Ieri sono andato a vedere
La Casa di Jack, l'ultimo film di Lars Von Trier. Sì, ho scelto il giorno peggiore in assoluto visto che era la festa della donna
Parlare di questo film è estremamente difficile perché pone diverse chiavi di lettura su più piani narrativi. Grossomodo si potrebbero dividere in tre: la storia del protagonista nel mondo esterno, la rappresentazione allegorica del suo mondo interiore ed infine un dibattito sul senso dell'arte che sfocia nell'autocitazionismo delle opere del regista.
Jack, il protagonista di questa pellicola, è un personaggio scritto, diretto ed interpretato in modo magistrale.
Durante tutto il film assistiamo ad una sua evoluzione (o devoluzione) studiata in ogni suo piccolo dettaglio, in ogni suo tic o cambio di espressione.
Man mano che la storia procede assistiamo ad un suo cambiamento sia interiore, che esteriore. Lo vediamo sprofondare verso un baratro senza via di ritorno.
Lo spettatore può immaginare quali traumi il protagonista abbia vissuto durante la sua infanzia, ma non ci viene mai detto, né mostrato, né accennato. Una scelta del regista molto brillante e coraggiosa dal mio punto di vista, per niente banale.
La rappresentazione visiva, sotto forma di animazione, dei suoi istinti omicidi è eccezionale. Una metafora evocativa, chiara e comprensibile.
Nonostante abbia visto una versione tagliata della pellicola, il film era pieno di scene cruente e disturbanti, per cui consiglio la visione solo a chi può tollerare un certo livello di violenza iper-realistica.
La prima parte del film scorre con una certa linearità finché il protagonista non inizia a discutere con il suo psicanalista su ciò che può essere definito arte o meno. A questo punto non sono più i due semplici personaggi a dibattere tra di loro, ma è Von Trier che giustifica il suo operato dagli attacchi mossi dalla critica.
Il protagonista è egli stesso una rappresentazione degli ideali del regista, con un suo senso dell'arte che non deriva dall'amore e dalla vita, ma dalla morte e dalla sua decomposizione. Magistrale la metafora dell'uva passa, la quale riesce appunto a raggiungere delle proprietà ottimali proprio grazie al suo processo di essiccazione.
Attraverso le parole del protagonista Von Trier riesce a dare forma ad alcune delle sue ideologie più sconvolgenti, relative al nazismo, con le quali aveva scioccato tutti durante il Festival di Cannes di qualche anno fa, fino a citare le sue stesse opere e il suo lavoro come regista e creatore di arte.
Che siano ideologie impossibili da condividere o meno, il regista non le fa passare come verità assolute... Anzi tutto il film ruota attorno ad un dibattito su quello che è giusto o sbagliato senza dare un'effettiva risposta. Sta allo spettatore decidere in cosa credere e valutare se tutto l'operato del regista è definibile come "arte" o mera perversione... O entrambi.
Verso la fine del film, Von Trier parte con un viaggione allegorico, visivamente stupendo ed immaginifico, che non posso descrivere nel dettaglio per non fare spoiler. Posso dire che l'ho apprezzato molto, ma qualcuno potrebbe storcere il naso.
Gli attori sono stati tutti impeccabili. Matt Dillon eccezionale. Uma Thurman praticamente irriconoscibile. E Bruno Ganz, con la sua ultima performance attoriale ( :sad: ), ottimo.
La regia di Von Trier non mi ha convinto pienamente. Troppi movimenti di camera oscillatori, in certe scena mi veniva la nausea. Magari era anche un effetto voluto, ma il film dura troppo per tollerare così tante scene di questo tipo. Ad un certo punto ho dovuto distogliere lo sguardo perché la telecamera continuava a roteare senza sosta e in modo talmente veloce che non era possibile distinguere nessun elemento della ripresa.
Nella versione che ho visto ci sono stati un po' di tagli e lo si riesce a capire specialmente nelle certe scene di estrema violenza. Nonostante tutto, è bello strong già così, infatti una coppia in sala se n'è andata ad un certo punto
Sicuramente è un film che rivedrò perché non si può giudicare con una sola visione.
Per adesso il voto che mi sento di dargli è: 9