Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Le notti bianche di Luchino Visconti. Bellissimo.

Slacker di Richard Linklater. Continua il mio recupero della filmografia del buon vecchio Linklater. Questo è il suo secondo lungometraggio, dove il suo tipico stile è già presentissimo: sia nella necessità di fornire una rappresentazione corale di un determinato ambiente sociale, che nei magnifici dialoghi/monologhi dei suoi personaggi che riescono incredibilmente a non risultare mai troppo verbosi o artificiali. Fornisce un interessantissimo ritratto di com'era la città di Austin trent'anni fa, soffermandosi in particolar modo su una serie di ragazzi appartenenti alla generazione X. Davvero notevole.

 
La versione uscita al cinema, suvvia. Ma perché cacchio ha tolto la voce di Deckard?! Io non lo so cosa gli prende a questi registi ollivudiani. Più invecchiano più si rincitrulliscono...
Un voice over di un didascalico terrificante. Lo dico avendo rivisto proprio l'altro giorno l'originale. Final Cut tutta la vita :asd:

 
La versione uscita al cinema, suvvia. Ma perché cacchio ha tolto la voce di Deckard?! Io non lo so cosa gli prende a questi registi ollivudiani. Più invecchiano più si rincitrulliscono...
era così già da prima, la voice over è stata aggiunta dalla produzione mi pare.

 
Ho visto Mother!, direttamente nella lista dei peggiori dell'anno

La cosa però è assolutamente ingannevole, il film prende presto una piega che azzarderei a dire sia il risultato di numerosissimi lanci di un dado
fixed :sisi:

 
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L'alba dei morti dementi From 2004

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L'incipit del film sembra semplice: Shaun sta vivendo un momento di *****,viene lasciato dalla ragazza,il suo patrigno lo odia e vive con il suo amico nullafacente. Ma ben presto si troverà a vivere un avventura roccambolesca piena di decisioni forti e difficili da affrontare senza poter scappare. La città è invasa dagli zombie,ma Shaun ed Ed (l'amico conquilino) non se ne accorgono e vivono le loro ore come se nulla fosse,fino a quando non apprendono dalla tv che c'è un invasione di zombie. Qui Shaun deciderà di andare a salvare la madre,l'ex fidanzata e cercare di scampare ai mostri per non essere contagiati e quindi rifugiarsi da qualche parte al sicuro. Ovviamente non sarà mai tutto cosi facile,sembra di stare in un videogioco,mi ha ricordato molto Resident Evil,dove nessun posto è sicuro,non puoi fidarti nemmeno dei tuoi amici che ben presto verranno morsi e sopratutto gli Zombie sono scemi,come i cari vecchi giochi della playstation :rickds:

La trama è questa,ma non voglio fare altri spoiler più di quanto ho fatto fino ad ora,però posso dire che il film forse dura troppo,sarebbero bastati 20 minuti in meno a mio parere,anche perchè non si riesce a capire che andazzo prende....parliamo di un film trash? una commedia romantica? un horror riuscito male? forse tutto ciò,è un mix bello e buono,però ci sono certe scene davvero disgustose,come quella verso la fine,dove uno dei "protagonisti" viene proprio fatto fuori in modo crudele e senza freni,mangiato nel vero senso della parola :asd: una scena che invece mi ha fatto ridere un po,in mezzo a battute malriuscite e situazioni che dovrebbero far ridere ma senza successo,è stata quella dove si camuffano anche loro da zombie in mezzo i morti viventi/dementi,è stata una genialata :ahsisi:

Insomma parliamo di un film che va guardato solo se non si ha proprio nulla da guardare,a me sinceramente ha fatto ridere poco,però non mi sento di bocciarlo del tutto,l'idea non era anche male,ma come parodia non è riuscita bene,ci sono delle sbavature degne di nota che fanno storcere il naso,però boh,se non avete un tubo da fare a level extreme guardatelo,ho visto roba peggiore sicuramente:bah!:

voto: 5,5/6

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mother! | Darren Aronofsky, 2017. Partivo nelle migliori condizioni possibili: sarei stato ben contento di schierarmi con gli entusiasti, ma altrettanto di trovarmi di fronte allo spettacolare disastro di cui gli altri sembrano parlare. Per questo sono stato leggermente deluso in un senso che non avevo considerato: le vaghissime impressioni che avevo captato mi avevano fatto intendere una specie di The tree of life traboccante di rumore e violenza, ma il film che mi sono trovato di fronte non raggiunge praticamente mai simili livelli di astrazione, rimanendo (dal punto di vista formale) quasi sempre ancorato a terra. Aronofsky fa un bel lavoro alla regia, con continui e disorientanti movimenti circolari di macchina, sempre tenuta appiccicata alla pelle della Lawrence (notevoli certe riprese semi-soggettive – non saprei come altro chiamarle); e anche il montaggio fa un gran lavoro nel trascinare il film nell'incubo, con accelerate improvvise e brusche frenate mirate essenzialmente a sbatacchiare qua e là Lawrence e noi con lei, sadicamente sottraendo ogni volta il controllo della la situazione (ne ho avuti di simili per cui posso garantire sulla bontà della realizzazione). È un lavoro però anche monotono: tre quarti del film sono costruiti seguendo fedelmente gli stessi schemi, che per quanto tecnicamente ottimi finiscono per appiattirsi con la ripetizione. Discorso identico per la fotografia, tecnicamente ineccepibile ma raramente entusiasmante. Passando alla narrazione, fin da subito si ha la sensazione che ci sia sotto qualcosa; ma è solo dopo una buona metà del minutaggio che diventa chiaro che è la narrazione ad essere il supporto della metafora, e non viceversa. Metafora che viene decodificata in modo praticamente esplicito da un personaggio sul finale (forse si sarebbe potuti essere più sottili in questo) e che dà la chiave di lettura di tutto il delirio visto fino a quel momento. Il film ne esce sotto una luce completamente diversa, e a fine visione la caccia alle corrispondenze è irresistibile: revisione indispensabile quindi, anche se prevedibilmente sarà un'esperienza del tutto diversa dalla prima (si spera non peggiorativa, anche se il rischio non è trascurabile). Presentato in concorso a Venezia 74, è facile vedere un legame d'intenti fra il lavoro di Aronofsky e la First reformed di Schrader: entrambi hanno un forte ed esplicito riferimento

alla tradizione giudaico-cristiana
, ma entrambi la utilizzano, essenzialmente, per esprimere un'idea e dei sentimenti ben identificati. In entrambe le opere ribolle infatti un'ansia ecologista furente e indubitabilmente, profondamente sentita (e il punto esclamativo si rivela tutt'altro che un puerile esibizionismo, trasformando un semplice titolo in un grido d'aiuto). In entrambi si consumano emozioni estreme e opposte: amore e orrore, perdono e odio; e l'insanabilità delle contraddizioni conduce, in entrambi i casi, all'autodistruzione. Se per Schrader questa tendenza si concretizzava

sotto la superficie, nell'implosione fisica e spirituale del protagonista, in un quieto microcosmo,
Aronofsky preferisce una soluzione

esplosiva, capace di cambiare i connotati stessi del film, e con ambizioni universali (e qui sì, può venire in mente The tree of life).
Due esiti uguali ed opposti, a testimoniare la vicinanza d'intenti dei due registi. Mi è difficile esprimere un giudizio secco dopo solo una visione: mother! brilla per la sua ambizione e per il suo viscerale sentimento, ma pecca in una struttura per larga parte ripetitiva, in un simbolismo in certi casi forse troppo diretto e in alcune deviazioni che sul momento mi sono sembrate un po' casuali. Personalmente voglio vederci del buono, perché al di là di tutto è un film che a mente fredda mi ha toccato su più livelli (il sentimento di fondo, la libera e caotica rappresentazione dell'incubo): ma ripeto come a mio avviso una seconda visione sia il minimo indispensabile per potersi davvero sbilanciare, sia in un senso che nell'altro. Di certo è un film a cui vale la pena di dare un'occasione.

 
quanto è brutto Mother! ma quanto.

Sto vedendo diversi film in un festival spagnolo, quanta roba mamma mia. e non è vero che non si può capire dalla sinossi quando hai visto millemila film lo puoi capire. Appena finisco li commento tutti.

 
Life

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Sinceramente mi aspettavo molto peggio, visto che certe recensioni ne parlavano in negativo e invece è risultato un Film abbastanza godibile con un finale decente.

 
Visto disctrict9...mi spiegate per bene il finale perchè o non ho seguito bene,o è ambiguo?

Visto pure Famiglia all'improvviso. Questo lo consiglio quanto il film sopra.

i francesi a volte ci sanno fare davvero tanto coi film.

 
Visto disctrict9...mi spiegate per bene il finale perchè o non ho seguito bene,o è ambiguo?
Se ricordo bene finisce con

Lui che si è completamente trasformato in un alieno portando dei piccoli fiori, costruiti con i rottami trovai in giro, alla ormai ex-moglie.

Niente di ambiguo, solo un pò triste..morale di questo film: non toccate robe aliene :asd:
 
;26611606]A te è piaciuto?
È uno dei miei film preferiti :asd:Non sono un esperto, però l'insufficienza ad un prodotto così non la darei oggettivamente.

Poi ci sta che non ti sia piaciuto!

 
Due ore fa ero semi pimpante adesso sono a terra non so né come né perché. Quindi cercherò di commentare velocemente sti film spagnoli molto carucci.

Arreta, Raquel Marques e María Zafra

Docu su malattie, cancro ed altre esperienze di vita raccontatato da gruppo di persone queer, molto molto bello.

Análisis de sangre azul, Blanca Torres e Gabriel Velázquez

Finzione mockumentary sulla spagna che si avvicina alla guerra civile. Anche questo bellissimo. Non è un'idea nuova ma è sostenuta in modo interessante e mai leccato tipo quel film visto a Locarno di qualche tempo fa che imitava lo stile degli anni 70.

Grab and run, Roser Corella

Documentario su una delle facce più violente del patriarcato. Rapimenti e stupri per forzare al matrimonio in Kyrgyzstan, stessa cosa che in Sicilia ed altri posti ma totalmente integrata nel tessuto sociale. Montaggio non completamente standardizzato, sguardo che si sposta spesso verso animali non umani. Il suo sito, bravissima: https://www.rosercorella.com/untitled

Un padre, Victor Fornies

Boh, in pratica il padre ha vissuto durante la dittatura (grazie ar *****) quindi sono tutt* un po' tristi (è un docu). Non c'è altro.

El Bar, Álex de la Iglesia

Abbastanza brutto, stanno chiusi in un bar e succedono troppe troppe cose. Fanne meno ma falle bene, così è un pasticcio dopo l'altro e non dite che il cinema blabla No. Si capisce dal trailer e sinossi, ci sono andato perché era l'unico nome grosso.

Dead slow ahead, Mauro Herce

Molto ben colorato e sonorizzato. Manca tutto il resto, una barca grande e persone dentro meglio vedere o rivedere Leviathan. Debole.

 
Tutti vogliono qualcosa From 2016

Spoiler Inside

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Basettoni,Baffi e Capelli lisci e lunghi,insomma i tipici giovanotti degli anni ottanta. Jake,nuova matricola di una squadra di Baseball arriva al college e conosce Jenner,Kenny,Finnegan e gli altri camerata. Ragazzi molto estroversi che sanno bene come occupare il loro tempo,ovvero divertondosi e destraggiandosi fra feste,alcool e ragazze,il nostro Jake si troverà subito bene,nonostante venga preso per il **** come giusto che sia,essendo appena arrivato :asd: Jake però ben presto mette da parte la vita sociale esagerata dei compagni veterani con cui vive per concentrarsi su Beverly,una ragazza acqua e sapone e sveglia. Un Flirt forse troppo prematuro ma allo stesso momento puro che sembra quasi surreale con quello visto fino ad i minuti precedenti,perchè si,tra scherzi,sesso,cazzate varie dei protagonisti,lo spazio per una storia sentimentale non sembrava proprio esserci. Il titolo del film rispecchia perfettamente quello che vediamo per quasi 2 ore di film,visto che ognuno di questi baldi giovani è alla ricerca di qualcosa per migliorare la proprio adoloscenza prima che inizi il college tre giorni dopo,chi cerca soldi,chi cerca la notorietà,chi cerca solo avventure occasionali,chi cerca di divertirsi e basta,chi cerca l'amore,insomma tutti cercano veramente qualcosa. Un altro dettaglio da non sottovalutare sono i discorsi,certo poco coloriti e volgari ma ben dettagliati ed interessanti,con nulla lasciato al caso,cosi come l'ambientazione e l'outfit dei vari protagonisti che si susseguono,ed anche le location ti fanno addentrare nei mitici anni 80' che magari nessuno di noi ha vissuto,ma che probabilmente sono stati significativi per vari aspetti socio-culturali. Pellicola di certo non impegnativa,ma non per questo banale,film consigliato.


Voto:7





Fiore From 2016

Spoiler Inside

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Ho deciso di guardare questo film per caso,attratto dalla trama in un contesto carcerario che ho sempre adorato nei film e nelle serie tv. Il film parte forte,con scene subito ben dirette e coincise a condurre un filo diretto e delineato nello scorrere della storia che narra di una minorenne allo sbando che continua a commettere reati. Ed infatti viene arrestata ed incarcerata,qui in modo molto paradossale Daphne,la protagonista sembra trovare quasi la sua dimensione o comunque essere meno sola di come abbiamo visto nelle prime scene della pellicola,visto che comunque i suoi genitori a quanto pare sono stati assenti o comunque poco presenti per la fanciulla,sopratutto la madre che manco viene nominata in un ora e quaranta di minuti ed il padre fa le sue comparsate più volte,ma la figlia sembra quasi un peso per lui. Ma la giovane si metterà nei guai anche dietro le sbarre,sembra proprio essere la sua natura da cui non può proprio scappare,ma questa volta lo fa per amore,si perchè conosce Josh,un ragazzo detenuto nel carcere maschile accanto con cui inizia a parlare e scambiarsi delle lettere. il Film è sicuramente consigliato e da vedere,anche se comunque a mio modesto parere parte forte,si perde poco dopo la metà e si riprende proprio nel finale,quindi c'è stato un calo un po inatteso ma che comunque può essere soggettivo,forse si poteva usare di più a livello di scene più crude vista la tematica,che non è proprio stata usata benissimo,qualcosina c'è,ma sarà che forse ero abituato alla crudeltà di OZ. Comunque il regista a voluto regalarci momenti su cui riflettere,alla fine si sbaglia e si continua a sbagliare,anche se per motivi diversi,ma l'importante e viversi i momenti che non torneranno più,anche se sono pericolosi,in questa storia sentimentale si può dire che è nata subito ed è stata vissuta con distacco per via dei problemi carcerari e quindi la distanza,ma tra i due ragazzi c'è sempre stata voglia di ricominciare e ricominciare insieme,fidandosi l'uno dell'altro/a nonostante si conoscessero poco e da poco. Ho odiato le canzoni di questo film,sarà che non mi piace Vasco Rossi,ma potevano risparmiarselo,comunque regia e sceneggiatura buoni,cosi come la recitazione della maggior parte degli attori,insomma è stato fatto un buon lavoro,mi aspettavo la solita ciofeca sentimentale made in Italy.


Voto:7
 
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ho seguito la discussione su Nobi e Dunkirk, li ho visti entrambi, ieri ho visto il secondo finalmente.

Tsakumoto dopo aver visto quell'orrore di Tetsuo lo avevo cancellato. quest'altro film l'ho guardato da scettico. per fortuna mi è piaciuto, anche abbastanza. è efficace in quello che vuole mostrare. più di qualche belle idea, ad esempio la scena dello scontro/massacro fatta con 2 fari puntati contro il protagonista e contro la *telecamera. si parlava di trucco/effetti uccisioni e fotografia antinaturalistsiche o sottotono se non sbaglio. nientei male secondo me, anzi mi son piaciute. il problema non mi sembra la fotografia ma la macchina con cui è stato girato. una vera *****. un cellulare di oggi fa meglio. il codec sembra l'ultra compresso usato dalle reflex di qualche anno fa, o appunto una telecamera. non mi spiego il motivo. magari non c'erano le compatte camere raw degli ultimi anni (uscite proprio dopo il 2013) ma non credo non si trovasse niente di meglio. aberrazione cromatica spaventosa, bianchi bruciati, poco dettaglio, e tutti gli artefatti dei codec compressi. bel film però.

Dunkirik, torna a fare un film bello. l'influenza di Mad Max è palese per me. la presenza costante della colonna sonora che detta tempo-ritmo (oppressione), rinuncia a commenti e sviolinate smielate o intense dei film precedenti e di classici blckbuster, e non solo, della maggior parte dei film. se non in una scena di mezzo e nel finale. è ancora più presente che in Fury Road, non stacca mai, dall'inzio alla fine, anche se non raggiunge mai l'ensembl e la potenza di Mad Max :claudia:

ho letto la recensione su Internazionale di Fofi, condivido quasi tutto. cioè capisco la visione marxista anticapitalista americana. sarebbe stata temporalmente più appropriata se fosse uscita 50 anni fa. ma non intacca il livello del film (ma dopotutto questo è un recensore giornalista, fa parte del suo lavoro) e la rinuncia a mostrare nemico (tedeschi) un po lo scansa dalla classica visione buoni contro cattivi dei classici film di guerra/storici. si mostrano solo i buoni :asd: per fortuna sono bandite anche le chiacchiere di libertà, mondo libero, salvare il mondo. a parte le ultime frasi che però sono parole pronunciate da Churchill alla radio, su i Salvatori del mondo.

audio esagerato, gli aerei nemici urlano come mostri. anche questa ad esempio è una scelta per mostrare qualcosa in un certo modo, o dare una certa visione ecc insomma... però chissenenfrega, insomma, prima il cinema, il film, poi il resto.

due bei film, sorpreso da entrambi. tecnicamente non c'è paragone, da tutti i punti di vista. bastano i primi 10 minuti di Dunkirk. a meno che non si voglia traslare la visione di Fofi dell'ideologia dei film di guerra americani, sul piano tecnico.

 
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Johnny Stecchino di Roberto Benigni. Film che si basa su misunderstanding e gag molto stupidi, ma che alla fine risultano divertenti. Inoltre è stato bello rivedere il Benigni conosciuto durante l'infanzia.

 
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