Kaze ni nureta onna (
Wet woman in the wind) | Akihiko Shiota, 2016. Beh sexy è sexy, questo è sicuro. E pure la storia è divertente (l’incipit, delizioso). Le ultime scene non hanno molto da aggiungere, ma ehi, non sarò certo io a dire di averle disprezzate. Un po’ dozzinale in certi frangenti l’utilizzo della colonna sonora, fotografia piatta negli esterni ma comunque sempre pulita. E insomma Mubi non si voleva far mancare neppure la parentesi “roman porno reboot” (?), in attesa di
Antiporno di Sono. (Non che mi voglia scandalizzare per questo, vista la nonchalance con cui hanno passato certe robe di Borowczyk.) Non sono sicurissimo di come dovrebbe essere valutato un prodotto del genere, in realtà. Forse manca un piccolo salto di qualità nel finale che sarebbe stato alla sua portata, ma in fin dei conti non si può dire che anche così non sia una visione a suo modo divertente.
Body double | Brian De Palma. Ma che delizia cinefila, se mi era parso hitchcockiano
Blow out qui è una festa di riferimenti praticamente letterali. Praticamente un omaggio/rimescolamento/parodia/superamento di
Vertigo e
Rear window, che sostituisce la sottigliezza degli originali con una spudoratezza ed un’autoironia che riempiono il cuore (il trivellamento

). Più ovviamente riferimenti metacinematografici a pioggia, ma che bello. Ed è pure tecnicamente pauroso, la scena del pedinamento (dejà-vu?) è praticamente un quarto d’ora buono di cinema muto, pura suspance hitchcockiana. Uno di quei rarissimi film che riescono ad essere tutto quello che vogliono e pure il loro contrario, e più ci pensi e più ti piace. Mi chiedo quanto valore rimanga se non si conoscono i suoi riferimenti, ma così è veramente una goduria. Sto (ri)scoprendo un autore che ingiustamente sottovalutavo, e questa è probabilmente la più bella sorpresa del Torino film festival appena passato.
Carlito’s way | Brian De Palma, 1993. Questo è un film BELLO, di quelli che vai al cinema e non c’è verso che ne esci insoddisfatto. Solidissimo sotto praticamente ogni aspetto, se non mi ha colpito quanto speravo è solo per la parabola narrativa molto canonica, e per alcune forzature funzionali a mettere in piedi il classico climax finale. Mi ha fatto tornare una voglia matta di rivedere
Scarface, credo lo riprenderò a breve per sfruttare questa mia imprevista fase depalmiana.
Seven Psychopaths
Non l'avevo ancora visto... wow!
Stupenda commedia nera, molto metafilmica ed ispirata ai film dei Coen e di Tarantino per il suo humor e per il suo essere un gangster movie non convenzionale. Appassiona, diverte, sorprende, ed in certe sequenze è addirittura epico (la storia del "Quaker").
Fotografia eccezionale, recitazione clamorosa e poi, beh c'è la colonna sonora di uno di più grandi compositori della storia del cinema: Carter Burwell.
Un film davvero brillante, imprevedibile e deliziosamente fuori dagli schemi. Un meraviglioso omaggio al cinema di genere non solo. Fenomenale!
Una meraviglia, ancora non capisco come abbia fatto
Three billboards a piacermi ancora di più di questo.