Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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commentini a nastro che è stato un periodo di visioni completamente a caso

closing time di nicole vogele. ottimamente sospeso, incornicia ottimamente la vita nottura di taipei, le vite ai margini, chi smette e chi inizia a lavorare. il taglio è documentaristico ma la regia riesce ad affinarsi minimamente a seconda del personaggio che segue, è semplice ma efficace. il finale pecca un po' di velleità volendo essere più marcatamente esistenzialista, e non ne aveva così bisogno.

the killer di john woo. gioca bene sui parallelismi tra i due protagonisti, ma certe situazioni e motivazioni è difficile non trovarle stucchevoli. ovviamente appena parlano le pistole è tutto una gioia per gli occhi.

dog soldiers di neil marshall. esempio perfetto di stronzatona fatta bene. ignorante il giusto, non si prende nemmeno mai lontanamente sul serio, l'azione e i costumoni sono ottimi.

tenebre di dario argento. giallo fin troppo trascinato e casuale, certe scene sembrano messe lì proprio senza particolare causalità ma solo per arrivare a scene di omicidio che però non sono decisamente tra le sue più memorabili. il finale è il punto più alto, risolleva parzialmente il resto, ma è un po' poco.

l'esorcista di william friedkin. ennesima revisione, immortale.

la spina del diavolo di guillermo del toro. tra i più esemplari per la poetica del regista messicano. un po' fiaba nera, un po' spaccato storico, un po' storia di formazione, funziona.

morituris: legions of the dead di raffaele picchio. gli riconosco il merito di essere riuscito a girare bene intorno al budget palesemente ridicolo per i morituri, ma tutto il resto è talmente gratuito e scemo che finisce per essere solo fastidioso.

super di james gunn. ormai cult personale, adoro tutto.

kung fu jungle di teddy chan. visto solo per donnie yen, è un po' robetta. posso capire che la trama in pellicole del genere sia solo un pretesto per dare un raccordo agli scontri, ma una costruzione un minimo più intrigante avrebbe reso la visione meno noiosa, tanto che nemmeno i combattimenti sono tutti così interessanti. il finale poi invece di essere climax drammatico e d'azione è il punto più basso per quanto riguarda la realizzazione.

 
Darkman, Raimi

Continuo a vedere suoi film perché non so bene dove altro andare a cercare robe standard, che devo studiare, che potrebbero interessarmi lol Questo abbastanza piatto.

Fu il primo film in cui vidi la Blanchett e me ne innamorai subito :asd:
Davvero bella ed espressiva.

 
Ant-Man and the Wasp,bello e divertente,soprattutto per quanto riguarda le scene d'azione.Dopo Infinity War ovviamente si è cercato di smorzare un pò i toni.Il villain è diverso dal solito,soprattutto per quanto riguarda il suo scopo,ma devo dire che non ha sfigurato.Michael Peña vi farà piegare dalle risate!

 
Cronenberg + Lynch + Eisenstein + Svankmajer + Nine inch nails + Giapponesi = Tetsuo | Shin'ya Tsukamoto, 1989. Schizzatissimo in ogni aspetto, tanto che alla fine non saprei nemmeno dire quanto mi sia effettivamente piaciuto. Realizzazione tecnica altalenante ma la produzione è quella che è, bisogna dargli atto di riuscire a fare già fin troppo con i mezzi a sua disposizione. Le parti in stop motion sono decisamente le mie preferite. Forse lo rivedrò per farmi un'idea più chiara.

The tatami galaxy | Masaaki Yuasa, 2010. Secondo giro, che se possibile mi è piaciuto ancora più del primo. Ogni volta che lo si rivede si scopre qualcosa di nuovo, tanta è la ricchezza di dettagli; è apparentemente semplice eppure stratificatissimo, e narrativamente sofisticato. Animazione fuori parametro, per qualità e varietà di stile. Esilarante e al tempo stesso amarissimo, è un'esperienza dolceamara che evidentemente attinge alla vita vissuta, e che lo fa con una lucidità ed una precisione più volte destabilizzanti. Idee e sentimenti in cui (almeno per me) è fin troppo facile identificarsi. Capolavoro.

Bellissimo Love di Noé, continuità e progressione tematica eccellente, dialoghi che non hanno bisogno di frasette super sottili alla Bergman per emergere. Ho notato che spesso a chi non piace Love biace Blue Valentine, e non dico altro!!

Arrival, Villeneuve

** Micro spoiler a seguire. ** Pensate se questi film si concentrassero di più sul loro interesse materiale, come Noé, e meno sulla necessità di puntellare ogni 5 minuti la sceneggiatura con un substrato sociale tra lo stereotipato ed il non volutamente propagandistico. C'è sempre un conflitto da pacchetto di patatine, con il generale che non capisce niente, che entra in una stanza a chiedere aiuto senza manco bussare e inizia a fare il figo. Stai serio cazz, bussa!

Il soggetto sarebbe pure bello, solo che ovviamente devono mettere che gli apparati in sé funzionerebbe, se solo non fosse per l'animo umano. Non è manco una questione di Cina cattiva e america in fondo buona, anche se c'è, il problema è che per questa gente è tutto umanissimo. Se sai dove guardare ti accorgi che queste idee sociali escono direttamente dagli articoli liberali letti dagli sceneggiatori e sceneggiatrici. Tipo che qualche giorno fa sul NYT è uscita una ricostruzione romanzata della lotta al cambiamento climatico, alla fine si scopre che il vero cattivo che ha rovinato tutto è l'animo umano. Ook.

Queste scelte di sceneggiatura potrebbero sembrare circostanziali, in fondo non fanno l'estetica etc etc, e invece no. Sono determinanti. Perché la stessa identica incuria per il materiale che sta nel sociale si ripercuote dentro le robe più legate all'intimità dei personaggi. Stessa ansia si caratterizzazione spiccia, una delle trovate del film dovrebbe ruotare attorno a qualcosa che emerge tramite flash musicati a fondo per trasmettere l'emozione, non c'è altro. Solo la musica e la spiegazione.

Questi film disprezzano l'azione, ne avevamo già parlato in un altro topic tanto tempo fa, tengono attive spettatrici e spettatori con la cosa che funziona di più, lo stereotipo sociale e la musica su scena intima. Sapendo che tutto ciò fa finto controbilanciano con una stucchevole presenza di materialità più vera del vero, dettagli tecnicosi, accenni a meccanismi interni etc.

Reste un film godibile, con elementi fastidiosi ormai tallemente presenti da annullarsi quasi all'istante. Il soggetto in sé ha due tre idee classicamente misteriose e interessanti ma che ovviamente non hanno alcuno sviluppo, visto che il film punta su tutt'altro gli viene facile cadere in piedi.

Insomma abbassso la natura umana! W gli umani! sigh...
Belli questi commenti toggosi vecchio stile :D

 
Un uomo da marciapiede - Un grandissimo Dustin Hoffman che caratterizza stupendamente il proprio personaggio, dalla camminata fino alla voce. Vale la pena guardarlo solo per lui.

Lo spaventapasseri - Anche qui grandi interpretazioni da parte dei protagonisti. Bellissimo il loro incontro iniziale e bello anche il finale.

 
A simple plan, Raimi

Surplus di sceneggiatura, l'effetto è che si passa dal dramma all commedia. Ma siccome sto studiando non mi posso lamentare :)

 
Ho visto Zama, film argentino scritto e diretto da Lucrecia Martel.

Don Diego de Zama è un ufficiale spagnolo del 18esimo secolo, stanziato in una sperduta colonia sudamericana, costretto ad amministrarla in attesa di essere trasferito a Buenos Aires. Zama è disposto a tutto pur di essere trasferito e questa è la storia delle sue peripezie per poter tornare a casa.

Che dire, è agli antipodi del cinema epico hollywoodiano, e per questo l'ho amato. è proprio questo che voglio dai film non americani, un punto di vista completamente diverso, una struttura diversa, una sensibilità diversa, un umorismo diverso, e sono stato accontentato ampiamente.

Zama è epicamente anti-epico, non ci sono "eroi giovani e belli" cit., non sono né giovani né belli, e non sono neanche eroi, sono piccoli uomini viziosi circondati da voci che li ingigantiscono, in un mondo malato (letteralmente e metaforicamente), lento e caratterizzato da una quotidianità vuota e triste. Non ci sono buoni e cattivi, sono tutti personaggi discutibili, un po' per loro natura e un po' per la frustrazione di essere inseriti a forza in un luogo che non gli appartiene, che non capiscono e che quindi detestano.

In sintesi è un film sulle speranze e sulle fantasie dell'uomo, schiacciate da una realtà terrificante, nella sua banalità e vuotezza. Per questo lo definirei un film brutale, non per la violenza (che è quasi assente), ma per la sua orribile onestà nel descrivere un mondo senza speranza e senza sollievo.

Nonostante il titolo coincida con il nome del protagonista, questo non è un vero e proprio studio di un personaggio, perché il film non vuole tanto affrontare le sfaccettature del personaggio di Zama, quanto piuttosto vorrebbe farci partecipi di un'emozione, una sensazione, uno stato d'animo incarnato dal protagonista: la triste impotenza di un uomo le cui speranze vengono polverizzate piano piano dalla realtà che lo circonda.

Il film è quindi un'esperienza emotiva, che consiste nella distruzione psicologica (ma non solo) di un uomo.

Esteticamente è ricercatissimo, la fotografia è perfetta e serve la storia alla perfezione, è spettacolare quando è necessario che lo sia, è marcio e squallido quando deve esserlo, una vera opera d'arte.

La musica è spiazzante e mi piace, è gioiosamente fuori luogo e denota l'umorismo che a volte traspare nel film, che un po' si prende gioco delle sventure di Zama.

Il finale è geniale ed è un meraviglioso anticlimax di frustrazione, onestà e rassegnazione; una sequenza grottesca e brutale, pervasa da uno humor nerissimo e finissimo.

Un'ultima nota per il cast davvero ottimo, con Daniel Gimenéz Cacho in particolare, eccezionale nei panni di Zama.

Un capolavoro per quanto mi riguarda, ma non per tutti chiaramente, perché è un film autoriale e "diverso", che può quindi spiazzare e può non piacere. Vale la pena che lo proviate però, perché è speciale :ahsisi:

 
Ultima modifica da un moderatore:
The Meg (o Shark, il primo squalo). Occasione sprecata, sembra siano stati indecisi sulla direzione da intraprendere. Inizia bene, si perde, ritorna ad un buon ritmo, si perde di nuovo e termina in un insulso trash. Guardatevi Skyscraper piuttosto.

 
The Meg (o Shark, il primo squalo). Occasione sprecata, sembra siano stati indecisi sulla direzione da intraprendere. Inizia bene, si perde, ritorna ad un buon ritmo, si perde di nuovo e termina in un insulso trash. Guardatevi Skyscraper piuttosto.
Ma dai, cagatona assurda :asd:

 
Ma dai, cagatona assurda :asd:
A me è piaciuto molto, 2h di adrenalina con The Rock in un "Die Hard moderno"

Una di quelle poche volte che sono andata al cinema con hype e non solo questo è stato ripagato, di più

 
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A me è piaciuto molto, 2h di adrenalina con The Rock in un "Die Hard moderno"

Una di quelle poche volte che sono andata al cinema con hype e non solo questo è stato ripagato, di più
2h di The Rock che fa salti impossibili da una parte all'altra. Niente a che vedere con Die Hard imho.

 
Fire Squad - Incubo di Fuoco

a me è piaciuto moltissimo

i personaggi sono scritti e interpretati molto bene

se non fosse per un piccolo particolare che scriverò alla fine, avrei potuto dire che quasi si poteva percepire la loro anima

ci sono dialoghi "quotidiani" e dialoghi fantastici, uno in particolare è sopra le righe

a livello tecnico funziona, il film si mantiene costante per tutta la sua durata con un picco verso la fine e un altro alla fine

talvolta sembrava perfino un film di guerra incentrato su "le difficoltà del singolo e i suoi sacrifici"

la scenografia è invidiabile, tranne in un paio di momenti

l'unica nota negativa è che la regia sembra un po' "distaccata", come se Kosinski dirigesse il tutto senza emotività personale

non sarà da Oscar ma lo promuovo alla grande

 
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Love Streams, Cassavetes

Queste dovrebbero essere le sceneggiature da studiare, questo e cose come Chnking Express. Che film mamma mia.

 
Drag me to hell, Raimi

Gli avevo messo 6 la prima volta... Quanto cazzo ero ignorante. Bellissimo, a parte la regia potente ha una sceneggiatura giocata su pochi elementi che riescono a stare sempre sul punto. La protagonista ha tutta una costruzione raffinatissima di forza e mediocrità, anche il rapporto di coppia è interessante.

 
Raimi deve tornare a fare roba così :sisi:

 
no pressione che c'è già troppo stress in giro!

Aggiungo che il making of è particolarmente bello, essenziale e pieno di cose:

Lei ha fatto un lavorone fisicamente.
 
Burning, Chang-dong Lee

Ouuf. Meno male che è brutto ahah Recentemente per un esercizio ho girato un piccolo corto metraggio tratto da un racconto di Murakami, prima volta che provo a fare una finzione quindi ho fatto una caterva di errori. Ma almeno non ho trasformato il tutto in un thriller standard da quattro soldi. Due ore e passa buttate, regia pure standard. Sconsiglio.

 
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