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Goodfella
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Mistress, del 1992
E' vero che non è Maps To The Stars, The Player, è vero che, citando un'altra recensione di letterboxd su questo film "è sottile come un dildo", ma non c'è un solo istante in cui la critica che fa non sembra fondata, i personaggi dei produttori sembrano così assurdi che (lungi da me conoscere produttori milionari, ma immagino siano persone anche loro) si avvicinano alla realtà, probabilmente, molto più di altre trasposizioni.
In poche parole: un produttore decaduto chiede ad un regista altrettanto decaduto di girare un film. Il regista è d'accordo a patto che neanche una parola venga cambiata. Il problema è che i produttori che incontrano sono merde e vogliono le loro fidanzate nei film. Tutto lì. Non c'è nessun tentativo di andare per il sottile, di fare estrema arte, di illuminarsi a nome di tutti gli artisti sopraffatti dal capitalismo. Non è scorsese, non è altman: è un film piccolo, semplice, urlato. De Niro si diverte, il resto del cast tra Landau e Aiello e Jean Smart è favoloso , un Walken selvaggio appare, ci sono una ventina di frasi almeno che sembrano bene descrivere l'ambiente che gira ad Hollywood, per quanto esagerate, e probabilmente anche l'attitudine generale di chiunque finanzia film senza interessarsene. E' vero che TUTTO il film è così "Ovvio" che quasi ti viene da simpatizzare coi produttori da quanto è scontato e ridondante il punto su cui gira, e non è uno studio umano di tutti gli archetipi che lavorano al cinema, ma il solo aver scritto una cosa simile nella tana del serpente, è lodevole. Per me, un film che merita simpatia e stima. Non dal punto di vista registico o narrativo, ovviamente, ma qualcuno che mandasse a cagare l'opportunismo e l'avidità del lato produttivo, ci voleva.
E' vero che non è Maps To The Stars, The Player, è vero che, citando un'altra recensione di letterboxd su questo film "è sottile come un dildo", ma non c'è un solo istante in cui la critica che fa non sembra fondata, i personaggi dei produttori sembrano così assurdi che (lungi da me conoscere produttori milionari, ma immagino siano persone anche loro) si avvicinano alla realtà, probabilmente, molto più di altre trasposizioni.
In poche parole: un produttore decaduto chiede ad un regista altrettanto decaduto di girare un film. Il regista è d'accordo a patto che neanche una parola venga cambiata. Il problema è che i produttori che incontrano sono merde e vogliono le loro fidanzate nei film. Tutto lì. Non c'è nessun tentativo di andare per il sottile, di fare estrema arte, di illuminarsi a nome di tutti gli artisti sopraffatti dal capitalismo. Non è scorsese, non è altman: è un film piccolo, semplice, urlato. De Niro si diverte, il resto del cast tra Landau e Aiello e Jean Smart è favoloso , un Walken selvaggio appare, ci sono una ventina di frasi almeno che sembrano bene descrivere l'ambiente che gira ad Hollywood, per quanto esagerate, e probabilmente anche l'attitudine generale di chiunque finanzia film senza interessarsene. E' vero che TUTTO il film è così "Ovvio" che quasi ti viene da simpatizzare coi produttori da quanto è scontato e ridondante il punto su cui gira, e non è uno studio umano di tutti gli archetipi che lavorano al cinema, ma il solo aver scritto una cosa simile nella tana del serpente, è lodevole. Per me, un film che merita simpatia e stima. Non dal punto di vista registico o narrativo, ovviamente, ma qualcuno che mandasse a cagare l'opportunismo e l'avidità del lato produttivo, ci voleva.

forse giusto un pelino gonfiato come al solito ma è raro vedere un debutto del genere. Non conosco il peele comico ma il regista non mi dispiace affatto: se la cava bene e diverse chicche rendono meno scontata una trama prevedibile (purtroppo) dal minuto 5. Non posso parlare di black mirror, mi chiedo se abbia visto Society o titoli simili. Mi è piaciuta l'attenzione dedicata ai personaggi, c'è un cast esperto di caratteristi, parecchi dettagli sparsi qua e là apprezzabili, li ho sentiti meno stereotipati del solito.
mi aspettavo una morte meno lenta e prevedibile
