una telecamera, anche se dietro alla maschera di un personaggio. Buon per noi. Promosso ma da rivedere, perché ammetto di aver seguito un po' distrattamente certi passaggi. E anche perché credo sia uno di quei film che si fanno via via più memorabili con ogni visione successiva (caratteristica che a questo punto suppongo di poter attribuire un po' a tutto Moretti).

Groundhog day | Harold Ramis, 1993. Seconda visione. Più o meno, perché la prima lo vidi che era iniziato da un venti minuti mentre facevo colazione. Non c'è stata la magia di quella prima volta, un fulmine a ciel sereno, ma che bel film, idea piccolissima ma sfruttata brillantemente, divertente dall'inizio alla fine e pure con una semplice morale. A cui si aggiunge un pizzico di nostalgia per un certo tipo di comicità che ha ormai fatto il suo tempo. Visto con i miei che lo sanno praticamente a memoria, è stato molto bello.

 
Quel bravo ragazzo di Enrico Lando

Veramente mediocre come film. Ma sto Lando quand'è che farà film decenti? Eppure con Maccio e Herbert doveva uscire una commedia valida e invece...

Cioé ci sono pure nomi interessanti come Tony Sperandeo, Daniela Virgilio, Giampaolo Morelli e Jordi Mollà, ma non riescono a risollevare le sorti di questo film

 
Ecco l'altro film che avevo visto il giorno prima New York, New York. :asd: Forse approfitto di questi giorni di vacanza per vedere qualche film in più.
Palombella rossa | Nanni Moretti, 1989. Visto al cinema, ottimamente introdotto dallo stesso Moretti. A fine visione mi sono trovato relativamente freddino: un po' troppo da metabolizzare, suppongo sia uno di quei film fatti per crescere nel tempo e con visioni successive. Dormitoci sopra mi sono infatti scoperto molto affezionato al film, e la cosa mi ha fatto un grande piacere. Al di là di tutte le considerazioni storico-politiche su cui il film è fondato (chissà che botta all'uscita) e degli intrecci di queste con la contorta psicologia dell'iconico Michele Apicella, quello che più mi è rimasto di Palombella rossa è il modo in cui mette in scena i movimenti e le atmosfere tipiche dell'incubo: la progressione per associazione di idee, la paradossale struttura dei tempi e degli spazi, il sovrapporsi dei pensieri, delle parole, dei personaggi stessi, il sempre più labile confine fra l'io e l'altro, fra il monologo e il dialogo; l'improvvisa urgenza delle pulsioni più intime. (La partita infinita, la folla avvinta dalle sorti del dottor Živàgo, la musica... E la leggendaria scena dell'intervista, più che un dialogo un modo di intendere la vita.) È pure piacevole alla vista, cosa che non a Moretti non chiedevo, anche grazie all'ottimo restauro della Cineteca nazionale: verrebbe voglia di tuffarsi nell'intenso turchese della piscina, spezzato dal giallo acceso del pallone. Anche alcuni bellissimi rallentatori. Film densissimo, impossibile pensare di apprezzarlo appieno dopo una sola visione. Indimenticabile, scena dopo scena.

Ecce bombo | Nanni Moretti, 1978. (Non a caso, e ho già Sogni d'oro pronto) Praticamente una sequenza di sketch, per cui la progressione va molto a scatti e questo incide sul ritmo. D'altra parte questa è probabilmente la forma più congeniale alla comicità di Moretti (già incredibilmente matura al suo secondo lungometraggio) per cui, nel complesso, i momenti di stanca sono più che compensati dalle scene più brillanti. Mi chiedo quanto coraggio ci voglia per mettersi così a nudo di fronte ad una telecamera, anche se dietro alla maschera di un personaggio. Buon per noi. Promosso ma da rivedere, perché ammetto di aver seguito un po' distrattamente certi passaggi. E anche perché credo sia uno di quei film che si fanno via via più memorabili con ogni visione successiva (caratteristica che a questo punto suppongo di poter attribuire un po' a tutto Moretti).

Groundhog day | Harold Ramis, 1993. Seconda visione. Più o meno, perché la prima lo vidi che era iniziato da un venti minuti mentre facevo colazione. Non c'è stata la magia di quella prima volta, un fulmine a ciel sereno, ma che bel film, idea piccolissima ma sfruttata brillantemente, divertente dall'inizio alla fine e pure con una semplice morale. A cui si aggiunge un pizzico di nostalgia per un certo tipo di comicità che ha ormai fatto il suo tempo. Visto con i miei che lo sanno praticamente a memoria, è stato molto bello.
Bellissimo Palombella Rossa: assurdo come sia perfetto ancora oggi per descrivere il rincoglionimento della sinistra italiana.


 
è sicuramente il film più delirante di Lynch. Anche per me fu il suo primo film, ricordo che lo notai la prima volta al blockbuster (eh sì, molto tempo fa :rickds:) e mi attirò la descrizione che recitava qualcosa come "il 2001: odissea nello spazio di Lynch".Quindi lo noleggiai e lo guardai con mio padre. Rimanemmo entrambi perplessi, ma io nonostante le domande, rimasi anche colpito dall'atmosfera, dall'estetica e dalla capacità di Lynch di tenere incollati gli spettatori con le sue immagini e situazioni assurde ed inquietanti.

Alla fine recuperai tutta la cinematografia, tutti i corti e Twin Peaks (ovviamente), e diventò uno dei miei registi preferiti. Quindi Buddha94 non ti scoraggiare, e dagli un'altra chance a Lynch ;)
Sì ma infatti ho avuto la tua stessa identica impressione. Sono rimasto molto colpito da quello che accadeva a schermo e da come era rappresentato, tanto che pur non capendo un cazzò di quel che stava succedendo, ho continuato a guardare interessante. E' proprio il fatto di non aver capito niente alla fine che non può farmi dare un giudizio positivo (ma se per questo neanche negativo per quanto detto). Sicuramente appena ne avrò l'occasione approfondirò Lynch, non ho di certo intenzione di mollarlo :sisi:

 
out of the blue, film indipendente neozelandese del 2006. un film che fa decisamente più che riproporre i fatti, e lo fa con poco: la violenza è tanta o poca in base allo spettatore, il cast è quasi anonimo, l'accento è spaventoso, il finale è forse l'unico momento dove la fotografia si lascia andare ad immagini meno ispirate, dopo un'ora e mezza in cui ha tirato fuori il meglio dalle splendide e solitarie località neozelandesi. Se si vuol fare un film su un massacro, una sparatoria, una strage, basterebbe prendere ispirazione da questo: 25 minuti di introduzione, dove si presenta la situazione prima, e poi bum il resto del film che sono solo fatti ricostruiti al meglio con i mezzi che si hanno, prendendosi licenze dove male non fanno(le sigarette del finale), una buona sceneggiatura sui generi, montaggio e regia sapienti. Certo, attenersi troppo alla realtà storica, ai fatti, senza aggiungere altro o sviluppare troppi argomenti, ti tiene lontano dal capolavoro, ma non è assolutamente un compitino: l'astenersi a sensazionalismi, il gusto per la costruzione della scena, dialoghi credibili, sono elementi necessari per un film solido, compatto, come questo. Molti film simili non riescono a rendere quanto out of the blue, per questo e altri motivi, è un filmone nel suo genere.

 
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Ho visto "Personal Shopper", l'ho trovato brutto, veramente. Il film ha varie storie che progrediscono col passare dei minuti, ma nessuna di esse a mio avviso viene sviluppata a dovere, e sono tutte narrate in modo pessimo, sbrigativo e ripetitivo, oltre al c'entrare poco le une con le altre. Stewart è ok, senza infamia e senza lode, ma la sceneggiatura e la regia sono da bocciare: troppe scene e dialoghi inutili, mentre le scene ad effetto spesso scadono nel ridicolo, un po' per colpa della sceneggiatura e un po' per colpa degli effetti speciali osceni. Varie volte ho riso durante il film per le scene coi fili sospesi e con la CGI, molte volte mi sono arrabbiato per il nulla cosmico della narrazione e troppe volte sono rimasto a bocca aperta per la bruttezza della messa in scena, per il montaggio fatto con l'accetta e per alcune ingenuità su dialoghi risibili per quanto fossero pomposi. Alcune idee sono buone e capisco dove l'autore volesse andare a parare, ma a mio parere non gli è riuscito quasi nulla, ed il risultato finale è stato questo film pasticciato.

Detto questo, sono certo che ad alcuni piacerà, soprattutto sul forum, io non rientro tra i fortunati, una buona idea non basta, è necessaria una grande esecuzione per fare un bel film e questa esecuzione l'ho trovata mezza disastrosa.

Per alcuni temi mi ha ricordato "Maps to the Stars", solo che quello di Cronenberg è un filmone fatto con criterio, e questo è un macello.

Ripeto che è solo la mia opinione.

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Oh testa, pure io oggi ho visto personal shopper, e in linea di massima sono d'accordo con te. E' un film che principalmente salverei per la stewart (anche se va beh, personaggio scritto addosso, musone e inespressività a gogo, si deve essere impegnata meno di una pornostar a scopare) e per la tutto sommato buona mescolanza di generi che denotano una certa bravura, ma "nulla cosmico" è adatto sotto diversi punti di vista. I fantasmi che scrivono sul cell sono veramente imbarazzanti :asd: a maggior ragione se sottotrame del genere sono lasciate a muzzo come in questo caso.

La CGI :rickds:

l'accostamento a maps to the stars non lo vedo: a maggior ragione perchè qualunque tema è lasciato al caso, quando la sceneggiatura di wagner di maps è perfetta. Non vuole essere una critica al mondo della moda (o almeno spero perchè se ci sono stati tentativi di analisi da parte del regista non ne ho davvero visti), forse una "ghost story" ma poi diventa un thriller, ma poi è costantemente un dramma, boh. A visione finita, non mi era affatto dispiaciuto, ma più ci rifletto più mi è difficile capire come mai così tante scelte diverse per poi portare a...nulla.

 
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Mah guardalo che magari non ci abbiamo capito un piffero, mi sembra troppo vuoto per vederci qualcosa
È vuoto perché i puntini non vengono collegati, cioè le storie non sono amalgamate, anche se l'idea dell'autore traspare a tratti, cioè la depressione, l'ossessione e l'elaborazione del lutto, anche se sì, sono idee un po' vaghe che potrebbero valere per molti film, non è una scusa.

A parte il fatto che la sceneggiatura sia confusa e con alcune scene inutili o imbarazzanti (quelle dove

il fantasma rompe i bicchieri mi hanno fatto spanciare :asd:
) il problema è che appunto non porti da nessuna parte.

Comunque una cosa credo tu non l'abbia capita

non è il fantasma a chattare su whatsapp, è il killer che poi viene arrestato, almeno così l'ho inteso io.

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Ultima modifica da un moderatore:
È vuoto perché i puntini non vengono collegati, cioè le storie non sono amalgamate, anche se l'idea dell'autore traspare a tratti, cioè la depressione, l'ossessione e l'elaborazione del lutto, anche se sì, sono idee un po' vaghe che potrebbero valere per molti film, non è una scusa.A parte il fatto che la sceneggiatura sia confusa e con alcune scene inutili o imbarazzanti (quelle dove

il fantasma rompe i bicchieri mi hanno fatto spanciare :asd:
) il problema è che appunto non porti da nessuna parte.

Comunque una cosa credo tu non l'abbia capita

non è il fantasma a chattare su whatsapp, è il killer che poi viene arrestato, almeno così l'ho inteso io.

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rispondeva troppo velocemente imho :asd:

Effettivamente potrebbe essere come dici tu. A sembrarmi strano è che diano così tanta importanza a un personaggio che sembrava non avere peso nella narrazione.

 
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Visto, scrivo due righe al volo prima di leggere i vostri commenti e riflettere un po' :asd:

Sostanzialmente è un film sulla crisi d'identità e sulla difficoltà di trovare un centro di gravità nella propria vita. La veicola attraverso la "presenza", di cui Maurice è talmente condizionata da non rendersi conto che è autoindotta. La mistica del patto col fratello credo rientri nello stesso registro, il tentativo di dare un senso alle cose che invece si trascinano per inerzia. Lei alla fine è una specie di nullità apatica, sola e non considerata, che cerca conforto appunto nel ricordo. Non è un caso che il fratello fosse gemello, stesso difetto cardiaco, ecc.

In sostanza non è male secondo me, l'estetica è nettamente preminente rispetto al resto ma tutto sommato l'ho trovato buonino.

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Storie? Non ti seguo. Io ho visto UNA storia.

Riguardo la chat sul cellulare, secondo me siete fuori strada e il finale lascia un bell'indizio. In realtà credo che quella chat non sia mai avvenuta, o meglio era frutto della sua ossessione e del suo malessere. Se notate, in due messaggi chiede esplicitamente se ha parlato della chat alla polizia, come se fosse qualcosa di vitale importanza quando in realtà non c'è nessun dato per ricollegarla a qualcuno. Si potrebbe pensare al killer, ma non ha nessun senso secondo me. Non avrebbe nessuna motivazione di giocare questo gioco con lei.
 
Visto Paterson, solo una parola, STUPENDO!...ho iniziato a vederlo a mezzanotte, due ore di film volate in un batter d'occhio, funzionava tutto, scena dopo scena mi ha tenuto incollato allo schermo...gran bel film, ultraconsigliato! credo che lo rivedrò presto.

 
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