Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Domanda per tutti e tutte.

Che film vi vengono in mente che contengano esempi importanti di relazioni non convenzionali (che non seguono la scala mobile relazionale classica) e che allo stesso tempo non sono iper realisti tipo scene da un matrimonio? Preferirei che sia il tema principale ma anche come presenza secondaria ma cardine mi sta bene. E non una roba dove c'è la relazione standard come base ma non funziona e allora emergono altre cose accanto ma poco messe in valore.

  

Di getto pensavo a Chungking Express e Heaven's Gate.
Phantom thread troppo facile? :asd:  Poi mi vengono in mente Il portiere di notte, Eyes wide shut, o, ehm, Elle. Ti butto lì pure Letto e divano di Abram Room come bonus. E Lolita, se conta.

 
Così su due piedi mi viene in mente Jules et Jim di Truffaut.  

Complimenti per il bellissimo post su Berlino, comunque. 
Ei grazie, mi fa molto piacere ti sia piaciuto.

Phantom thread troppo facile? :asd:  Poi mi vengono in mente Il portiere di notte, Eyes wide shut, o, ehm, Elle. Ti butto lì pure Letto e divano di Abram Room come bonus. E Lolita, se conta.
Phantom Thread ottimo. Anche se sono una coppia diciamo canonica le pratiche diventano talmente inconsuete e positive che rientrano in quello che cerco.

Il portiere di notte escludo non mi è manco piaciuto. Eyes Wide Shut escluso pure, non so bene perché, forse perché cerco esempi di positività e in Eyes Wide Shut finisce tutto troppo troppo male. Anche Lolita è una storia troppo oscura, seppur bella.

Letto e divano me lo segno.

 
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Bad Times at the El Royale (Drew Goddard) - Sono rimasto soddisfatto, anche se in parte mi ha deluso. Partendo dal fatto che il film intrattiene davvero bene, tra le performances degli attori ottime così come la messa in scena eccellente (un plauso alla fotografia, fantastica) una buona regia e una colonna sonora bellissima, la storia che fino a due terzi del film si dipana in modo intrigante poi si risolve in un epilogo abbastanza gratuito e per me davvero deludente per quelle che erano le premesse.

Questo perchè nelle fasi iniziali non vi è fretta nel dare le informazioni e, prendendosi il tempo dovuto, si costruisce davvero bene un intreccio (più groviglio) intrigante che di conseguenza crea una buona suspense e desiderio di vederne i risvolti, inoltre l'idea della location è azzeccata però secondo me non sfruttata pienamente. Nonostante questo è un film che consiglio di vedere! 

 
Per Togg, direi l'ottimo The duke of Burgundy  :sisi:

Colgo l'occasione per dire che il Suspiria di Guadagnino è una delle robe più brutte che mi sia mai capitato di vedere; il regista di Melissa  P crede di avere qualcosa da dire e zavorra il film con sottotesti politico storici (il nazismo, la Raf, una Berlino in fermento che sembra buttata lì più per giustificare il grigiore di fotografia e scenografia che altro, la scuola di danza trasformata in una comune arty) che non portano da nessuna parte a discapito della visionarietà. Quando poi si ricorda di stare girando un horror stregonesco sembra più l'Argento metabolizzato da un Mattei o  da un Cozzi, conservandone solo l'aspetto più weirdo e senza un minimo della loro capacità di bravi mestieranti

La colonna sonora è poi a tutti gli effetti un album solista di Yorke con appiccicato sopra il titolo Suspiria, fallendo clamorosamente nel replicare il connubio fantastico tra immagini e musica del film originale.

 
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Dopo l'elenco che mi é stato fornito ho deciso di procedere a step e incominciare da due nazioni, corea, per la quale mi sono tirato fuori già un elenco di una 30ina di film e quello tedesco, per il quale invece non ho alba da dove iniziare vista la storicità del cinema germanico
Ecco, vi chiedo gentilmente un elenco di alcuni film e alcuni registi sui quali tuffarmi per studiarmi il cinema tedesco

Inoltre volevo chiedere un consiglio su Scorsese
Oltre ai più noti e ai più recenti, c'é qualche perla nascosta che non devo assolutamente perdermi? Magari qualche film passato un po' in sordina o che non hanno la stessa notorietà dei suoi maggiori capolavori

Grazie

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Dopo l'elenco che mi é stato fornito ho deciso di procedere a step e incominciare da due nazioni, corea, per la quale mi sono tirato fuori già un elenco di una 30ina di film e quello tedesco, per il quale invece non ho alba da dove iniziare vista la storicità del cinema germanico
Ecco, vi chiedo gentilmente un elenco di alcuni film e alcuni registi sui quali tuffarmi per studiarmi il cinema tedesco

Inoltre volevo chiedere un consiglio su Scorsese
Oltre ai più noti e ai più recenti, c'é qualche perla nascosta che non devo assolutamente perdermi? Magari qualche film passato un po' in sordina o che non hanno la stessa notorietà dei suoi maggiori capolavori

Grazie

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Cinema tedesco: Murnau, Fritz Lang, Wenders, Herzog.

"Mean Streets" e "After Hours" sono dei capolavori "nascosti" di Scorsese.

 
TestaMatta89 ha detto:
Cinema tedesco: Murnau, Fritz Lang, Wenders, Herzog.
 
"Mean Streets" e "After Hours" sono dei capolavori "nascosti" di Scorsese.
Top, grazie mille dopo do un occhiata //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

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Intanto ho proseguito con Von Trier e dopo gli ottimi Melancholia e Nynphomaniac ho visto pure Antichrist
Brutto brutto, devo ancora vedere i film pre Antichrist ma per dire sia Melancholia che Nynpho gli danno 10 a zero
Qua non mi é arrivato proprio nulla, annoiato per 100 minuti, una violenza fisica e psicologica disgustosa e non in senso positivo, eppure dal prologo prometteva benissimo
Peccato

Intanto domenica insieme a un amico ci vediamo The House that jack build
ho grandi aspettative

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Intanto ho proseguito con Von Trier e dopo gli ottimi Melancholia e Nynphomaniac ho visto pure Antichrist
Brutto brutto, devo ancora vedere i film pre Antichrist ma per dire sia Melancholia che Nynpho gli danno 10 a zero
Qua non mi é arrivato proprio nulla, annoiato per 100 minuti, una violenza fisica e psicologica disgustosa e non in senso positivo, eppure dal prologo prometteva benissimo
Peccato

Intanto domenica insieme a un amico ci vediamo The House that jack build
ho grandi aspettative

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Non ti voglio smontare le aspettative però The house that Jack built è anche più violento di Antichrist, mi sembra giusto avvertirti.  :asd:

 
Tetsuo ha detto:
Non ti voglio smontare le aspettative però The house that Jack built è anche più violento di Antichrist, mi sembra giusto avvertirti. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Ah sisi ma la violenza non é un problema anzi, l'idea di entrare nella mente malata di un serial killer e delle sue gesta mi attira non poco
La violenza di Antichrist mi ha fatto schifo perché l'ho trovata ingiustificata e ciò che rappresenta il film non mi ha comunque convinto ad apprezzarla


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Forse con una seconda visione che ti permetterà di entrare di più nel "senso" della violenza in Antichrist potrai apprezzarlo di più, ci sta.

 
Togg ha detto:
Forse con una seconda visione che ti permetterà di entrare di più nel "senso" della violenza in Antichrist potrai apprezzarlo di più, ci sta.
Magari tra qualche tempo lo rivedrò, più che altro ho capito i tre animali, la depressione, lo stato d'animo della madre che perde il figlio però ancora mi chiedo a cosa volesse puntare Von Trier con tutta quella violenza che sinceramente ho trovato TROPPO esagerata

Oggi comunque mi sono visto Dallas Buyer Club e Il mistero del faro

Il primo é bello ma più che altro viene tenuto in piedi da due enormi prestazioni di McConaughey e Leto
Il secondo robaccia

Comunque a fine mese ci sono i David, tolto il fatto che non ho capito perché é presente Call me by your name che é di due anni fa, Euforia, Dogman, Loro, Lazzaro felice e Capri-Revolution meritano?

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Quien Sabe?, Damiani

Magnifico. Un film politico fatto come si deve, che gioca sul filo della semplificazione in modo eccellente garantendosi grazie a scene con il cardine nell'azione una vera molteplicità dei personaggi. Tipo Django Unchained.

 
Deadpool 2
Divertentissimo, forse anche più del primo
Scene d'azione molto belle
Gran bel personaggio, approfondirò pure i fumetti su di lui

Interstellar
Capolavoro, mi é piaciuto anche più di Dunkirk
Dovrei rivedere Inception tra gli ultimi suoi lavori, so solo che mi ha emozionato come pochi altri film

The house that Jack Built
Aspettative ripagate, uno dei migliori film a tema serial killer, in alcuni momenti ti terrorizza per quanto può essere malata una persona
Finale dantesco, tutto molto bello
Devo dire però che tolte un paio di scene me lo aspettavo ancora più crudo ma comunque soddisfatto

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Paranoid park | Gus Van Sant, 2007. Forse inconcludente? Però la fotografia è bella e la colonna sonora pure e il bimbo supercool per quanto indecifrabile e quasi ridicolmente perfetto è un buon catalizzatore di certe vibrazioni adolescenziali anni novanta-duemila che Van Sant cattura davvero bene. Si respira un bel senso di libertà, nonostante gli esiti. Ho apprezzato la narrazione ellittica, efficace anche se forse artificiosa, e belle belle le riprese granulose di Paranoid park. Squisitamente indie, quello bello.

Manchester by the sea | Kenneth Lonergan, 2016. Bellissimo davvero, racconta situazioni e personaggi tutti in qualche modo già visti altrove ma non perde un grammo della sua potenza, grazie alla pulizia dei colori e della messa in scena, la sobrietà di scrittura e interpretazioni, la bellissima colonna sonora. A tratti spezza il cuore, e riesce a farlo con delicatezza. Nel suo piccolo un gioiello, felice di averlo recuperato.

A quiet place | John Krasinski, 2018. Il soggetto è fortissimo, e nella sua essenzialità tiene in piedi il film praticamente da solo. Il suo merito maggiore è forse il senso di immersione che trasmette, al punto che durante la visione ci si scopre attenti ai propri movimenti e respiri, quasi a non voler rompere quel silenzio che i personaggi in scena cercano in ogni modo di preservare. Il tallone d’Achille è invece la sceneggiatura, che in pratica è lì con il solo compito di inventare scuse che colleghino una scena all’altra, non senza forzature anche evidenti (e in alcuni punti mette davvero a rischio la sospensione dell’incredulità); ma è un prezzo che si paga volentieri, pur con i suoi limiti lo trovo un film riuscito.

The house that Jack built | Lars Von Trier, 2018. Un tizio uccide dei tizi. A volte succedono cose buffe. Non ho trovato che avesse molto altro di interessante da dire. Forse con un montaggio meno ridondante mi avrebbe entusiasmato un po’ di più. Si potrebbe dire: sanza 'nfamia e sanza lodo.
 

 
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Paranoid park | Gus Van Sant, 2007. Forse inconcludente? Però la fotografia è bella e la colonna sonora pure e il bimbo supercool per quanto indecifrabile e quasi ridicolmente perfetto è un buon catalizzatore di certe vibrazioni adolescenziali anni novanta-duemila che Van Sant cattura davvero bene. Si respira un bel senso di libertà, nonostante gli esiti. Ho apprezzato la narrazione ellittica, efficace anche se forse artificiosa, e belle belle le riprese granulose di Paranoid park. Squisitamente indie, quello bello.

Manchester by the sea | Kenneth Lonergan, 2016. Bellissimo davvero, racconta situazioni e personaggi tutti in qualche modo già visti altrove ma non perde un grammo della sua potenza, grazie alla pulizia dei colori e della messa in scena, la sobrietà di scrittura e interpretazioni, la bellissima colonna sonora. A tratti spezza il cuore, e riesce a farlo con delicatezza. Nel suo piccolo un gioiello, felice di averlo recuperato.

A quiet place | John Krasinski, 2018. Il soggetto è fortissimo, e nella sua essenzialità tiene in piedi il film praticamente da solo. Il suo merito maggiore è forse il senso di immersione che trasmette, al punto che durante la visione ci si scopre attenti ai propri movimenti e respiri, quasi a non voler rompere quel silenzio che i personaggi in scena cercano in ogni modo di preservare. Il tallone d’Achille è invece la sceneggiatura, che in pratica è lì con il solo compito di inventare scuse che colleghino una scena all’altra, non senza forzature anche evidenti (e in alcuni punti mette davvero a rischio la sospensione dell’incredulità); ma è un prezzo che si paga volentieri, pur con i suoi limiti lo trovo un film riuscito.

The house that Jack built | Lars Von Trier, 2018. Un tizio uccide dei tizi. A volte succedono cose buffe. Non ho trovato che avesse molto altro di interessante da dire. Forse con un montaggio meno ridondante mi avrebbe entusiasmato un po’ di più. Si potrebbe dire: sanza 'nfamia e sanza lodo.
 
Ho visto ieri la Casa di Jack (The house that Jack built),  CAPOLAVORO! 

Matt Dillon è fenomenale,  forse la sua migliore interpretazione,  l'ho sempre trovato sottovalutato come attore (per me è un grande),  poi era sparito da un po'. 

 
Bello Paranoid Park. 

Matt Dillon concordo sia un bravo attore, bisogna però anche dire che spesso si è prestato a ruoli e film non proprio eccezionali, una carriera alla Cage

Io invece sono rimasto abbastanza deluso da Velvet Buzzsaw, avrei voluto tutto tranne un che sequel di Final Destination, parte thriller-horror da buttare e non pervenuta, plot per niente coeso e la satira che vuole trasmettere l'ho trovata un pò pretenziosa ..tutto sommato rimane l'aspetto visivo gradevole con qualche spunto interessante e una buona interpretazione del cast, peccato per il passo falso di Gilroy dopo due primi ottimi film come regista! 

 
Ieri sono andato a vedere La Casa di Jack, l'ultimo film di Lars Von Trier. Sì, ho scelto il giorno peggiore in assoluto visto che era la festa della donna  :asd:

Parlare di questo film è estremamente difficile perché pone diverse chiavi di lettura su più piani narrativi. Grossomodo si potrebbero dividere in tre: la storia del protagonista nel mondo esterno, la rappresentazione allegorica del suo mondo interiore ed infine un dibattito sul senso dell'arte che sfocia nell'autocitazionismo delle opere del regista.

Jack, il protagonista di questa pellicola, è un personaggio scritto, diretto ed interpretato in modo magistrale.

Durante tutto il film assistiamo ad una sua evoluzione (o devoluzione) studiata in ogni suo piccolo dettaglio, in ogni suo tic o cambio di espressione.

Man mano che la storia procede assistiamo ad un suo cambiamento sia interiore, che esteriore. Lo vediamo sprofondare verso un baratro senza via di ritorno.

Lo spettatore può immaginare quali traumi il protagonista abbia vissuto durante la sua infanzia, ma non ci viene mai detto, né mostrato, né accennato. Una scelta del regista molto brillante e coraggiosa dal mio punto di vista, per niente banale.

La rappresentazione visiva, sotto forma di animazione, dei suoi istinti omicidi è eccezionale. Una metafora evocativa, chiara e comprensibile.

Nonostante abbia visto una versione tagliata della pellicola, il film era pieno di scene cruente e disturbanti, per cui consiglio la visione solo a chi può tollerare un certo livello di violenza iper-realistica.

La prima parte del film scorre con una certa linearità finché il protagonista non inizia a discutere con il suo psicanalista su ciò che può essere definito arte o meno. A questo punto non sono più i due semplici personaggi a dibattere tra di loro, ma è Von Trier che giustifica il suo operato dagli attacchi mossi dalla critica.

Il protagonista è egli stesso una rappresentazione degli ideali del regista, con un suo senso dell'arte che non deriva dall'amore e dalla vita, ma dalla morte e dalla sua decomposizione. Magistrale la metafora dell'uva passa, la quale riesce appunto a raggiungere delle proprietà ottimali proprio grazie al suo processo di essiccazione.

Attraverso le parole del protagonista Von Trier riesce a dare forma ad alcune delle sue ideologie più sconvolgenti, relative al nazismo, con le quali aveva scioccato tutti durante il Festival di Cannes di qualche anno fa, fino a citare le sue stesse opere e il suo lavoro come regista e creatore di arte.

Che siano ideologie impossibili da condividere o meno, il regista non le fa passare come verità assolute... Anzi tutto il film ruota attorno ad un dibattito su quello che è giusto o sbagliato senza dare un'effettiva risposta. Sta allo spettatore decidere in cosa credere e valutare se tutto l'operato del regista è definibile come "arte" o mera perversione... O entrambi.

Verso la fine del film, Von Trier parte con un viaggione allegorico, visivamente stupendo ed immaginifico, che non posso descrivere nel dettaglio per non fare spoiler. Posso dire che l'ho apprezzato molto, ma qualcuno potrebbe storcere il naso.

Gli attori sono stati tutti impeccabili. Matt Dillon eccezionale. Uma Thurman praticamente irriconoscibile. E Bruno Ganz, con la sua ultima performance attoriale ( :sad: ), ottimo.

La regia di Von Trier non mi ha convinto pienamente. Troppi movimenti di camera oscillatori, in certe scena mi veniva la nausea. Magari era anche un effetto voluto, ma il film dura troppo per tollerare così tante scene di questo tipo. Ad un certo punto ho dovuto distogliere lo sguardo perché la telecamera continuava a roteare senza sosta e in modo talmente veloce che non era possibile distinguere nessun elemento della ripresa.

Nella versione che ho visto ci sono stati un po' di tagli e lo si riesce a capire specialmente nelle certe scene di estrema violenza. Nonostante tutto, è bello strong già così, infatti una coppia in sala se n'è andata ad un certo punto :asd:

Sicuramente è un film che rivedrò perché non si può giudicare con una sola visione.

Per adesso il voto che mi sento di dargli è: 9

 
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Drift | Helena Wittman, 2017. Mancato a Venezia, recuperato su Mubi. Quello che chiamo cinema ambient. Ipnotico, grazie soprattutto a montaggio e missaggio sonoro – e personalmente non avrei utilizzato altra colonna sonora dell’oceano stesso. Molto buona la fotografia, nonostante una tavolozza cromatica a volte un po’ sciapita. Molto meno ispirate e trascinate un po’ troppo a lungo invece le scene urbane, nelle quali affiora un intreccio embrionale che ho trovato più distraente che altro. Sarebbe stato meglio dare qualche informazione in più all’inizio per poi lasciar parlare le immagini, oppure decidere di liberarsi del tutto del contesto. (Non aiuta l’imperscrutabile protagonista, che sembra far già fatica anche solo a rimanere sveglia.) Comunque può valere la pena se si è dell’umore giusto. Probabilmente visto al cinema dà il meglio di sé. Bellissimi i titoli, con il blu cangiante del mare in trasparenza.

Blondes in the jungle | Lev Kalman e Whitney Horn, 2009. Vabbe'. Ho adorato praticamente tutto. Le foglie e il sole e il fiume, la celestiale musica al limite del synthwave, il montaggio rottissimo, i dialoghi a metà strada fra il cringe e il genio. Credo che se Mandico si facesse scrivere un film da Ellis partorirebbe qualcosa del genere. Non sapevo di averne bisogno, fino ad oggi.

 
Scrivimi ancora (2014)

Penso sia un film davvero visto e rivisto per cosi dire,mi aspettavo molto di più.

fino all'osso per esempio,con la stessa attrice mi ha preso molto di più

 
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