Bello il togg che ride e che gli piacciono i film, ma quindi ho inteso male o sei a un festival?
Quanto c'hai ragione, la persona che vorrei essere sempre...
Sono a un "festival" interno alla mia cineteca, non è un vero e proprio festival. Solo un bel po' di giorni tematici su cinema "estremo". Altra carrellata di piccoli commenti prima di "dormire".
Ganja & Hess, Gunn
Vampiri. Prima visione non era stata soddisfacente, in sala mi sono messo di impegno per vederlo decentemente. Il ritmo è particolarmente atipico ed è lì che riposa tutta la ricchezza, vite strattonate da forze superiori, grande irruzione della casualità, teatrini comici sempre ben inclusi, moltissime scene portate fino in fondo. L'audio di bassa qualità non aiuta a orientarsi ma una volta venuti.e a patti con le debolezze dei personaggi e quindi del tenore della storia ne emerge un bel film.
The war game, Watkins
Finto docu su esercitazioni in gran bretagna in caso di attacco atomico. Brutale. Soprattutto perché capisci che una tale precisione delle descrizioni è possibile visto che sono cose già successe. Da quel mondo non ne siamo mai usciti.
Gran Bollito, Bolognini
Altro gran film. Satira sociale che si espande grazie a una protagonista violentissima e spietata che apre fende i propri gruppi sociali per annunciare la guerra in arrivo. Patti col diavolo, omicidi, teatri di posa, possessività. Va visto.
Starship Troopers, Verhoeven
Il suo primo film che mi piace davvero. Total Recall et Robocop mi avevano lasciato, da quello che ricordo, l'amaro in bocca per l'afflato critico spesso fuori fuoco. Qui il lavoro di ripulitura è impeccabile. Quando si va alla guerra vuoi andarci pure tu. Non ti viene lasciato scampo. E' da questo ritmo che non lascia spazio a intrusione logiche eccessive che nasce la grandiosità orrorifica del tutto. Verhoven non ha più bisogno di argomentare cose che forse non conosce. La narrazione è al cuore della propaganda e non hai un corda per uscirne. Tutti esplodono e non puoi che esserne felice, senza quasi avere il tempo di domandarti se hai il diritto o meno di porti qualche domanda. Anche la storia d'amore ti incalza incessantemente, e non voglio relegarla a doppia sottolineatura, banale eco del dispositivo che ho appena descritto. Ha una sua caratura propria, amore e amicizia etc, esattamente come il gusto dell'azione.
Un film che sa porre le domande giuste senza mai esplicitarle né ridurre la complessità dei propri temi agli obiettivi prefissati. Si vola molto alto.
Akira, Otomo
Stavolta non ho dubbio sulla visione. Film abbastanza deludente. Costruzione narrativa approssimata, troppi personaggi e tutti mal sviluppati, poche scene a carico per viverli, spostamenti spaziali mai apprezziabili. Le riflessioni sociali che propone sono molto molto scarse. Praticamente qualsiasi cosa che Akira prova a fare viene fattta cento volte meglio da Shin Godzilla di Anno. Un cult che sembra riprodurre la sua fama unicamente per l'impatto visivo e la supposta cripticità.
The Collector, Wyler
Tra un ciclo e un altro sto recuperando vari film del regista di Ben-Hur, che non ho visto. Brutalità relazionale e un possibile serial killer. Difficile non apprezzare un film così pulito e che si mantiene integro fino alla fine.
Land of the dead, Romero
Piacevole, che si ripeta o impoverisca non mi pare onestamente un gran problema.
Bad Boy Bubby, Heer
Traumi e esclusione sociale. Già dall'inizio mostra le radici della sua dolcezza. Si susseguono varie scenette che poco a poco lasciano lo spazio necessario al protagonista per brillare. Più si va avanti più la bellezza della vita possibile si rivela, l'ammorbidimento narrativo è gradito. Le scene sessuali sono magnifiche, precise rispettose realistiche e aperte, vale la pena vedere il film già solo per quello.