Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Ho trovato una lista di film horror su indiewire davvero interessante.  Ieri ho visto con amici A tale of two sisters, Jee-woon Kim. Purtroppo ho avuto un po' sonno gli ultimi venti minuti, che sono determinanti  A fine film abbiamo rivisto qualche scena, temo però che non sia stato solo il sonno a restituirmi una generale sensazione di frammentazione, il film riposa su una struttura talmente intricata nei vari desideri che alcune volte si fa prendere dall'ansia di spiegare più che di fare respirare le sensazioni di base. E' strano, forse troppi colpi di scena condensati troppo rapidamente, forse altro.

Noto anche che in Korea del sud ce l'hanno a morte

con chi vuole divorziare, praticamente tutti i casini del film sono dovuti al padre che sta con un'altra. La sua nuova compagna è il mostro finale.

 
Ho rivisto dopo tanti anni Seven di David Fincher. E' un peccato guardarlo conoscendo già il finale, ma rimane comunque un bellissimo film, tra i migliori in assoluto a tema serial killer come personaggi e come ambientazione e atmosfera.

 
Ho visto perfetti sconosciuti.  Film che preme molto sul finale. Devo dire che gli attori sono bravi e il film vuole lasciare un messaggio ben preciso. Purtroppo lo sviluppo non saprei come giudicarlo sinceramente.  Vorrei sentire qualcuno di voi per capire come avete giudicato il film 

 
The martian | Ridley Scott, 2015. Seconda visione. Si conferma ottimo anche al secondo giro, tante situazioni diverse e altrettante soluzioni non banali, riesce a mantenere un buon senso di imprevedibilità ed un ritmo serrato per tutta la sua durata. Didascalie ben contestualizzate, non esente da cliché ma è tutto funzionale alla progressione, gran bel prodotto.

Lissa ammetsajjel (Still recording)| Saeed Al Batal e Ghiath Ayoub, 2018. Cinematograficamente nullo, non mi è parso sviluppare un discorso particolarmente strutturato o interessante nonostante la durata non proprio brevissima, va preso per quello che è, una coraggiosissima testimonianza, cinema documentario nell’accezione più stretta possibile.

The apartment | Billy Wilder, 1960. Brillante ed inaspettatamente crudo, grandissimo bilanciamento fra la vena comica della sceneggiatura e il tono drammatico delle vicende. In questo senso però devo dire non essermi piaciuto molto il modo in cui il protagonista viene istantaneamente adattato ad ogni situazione, sempre con la battuta pronta in bocca – capisco che faccia parte di un certo gusto di scrittura però me lo ha un po’ appiattito su una macchietta quando il film avrebbe meritato un protagonista più tridimensionale. In ogni caso notevolissimo sotto molti aspetti e girato in maniera ineccepibile.

Bohemian rhapsody | Bryan Singer, 2018. Poteva anche andare peggio, suppongo. Non mi sento tanto di giudicarlo perché ho dovuto vederlo doppiato e questo ha amplificato la dozzinalità della sceneggiatura, oltre che falsato il montaggio sonoro peraltro davvero eccellente; sonoro ulteriormente compromesso da un volume in sala incomprensibilmente basso, ma credo non si possa incolpare il film per questo. Parlando invece del film: il montaggio un po’ strano per usare un eufemismo, accelera e frena in maniera un po’ spastica; e i personaggi non pervenuti, di fatto è un film di sole comparse anche se forse si potrebbe parlare direttamente di cosplayer. Il fatto è che il lavoro di ricostruzione delle esibizioni è eccellente, ma poi il film sembra non avere un’idea chiara su come collegarle e procede un po’ così, ammucchiando cliché senza troppa convinzione ed edulcorando sistematicamente i fatti fino a rendere praticamente impossibile qualunque sospensione dell’incredulità.  In effetti spesso diventa un po’ surreale. (Bonus: l’immancabile carrellata di nomi di città dei tour, qui talmente dozzinale da ruzzolare in una involontaria comicità cartoonesca.) Nel complesso non mi sento di demolirlo del tutto: al di là della scrittura e del montaggio sgangheratissimi, le scene dedicate alle esibizioni e il lavoro fatto da Malek lasciano trasparire una passione a cui non posso rimanere indifferente. Inoltre finisce sulla nota migliore, quella dell’eccellente ricostruzione del Live aid, e così un po' di bene riesce a farselo volere nonostante tutto. D’altra parte sarebbe stato ingenuo aspettarsi più di questo.

Kimi no na wa (Your name) | Makoto Shinkai, 2016. La cosa bella è che non sapevo proprio di cosa parlasse, per cui il twist legato

alla cometa è stato davvero un bel colpo. Alcune scene mi hanno ricordato il sublime spettacolo di morte di Melancholia,
e personalmente ho un debole per queste cose. Visivamente Shinkai non delude, la sua estetica tumblrosa è sempre maniacalmente perfetta e certi effetti tridimensionali sono letteralmente incredibili. L’intreccio è piacevole a patto di chiudere tutti e due gli occhi sulle tante piccole e grandi forzature, anche se devo dire che nell’ultima parte ho iniziato a non capirci più niente e non so se la colpa sia di un mio calo di attenzione o del fatto che effettivamente la logica smette di essere una priorità dello sceneggiatore. Comunque non mi è dispiaciuto.

 
Into the Woods
Il bosco come elemento del cambiamento richiama molto I Promessi Sposi, ma so che ormai è diventato perfino un cliché

Anche se in questo film insolito ed inaspettato gli viene finalmente data la giusta importanza
"Inaspettato" perché quando tu sei pronto ad alzarti pensando che il film sia finito succede qualcosa di spiazzante che rimette le carte in gioco, anche in modo estremo visto che poi il film prosegue per baby colpi di scena
Mi piace la piega talvolta dark e talvolta gotica, insolita in film di questo tipo

Ma soprattutto, mi piace la seconda parte
Se proprio devo trovare un difetto, allora lo colloco nei testi delle canzoni (il film è un musical), che sono un po' minimali, ma il resto del film regge alla perfezione
Menzione d'onore a scenografia, trucchi, costumi (e a Johnny Depp nei panni dell uomo lupo per qualche istante)

 
I saw the devil, Jee-woon Kim

In pratica ne cercavo un altro di questo che ha fatto il film sulle sorelle etc. Avevo il dubbio di averlo già visto ma l'ho iniziato lo stesso e... Lo avevo già visto! Mannaggia a quando non l'ho votato su imdb.

Si concentra molto sull'azione. Restano i problemi del film di sette anni prima, sembra non interessarsi mai davvero ai suoi personaggi, ci sono problemi di focalizzazione continui. Le scene di azione cominciano rapidamente a ripetersi, oltre a togliere spinta ai personaggi già molto stereotipati la regia resta sempre piatta. Non dico che non funziona, però nella stessa area geografica ricordo cose molto molto superiori e da ricordare. Alcune volte c'è una interessante gestione spaziale ma resta troppo annegata nell'ammasso di sangue generale, dovrebbe respirare con i personaggi e invece viene immediatamente sfruttata per dare un minimo di novità all'azione.

Oltre tutto ciò devo dire che la gestione tematica è un po' scocciante. Sarà la superficialità generale insieme a sta cosa della tortura.

 
visto Scarface : wow, Al Pacino strepitoso. veramente bel film. mi piace anche più del padrino.

 
Roma, Alfonso Cuaròn

Sono rimasto molto deluso purtroppo, per essere un film autobiografico è veramente troppo distaccato, registicamente troppo lezioso e narcisista, tanto da risultarmi poco autentico, per dire, tutti quei movimenti di macchina mi sembrano messi lì giusto per dare una patina autoriale al film che poi a conti fatti cade nei soliti triti manicheismi con i personaggi maschili sempre e comunque negativi e le donne inevitabilmente vittime.

Anche la scelta di dare così tanto risalto agli ambienti e al contesto sociale è secondo me un'arma a doppio taglio, da sicuramente un respiro più ampio e corale al film, ma allo stesso tempo accentua non poco il senso di distanza dalla storia e dai personaggi, rendendo il tutto ancora meno coinvolgente di quello che è.

Per non parlare del lirismo spicciolo e forzato di scene come quella dell'incendio, con quello che si mette a cantare senza alcun motivo, se non per fare la scena alla Tarkosvkij, eddai su.  :asd:

Detta così sembra un mezzo disastro, in realtà no, è solo un film che è stato pompato eccessivamente e che vuole apparire più di quello che è, a mio modesto parere. Poi c'è da dire che il bianco e nero è obbiettivamente molto bello, e che qualche scena più riuscita ci sta, come quella al mare verso la fine, dove finalmente emerge un'emotività sincera che nel resto del film purtroppo manca.

 
Red Sparrow

Caruccio. L'attrice protagonista è brava, gli altri attori fanno il loro dovere molto efficacemente.  Lawrence (il regista) ha fatto di meglio dal punto di vista dell'azione ma anche di peggio dal punto di vista dei personaggi, quindi niente male. La sceneggiatura invece va bene, non annoia pur rimanendo introspettiva, ha un colpo di scena (anche se venuto male, ma apprezzo il tentativo) e non ho notato particolari buchi o forzature. La colonna sonora è un po' anonima, tranne la composizione di Grieg, ma trucco, costumi e scenografie recuperano abbastanza bene. Il tema spionaggio è sempre carino e devo dire che Atomica Bionda lo realizza senz'altro meglio.

Madre!

Sicuramente non è un film per tutti. E' stata la mia seconda visione e rimango della stessa opinione. Tuttavia, mentre la prima volta non m'era piaciuto, stavolta rimango molto neutrale, perché effettivamente è molto particolare. Ha una buona esecuzione, un'atmosfera ben realizzata, attori bravi e un buon finale. Ma poi ha una dimensione tutta sua. Sicuramente non esprimo pareri sulla sceneggiatura però la regia mi sarebbe piaciuta in mano a qualcun altro, pur mantenendo Darren come sceneggiatore. La scenografia purtroppo pare un po' finta, i vfx sono minimali ma il trucco è buono. Colonna Sonora fantastica.

 
28 giorni dopo, Danny Boyle

Odio profondo quando i personaggi urlano tra di loro solo per dare l'apparenza di conflitto. Perché, con tutte le cose interessanti da sviluppare... Il film passa soprattutto così, anche se devo dire che il montaggio è davvero bello e con tante trovate fondamentali per il ritmo e la regia quasi tutta sviluppata su piccole videocamere minidv molto raffinata. Nonostante uno dei blocchi principali sia ben sviluppato sorvolo sui temi che non possono che diventare cazzari in una produzione del genere.

 
Continuo la famosa lista di film horror che ho scoperto, recuperando alcune robe davvero magnifiche.

Viy, Konstantin Yershov Georgi Kropachyov

Racconto di un prete che deve lottare contro un demonio rurale con tuttele fantisticherie russe distillate dentro.  Molto bello

The Innocents, Clayton

Regia come un pennello.  Molto bello.

The Omen, Donner

Questo molto più variegato, sempre con regia al top. Imperdibile.

 
La spina del diavolo, Del Toro

Passare da grandi film a questo fa un po' male. Cinepresa che fa su e giù senza motivo, solite cosette.

 
Ho recuperato Your Name su Netflix. Ne avevo sentito parlare un gran bene e non posso che concordare con quelli che lo hanno esaltato. Un film che inizialmente si, mi sembrava carino però pensavo "embè, tutto qui?". Poi dalla metà in poi decolla, fino ad un finale poetico, girato perfettamente ed emozionante come pochi. Uno dei miei film d'animazione preferiti di sempre.

 
Near Dark, Bigelow

Visto sempre per la lista di 100 film horror. Non amo i film della Bigelow, diciamo proprio che di solito li detesto. Questo è uno dei suoi primi e almeno era più rilassato, mi sono goduto la storia di vampiri. La tira un po' troppo nella terza parte, quando davvero si deve decidere su cosa fare, ma diciamo che non importa.

 
Ho visto "Cold War", molto bello.

Dialoghi molto ben scritti ed essenziali, canzoni molto belle e usate in modo perfetto per dare atmosfera al film e fotografia sensazionale, il vero punto di forza del film.

Struggente, emozionante, ed interpretato da attori molto bravi e carismatici, una bellissima storia d'amore travagliata raccontata senza la patinatura hollywoodiana ma con tutti i crismi del cinema autoriale europeo degli anni '60, cioè in modo brutale, trasgressivo e quindi poetico.

La durata di 90 minuti è semplicemente perfetta, e si sposa alla perfezione con il ritmo sostenuto e brillante del film e con la sua fotografia retrò in bianco e nero in 4:3.

Un bellissimo film che omaggia e fa un revival di un cinema che purtroppo non esiste più, ma di cui avremmo assolutamente bisogno anche oggi nel 2019.

Consigliatissimo per i cinefili d'annata e per chi non ha paura dei film struggenti che danno pugni nello stomaco allo spettatore.

 
Hausu, Obayashi

Questa lista di film horror mi sta facendo scoprire robe notevoli. Questo è magnifico. Gruppo di giovani amiche finisce nella casa isolata di una certa zia... Punte sperimentali, inventiva ad ogni stacco di montaggio, gioiosa resa di temi anche complessi. Un film traboccante, cose del genere così riuscite per l'intera durata se ne vedono poche. Molto lavoro dietro, film che da quello che ho capito è rimasto sconosciuto da noi fino a pochissimi anni fa, tirato fuori da criterion. Se ne conoscete altri suoi consigliate, anche se sembra faccia cose più commerciali di solito.

 
Potresti mandare questa lista? Sembra tutta roba interessante. 

 
Rivisto The Usual Suspects di Bryan Singer. Gran bel film e altra gran prova di Kevin Spacey.

 
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