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Finalmente ho visto Dunkirk. Come temevo la guerra più che raccontata viene spettacolarizzata attraverso la ricerca costante del respiro bigger than life, in cui gli eventi più che avere una loro funzione narrativa sembrano solo pretesti mirati a questo scopo; la colonna sonora è invadente oltre ogni limite, finisce per schiacciare il film invece che sostenerlo, dei personaggi ce ne fosse uno di cui mi importasse qualcosa. Alla fine avevo la sensazione di aver visto un trailer di un'ora e quarantasei minuti. Senza dubbio il peggiore di Nolan.
non ho visto il film, dico comunque severo ma giusto.

 
Finalmente ho visto Dunkirk. Come temevo la guerra più che raccontata viene spettacolarizzata attraverso la ricerca costante del respiro bigger than life, in cui gli eventi più che avere una loro funzione narrativa sembrano solo pretesti mirati a questo scopo; la colonna sonora è invadente oltre ogni limite, finisce per schiacciare il film invece che sostenerlo, dei personaggi ce ne fosse uno di cui mi importasse qualcosa. Alla fine avevo la sensazione di aver visto un trailer di un'ora e quarantasei minuti. Senza dubbio il peggiore di Nolan.
Come riassumere il film in quattro righe. Chapeau!

 
Finalmente ho visto Dunkirk. Come temevo la guerra più che raccontata viene spettacolarizzata attraverso la ricerca costante del respiro bigger than life, in cui gli eventi più che avere una loro funzione narrativa sembrano solo pretesti mirati a questo scopo; la colonna sonora è invadente oltre ogni limite, finisce per schiacciare il film invece che sostenerlo, dei personaggi ce ne fosse uno di cui mi importasse qualcosa. Alla fine avevo la sensazione di aver visto un trailer di un'ora e quarantasei minuti. Senza dubbio il peggiore di Nolan.
è una descrizione nella quale mi ci ritrovo molto, ma al contrario io userei un'accezione positiva e non negativa come la tua.

Il film fa tutto quello che dici tu, ma lo fa appositamente: non vuole che ci affezioniamo ad alcun personaggio (non necessariamente almeno), né farci chissà quali morali, vuole semplicemente catapultarci li, con la spettacolarità della guerra che appunto non ci viene "raccontata" ma piazzata davanti, "mostrata" in tutta la sua semplicità brutale.

Gli eventi sono pretesti certo, vuole darci un'idea di cosa sia la guerra nella sua totalità, ovvero il caos assoluto nei vari luoghi nei quali viene combattuta. Il film può sembrare "vuoto" di contenuti perché vuota è la guerra, non vi sono motivazioni, vi è solo la paura ed il desiderio struggente di sopravvivere a tutti i costi. Il fatto che i nemici non vengano mai mostrati è sintomatico dell'intenzione del regista di relegare la "guerra" in sé come ad un nemico senza senso che ci siamo creati noi uomini.

Il film è un trailer di un'ora e quarantasei minuti, e non ci vedo nulla di male in questo: è un film che fa totale affidamento sull'intensità dell'azione e sull'immedesimazione degli spettatori nei personaggi, che appunto sono appositamente poco caratterizzati.

è un'esperienza filmica diversa rispetto ad altre, ed è comprensibile che possa non piacere, ma ha delle ragioni per la sua esistenza. Secondo me non è assolutamente il peggiore di Nolan, è semplicemente molto diverso dal cinema che di solito fa.

P.S. La musica non mi è parsa affatto invadente, anzi gli effetti sonori mi sono parsi decisamente più opprimenti della musica.

 
Ultima modifica da un moderatore:
è una descrizione nella quale mi ci ritrovo molto, ma al contrario io userei un'accezione positiva e non negativa come la tua.Il film fa tutto quello che dici tu, ma lo fa appositamente: non vuole che ci affezioniamo ad alcun personaggio (non necessariamente almeno), né farci chissà quali morali, vuole semplicemente catapultarci li, con la spettacolarità della guerra che appunto non ci viene "raccontata" ma piazzata davanti, "mostrata" in tutta la sua semplicità brutale.

Gli eventi sono pretesti certo, vuole darci un'idea di cosa sia la guerra nella sua totalità, ovvero il caos assoluto nei vari luoghi nei quali viene combattuta. Il film può sembrare "vuoto" di contenuti perché vuota è la guerra, non vi sono motivazioni, vi è solo la paura ed il desiderio struggente di sopravvivere a tutti i costi. Il fatto che i nemici non vengano mai mostrati è sintomatico dell'intenzione del regista di relegare la "guerra" in sé come ad un nemico senza senso che ci siamo creati noi uomini.

Il film è un trailer di un'ora e quarantasei minuti, e non ci vedo nulla di male in questo: è un film che fa totale affidamento sull'intensità dell'azione e sull'immedesimazione degli spettatori nei personaggi, che appunto sono appositamente poco caratterizzati.

è un'esperienza filmica diversa rispetto ad altre, ed è comprensibile che possa non piacere, ma ha delle ragioni per la sua esistenza. Secondo me non è assolutamente il peggiore di Nolan, è semplicemente molto diverso dal cinema che di solito fa.

P.S. La musica non mi è parsa affatto invadente, anzi gli effetti sonori mi sono parsi decisamente più opprimenti della musica.
Il problema è che non concordo con il fatto che il film non voglia che ci leghiamo ad alcun personaggio, perché invece usa diverse volte i drammi del singolo personaggio per creare tensione / far immedesimare con ciò che succede (es. il francese nella nave, il figlio del marinaio), obiettivo che non mi è parso riuscito visto il loro essere piattissimi. Mi è sembrato piuttosto in bilico fra le due cose, senza prendere nessuna delle sue direzioni.

L'altra cosa che non mi ha convinto è la messa in scena del film, se voleva trasmettere la caoticità della guerra mi è sembrato quanto più lontano possibile dall'obiettivo vista la generale geometricità e la mancanza di prospettive che questo caos aiutino a renderlo effettivamente tale: per citare un altro film del panorama mainstream, l'inizio di Salvate il Soldato Ryan mi sembra sia nettamente più centrato nell'obiettivo.

Infine la musica è costante perché per scelta propria di Zimmer a questo giro gli effetti sonori si fondono con la musica, elementi atipici al suo interno (es. il ticchettio dell'orologio), per questo forse ti ha dato la sensazione di "non esserci", ma in realtà è praticamente una costante del film (e personalmente l'ho trovata anch'io molto invasiva)

 
Il problema è che non concordo con il fatto che il film non voglia che ci leghiamo ad alcun personaggio, perché invece usa diverse volte i drammi del singolo personaggio per creare tensione / far immedesimare con ciò che succede (es. il francese nella nave, il figlio del marinaio), obiettivo che non mi è parso riuscito visto il loro essere piattissimi. Mi è sembrato piuttosto in bilico fra le due cose, senza prendere nessuna delle sue direzioni.
L'altra cosa che non mi ha convinto è la messa in scena del film, se voleva trasmettere la caoticità della guerra mi è sembrato quanto più lontano possibile dall'obiettivo vista la generale geometricità e la mancanza di prospettive che questo caos aiutino a renderlo effettivamente tale: per citare un altro film del panorama mainstream, l'inizio di Salvate il Soldato Ryan mi sembra sia nettamente più centrato nell'obiettivo.

Infine la musica è costante perché per scelta propria di Zimmer a questo giro gli effetti sonori si fondono con la musica, elementi atipici al suo interno (es. il ticchettio dell'orologio), per questo forse ti ha dato la sensazione di "non esserci", ma in realtà è praticamente una costante del film (e personalmente l'ho trovata anch'io molto invasiva)
Però lì entra in gioco anche il tipo di evento storico scelto , da una parte il D-Day è stata una mattanza incalcolabile, dall'altra sulla spiaggia di Dunkirk è stato compiuto un miracolo salvando tantissime vite, da qui la differente rappresentazione del caos della guerra che garantisce più prospettive in favore dello sbarco in Normandia.

Più che caocità io direi che lavora per trasmettere la suspense e l'imprevidibilità del ritrovarsi in una situazione del genere

 
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non ho visto il film, dico comunque severo ma giusto.

Come riassumere il film in quattro righe. Chapeau!
Dai così mi fate arrossire. :.bip:

è una descrizione nella quale mi ci ritrovo molto, ma al contrario io userei un'accezione positiva e non negativa come la tua.Il film fa tutto quello che dici tu, ma lo fa appositamente: non vuole che ci affezioniamo ad alcun personaggio (non necessariamente almeno), né farci chissà quali morali, vuole semplicemente catapultarci li, con la spettacolarità della guerra che appunto non ci viene "raccontata" ma piazzata davanti, "mostrata" in tutta la sua semplicità brutale.

Gli eventi sono pretesti certo, vuole darci un'idea di cosa sia la guerra nella sua totalità, ovvero il caos assoluto nei vari luoghi nei quali viene combattuta. Il film può sembrare "vuoto" di contenuti perché vuota è la guerra, non vi sono motivazioni, vi è solo la paura ed il desiderio struggente di sopravvivere a tutti i costi. Il fatto che i nemici non vengano mai mostrati è sintomatico dell'intenzione del regista di relegare la "guerra" in sé come ad un nemico senza senso che ci siamo creati noi uomini.

Il film è un trailer di un'ora e quarantasei minuti, e non ci vedo nulla di male in questo: è un film che fa totale affidamento sull'intensità dell'azione e sull'immedesimazione degli spettatori nei personaggi, che appunto sono appositamente poco caratterizzati.

è un'esperienza filmica diversa rispetto ad altre, ed è comprensibile che possa non piacere, ma ha delle ragioni per la sua esistenza. Secondo me non è assolutamente il peggiore di Nolan, è semplicemente molto diverso dal cinema che di solito fa.

P.S. La musica non mi è parsa affatto invadente, anzi gli effetti sonori mi sono parsi decisamente più opprimenti della musica.
Sì ma se non mi fai in alcun modo empatizzare con i personaggi perché li tratti come sagome di cartone buttate nella mischia anche tutte le sensazioni di ansia, attesa, paura, terrore ecc... che vorresti suscitare ne escono molto ma molto smorzate, per questo il film è poco riuscito anche come esperienza sensoriale, ti sballotta continuamente da una parte all'altra senza farti vivere appieno le situazioni; in questo senso anche la scelta dei tre blocchi narrativi distinti è stata deleteria secondo me, ha reso il film troppo dispersivo.

Sarà una questione soggettiva ma a parte il primo quarto d'ora o poco più mi sono sentito sempre distante dal film, mi è parso un grosso sfoggio di tecnica che più che mostrarti la drammaticità della guerra ti voglia far vedere quanto è grosso l'ego di Nolan. :asd:

 
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Dai così mi fate arrossire. :.bip:


Sì ma se non mi fai in alcun modo empatizzare con i personaggi perché li tratti come sagome di cartone buttate nella mischia anche tutte le sensazioni di ansia, attesa, paura, terrore ecc... che vorresti suscitare ne escono molto ma molto smorzate, per questo il film è poco riuscito anche come esperienza sensoriale, ti sballotta continuamente da una parte all'altra senza farti vivere appieno le situazioni; in questo senso anche la scelta dei tre blocchi narrativi distinti è stata deleteria secondo me, ha reso il film troppo dispersivo.

Sarà una questione soggettiva ma a parte il primo quarto d'ora o poco più mi sono sentito sempre distante dal film, mi è parso un grosso sfoggio di tecnica che più che mostrarti la drammaticità della guerra ti voglia far vedere quanto è grosso l'ego di Nolan. :asd:
è una questione soggettiva appunto.

E comunque ci sono tanti esempi di film con protagonisti "sagome di cartone" che risultano molto intensi, "Eyes Wide Shut" ad esempio, quindi non è vero che sia stata una scelta sbagliata quella di Nolan, poi può prenderti oppure no, ma l'idea non è sbagliata in sé, secondo me.

Ti concedo che la divisione netta in blocchi narrativi sia deleteria, ma a mio parere non tanto per il fatto che saltino da uno all'altro, ma per il fatto che siano temporalmente desincronizzati ed è un po' confusionario per questo.

Al contrario, per me questo è il film nel quale Nolan ha finalmente messo da parte il suo ego, rinunciando agli arzigogolii narrativi di "Interstellar", dove lì a mio parere veramente si è fatto ubriacare dal suo ego, sporcando inoltre il finale con uno spiegone allucinante.

 
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è una descrizione nella quale mi ci ritrovo molto, ma al contrario io userei un'accezione positiva e non negativa come la tua.Il film fa tutto quello che dici tu, ma lo fa appositamente: non vuole che ci affezioniamo ad alcun personaggio (non necessariamente almeno), né farci chissà quali morali, vuole semplicemente catapultarci li, con la spettacolarità della guerra che appunto non ci viene "raccontata" ma piazzata davanti, "mostrata" in tutta la sua semplicità brutale.

Gli eventi sono pretesti certo, vuole darci un'idea di cosa sia la guerra nella sua totalità, ovvero il caos assoluto nei vari luoghi nei quali viene combattuta. Il film può sembrare "vuoto" di contenuti perché vuota è la guerra, non vi sono motivazioni, vi è solo la paura ed il desiderio struggente di sopravvivere a tutti i costi. Il fatto che i nemici non vengano mai mostrati è sintomatico dell'intenzione del regista di relegare la "guerra" in sé come ad un nemico senza senso che ci siamo creati noi uomini.

Il film è un trailer di un'ora e quarantasei minuti, e non ci vedo nulla di male in questo: è un film che fa totale affidamento sull'intensità dell'azione e sull'immedesimazione degli spettatori nei personaggi, che appunto sono appositamente poco caratterizzati.

è un'esperienza filmica diversa rispetto ad altre, ed è comprensibile che possa non piacere, ma ha delle ragioni per la sua esistenza. Secondo me non è assolutamente il peggiore di Nolan, è semplicemente molto diverso dal cinema che di solito fa.

P.S. La musica non mi è parsa affatto invadente, anzi gli effetti sonori mi sono parsi decisamente più opprimenti della musica.
Stesso mio identico pensiero :ahsisi:

 
Perché è stato chiuso il topic di Star Wars Ep. VIII?
penso per evitare spoileroni selvaggi di qualche struzzo, tipo VISTO IL FILM LA BIBBIA TROPPO BELLO PECCATO CHE ALLA FINE JESU MUORE, finche e la bibbia ok, ma se o fnno su star wars la gente si incacchia

 
Antiporno | Sion Sono, 2016. Ok, mi ha lasciato un po’ confuso. Un continuo colpo di scena, un continuo cambio di prospettiva; i diversi piani narrativi iniziano presto a sovrapporsi e ripetersi e infine a confondersi in una sorta di limbo in giallo rosso e blu, quasi un incubo dal retrogusto lynchiano. Alla fine riesce a trasmettere il suo messaggio (che non è banale, e a cui il titolo si lega magnificamente), ma non posso fare a meno di pensare che forse, con qualche isterismo in meno e con uno studio del personaggio più a fuoco, avrebbe potuto risultare ancora più forte. A volte rischia di perdersi nel suo stile ipercinetico e costantemente sopra le righe, e ho la sensazione che nonostante la brevissima durata (poco più di un’ora) non manchi qualche giro a vuoto. Forse non ha così tanto da dire quanto vorrebbe far credere – ma credo che lo rivedrò a breve, per metterlo meglio a fuoco. Non è facilissimo, al primo tentativo. P.S. Ami Tomite fa sbavare omg

Star wars: The last jedi | Rian Johnson, 2017. Una botta così non so se l'avevo mai presa. Commentato (più o meno) nella discussione dedicata. Link.

 
Antiporno | Sion Sono, 2016. Ok, mi ha lasciato un po’ confuso. Un continuo colpo di scena, un continuo cambio di prospettiva; i diversi piani narrativi iniziano presto a sovrapporsi e ripetersi e infine a confondersi in una sorta di limbo in giallo rosso e blu, quasi un incubo dal retrogusto lynchiano. Alla fine riesce a trasmettere il suo messaggio (che non è banale, e a cui il titolo si lega magnificamente), ma non posso fare a meno di pensare che forse, con qualche isterismo in meno e con uno studio del personaggio più a fuoco, avrebbe potuto risultare ancora più forte. A volte rischia di perdersi nel suo stile ipercinetico e costantemente sopra le righe, e ho la sensazione che nonostante la brevissima durata (poco più di un’ora) non manchi qualche giro a vuoto. Forse non ha così tanto da dire quanto vorrebbe far credere – ma credo che lo rivedrò a breve, per metterlo meglio a fuoco. Non è facilissimo, al primo tentativo. P.S. Ami Tomite fa sbavare omg
:cheers:

il mesaggio/oensiero può essere bello brutto impegnato visionario quanto si vuole, però è un po NO per me quando il messaggio si palesa attraverso le parole/spiegoni del protagonista. o giri a vuoto come dici tu. comunque la sufficienza gliela do alla fine.

ma preferisco di molto Tag.

 
Logan | 2017

No, no, no, no, no.

Non l'avevo ancora visto, e non sapevo nulla. Dai non si possono far morire nel giro di due ore i più importanti personaggi degli X-Men dopo 17 anni. Ci sono rimasto malissimo.

Ci sono cresciuto fin dal 2000 con Wolverine e Xavier. :tragic:

Poi vabbè, per i miei gusti è troppo violento e splatter, non me l'aspettavo. Ma questo è soggettivo.

 
Dai così mi fate arrossire. :.bip:


Sì ma se non mi fai in alcun modo empatizzare con i personaggi perché li tratti come sagome di cartone buttate nella mischia anche tutte le sensazioni di ansia, attesa, paura, terrore ecc... che vorresti suscitare ne escono molto ma molto smorzate, per questo il film è poco riuscito anche come esperienza sensoriale, ti sballotta continuamente da una parte all'altra senza farti vivere appieno le situazioni; in questo senso anche la scelta dei tre blocchi narrativi distinti è stata deleteria secondo me, ha reso il film troppo dispersivo.

Sarà una questione soggettiva ma a parte il primo quarto d'ora o poco più mi sono sentito sempre distante dal film, mi è parso un grosso sfoggio di tecnica che più che mostrarti la drammaticità della guerra ti voglia far vedere quanto è grosso l'ego di Nolan. :asd:
come hai detto tu sono tre storie diverse che non si incrociano mai, quindi mi pare normale che non si crei l'empatia, usiamo questa parolina, come in altri film di guerra (che poi, la guerra non è un concetto universale. quest'etichetta non mi piace) è il collante alle tre storie dovrebbe tenere il flim, l'attesa del boia.

già dobbiamo sorbirci film in cui i buoni sono sempre quelli, e i cattivi sempre quegli altri, se poi dobbiamo farci un un'unità di misura da cui stabilire il livello di drammaticità del film "di guerra" stiamo freschi. ma questo non è riferito a te, in generale.

 
è una questione soggettiva appunto.E comunque ci sono tanti esempi di film con protagonisti "sagome di cartone" che risultano molto intensi, "Eyes Wide Shut" ad esempio, quindi non è vero che sia stata una scelta sbagliata quella di Nolan, poi può prenderti oppure no, ma l'idea non è sbagliata in sé, secondo me.

Ti concedo che la divisione netta in blocchi narrativi sia deleteria, ma a mio parere non tanto per il fatto che saltino da uno all'altro, ma per il fatto che siano temporalmente desincronizzati ed è un po' confusionario per questo.

Al contrario, per me questo è il film nel quale Nolan ha finalmente messo da parte il suo ego, rinunciando agli arzigogolii narrativi di "Interstellar", dove lì a mio parere veramente si è fatto ubriacare dal suo ego, sporcando inoltre il finale con uno spiegone allucinante.
Sulla frase in grassetto, per me proprio no, c'è un'autocompiacimento nella messa in scena che mi fa anche dubitare sulla totale sincerità dell'operazione, certo non che in Interstellar si fosse messo in un angolino buio a girarlo, ma lì il suo gigantismo era per me molto meno fuori luogo e più in sintonia con i temi del film, che sarà imperfetto quanto vuoi ma molto più riuscito di questo.

come hai detto tu sono tre storie diverse che non si incrociano mai, quindi mi pare normale che non si crei l'empatia, usiamo questa parolina, come in altri film di guerra (che poi, la guerra non è un concetto universale. quest'etichetta non mi piace) è il collante alle tre storie dovrebbe tenere il flim, l'attesa del boia. già dobbiamo sorbirci film in cui i buoni sono sempre quelli, e i cattivi sempre quegli altri, se poi dobbiamo farci un un'unità di misura da cui stabilire il livello di drammaticità del film "di guerra" stiamo freschi. ma questo non è riferito a te, in generale.
Ma non mi pare questo il film che prova o riesce a sfumare con profondità il confine tra buoni e cattivi. Poi, ricollegandomi alla frase qui sopra, quando parlavo di drammaticità della guerra e l'ego di Nolan intendevo che non so quanto Nolan fosse sinceramente interessato alla storia raccontata e ai suoi personaggi, e quanto non fosse in realtà tutto un pretesto per allestire un grande spettacolo pirotecnico ripulito da ogni elemento disturbante, tutto abbastanza ipocrita secondo me.

 
Sulla frase in grassetto, per me proprio no, c'è un'autocompiacimento nella messa in scena che mi fa anche dubitare sulla totale sincerità dell'operazione, certo non che in Interstellar si fosse messo in un angolino buio a girarlo, ma lì il suo gigantismo era per me molto meno fuori luogo e più in sintonia con i temi del film, che sarà imperfetto quanto vuoi ma molto più riuscito di questo.
Già il fatto che abbia rinunciato alle sue adorate trame intricate (e conseguenti spiegoni) è un segnale di umiltà a mio parere. Poi ognuno la pensa come vuole, ma secondo me "Dunkirk" è nettamente meglio sia di "The Dark Knight Returns" che di "Interstellar".

 
Ma non mi pare questo il film che prova o riesce a sfumare con profondità il confine tra buoni e cattivi.
infatti non mi pare di aver detto questo. è chiaro chi siano buoni, i salvatori e chi i cattivi :asd:

Poi, ricollegandomi alla frase qui sopra, quando parlavo di drammaticità della guerra e l'ego di Nolan intendevo che non so quanto Nolan fosse sinceramente interessato alla storia raccontata e ai suoi personaggi, e quanto non fosse in realtà tutto un pretesto per allestire un grande spettacolo pirotecnico ripulito da ogni elemento disturbante, tutto abbastanza ipocrita secondo me.
perché ipocrita? per me tutti i film sono un pretesto per fare qualcos'altro (se non totalmente almeno in gran parte). altrimenti non servirebbero a niente. me ne importa poco niente se uno fa un film di guerra o impegnati per un qual motivo che sia, per soldi, divertirsi o per provare le nuove tecnologie in CG, o per far vedere quanto è bravo con le riprese. questi discorsi cerco di tenerli lontani dal giudizio del film, per quanto è forse impossibile farlo del tutto. parlando di ego, i film finiscono sempre per essere giudicati, giudizi che possono arrivare dai soldi al botteghini o premi ai festival o recensioni positive dei critici (trovami un regista a cui non importi almeno una di questi tre ego-premi).

 
infatti non mi pare di aver detto questo. è chiaro chi siano buoni, i salvatori e chi i cattivi :asd:


perché ipocrita? per me tutti i film sono un pretesto per fare qualcos'altro (se non totalmente almeno in gran parte). altrimenti non servirebbero a niente. me ne importa poco niente se uno fa un film di guerra o impegnati per un qual motivo che sia, per soldi, divertirsi o per provare le nuove tecnologie in CG, o per far vedere quanto è bravo con le riprese. questi discorsi cerco di tenerli lontani dal giudizio del film, per quanto è forse impossibile farlo del tutto. parlando di ego, i film finiscono sempre per essere giudicati, giudizi che possono arrivare dai soldi al botteghini o premi ai festival o recensioni positive dei critici (trovami un regista a cui non importi almeno una di questi tre ego-premi).
Ma io ho spiegato cos'è quel qualcos'altro, e non ha alcuna accezione positiva per motivi credo abbastanza ovvi, sul resto del post credo che la pensiamo semplicemente in modo diverso, per me il cosa viene raccontato e il come viene raccontato devono andare un minimo d'accordo, qui per me non succede.

La questione ego non la intendevo in quel senso, mi riferivo soprattutto al fatto che durante il film Nolan ti dica costantemente "Guarda che spettacolo imponente che ti creo", a quell'autocompiacimento che menzionavo prima, poi può essere sempre una mia impressione sbagliata, questo è ovvio.

 
credo di aver capito. però io non ci vedo un problema se il mio giudizio deve limitarsi al film.

riguardo il coccolamento del proprio ego o meglio del "guarda quanto son figo a fare questo", mi vengo in mente una serie di registi che se dovessi scriverli non finirei più. certo questi altri non accrescono il loro ego mostrano spettacolo perchè non vogliono/non se lo possono permettere. in compenso si compiacciono con temi presi dalla filosofia, psicanalisi, impegno sociale ecc... i cosiddetti Autori o Poeti del cinema.

tra quest'ultimi e i primi preferisco i primi. perché la spettacolarità è propria del cinema.

poi è normale che tra i due gruppi c'è chi sa far bene le cose, chi sa far bene spettacolo (in senso lato), chi parlare di filosofia. i migliori son quelli che sanno fare entrambi.

per me.

 
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Visto Dunkirk.....e sono iperappassionato di seconda guerra mondiale...

A me a livello di film non è piaciuto molto.

Io tutto sto capolavoro non lo vedo.

 
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