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  • Autore discussione Autore discussione Staff Cinema
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grazie mille lo recupero allora :cat:
controllando in rete ho visto che sono solo 2 stagioni:morris82:

di cui la prima di sole 8 puntate:morris82:

è corretto o ho detto una cavolata?:morristend:
Sì fu cancellato dopo solo due stagioni. Ma l'anno prossimo arriva la terza //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/Predicatore.gif

Ah e poi ci sarebbe pure il film Fire Walk with Me che fa da prequel alla prima stagione, ma ti consiglio di vederlo solo dopo aver recuperato tutti gli episodi //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif

 
Sì fu cancellato dopo solo due stagioni. Ma l'anno prossimo arriva la terza //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/Predicatore.gif
Ah e poi ci sarebbe pure il film Fire Walk with Me che fa da prequel alla prima stagione, ma ti consiglio di vederlo solo dopo aver recuperato tutti gli episodi //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif
Non fu cancellato, erano previste solo due stagioni corte, ma visto il successo strepitoso, i produttori spinsero per allungare il brodo nella seconda, creando quel pastrocchio incredibile che è la seconda parte della seconda stagione.

Di fatto la serie finisce a metà della seconda stagione, il resto è filler, esclusa la meravigliosa puntata finale, diretta ovviamente da Lynch.

Quindi non venne affatto cancellato, anzi, è proprio l'opposto, durò pure troppo, rovinarono un capolavoro.

Quanto a "Fire Walk With Me", penso sia un disastro, l'unico film di Lynch che odio.

P.S. "Fire Walk With Me" non deve assolutamente essere visto prima di "Twin Peaks", perché svela i segreti della serie.

 
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Non fu cancellato, erano previste solo due stagioni corte, ma visto il successo strepitoso, i produttori spinsero per allungare il brodo nella seconda, creando quel pastrocchio incredibile che è la seconda parte della seconda stagione.Di fatto la serie finisce a metà della seconda stagione, il resto è filler, esclusa la meravigliosa puntata finale, diretta ovviamente da Lynch.

Quindi non venne affatto cancellato, anzi, è proprio l'opposto, durò pure troppo, rovinarono un capolavoro.

Quanto a "Fire Walk With Me", penso sia un disastro, l'unico film di Lynch che odio.

P.S. "Fire Walk With Me" non deve assolutamente essere visto prima di "Twin Peaks", perché svela i segreti della serie.
Ma non è assolutamente vero //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

L'ABC, che prima di allora aveva lasciato ai creatori una grande libertà creativa[14], fece pressioni per rivelare il segreto dell'omicidio di Laura. I creatori, nonostante fossero contrari a questa decisione poiché decisi a rivelarlo solo alla fine, cedettero alle richieste del network. Lynch e Frost previdero correttamente le conseguenze negative e tra dicembre e febbraio, dopo la soluzione dell'omicidio, gli ascolti calarono in maniera inesorabile. Ad accostarsi a questa motivazione principale ci furono anche lo spostamento della programmazione al sabato sera[72], la sospensione per le feste natalizie che fece perdere continuità alla storia e la sovrapposizione con le trasmissioni dedicate alla guerra del Golfo[73], che attirarono gran parte dell'attenzione degli spettatori[74].
Sulla scoperta dell'assassino di Laura Palmer, anticipata dalla ABC, Lynch si pronunciò in questo modo: «È un'assurdità che questo sia potuto succedere. [...] C'era spazio per tantissimi altri misteri. Ma quel mistero era sacro, teneva in piedi tutti gli altri. Era l'albero e gli altri erano i rami. È, come ho detto, una tristezza»[59].

Pertanto, essendo crollata la trama principale, la seconda parte della seconda stagione venne poco curata dai propri creatori[nota 7] e, come afferma Mark Frost, la serie sviluppò sottotrame poco convincenti e con una narrazione che aveva ormai perso la tensione e l'emozione che la caratterizzavano in precedenza[14][72].

Dopo l'episodio 16, mandato in onda il 16 febbraio 1991, la programmazione venne sospesa e sabato 23 febbraio 1991, invece di mandare in onda l'episodio 17, l'ABC trasmise senza preavviso il film Codice Magnum. Gli uffici del network vennero tempestati da parte dei fan di lettere di protesta, telefonate, striscioni e persino tronchi e pezzi degli scacchi[75]. Intanto a Washington il ventitreenne H. Keith Poston e il ventottenne Michael R. Caputo creavano il comitato Citizens Opposing the Offing of Peaks (COOP) il cui motto è "All We Are Saying is Give Peaks a Chance"[73] e organizzavano una manifestazione con raccolta firme sulla quindicesima strada Nord West di Washington[73][74]. La programmazione riprese quindi il 28 marzo 1991 alle 21:00[76] con l'episodio 17, Ferite e cicatrici nel suo giorno originario, giovedì, contendendosi gli spettatori con Cin cin (Cheers) della NBC[77]. Per promuovere il ritorno della serie la ABC mandò in onda uno spot che ricorda la scena finale de Il mago di Oz[77]: come Dorothy, Cooper si sveglia nel suo letto al Great Northern Hotel circondato da Catherine Martell, la Signora Ceppo, il Nano e Andy, urlando «I've must been have dreaming! It was horrible, we were on saturdays!»[78].

Tuttavia gli ascolti fino all'episodio 20 risultarono deludenti e la programmazione venne nuovamente interrotta. In questo periodo i creatori ripresero interesse per la serie confezionando gli ultimi due episodi della seconda stagione il cui finale rimane volutamente vago e irrisolto, con l'intento di ridestare interesse nel network e negli spettatori, al fine di farsi commissionare una terza stagione[79], di cui era anche stata vagamente ideata la prima parte[14]. Gli episodi 21 e 22 vennero quindi trasmessi insieme lunedì 10 giugno, alla maniera degli ABC Monday Night at the Movies[76]. Gli ascolti dell'ultima serata si ripresero lievemente conquistando 10,4 milioni di spettatori[80], ma ciò non impedì alla serie di venire definitivamente cancellata[76][81].
Wikipedia

 
Ma non è assolutamente vero //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
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Che abbiano anticipato il finale, o allungato il brodo dopo, non fa differenza, la serie è di fatto finita a metà della seconda stagione, il resto è puro e inutilissimo filler.

La fantomatica terza stagione, anche se l'avessero fatta, non sarebbe stata curata da Lynch, che aveva previsto di chiuderla alla fine del mistero e che comunque disse più e più volte di averne le scatole piene, viste le imposizioni subite sulla seconda stagione, e già fecero un miracolo a convincerlo a dirigere l'ultima puntata.

Non è un caso che questa nuova stagione arrivi dopo 25 anni, Lynch non aveva alcuna intenzione di riprenderla, si è convinto vista la libertà che propostagli.

 
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Eraserhead – David Lynch, 1977. Seconda visione. Ovvero un'incursione del Cinema nel reame dell'Incubo – o viceversa. Quello di Eraserhead è un mondo incomprensibile, un mondo deserto eppure claustrofobico, un mondo succube della paranoia, dell'insonnia, della noia, di uno strisciante, lacerante senso di vulnerabilità, e di totale vuoto interiore. È un mondo statico, inerte, in un certo senso eterno, fissato nel suo presente privo di passato e di futuro. Condizioni, queste, che si riflettono nel protagonista: quello interpretato da Jack Nance è un non-personaggio, un distillato di pura passività e inerzia. Anche un mondo al rallentatore come quello di Eraserhead resta per lui inafferrabile, al di là delle sue capacità di comprensione e influenza. Gli sporadici eventi si presentano senza preavviso né spiegazione, e i personaggi di contorno agiscono e reagiscono in modo apparentemente casuale: si insinua un senso di impotenza disarmante, una rassegnazione che avvilisce sul nascere ogni velleità di reazione. Appunto: un incubo. Un'atmosfera tanto densa di suggestioni non sarebbe però stata possibile, senza l'apporto di una direzione artistica all'altezza: l'ambientazione desolata e decadente; gli assurdi, grotteschi dialoghi, personaggi – e creature; gli incessanti, onnipresenti rumori in sottofondo; e così via, ogni elemento contribuisce a ricreare un clima opprimente, nel quale ben presto lo spettatore stesso si trova intrappolato. E ciò che permette ad Eraserhead il definitivo salto di qualità, è la perfezione tecnica con cui le idee vengono messe in scena. La fotografia in bianco e nero – impossibile pensarla altrimenti – è allo stato dell'arte nella composizione così come nella gestione dell'illuminazione. Dà il meglio di sé negli interni, le cui scenografie asfittiche e l'arredamento minimale sono la cornice migliore per gli impeccabili 4:3 della pellicola. La cura riposta nella messa in scena è stupefacente: una simile perfezione nei dettagli merita di essere apprezzata in alta definizione. Miracolosa è l'effettistica – e chiunque lo abbia visto sa a cosa mi riferisco – specialmente considerando il budget ridotto con cui il film è stato realizzato. (Ancora dopo la seconda visione non mi spiego come diavolo abbiano fatto.) Con “effettistica” non mi riferisco solamente a quella materiale, visiva, ma anche a quella sonora. Il comparto audio di Eraserhead è fra i migliori che abbia mai ascoltato – e quasi sicuramente il più inquietante: i già citati rumori in sottofondo, ma soprattutto i terrificanti vagiti del feto, o qualunque cosa sia. La persistenza con cui questi suoni artificiali (?) invadono ogni spazio vuoto sul lungo periodo ha un effetto straniante, capace di erodere le difese dello spettatore fino a ridurlo in balìa dell'immaginario malato di questo mondo. (Una nota di merito a parte per la canzone In heaven, che mi è rimasta in testa per tutta la serata.) Insomma: sotto qualunque punto di vista lo si voglia avvicinare, l'esordio di Lynch nel lungometraggio presenta picchi di qualità vertiginosi – e senza l'ombra di un'esitazione, il che è ancora più impressionante se lo si considera come un'opera prima. Per ogni aspetto si potrebbe aprire un discorso a parte – non parliamo poi di avventurarsi nella decodifica dei significati, che peraltro mortificherebbe un mondo che vive proprio dell'assenza di spiegazioni. Il più grande merito di Eraserhead resta però il suo fondamentale, ovvero essere riuscito a catturare l'ineffabile, a trasmettere con una consapevolezza inspiegabile un'intera gamma di paure che definirei primordiali. Il Lynch a cui sono più affezionato rimane probabilmente Blue velvet, che pur con qualche ingenuità riassume un po' tutto ciò che amo della sua poetica; eppure, più ci penso e più mi convinco che Eraserhead sia tutto ciò che avrei voluto chiedere a quest'autore. Per questo, e per la sua perfezione tecnica, reputo Eraserhead un capolavoro, nonché il film più perfetto che Lynch abbia diretto. Indimenticabile.

 
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Vertigine, il mistero del falco, double idemnity, devil in a blue dress, il grande sonno, chinatown, 12 monkeys, manhunter, the insider, michael clayton, frantic, true detective 2, l.a. confidential, BLOW OUT, il terzo uomo, brivido caldo, blood simple, brick, risky business, il lungo addio, kiss kiss bang bang, minority report.... ce ne sarebbero tantissimi altri

 
Vertigine, il mistero del falco, double idemnity, devil in a blue dress, il grande sonno, chinatown, 12 monkeys, manhunter, the insider, michael clayton, frantic, true detective 2, l.a. confidential, BLOW OUT, il terzo uomo, brivido caldo, blood simple, brick, risky business, il lungo addio, kiss kiss bang bang, minority report.... ce ne sarebbero tantissimi altri
Molte grazie.

Magari è la volta buona che riesco a vedermi Chinatown.

 
Bo a me tom hardy sembra un attore come tanti altri, l'unica interpretazione degna di nota l'ha fatta in bronson, per il resto nella media. In revenant non ha fatto nulla di che.E non taccatemi Snowpiercer che è strafìgo :l4gann:
Guardati Legend

 
Legend

carino ma niente di che, mi aspettavo decisamente di più //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
Ultimamente ho visto un pò di roba:

The Congress di Ari Folman. Interessante anche se non perfettamente riuscito. Soffre infatti dell'assenza di un'omogeneità sia a livello estetico, che narrativo.

The Kids Are All Right di Lisa Cholodenko. Abbastanza divertente, anche se non ho capito bene dove volesse andare a parare. O meglio, mi è sembrato che verso la fine il tutto si riducesse a una retorica spiccia ultrafemminista. Che poi anche il messaggio progay è piuttosto confuso: tutta la narrazione e la caratterizzazione dei personaggi (figli in primis) ruota intorno proprio alla particolarità di questa famiglia non convenzionale, mentre poi

sul finale sembra quasi che la regista voglia tentare di "normalizzare" questa famiglia rendendola identica a una tradizionale. Brutto anche il modo in cui viene fatto uscire di scena il personaggio di Ruffalo nel disperato tentativo di improvvisare un ritrovato equilibrio finale.

The One I Love di Charlie McDowell. Questo mi è piaciuto molto. Ha forse qualche dialogo un pò sottotono, ma per il resto è scritto brillantemente e girato in maniera intelligente. A prima vista può sembrare la classica commedia romantica, ma dopo pochi minuti le cose prendono subito una piega assolutamente inaspettata. Molto bravi entrambi gli attori protagonisti.

La foresta dei pugnali volanti di Zhang Yimou. Che due palle, non sono manco riuscito ad arrivare alla fine.

Tokyo Love Hotel di Hiroki Ryuichi. Partendo dal presupposto che è davvero frustrante dover andare fino in centro a Milano per potersi vedere l'unico spettacolo disponibile per questo film in uno dei due soli cinema che lo proiettano... sarebbe bello almeno che si venisse ripagati della fatica fatta da un lavoro di localizzazione decente, mentre il doppiaggio è davvero terribile, roba che rovina in parte il film. A sto punto subbatela e basta la roba orientale che ci risparmiate pure, tanto sempre in quattro gatti saremo ad andarla a vedere. Comunque non è male, ma l'ho trovato un pò sempliciotto e a tratti anche abbastanza pretenzioso.

 
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Finding Dory, Pixar e soci

Torno a rivedere un loro film dopo diversi episodi saltati causa scadere qualitativo. Non sono migliorati. La prima parte è una fastidiosa accozzaglia di movimenti psicotemporali che hanno il compito di fondare la struttura e le necessità del film. Un "ripartiamo!" che sembra non finire mai: frammentato, ridondante, misero.

La seconda un goffo tentativo di creare quel microcosmo che gli è caro, tutto poco ispirato e già visto, senza fra l'altro uno straccio di antagonista. Altra cosa che lo studio ha perso per strada nelle ultime produzioni.

Nella terza si conclude nel modo più caciarone e dispersivo possibile, creando sì un momento emozionalmente valido ma che svanisce appena guadagni un attimo di respiro e puoi metterne in dubbio la legittimità. Da notare che qui, così come in altri passaggi, il problema si verifica a causa della proliferazione di azioni e rimandi che gli sceneggiatori usano per allungare il brodo. Dimenticate la linearità di Alla ricerca di Nemo. Questo gigantesco casino sconclusionato e svilente è forse però la parte migliore del film, perlomeno le pretese si abbassano fino a toccare il fondo della tollerabilità.

Sufficiente. Che pena però.

P.S. Sono andato a vederlo solo perché sto in Cina e il resto era peggio. Già si capiva che faceva schifo.

 
I da vedere di Kiarostami? Dai dai che li sapete.

 
La storia fantastica, Rob Reiner

Bellissimo, bellissimo, bellissimo. Tre volte, un mago di oz moderno, che ha nei personaggi e nelle loro frasi (sceneggiatura meravigliosa) una bellezza disarmante, che può essere la frase finale pronunciata da peter folk o quella, iconica, di un meraviglioso Inigo Montoya. In ogni caso, aspettatevi un film come ormai non saranno più in grado di farli. Regia e fotografia al servizio di tutto, grandissimo reiner.

E chiunque sia quel bambino, adesso dovrebbe essere abbastanza grande per sottomettere quel cancro di jacob tremblay :rickds:

The City of Violence, su consiglio del frusciante

Diciamo che perde subito quell'atmosfera noir, da mistero e intrigante che riesce a costruire sapientemente, mi aspettavo qualcosa molto più di genere e realistico rispetto all'orgia di coreografie che talvolta è, però è ben girato, ben recitato, e ha un gran finale. Sicuramente sopra la media del normale thriller sud coreano (che è una grande media eh), ha certi movimenti, certe inquadrature ad esaltare i personaggi che da sole vendono tutto, bravi bravi.

Eye In The Sky, Gavin Hood

Una piccola sorpresa, anche se, pur essendo qualitativamente sopra la media, non riesce a staccarsi dalla massa di thriller simili poichè quando può fare un discorso serio, non lo fa. Perchè ovviamente i piloti si commuovono davanti a una stracàzzo di bambina, e ovviamente a noi ci devono fare vedere quanto questa bambina è buona e quanto sono buoni i suoi genitori e il solito bla bla bla. Insomma, evita alcune buche, cade in altre. Il cast è però solidissimo e vendono ogni singola frase di questa sceneggiatura mozzata.

False Verità di Atom Egoyan

Madonna, azzecca una cosa su tre, cioè l'atmosfera e la fotografia di certe sequenze, e ovviamente Firth e Bacon sono monumentali, sopratutto Bacon che quando va così deliziosamente sopra le righe è da Palma D'oro alla vita, ed infine convince un certo cinismo di fondo di alcuni ambienti/personaggi, però, il setting noir/mistery di fondo viene completamente sbaragliato dal disinteresse generale che si prova verso la storia, l'attrice va proprio senza futuro ma a ***** duro, incredibilmente fa a gara di inespressività con ogni muro e sedia del film e vince sempre, ero sorpreso di vedere che era la stessa di Drag Me To Hell, e qua le cose sono due, o Raimi è 500 volte più bravo di quanto già non si sappia o questa ha fatto apposta per dispetto a Egoyan, è proprio una mancanza di rispetto a tutte le attrici nel mondo pornostar comprese. In generale quindi il film sbaglia tutto perchè SEMBRA che si concentri sui personaggi quando, facendo l'esatto contrario, continua stupidamente a dare credibilità a una storia inutile. Per funzionare False Verità avrebbe dovuto fare due cose

1. Dare le chiavi del film e della sceneggiatura a Bacon e Firth

2. Eliminare il personaggio della Alison comesichiama e in generale fucilare chiunque abbia scritto un personaggio così inutile

In altre parole, avrebbe dovuto essere un altro film, peccato perchè poteva fare un bel discorso sui falsi idoli americani degli anni 50 e anticipare il lupo di wall street

Codice : Genesi

Non ha, neanche per finta, neanche per scherzo, neanche per un secondo, la profondità e lo spessore che dovrebbe avere la storia che racconta. Progetto che sarebbe stato interessante con un regista con una visione concreta, questi sono dei pacchi

 
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Finding Dory, Pixar e soci
Torno a rivedere un loro film dopo diversi episodi saltati causa scadere qualitativo. Non sono migliorati. La prima parte è una fastidiosa accozzaglia di movimenti psicotemporali che hanno il compito di fondare la struttura e le necessità del film. Un "ripartiamo!" che sembra non finire mai: frammentato, ridondante, misero.

La seconda un goffo tentativo di creare quel microcosmo che gli è caro, tutto poco ispirato e già visto, senza fra l'altro uno straccio di antagonista. Altra cosa che lo studio ha perso per strada nelle ultime produzioni.

Nella terza si conclude nel modo più caciarone e dispersivo possibile, creando sì un momento emozionalmente valido ma che svanisce appena guadagni un attimo di respiro e puoi metterne in dubbio la legittimità. Da notare che qui, così come in altri passaggi, il problema si verifica a causa della proliferazione di azioni e rimandi che gli sceneggiatori usano per allungare il brodo. Dimenticate la linearità di Alla ricerca di Nemo. Questo gigantesco casino sconclusionato e svilente è forse però la parte migliore del film, perlomeno le pretese si abbassano fino a toccare il fondo della tollerabilità.

Sufficiente. Che pena però.

P.S. Sono andato a vederlo solo perché sto in Cina e il resto era peggio. Già si capiva che faceva schifo.
Inside Out l'hai saltato?
 
Finding Dory, Pixar e soci
Torno a rivedere un loro film dopo diversi episodi saltati causa scadere qualitativo. Non sono migliorati. La prima parte è una fastidiosa accozzaglia di movimenti psicotemporali che hanno il compito di fondare la struttura e le necessità del film. Un "ripartiamo!" che sembra non finire mai: frammentato, ridondante, misero.

La seconda un goffo tentativo di creare quel microcosmo che gli è caro, tutto poco ispirato e già visto, senza fra l'altro uno straccio di antagonista. Altra cosa che lo studio ha perso per strada nelle ultime produzioni.

Nella terza si conclude nel modo più caciarone e dispersivo possibile, creando sì un momento emozionalmente valido ma che svanisce appena guadagni un attimo di respiro e puoi metterne in dubbio la legittimità. Da notare che qui, così come in altri passaggi, il problema si verifica a causa della proliferazione di azioni e rimandi che gli sceneggiatori usano per allungare il brodo. Dimenticate la linearità di Alla ricerca di Nemo. Questo gigantesco casino sconclusionato e svilente è forse però la parte migliore del film, perlomeno le pretese si abbassano fino a toccare il fondo della tollerabilità.

Sufficiente. Che pena però.

P.S. Sono andato a vederlo solo perché sto in Cina e il resto era peggio. Già si capiva che faceva schifo.
"Alla ricerda di dory" faceva ridere già solo per il titolo (in senso negativo). Un film che di base era già una barzelletta si conferma effettivamente evitabilissimo? Buono a sapersi //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

Purtroppo fino al 2020 vedremo praticamente solo sequel dalla pixar (ho aspettative solo per gli incredibili 2, ma dubito sarà ai livelli del primo...).

- - - Aggiornato - - -

The Conjuring (il primo).
Commento personale: "meh". //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif
Come tutti i film di james wan più o meno.

 
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Finding Dory, Pixar e soci
Torno a rivedere un loro film dopo diversi episodi saltati causa scadere qualitativo. Non sono migliorati. La prima parte è una fastidiosa accozzaglia di movimenti psicotemporali che hanno il compito di fondare la struttura e le necessità del film. Un "ripartiamo!" che sembra non finire mai: frammentato, ridondante, misero.

La seconda un goffo tentativo di creare quel microcosmo che gli è caro, tutto poco ispirato e già visto, senza fra l'altro uno straccio di antagonista. Altra cosa che lo studio ha perso per strada nelle ultime produzioni.

Nella terza si conclude nel modo più caciarone e dispersivo possibile, creando sì un momento emozionalmente valido ma che svanisce appena guadagni un attimo di respiro e puoi metterne in dubbio la legittimità. Da notare che qui, così come in altri passaggi, il problema si verifica a causa della proliferazione di azioni e rimandi che gli sceneggiatori usano per allungare il brodo. Dimenticate la linearità di Alla ricerca di Nemo. Questo gigantesco casino sconclusionato e svilente è forse però la parte migliore del film, perlomeno le pretese si abbassano fino a toccare il fondo della tollerabilità.

Sufficiente. Che pena però.

P.S. Sono andato a vederlo solo perché sto in Cina e il resto era peggio. Già si capiva che faceva schifo.
Ma cos //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif quale sarebbe l'ultimo visto, prima di Finding Dory? Più che altro mi disturba il pensiero che tu possa averci inserito Inside Out, lì in mezzo //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Comunque rivisto Lo chiamavano Jeeg Robot. Pazzesca la scrittura dei personaggi.

 
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