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The death and life of John F. Donovan (Xavier Dolan). Ammetto che sono stato strascinato al cinema, avevo zero aspettative. Mi è piaciuto molto, emozionante in alcuni punti, complice l'unione tra scene e colonna sonora. Forse dura un quarto d'ora di troppo, più in la però vorrei ugualmente rivederlo in lingua originale, Harington non mi è sembrato per niente male (forse anche perchè pare un depresso cronico, ci sta bene perciò). Approfondirò sicuramente altro di questo regista

Good time (Safdie brothers). Un pò pesantuccio a mio parere, non mi ha preso del tutto, forse anche per la regia asfissiante, 3/4 di film sono primi piani. Potrei rivalutarlo in meglio rivedendolo, mi è già capitato con Locke, film con cui provai le stesse sensazioni durante la prima visione. Devo dire però che la scena finale, quella con i titoli di coda, mi è piaciuta tantissimo. Pattinson top

 
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Visti altri due film di Bette Gordon, la regista del magnifico Variety recuperato a Berlino in 35mm. Handsome Harry et The Drowning. In entrambi usa meccaniche di genere rodate senza mai farle rientrare nello sviluppo abituale, ritorna ossessivamente su intense questioni di memoria e sensi di colpa. Handsome Harry è molto bello, The Drowning godibile ma si lascia andare troppo e tutto l'impianto tecnico è particolarmente sciatto.

 
The death and life of John F. Donovan (Xavier Dolan). Ammetto che sono stato strascinato al cinema, avevo zero aspettative. Mi è piaciuto molto, emozionante in alcuni punti, complice l'unione tra scene e colonna sonora. Forse dura un quarto d'ora di troppo, più in la però vorrei ugualmente rivederlo in lingua originale, Harington non mi è sembrato per niente male (forse anche perchè pare un depresso cronico, ci sta bene perciò). Approfondirò sicuramente altro di questo regista

Good time (Safdie brothers). Un pò pesantuccio a mio parere, non mi ha preso del tutto, forse anche per la regia asfissiante, 3/4 di film sono primi piani. Potrei rivalutarlo in meglio rivedendolo, mi è già capitato con Locke, film con cui provai le stesse sensazioni durante la prima visione. Devo dire però che la scena finale, quella con i titoli di coda, mi è piaciuta tantissimo. Pattinson top
Molto bello il finale di Good time, vale la pena vederlo solo per quello, anche a me però non aveva entusiasmato nel complesso, diciamo senza infamia e senza lode.

Noi, Jordan Peele. Insomma, a me Get out era piaciuto, però qui sembra che il regista voglia cavalcare l'onda di quel film consapevole che con certi ingredienti (horror metaforico e protagonisti di colore) si ottengano consensi facili e successo assicurato, nel primo si vedeva una certa urgenza nel trattare certe tematiche sociali, qui invece ci ho visto più che altro tanta furbizia e un certo manierismo. (Voto: 5,5)

Una pura formalità, Giuseppe Tornatore. Bello, ma in qualche modo me l'aspettavo, riesce a mantenersi in perfetto equilibrio tra thriller investigativo e dramma psicologico per tutta la durata, atmosfera e ambientazione che conquistano da subito, anche Depardieu e Polanski perfetti nei loro ruoli, peccato solo per quel finale che non sono riuscito a digerire del tutto. (Voto: 7,5)

 
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all'epoca si sarebbe detto FURBETTO :))

The Beach Bum, Korine

Molto bello anche questo, solo purtroppo dopo un po' non ha più molte sorprese da offrire, visto quando è limpida e gioiosa la visione di Korine. Però ci sta. Vediamo il prossimo, spero non diventi un secondo Malick.

 
Conte d'été | Éric Rohmer, 1996. Ovvero un tizio vive probabilmente il mese più fortunato della sua vita e lo manda quasi a * nel tentativo disperato di non prendere alcuna decisione. E non lo ammette neppure. O non ci arriva. Difficile separare il mio giudizio sul film da quello sul tizio perché è così irritante. Lui, e l’infido sorrisetto di Rohmer che se la sghignazza dietro la macchina da presa. Non capisci mai se sta cadendo nella sua stessa trappola, o se ci stai cascando tu. Maledetto.

Conte d’automne | Éric Rohmer, 1998. Un Rohmer dolceamaro, che per una volta mette da parte i suoi protagonisti giovani&belli e le loro capricciose passioni per riflettere su cosa l’amore possa ancora significare quando quella fiamma si è estinta. L’ironia è sempre presente (e l’intreccio al solito ridicolmente machiavellico) ma si avverte un calore, una non dissimulata tenerezza verso i protagonisti come Rohmer raramente si è concesso. È un film autunnale, per l'appunto, un film crepuscolare, non troppo distante da certi modi sentire de Le rayon vert. Inoltre, è probabilmente uno dei più belli da vedere della filmografia, con una composizione sempre pulita ed una tavolozza di colori caldi e delicati. (Bellissima la sequenza di apertura.) Un bellissimo modo di chiudere una bellissima retrospettiva. Mi mancherà.

Chernobyl | Johan Renck, 2019. Non mi aspettavo mi piacesse quanto mi è piaciuto. Notevole in ogni aspetto, dalla regia sobria ma di impatto, all’enorme lavoro di contestualizzazione storica, alla fotografia, alle interpretazioni. (Peccato solo per la scelta di girare in Inglese, forse il Russo avrebbe potuto dargli un altro tocco in più.) Soprattutto, perfetto il ritmo: è una serie che si prende il suo tempo ma che non lo fa mai senza uno scopo, e non si ha mai la sensazione che la narrazione si sia fermata – anzi. È molto cinematografico, in questo. Ad uno sguardo superficiale potrebbe infatti sembrare che succeda poco, ma la trama si svolge minuto per minuto, inesorabilmente. La fine di ogni episodio risulta al contempo appagante, e invitante per il successivo. Ottima in questo senso anche la sceneggiatura, vero motore della serie, sempre accattivante e capace di evitare facili ripetizioni, oltre che onesta nella gestione delle informazioni. Indulge spesso e volentieri allo spiegone e alla sentenza moralizzatrice, ma senza mai scadere nel didascalismo. In ogni caso, è riuscita a farmi piacere pure quello. Per certi versi è la serie che Nolan avrebbe sognato di girare, prima darsi alla carriera di imitatore di Nolan. Ci piaceva il vecchio Nolan. Quindi ci piace anche Chernobyl.
 

 
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A Page of Madness, Kinugasa

Film muto del 26 senza cartoni con una trama complessa, ricca e grande immaginario visivo. In un manicomio. Davvero bellissimo, purtroppo ero distratto per cazzi miei ma bellissimo.

 
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Jeanne Dielman, 23, Quai du Commerce 1080 Bruxelles, Akerman

3 ore e mezza di film su solitudine etc di una donna, molto molto bello tranne il finale secondo me un po' troppo tirato. Il tempo passa veloce c'è molta tensione ben gestita.

 
The texas chainsaw massacre 2, Hopper

Non dirompente come il primo, più un omaggio e variazione su tema, molto piacevole e col suo solito commento sociale precisissimo.

 
Mistérios de Lisboa, Ruiz

Gusto della narrazione molto molto delicato in questo film recente di Ruiz tutto di impeti emozionali. Dice molto bene wikipedia "Above all, Mysteries of Lisbon is about the mechanics of storytelling and imagination."

Altra cosa giusta letta "The gently revolving camera movement is like a comforting rocking to help soothe you through the many sorrows encountered along the way."

Parlo con le parole degli altri.altre che sto troppo stressato per farcela io.

 
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American Psycho, Mary Harron

Brutto brutto, davvero poco da offrire, satira sociale debolissima.

 
commenti veloci:

Elephant, Clarke

Molto bello.

Dancing in the Dust, Farhadi

Brutto.

Fireworks Wednesday, Farhadi

Brutto.

 
Christine, Alan Clarke

anche questo molto bello. Giovani che si fanno di eroina seguite in steadycam.

 
444 Last day on earth, Ferrara

Rivisto dopo tanto tempo. Vuole fare un ritratto intimista da fine del mondo ma queste robe non si possono scollare da una visione sociale. in Melancholia di trier c'è sia la prospettiva sociale sia il rifugio in una parte più isolata per non doverne parlare troppo. Qui invece sono in centro città e non succede niente. Una pappa umanista che ha poco da offrire.

 
Il Sesto Senso

Il film in sé mi è piaciuto abbastanza, semplicemente non sono minimamente d'accordo con chi dice che quello finale è il più grande colpo di scena nella storia del cinema

io posso capire la rilevanza storica ma quel plot twist era prevedibilissimo fin da 10 minuti dopo l'inizio

per il resto Shyamalan sempre bravo e Bruce Willis che ancora recitava

nel complesso film godibile che pecca nella gestione dei tempi e nelle aspettative (nel mio caso almeno)

Identità

Questo film qua sì che ha un gran colpo di scena, veramente inatteso e sorprendente

mi riferisco al primo dei due,  il secondo è già meno emozionante

gran regia, gran sceneggiatura (col senno di poi), bravissimi attori (soprattutto Pruitt Taylor Vince) e gradevole scenografia

film consigliatissimo

Nota di merito ad entrambe le colonne sonore, che ben accompagnano i film

 
King of New York, Ferrara

Si prende troppo poco tempo e troppe poche scene per costruire la stramberia dei personaggi. Ne esce una visione stereotipata, affrettata e con azione spesso mal dosata.

 
Crocodile, Kim Ki-duk

Non è male, molto meglio di quanto mi aspettavo. Poi però come al solito lui per inspessire la sua narrazione di persone marginali inizia a incasinare enormement le loro relazioni e morbosità. In un modo di fare che sembra troppo troppo pretestuoso, sfociante spesso nel metaforico simbolico.

 
Sleepaway Camp

Molto carino

Personaggi un po' stereotipati e piatti ma la vicenda si dispiega bene

Atmosfera che mette un po' di tensione e musica che accompagna bene gli eventi

Mi dispiace per il ritmo perché gli avvenimenti accadono uno dopo l'altro senza grosse interruzioni ma risulta lento ugualmente

Colpo di scena di finale tra il forzato e il prevedibile ma abbastanza d'effetto ugualmente

Triste vedere come una volta gli horror spendevano molto sul trucco, mentre ora spendono molto su cgi e il più delle volte per niente

Black Christmas

Anche questo è carino

E' molto bello vedere come i film di una certa età sembrino rivolti ad un pubblico ingenuo

E lo dico perché ci sono due colpi di scena ed entrambi sarebbero molto stupefacenti se non fossero accennati troppe volte in anticipo

Un peccato ma comunque non influenza troppo negativamente l'esperienza fruitiva

Questo film scorre molto bene, non annoia e desta interesse, quindi promosso

Dispiace per la sountrack anonima e la scenografia minimale, ma anche questo influenza poco in confronto all'atmosfera creata

Il film ci mostra anche un esempio di girl power in periodi senza politically correct, ed è pure fatto meglio

La cosa carina è che è al contempo uno slasher ed un film natalizio

 
Bed Time

interessante ma ci sono due o tre forzature importanti che hanno inserito per far procedere la trama. Inverosimilmente è finito come è finito e mi ha fatto storcere il naso, troppo tirato. Idea comunque interessante

Knock Knock

Reeves aveva bisogno di soldi che si è fatto coinvolgere in questo schifo? Orribile, dal pretesto iniziale alla trama che si è fermata dopo 10 minuti.

 
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