Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

  • Autore discussione Autore discussione Staff Cinema
  • Data d'inizio Data d'inizio
A girl walk home alone at night, Ana Lily Amirpour

Decente. La città sembra "un po'" vuota a causa del budget e ci sono delle luci particolarmente bianche che si potevano smorzare. E' quello che è, un film che fa bene i movimenti del vampiro e non rischia in nessun altro aspetto.

Una curiosità, dal tuo punto di vista come dovrebbe essere uno "sguardo non coloniale"? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Hai controesempi per dimostrare come vorresti che sia trattata la prospettiva invece?
Mungiu lo vedo oggi yuppiii.

Beh, è complicato dire così. Ci sono tanti modi anche per avere sguardi coloniali come per non averli. Beasts of the souther wild ce l'ha. Quello che citavo, che non ho capito se conosci o se io sono stato così bravo da esprimere com'è lol, rifiuta l'interesse materiale per le situazioni in cui si trova, schiacciando tutti i tempi dei "selvaggi" su elementi da curiosità turistica, rilassa il montaggio solo quando si tratta delle danze e dei riti che tanto hanno affascinato i colonizzatori, quelli veri e propri, per secoli. La cosa comica è che ci sono varie interviste tematiche nel film (fra l'altro introdotte in modo meccanico) che criticano questo approccio. Loro sono lì tipo per fare denuncia contro lo sterminio eppure ricadono nelle stesse cose.

Per gli esempi positivi: mi è sempre sembrato che i documentari di Flaherty rispettassero l'alterità delle comunità filmate, lui costruiva anche molto, metteva in scena, le azioni dei suoi personaggi suonano piene, senti la vita e non ti metti in una posizione di superiorità. Loro sono nei loro posti tranquilli. C'è anche un grande uso delle relazioni geografiche. Paradossalmente con certi etnografi tutto sembra più finto.

A parte questo esempio classico c'è Venere Nera di Kechiche che è imprescindibile. Praticamente un saggio contro lo sguardo coloniale. Mette tutte quelle passioni in fila e le analizza spietatamente. Capolavoro.

Poi c'è anche l'intro di Hiroshima mon Amour che tratta di sguardi coloniali o comunque posticci pietisti. Ci sono un sacco di esempi possibili, anche Mungiu. Però non sono sicuro di cosa chiedessi quindi mi fermo che già ci bastano //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
A girl walk home alone at night, Ana Lily Amirpour
Decente. La città sembra "un po'" vuota a causa del budget e ci sono delle luci particolarmente bianche che si potevano smorzare. E' quello che è, un film che fa bene i movimenti del vampiro e non rischia in nessun altro aspetto.

Mungiu lo vedo oggi yuppiii.

Beh, è complicato dire così. Ci sono tanti modi anche per avere sguardi coloniali come per non averli. Beasts of the souther wild ce l'ha. Quello che citavo, che non ho capito se conosci o se io sono stato così bravo da esprimere com'è lol, rifiuta l'interesse materiale per le situazioni in cui si trova, schiacciando tutti i tempi dei "selvaggi" su elementi da curiosità turistica, rilassa il montaggio solo quando si tratta delle danze e dei riti che tanto hanno affascinato i colonizzatori, quelli veri e propri, per secoli. La cosa comica è che ci sono varie interviste tematiche nel film (fra l'altro introdotte in modo meccanico) che criticano questo approccio. Loro sono lì tipo per fare denuncia contro lo sterminio eppure ricadono nelle stesse cose.

Per gli esempi positivi: mi è sempre sembrato che i documentari di Flaherty rispettassero l'alterità delle comunità filmate, lui costruiva anche molto, metteva in scena, le azioni dei suoi personaggi suonano piene, senti la vita e non ti metti in una posizione di superiorità. Loro sono nei loro posti tranquilli. C'è anche un grande uso delle relazioni geografiche. Paradossalmente con certi etnografi tutto sembra più finto.

A parte questo esempio classico c'è Venere Nera di Kechiche che è imprescindibile. Praticamente un saggio contro lo sguardo coloniale. Mette tutte quelle passioni in fila e le analizza spietatamente. Capolavoro.

Poi c'è anche l'intro di Hiroshima mon Amour che tratta di sguardi coloniali o comunque posticci pietisti. Ci sono un sacco di esempi possibili, anche Mungiu. Però non sono sicuro di cosa chiedessi quindi mi fermo che già ci bastano //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Non l'ho visto ma credo di aver capito quello che intendi, ovvero quei film che appiattuscono le società tribali ai loro elementi esotici e interessanti da una prospettiva occidentale. Quello che mi chiedevo è se appunto conoscessi dei film che non hanno una concezione simile, ad esempio i film di Flaherty non li ho mai visti, li aggiungo alla lista //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/laugh.png

 
E' interessante la cosa perché si gioca davvero sul filo del rasoio. I film di Flaherty ad esempio erano enormi successi e comunque giocati sugli elementi nuovi per il pubblico, però il ritmo era diverso. Tu vedi Man of Aran e ti dici "beh questa è la vita in quelle isole, è molto diversa ma è la loro vita" invece qui c'è una sorta di morbosità data dalla regia e dal montaggio. Dipende da cosa uno vuole mettere in evidenza, nell'ultima cosa che ho girato ci sarebbe voluto poco a esotizzare malamente.

 
Baccalaureat di Mungiu non mi ha convinto. Quasi rivedrei Caché.

 
Ave Cesare! (2015, Coen Bro.) - Frizzante ed irriverente, comicità sottilissima e ottima messa scena. Cast veramente enorme, proiettarsi a dirigere uno Studio cinematografico è stato divertente, a tratti caotico e stressante, sensazioni ricercate volutamente , pecca un pò nella parte finale e il ritmo a tratti non è perfetto, ma nel complesso mi ci sono divertito parecchio! Sicuramente non è il miglior film dei Coen, ma rimane un buon film, consigliatissimo ovviamente.

 
Mickey di Richard Jones & James Young.

Un'altra storia di una ragazzina pestifera. L'intreccio è classico tra amore, intrighi di città e una fortuna inaspettata.

Blind Husbands di Erich von Stroheim

Film sul solito tema dell'adulterio. In questo caso la donna è trascurata ma pura e il tutto avviene sullo sfondo metaforico delle scalate alpine. Si intravede il talento di un grande regista e attore. Fiducioso sui suoi lavori successivi.

The Eyes Of The Mummy di Ernst Lubitsch.

Altra precoce produzione di un grande del cinema. Tutto il film è incentrato sul gusto per l'esotico e tocca brevemente vari temi cercando di far trasparire romanticismo e tragedia. Non è malaccio.

 
Ultima modifica da un moderatore:
Cosa non ti ha convinto??
I dialoghi, come se fossero troppo già sentiti tutti? L'atmosfera di tensione e mistero poi è ripresa precisa precisa da Caché, solo che lì l'ho preferita.

 
I dialoghi, come se fossero troppo già sentiti tutti? L'atmosfera di tensione e mistero poi è ripresa precisa precisa da Caché, solo che lì l'ho preferita.
Non ho visto Caché quindi non posso fare un confronto. Posso darti parzialmente ragione con i dialoghi, nel senso che tutti i discorsi che si fanno (confronto generazionale, "questo è un paese di ***** fatti un futuro migliore", i rapporti con la moglie e l'amante, i discorsi sulle raccomandazioni ecc. ecc.) sono abbastanza già visti, ma ho trovato una forza del film quelli di non appiattirsi tanto sui discorsi dei personaggi, non imposta nessun discorso a tesi quanto offre piuttosto uno spaccato delle vite di quei personaggi in questi momenti di grande crisi. Insomma penso che riesca a dare spessore a dei personaggi che sono effettivamente impostati in maniera parecchio banale, ma si arriva alla fine a concepire che ciò che dicono sia uno solo dei tanti aspetti della loro natura conflittuale piuttosto che la loro unica componente. Tutt'altro che monodimensionali insomma, o almeno l'ho percepito così.

 
Shallow Grave di Danny Boyle. Esordio potentissimo. E' una commedia nera di un cinismo devastante, con alcune trovate registiche davvero notevoli.

Gyeongseong School: Disappeared Girls di Lee Hae-Young. Davvero niente male, anche se il cambio di genere che assume sul finale è un pò troppo brusco.

 
Non ho visto Caché quindi non posso fare un confronto. Posso darti parzialmente ragione con i dialoghi, nel senso che tutti i discorsi che si fanno (confronto generazionale, "questo è un paese di ***** fatti un futuro migliore", i rapporti con la moglie e l'amante, i discorsi sulle raccomandazioni ecc. ecc.) sono abbastanza già visti, ma ho trovato una forza del film quelli di non appiattirsi tanto sui discorsi dei personaggi, non imposta nessun discorso a tesi quanto offre piuttosto uno spaccato delle vite di quei personaggi in questi momenti di grande crisi. Insomma penso che riesca a dare spessore a dei personaggi che sono effettivamente impostati in maniera parecchio banale, ma si arriva alla fine a concepire che ciò che dicono sia uno solo dei tanti aspetti della loro natura conflittuale piuttosto che la loro unica componente. Tutt'altro che monodimensionali insomma, o almeno l'ho percepito così.
Per me oltre la banalità (che per essere più precisi intendo come ripetere un repertorio critico consolidato) c'è stato pure il fatto che erano troppi. Se pensi agli altri film di Mungiu c'era meno carne al fuoco, di solito quando ne aggiungi così tanta è perché hai difficoltà a gestire la durata. Che Mungiu resti un regista della sfumatura come scrivi è indubbio, è il suo modo di fare, però anche quello certe volte può avere problemi.

Caché vedilo a prescindere che è un capolavoro di un regista famoso, ci sono tutte le suggestioni base di questo Mungiu, quelle che lascia irrisolte per fare da struttura latente, solo che Haneke le ancora in modo più netto alla storia e fa il film solo su quello senza aggiungere altro. Valla a scrivere una sceneggiatura così! Tanto di cappello.

 
Chi ha visto il film "Babadook?"
Film Thriller-Horror, che My Movies promuove quasi a pieni voti.
L'ho visto, è molto bello ma è anche molto derivativo, non è certo originalissimo.

è veramente ben costruito, è un film horror che funziona a meraviglia: c'è tensione, la sceneggiatura è intelligente (a parte una scena che reputo uno scivolone), la fotografia è notevole e l'interpretazione della madre è fantastica.

Certo il ragazzino è insopportabile, ma non è colpa dell'attore, è il suo ruolo che prevede che debba essere il moccioso più odioso della storia del mondo, ed essendo questo lo scopo, direi che anche lui sia stato bravo //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Comunque, per quanto mi riguarda, è il miglior film horror da parecchi anni a questa parte.

 
Ultima modifica da un moderatore:
Non essere cattivo – Claudio Caligari, 2015. : (

Duelle (une quarantaine) – Jacques Rivette, 1976. Non saprei spiegare perché, ma nel momento in cui è apparsa sullo schermo la prima inquadratura del film ho avuto la netta sensazione che avrei assistito ad un pezzo di grande Cinema. E non a torto: Rivette evidentemente sa dove piazzare la macchina da presa, e come muoverla. La fotografia è magnifica, i colori intensi, gli accostamenti ricercatissimi, anche grazie al continuo dialogo fra i costumi di scena e l'arredamento circostante. E che movimenti, legano fra loro le inquadrature con una morbidezza e un ritmo che sono una gioia per gli occhi. Per buona parte del film non si ha idea di cosa stia succedendo, e il gioco sta anche nel tentare di ricomporre questa storia surreale, tra il fiabesco e l'esoterico, frammentata in una struttura narrativa da film noir che trova qui un'originale e inaspettatamente riuscita applicazione. Peccato che nell'ultimo quarto, dopo aver scoperto le proprie carte e svelato il mistero, il film perda mordente e si dilunghi fin troppo dilatando incomprensibilmente i tempi; soprattutto, nei passaggi finali la narrazione sembra quasi volersi prendere sul serio, con un esito tutt'altro che felice. Un vero peccato che il film deragli in questo modo, perché finisce per oscurare i tanti elementi di valore che lo caratterizzano; primo fra tutti, ovviamente, quello estetico. Avvicinandomi al film ho letto alcuni commenti che lo accostavano con insistenza alle opere di Lynch; e devo dire di essermi trovato decisamente d'accordo. Saranno speculazioni, ma a posteriori si direbbe che il buon David abbia attinto a piene mani dall'immaginario di Duelle: volendo, si potrebbero trovare tracce del film di Rivette sparse qua e là da Blue velvet in poi, Twin Peaks compreso. (Non è un caso se per un momento ho pensato di rinominare il bar di sezione come Le Rhumba.) Dunque, che dire: l'ultima parte mi ha pesato parecchio nel giudizio complessivo del film, ma sono sicuro che col passare del tempo i difetti sbiadiranno, e ricorderò soprattutto le bellissime immagini e l'atmosfera sospesa. Tutto sommato, una visione che sono felice di non essermi perso.

A girl walk home alone at night, Ana Lily Amirpour
Decente. La città sembra "un po'" vuota a causa del budget e ci sono delle luci particolarmente bianche che si potevano smorzare. E' quello che è, un film che fa bene i movimenti del vampiro e non rischia in nessun altro aspetto.
Poi mi spieghi quali sono i movimenti del vampiro. :rickds: Mi mancava il Togg ermetico di una volta. :icebad:

Caché credo che dovrei rivederlo, fra quelli che ho visto di Haneke è l'unico a non avermi convinto.

Ave Cesare! (2015, Coen Bro.) - Frizzante ed irriverente, comicità sottilissima e ottima messa scena. Cast veramente enorme, proiettarsi a dirigere uno Studio cinematografico è stato divertente, a tratti caotico e stressante, sensazioni ricercate volutamente , pecca un pò nella parte finale e il ritmo a tratti non è perfetto, ma nel complesso mi ci sono divertito parecchio! Sicuramente non è il miglior film dei Coen, ma rimane un buon film, consigliatissimo ovviamente.
Fantastico, non vedo l'ora che passi in TV per rivedermelo. Credo che mi potrebbe crescere ancora di più.

 
I movimenti del vampiro sono i movimenti del vampiro //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
I movimenti del vampiro sono i movimenti del vampiro //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Ah ecco mi pareva infatti. :icebad:

E' un no? no dai
No che non è un no. Nel senso, è un sì. Molto bello il film, la faccina si riferisce al mio stato d'animo durante e dopo la visione.

Se è un no lo rimuovo dalla carica di Mod.
//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/paura.gif

 
Pubblicità
Pubblicità
Indietro
Top