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E' un dramma morale con colpi di scena e stress sul sesso. Molto diverso da 40 sfumature che è una normale storia di coppia e basta.
Letto così mi sembra di capire dove voglia andare a parare, alla fine ho deciso di dare buca e non andare... Lo guarderò su qualche piattaforma nel caso :asd:
 
A l'interiour.
Thriller/Horror di quelli iper violenti e che ti tiene incollato fino alla fine, adoro questi film.
Bellino davvero è uno dei miei horror preferiti.
 
Pink Cut: Love Me Hard, Love Me Deep, Yoshimitsu Morita (1983)
Hair saloon un po' sexy e storie connesse.
Commediola da niente. Questo regista che poi farà cose mainstream non ci capisce un'h dei film che dirige in quegli anni. Eppure ha avuto diritto a delle release in bluray di qualità.

Letto così mi sembra di capire dove voglia andare a parare, alla fine ho deciso di dare buca e non andare... Lo guarderò su qualche piattaforma nel caso :asd:
in realtà dove vuole andare a parare non è facile da capire perché i colpi di scena sono colponi, però sì confermo che c'è stress, non se lo godono tanto.
 
Letto così mi sembra di capire dove voglia andare a parare, alla fine ho deciso di dare buca e non andare... Lo guarderò su qualche piattaforma nel caso :asd:

Pink Cut: Love Me Hard, Love Me Deep, Yoshimitsu Morita (1983)
Hair saloon un po' sexy e storie connesse.
Commediola da niente. Questo regista che poi farà cose mainstream non ci capisce un'h dei film che dirige in quegli anni. Eppure ha avuto diritto a delle release in bluray di qualità.


in realtà dove vuole andare a parare non è facile da capire perché i colpi di scena sono colponi, però sì confermo che c'è stress, non se lo godono tanto.
Sono quasi sicuro che non state parlando dello stesso film. :asd:
 
Pink Cut: Love Me Hard, Love Me Deep, Yoshimitsu Morita (1983)
Hair saloon un po' sexy e storie connesse.
Commediola da niente. Questo regista che poi farà cose mainstream non ci capisce un'h dei film che dirige in quegli anni. Eppure ha avuto diritto a delle release in bluray di qualità.


in realtà dove vuole andare a parare non è facile da capire perché i colpi di scena sono colponi, però sì confermo che c'è stress, non se lo godono tanto.
Vabbè quindi dici che in America l'hanno mezzo massacrato per la shitstorm che c'è da mesi sulla Sweeney?
 
mi sono confuso con Handmaiden o quello che è, il film coreano :asd:

Apartment Wife: Affair In the Afternoon
, Shogoro Nishimura (1971)
Lei insoddisfatta dal marito si incasina la vita.
Non mi piace niente di sto regista, non ha idea secondo me.
 
Ho visto che non c'è il thread in sezione, comunque ieri ho visto The Housemaid al cinema. Prima parte un po' noiosetta, anche se builda il setting. La seconda parte dà il giusto pay-off, per me un buon film che si lascia guardare per una serata meno impegnativa.
 
Roma, Cuarón 2018. Bellissimo da vedere, soffuso di un calore e amarezza sempre presenti ma delicate, con una retorica e dei simbolismi a tratti un po' calcati sì, ma che personalmente non biasimo. Probabilmente chi è più informato di me sul Messico di quegli anni avrà trovato molto altro da apprezzare e su cui riflettere, ma è una visione che è facile consigliare un po' a tutti.

Le città di pianura, Sossai 2025. In un mondo ideale in cui il cinema italiano non implodeva a fine anni Sessanta questo sarebbe un film normale, purtroppo non ci troviamo in un mondo ideale per cui appare come un piccolo miracolo. Una lettura inaspettata ma tutto sommato credibile di un genere ormai convenzionale, nel suo piccolo funziona salvo qualche sbavatura qua e là nelle interpretazioni, e dal mio punto di vista una certa ridondanza che lo fa apparire più lungo di quanto non sia.

Altri cannibali, Sossai 2021. Ho scoperto che era già disponibile su Mubi per cui mi sono tolto subito la curiosità, e direi che ho fatto bene perché l'ho trovato ancora più meritevole de Le città. Soggetto, casting e regia che mi hanno ricordato il miglior Garrone, una (non) storia al tempo stesso semplicissima e disturbante, per una visione che ho trovato magnetica nel suo piccolo. (Visto con i sottotitoli in inglese per capirci qualcosa.) E con questo siamo a due su due, per cui direi che si possa tranquillamente annoverare Sossai fra i (pochi) autori italiani da seguire con più attenzione.
 
io ho visto il recap di the housemaid su youtube e non mi è piaciuto :asd:

Lesbians in Uniforms, Hiroyuki Nasu (1983)
Quattro giovani personaggi e le loro storie d'amore intrecciate.
Ha un tono leggero che non può approfondire molto ma è comunque molto a fuoco sui loro desideri, in particolare quelli della protagonista. Mi è piaciuto.
 
Visto "A Taxi Driver" su Prime. È un film potente perché sceglie di raccontare un evento storico enorme dal punto di vista più semplice possibile: quello di una persona qualunque. Song Kang-ho costruisce un protagonista lontano dall’eroismo, spaventato, spesso egoista, ma profondamente umano, ed è questo che rende il film così efficace.

La regia evita il sensazionalismo e lascia che siano i fatti a parlare, con una messa in scena tesa, ma mai compiaciuta. Il rapporto tra il tassista e il giornalista funziona perché cresce in modo naturale, trasformando gradualmente l’indifferenza in responsabilità.

Un film che parla di memoria, informazione e coraggio silenzioso, ricordando quanto spesso la Storia venga cambiata da chi non aveva nessuna intenzione di diventare un eroe.

Non conoscevo gli eventi e ora ne vorrei sapere ancora di più.
 
Le città di pianura, Sossai 2025. In un mondo ideale in cui il cinema italiano non implodeva a fine anni Sessanta questo sarebbe un film normale, purtroppo non ci troviamo in un mondo ideale per cui appare come un piccolo miracolo. Una lettura inaspettata ma tutto sommato credibile di un genere ormai convenzionale, nel suo piccolo funziona salvo qualche sbavatura qua e là nelle interpretazioni, e dal mio punto di vista una certa ridondanza che lo fa apparire più lungo di quanto non sia.
Io onestamente non ho capito tutto il successo di questo film. Per dirla in modo brutale, mi sembra una versione per attempati di Zerocalcare venuto male :dsax:
Scherzi a parte, di per sè non è fatto male, ma non sono proprio riuscito a legare con i due protagonisti. Questo film mi è sembrato essere incentrato sulla nostalgia di tempi passati che forse non sono mai esistiti, però lo fa con dialoghi a volte carichi di retorica e col puro intento di ricercare la frase a effetto un po' sorretiniana. Poi il ragazzo che rimane con loro, che non li manda a quel paese alla seconda volta che lo "fregavano", e il suo improvviso cambio di atteggiamento nei loro confronti, l'ho trovato poco credibile (oltre che inconsapevolmente in balia degli eventi, tratto che io detesto nella scrittura di un personaggio)
 
Io onestamente non ho capito tutto il successo di questo film. Per dirla in modo brutale, mi sembra una versione per attempati di Zerocalcare venuto male :dsax:
Scherzi a parte, di per sè non è fatto male, ma non sono proprio riuscito a legare con i due protagonisti. Questo film mi è sembrato essere incentrato sulla nostalgia di tempi passati che forse non sono mai esistiti, però lo fa con dialoghi a volte carichi di retorica e col puro intento di ricercare la frase a effetto un po' sorretiniana. Poi il ragazzo che rimane con loro, che non li manda a quel paese alla seconda volta che lo "fregavano", e il suo improvviso cambio di atteggiamento nei loro confronti, l'ho trovato poco credibile (oltre che inconsapevolmente in balia degli eventi, tratto che io detesto nella scrittura di un personaggio)
Il successo credo si spieghi col fatto che non c'è praticamente niente di meglio :asd:

Sui protagonisti credo che un l'intento sia un po' quello, neppure a me personalmente sono piaciuti molto :asd: ma rappresentano un po' lo spirito del film. Sulle frasi un po' concordo, anche perché molti concetti vengono reiterati più e più volte senza però svilupparsi granché.

Il ragazzo secondo me è sì in balìa degli eventi ma non del tutto inconsapevolmente né involontariamente, un po' è lui stesso a stare al gioco: a parole si dice di dover andare a casa per via dell'esame, ma una parte di lui vuole prolungare indefinitamente la serata per lasciare una sorta di spiraglio aperto per ritrovare quella ragazza. :sisi:
 
Sirat, Oliver Laxe (2025).
Un padre deve cercare sua figlia nel cuore del Sahara, tra Rave e la Terza Guerra Mondiale.
Un film sulla condivisione del dolore, la ricerca della figlia diventa un pretesto per esplorare, secondo me, l'elaborazione del lutto e la capacità di trovare il proprio posto nel mondo.

La Grazia, Paolo Sorrentino (2025)
Il Presidente della Repubblica si trova di fronte ad una serie di decisioni importanti negli ultimi sei mesi della sua carica.
Finalmente un Sorrentino che torna a mettere il suo occhio al servizio del film, non viceversa. Compatto, scorrevole, non privo di problemi ma che, nel complesso, a me è piaciuto molto per la sua capacità di tirarti dentro alla storia. Si poteva fare di più su alcuni personaggi.

Sorry, baby, Eva Victor (2025)
Una professoressa universitaria convive con un trauma.
Una storia trattata sia con humor che con delicatezza. Mi è piaciuto molto il fatto che il personaggio principale abbia palesi tratti autistici che rendono ancora più difficile elaborare una vicenda del genere. Molto azzeccate alcune scelte di regia.
 
Il successo credo si spieghi col fatto che non c'è praticamente niente di meglio :asd:

Sui protagonisti credo che un l'intento sia un po' quello, neppure a me personalmente sono piaciuti molto :asd: ma rappresentano un po' lo spirito del film. Sulle frasi un po' concordo, anche perché molti concetti vengono reiterati più e più volte senza però svilupparsi granché.

Il ragazzo secondo me è sì in balìa degli eventi ma non del tutto inconsapevolmente né involontariamente, un po' è lui stesso a stare al gioco: a parole si dice di dover andare a casa per via dell'esame, ma una parte di lui vuole prolungare indefinitamente la serata per lasciare una sorta di spiraglio aperto per ritrovare quella ragazza. :sisi:
Ma non sono troppo d'accordo sul non esserci di meglio :hmm: L'anno scorso ci sono stati Andò e Mainetti (mi pare) che comunque gli mangiano in testa, secondo me.
Io ho avuto l'impressione che l'intento fosse creare un film con apparente profondità attraverso due "classici" personaggi disillusi che però di "vero" e concreto non hanno nulla da dire. Dici che sia lui stesso che sta al gioco, e ci posso pure stare, ma è comunque troppo spettatore degli eventi, è un personaggio che non ha davvero nulla da dire, e la sua evoluzione è così banale e scontata che alla fine del film ti aspetti che finisca in quel modo.
Poi oh, niente da dire dal punto di vista tecnico :nono:
 
Ma non sono troppo d'accordo sul non esserci di meglio :hmm: L'anno scorso ci sono stati Andò e Mainetti (mi pare) che comunque gli mangiano in testa, secondo me.
Io ho avuto l'impressione che l'intento fosse creare un film con apparente profondità attraverso due "classici" personaggi disillusi che però di "vero" e concreto non hanno nulla da dire. Dici che sia lui stesso che sta al gioco, e ci posso pure stare, ma è comunque troppo spettatore degli eventi, è un personaggio che non ha davvero nulla da dire, e la sua evoluzione è così banale e scontata che alla fine del film ti aspetti che finisca in quel modo.
Poi oh, niente da dire dal punto di vista tecnico :nono:
La città proibita per me un'ottima prova di Mainetti dal punto di vista registico ma davvero mediocre come sceneggiatura. Per me questo è più equilibrato, ma sono generi diversi per cui ci sta di preferire l'uno o l'altro; in ogni caso nessuno dei due raggiunge l'eccellenza. Andò perdonami ma non ricordo, a quale titolo ti riferisci?

Questo come impianto è convenzionalissimo (road movie con il personaggio caciarone (in questo caso due) e il personaggio introverso, etc. etc.) e l'originalità sta soprattutto nell'ambientazione provinciale veneta, la storia in sé dall'inizio alla fine non inventa niente di nuovo.
 
in ogni caso nessuno dei due raggiunge l'eccellenza
Su questo concordo pienamente, per quanto La Città Proibita mi è sembrato osare di più (un kung fu movie è qualcosa di mai visto in Italia, ed è riuscito a renderlo proprio, pur se con le solite e ricorrenti tematiche del cinema italiano)

Comunque Andò ha fatto L'abbaglio che, per quanto non mi sia piaciuto granché, ha una messa in scena e dei personaggi che comunque ho trovato più umani.

Sull'ambientazione posso essere d'accordo, ma per me non è stato sufficiente :(
 
Su questo concordo pienamente, per quanto La Città Proibita mi è sembrato osare di più (un kung fu movie è qualcosa di mai visto in Italia, ed è riuscito a renderlo proprio, pur se con le solite e ricorrenti tematiche del cinema italiano)

Comunque Andò ha fatto L'abbaglio che, per quanto non mi sia piaciuto granché, ha una messa in scena e dei personaggi che comunque ho trovato più umani.

Sull'ambientazione posso essere d'accordo, ma per me non è stato sufficiente :(

Ma sì ci sta, lungi da me elevarlo a qualcosa che non è. :asd:

E per La città proibita il fastidio è doppio, che abbiano zavorrato un'operazione così coraggiosa (e così riuscita proprio laddove era più difficile!) con una sceneggiatura del genere.

Comunque sempre di Sossai segnalo anche Altri cannibali, che ho visto subito dopo Le città e che a me è piaciuto di più (commentato nello stesso post sopra).
 
Vi prego di non chiedermi il perchè, ho visto The Bad Boy and Me, su PrimeVideo. Film uscito da pochi giorni sulla piattaforma e tratto dal romanzo digitale "The QB Bad Boy and Me".

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