Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Film molto dolce

Un film che lega segreti, amore, ripensamenti e vita in modo intelligente

Gli attori son tutti bravi, anche Jim Carrey non stona in ruoli drammatici, avrebbe dovuto farne di più

Veramente amabile

Consigliato

Amici Come Prima

Onestamente non ho mai amato i cinepanettoni, ma questo mi è piaciuto molto

Intrattiene bene, senza annoiare e anche quando esagera non è troppo forzato

Peccato che alcuni attori siano proprio dei cani

 
Don’t Look Now, Nicolas Roeg

Ero un po' distratto da vari pensieri ma sono riuscito comunque a farmi prendere da questa stranissima storia di dubbi e sfiducia successivi a un lutto. Complice un certo rifiuto della strutturazione standard si ha l'impressione di seguire davvero un tranche di vita dei personaggi, con lavoro movimenti aleatori etc. Un paradosso vista anche la portata onirica. Diciamo che corrisponde a una concreta esperienza del reale che di solito si vede poco al cinema.

Bello.

 
Non avevo mai visto : la ricerca della felicità.  E non pensavo fosse così bello ma anche commovente. Sul finale mi è venuto il magone.  Veramente riflessivo e importante  il tema affrontato. Che poi è anche una biografia. 

 
Avengers: Infinity war | Anthony Russo e Joe Russo, 2018. Seconda visione. Mi si è parecchio sgonfiato e non me l’aspettavo – perlomeno, non in questa misura. Restano i meriti sulla gestione dei tempi e dei personaggi, ma a quanto pare tolti l’effetto sorpresa e il grande schermo gran parte della magia svanisce, e certe forzature diventano più difficili da mandar giù.

L’animale | Katharina Mückstein, 2018. Inquadrature pulitissime, ottima colonna sonora, bel lavoro su costumi e acconciature, molto accattivante lo stile grafico dei titoli di testa e di coda. Spicca l'attrice protagonista che con un'interpretazione sobria, quasi minimale riesce ad entrare perfettamente nel personaggio ed è il principale punto di forza e di interesse del film. Nel complesso una lettura più che competente di un genere sempre più sovraffollato come quello del coming-of-age, derivativo in alcuni aspetti e forse un po’ inconcludente sul finale ma realizzato con grande precisione tecnica e non privo dei suoi bei momenti.

Pacific rim: Uprising | Steven S. DeKnight, 2018. Ci sono i mostri, ci sono i robottoni, gli effetti speciali sono allucinanti, per me va già bene così. In più ci sono gli scienziati pazzi in preda a inopportune crisi di overacting e c’è una cinese gnocchissima tra l’altro pure vestita e truccata da Dio. La trama fila liscia, e Boyega fa un buon lavoro con un protagonista che pur essendo stereotipato è se non altro meno noioso dei personaggi del primo (o almeno credo, perché non me li ricordo). Devo dire che mi aspettavo molto molto peggio considerata la storia produttiva del film, alla fine per quel che offre mi è piaciuto e non poco. L’ho beccato quasi per caso facendo zapping e alla fine me lo son guardato tutto con gran piacere.

Poi ho visto quasi tutto Berberian sound studio di Strickland, che tecnicamente è impeccabile e concettualmente pure interessante ma davvero troppo ridondante, dura giusto novanta minuti ma dopo i primi trenta si è già visto praticamente tutto. Il resto è un continuo girare intorno alle stesse idee. A un certo punto l’ho mollato. Peccato.
 

 
Roma, Alfonso Cuaròn

Sono rimasto molto deluso purtroppo, per essere un film autobiografico è veramente troppo distaccato, registicamente troppo lezioso e narcisista, tanto da risultarmi poco autentico, per dire, tutti quei movimenti di macchina mi sembrano messi lì giusto per dare una patina autoriale al film che poi a conti fatti cade nei soliti triti manicheismi con i personaggi maschili sempre e comunque negativi e le donne inevitabilmente vittime.

Anche la scelta di dare così tanto risalto agli ambienti e al contesto sociale è secondo me un'arma a doppio taglio, da sicuramente un respiro più ampio e corale al film, ma allo stesso tempo accentua non poco il senso di distanza dalla storia e dai personaggi, rendendo il tutto ancora meno coinvolgente di quello che è.

Per non parlare del lirismo spicciolo e forzato di scene come quella dell'incendio, con quello che si mette a cantare senza alcun motivo, se non per fare la scena alla Tarkosvkij, eddai su.  :asd:

Detta così sembra un mezzo disastro, in realtà no, è solo un film che è stato pompato eccessivamente e che vuole apparire più di quello che è, a mio modesto parere. Poi c'è da dire che il bianco e nero è obbiettivamente molto bello, e che qualche scena più riuscita ci sta, come quella al mare verso la fine, dove finalmente emerge un'emotività sincera che nel resto del film purtroppo manca.
Quoto in tutto e per tutto.

 
Hangover Square, Brahm

Secondo me non c'è abbastanza materiale per l'arco drammatico che aveva in testa, però lo stereotipatissimo contrasto tra donna buona e donna approfittatrice mi ha molto soddisfatto. A proposito ma voi ci credete a sta cosa che ci sono persone che intratterrebbero relazioni per soldi? A me guardandomi intorno mi pare una balla.

 
Ganja & Hess, Bill Gunn

Poteva essere molto bello ma per me questa non standard storia di fascinazione per il sangue resta troppo affogata nella musica.

 
BlacKkKlansman

Carino, anche se è molto romanzato e pieno di cliché. è divertente, stilizzato e leggero, ma nonostante gli evidenti rimandi a Trump è raramente graffiante: è molto prevedibile e canonico nella sua critica sociale.
Un ottimo film, con John David Washington e Adam Driver veri mattatori, ma poteva essere molto di più.
Come commedia e come dramma storico funziona bene ma, rimanendo in tema di film sul razzismo, gli manca l'umorismo caustico e folle di "Get Out", e la critica feroce e brutale di "Detroit".
Un ottimo prodotto confezionato alla perfezione anche a livello tecnico, ma Spike Lee stavolta è troppo pulito, non osa col suo discorso e punta troppo al "volemose bene" di spielberghiana memoria.
Promosso, ma da Spike Lee mi sarei aspettato qualcosa di più.

 
Fairytale|  Un film non troppo originale con un colpo di scena niente male verso la fine. La regia è proprio basilare ma dimostra come un b-movie talvolta possa avere idee buone quanto un film da milioni di dollari (senza essere della BlumHouse per di più). Chiaramente non sto dicendo che è un capolavoro ma lo collocherei su dei livelli sufficienti, magari con un buon budget o una crew più grande, qualche aspetto tecnico poteva risultare migliore.

Dead Silence|  Uno dei peggiori film di Wan, scarso dal punto di vista delle idee e dell'esecuzione. L'unico personaggio non-stereotipato, il vecchio, è finito per diventare stereotipato, il che è un peccato poiché sarebbe stato bello usarlo per un plot twist finale, che però viene affidato ad un altro personaggio, per di più reso male. Purtroppo è un misto di cliché e occasioni sprecati, ma almeno si lascia guardare.

Sono due horror che non hanno molto da offrire ma si lasciano guardare uno per curiosità e l'altro per il regista.

 
Oculus

Da come ne parlavano sembrava dovesse essere un bell'horror cult, invece ne son rimasto deluso. Carino, con qualche idea interessante, ma troppo esplicite le apparizioni mostruose e troppi cliché abusati dal genere.

C'è del coraggio nella narrazione che tenta di svariare tra passato presente e illusione, ma alla fin fine non riesce mai a spiccare il volo, tornando sempre a seguire i passi dei b-movie horror adolescenziali moderni, con i loro stereotipi.

La sua ambizione e creatività vengono schiacciate dalla sua natura da film di cassetta per ragazzi che impone certe banalità, probabilmente imposte dai produttori, e il risultato è un film "vorrei ma non posso".

Insomma non è sottile ed elegante come "Babadook", ma qualche idea buona ce l'ha, "Oculus" è un film carino che si lascia vedere, ma tenete basse le aspettative.

 
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Jigoku no Keibin, Kiyoshi Kurosawa

Ai suoi inizi, horror/azione in cui poco a poco emergono alcune delle su future preoccupazioni maggiori. Vedibile.

 
Pupazzi senza gloria, Brian Henson (2018)

Il trailer faceva presagire una cagata e pensavo:''Vabbé dai, lo doppia Maccio Capatonda...forse è carino...si salverà un pò''

NON SI SALVA NIENTE IN QUESTO CONCENTRATO DI M**** CINEMATOGRAFICO.

Un film con un umorismo che per molti sarà di cattivo gusto, invece è qualcosa di veramente becero e neanche nosense (giochi di parole agghiaccianti), con infilati a forza dei tormentoni di Maccio. Non so se in originale son migliori le battute, ma come possono migliorare lo squallore di questo film? A essere onesti una o due volte ho abbozzato un sorriso, ma in un film di 1 ora e 20 min è poco (non dura neanche molto...forse per fortuna). La storia poi potrebbe trattare anche il tema del razzismo, ma non riesce nemmeno in questo. E tra l'altro si riesce a capire facilmente chi è il colpevole, in questo thriller/commedia/schifo

 
Il Filo Nascosto| Ho impiegato tanto a recuperarlo perché sul web leggevo pareri di un tipo (più che altro negativi) prima della candidatura agli oscar e di tutt altro tipo dopo, quindi o il pubblico americano non ne sa o quello europeo fa il furbetto. Non credo sia la cultura diversa a fare la differenza su un film come questo, nè credo nei "gusti" di gruppo (soprattutto se i gruppi sono nazioni). Ma parliamo del film. Non m'è piaciuto. Più per il finale che per l'esecuzione complessiva, che rimane comunque gradevole. E' un gran film di moda ma le accosta solo freddezza, oppressione e ansietà. Non è un problema di sceneggiatura o regia, quanto di soggetto. Come per un saggio, bisognava dosare più aspetti della questione, non solo quelli negativi. Mi è sembrato davvero di leggere un libro con inclinazione manicheista. Magari dovrò dargli una seconda visione per vedere se ero in mattinata no io. Colonna Sonora (ma tutto il comparto sonoro direi), costumi e pure scenografia mi son piaciuti invece. Anche gli attori son molto credibili e il regista/sceneggiatore è pure bravo, anche se è stato lui stesso ad aver scritto il soggetto.

 
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Sinceramente non ho visto tutta questa spaccatura critica, anche dall'America ne parlavano benissimo, in europa anche meglio. Al massimo c'è stata una spaccatura abbastanza importante fra critica e pubblico, e non sarebbe la prima volta, non mi ha neanche sorpreso più di tanto. Non ho capito la tua critica comunque, cosa intendi con "inclinazione manicheista"?

 
Sinceramente non ho visto tutta questa spaccatura critica, anche dall'America ne parlavano benissimo, in europa anche meglio. Al massimo c'è stata una spaccatura abbastanza importante fra critica e pubblico, e non sarebbe la prima volta, non mi ha neanche sorpreso più di tanto. Non ho capito la tua critica comunque, cosa intendi con "inclinazione manicheista"?
io leggevo i blog inglesi e non ne parlavano benissimo

le spaccature tra critica e pubblico ormai sono la normalità, come hai ben detto

comunque con quell'espressione intendevo che dopo la visione del film, sentivo percepito il mondo della moda in modo solamente negativo, mentre approfondendo altri aspetti poteva conferire una visione più bilanciata.

 
io leggevo i blog inglesi e non ne parlavano benissimo

le spaccature tra critica e pubblico ormai sono la normalità, come hai ben detto

comunque con quell'espressione intendevo che dopo la visione del film, sentivo percepito il mondo della moda in modo solamente negativo, mentre approfondendo altri aspetti poteva conferire una visione più bilanciata.
Boh io avevo letto recensioni solo delle principali testate internazionali, forse è per quello. Di base non ne avevo sentito parlare di certo male, basta vedere Metacritic e Rotten, anche se mi sembra che l'accoglienza in europa sia stata davvero migliore da parte della critica (soprattutto in Italia dove se vedo le classifiche dei critici e anche blog lo trovo praticamente sempre :asd:  ), ma non è tanto per la questione Oscar quanto per una sensibilità da sempre diversa fra Europa e America (che è comunque un enorme generalizzazione) nella ricezione critica dei film.

Riguardo alla tua visione, personalmente lo trovo estremamente riduttivo considerarlo un film solamente sulla moda, anzi direi che è solo un modo con cui vuole far passare messaggi molto più universali (sull'amore, il potere, la creazione artistica, le relazioni interpersonali) piuttosto che essere il centro del film   :sisi:  

 
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Boh io avevo letto recensioni solo delle principali testate internazionali, forse è per quello. Di base non ne avevo sentito parlare di certo male, basta vedere Metacritic e Rotten, anche se mi sembra che l'accoglienza in europa sia stata davvero migliore da parte della critica
be metacritic e rotten tomatoes non sono proprio le mie fonti principali perché ogni tanto si leggono cose da parte dei "critici" esperti che mamma mia salvami

ma come esempio del discorso ci può stare

le principali testate internazionali le leggo solo a volte, perché già mi becco le recensioni dei prof e dei finti cinefili che usano discorsoni senza dire praticamente nulla, se poi mi metto a leggere pure quelle mi passa la voglia di informarmi sui film; per questo film avevo letto solo blog inglesi, niente di esperto, niente di globale.

e sì, l'accoglienza europea è stata migliore

Riguardo alla tua visione, personalmente lo trovo estremamente riduttivo considerarlo un film solamente sulla moda, anzi direi che è solo un modo con cui vuole far passare messaggi molto più universali (sull'amore, il potere, la creazione artistica, le relazioni interpersonali) piuttosto che essere il centro del film   :sisi:  
non lo considero un film solamente sulla moda infatti

ma visto che la metafora è data attraverso la moda, non m'è particolarmente piaciuto l'inclinazione principalmente negativa

se avessero usato un fruttivendolo che vende frutta di prima qualità andandosela a cercare di persona, rinunciando ad alcune gioie della vita, probabilmente non mi sarebbe piaciuto ugualmente

i messaggi universali sono veicolati bene, ma in un modo non particolarmente gradito (da me)

 
be metacritic e rotten tomatoes non sono proprio le mie fonti principali perché ogni tanto si leggono cose da parte dei "critici" esperti che mamma mia salvami

ma come esempio del discorso ci può stare

le principali testate internazionali le leggo solo a volte, perché già mi becco le recensioni dei prof e dei finti cinefili che usano discorsoni senza dire praticamente nulla, se poi mi metto a leggere pure quelle mi passa la voglia di informarmi sui film; per questo film avevo letto solo blog inglesi, niente di esperto, niente di globale.

e sì, l'accoglienza europea è stata migliore

non lo considero un film solamente sulla moda infatti

ma visto che la metafora è data attraverso la moda, non m'è particolarmente piaciuto l'inclinazione principalmente negativa

se avessero usato un fruttivendolo che vende frutta di prima qualità andandosela a cercare di persona, rinunciando ad alcune gioie della vita, probabilmente non mi sarebbe piaciuto ugualmente

i messaggi universali sono veicolati bene, ma in un modo non particolarmente gradito (da me)
Ma un alleggerimento dei toni o il raccontare anche il lato più leggero della moda avrebbero fatto solo danni, snaturando personaggi e atmosfera del film. Poi non capisco dove sia il problema, il film racconta il modo di vivere quel mondo dal punto di vista del protagonista, secondo la sua sensibilità e le sue ossessioni, non deve esserci per forza l'intenzione di fare un ritratto assoluto e completo del contesto raccontato.

 
Some Came Running, Minnelli

Godibile.

 
non lo considero un film solamente sulla moda infatti

ma visto che la metafora è data attraverso la moda, non m'è particolarmente piaciuto l'inclinazione principalmente negativa

se avessero usato un fruttivendolo che vende frutta di prima qualità andandosela a cercare di persona, rinunciando ad alcune gioie della vita, probabilmente non mi sarebbe piaciuto ugualmente

i messaggi universali sono veicolati bene, ma in un modo non particolarmente gradito (da me)
Io non sono d'accordo con il fatto che sia riportato solo quello negativo, sul mondo della moda in sé non penso che il film voglia commentare particolarmente anzi, lo usa solo per darci un preciso punto di vista sul protagonista (che, in quanto tale, non può essere universale)

 
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