Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Obsession, Curry Barker (2025)
Un amore non corrisposto degenera in puro orrore.
La solita accozzaglia di moralismo ultra dark contemporaneo (l'amore tossico blabla, amare più di tutto è ossessivo blabla, se ne approfitta blabla, ami la bella e non noti quella carina a cui piaci blabla) condita da un disinteresse totale per i personaggi. Uno è idiotico all'inverosimile, l'altro è di fatto un alieno senza personalità. Questo ed altri sono film che esemplificano quanto molte persone abbiano perso qualsiasi capacità di guardare alle emozioni con rispetto ed interesse genuino. Non è un caso che queste narrative devono spesso ricorrere ad inserire i personaggi uno dentro l'altro psicologicamente (get out, severance, the substance etc). Non è solo un escamotage horror. E' un goffo tentativo di inserire vitalità in una materia resa inerte da aggressivi giudizi morali che predeterminano ogni scena "normale".
Vomito totale.
 
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Don’t look up, su Netflix.
Molto molto carino. Non so quanto gli sia costato, un casting del genere non lo vedi tutti i giorni. Per tutto il film avrei avuto una grande voglia di prendere a cazzotti tutti quegli idioti
 
Provo a recuperare :dsax:

O agente secreto, Kleber Mendonça Filho 2025. Thriller intelligente che riesce a ritrarre uno specifico periodo e il relativo contesto sociopolitico, senza mai apparire didascalico né perdere di vista il proprio intreccio o personaggi. Molto ben costruito, e probabilmente sufficientemente solido per visioni ripetute. La durata è molto lunga ma scorre comunque bene. Il finale molto brusco è certamente una scelta precisa degli autori, ma purtroppo temo di non averne del tutto colto le ragioni.

Il palloncino bianco, Jafar Panahi 1995. Semplicissima storia neorealista, narrata in maniera sorprendentemente avvincente e trainata da un cast perfettamente in parte. La piccola protagonista in particolare ha un viso straordinariamente trasparente nel trasmettere tutte le paure e le meraviglie di un bambino spaesato in un mondo di adulti. La posta in gioco è bassissima ma appare vertiginosa, e il più semplice dei compiti può facilmente sfuggire di mano. Il finale (e il titolo) sembrano indicare a un ulteriore livello di lettura rispetto a quello più puramente narrativo e umanistico, che purtroppo temo mi sia in parte sfuggito.

The last house on the left, Wes Craven 1972. Non so bene come giudicarlo perché se è pur indubbio che il film riesca a trasmettere un reale senso di impotenza e frustrazione, lo ho trovato sadico in un modo gratuito. Il fatto è che l'intento del film era chiaramente proprio questo, ossia una operazione fondamentalmente di intrattenimento (pur non privo di spunti di critica sociale) non dissimile da tanti altri horror anche successivi, magari più grafici ma altrettanto gratuiti nel mettere in scena violenze fisiche e psicologiche. Insomma da un lato occorre riconoscerne i meriti tecnici, a maggior ragione considerando che è un film di oltre mezzo secolo fa e pure straordinariamente efficiente considerando che la violenza grafica e gli effetti speciali sono ridotti al minimo; d'altra parte è stata una visione per me non piacevole, che non consiglierei senza riserve.

Liberté, Albert Serra 2019. Borowczyk ha reso la depravazione divertente, Pasolini l'ha usata per trasmettere un messaggio, Serra invece sembra più semplicemente apprezzarne l'estetica in sé e per sé. Forse non ha molto da dire, ed è sicuramente molto ridondante, ma non si può dire che non abbia un'atmosfera tutta sua. Inutile dire che non è per tutti. :asd:

Pacifiction, Albert Serra 2022. Cieli non di questo mondo e originale e interessante scelta di ambientazione e soggetto. Ha un modo di disvelarsi ben gestito, che partendo da una domanda iniziale procede ad aggiungere informazioni e dubbi in pari quantità, fino a scoprire le carte sul finale. Forse con un soggetto così si sarebbe potuto fare ancora di più, ma nel complesso lo ho trovato piacevole e riuscito, con una bella tensione sotterranea e un protagonista discretamente magnetico come il film tutto.

The love that remains (Ástin sem eftir er) Hlynur Pálmason 2025. A metà fra il dramma e la commedia familiare, ben realizzata, bellissima fotografia, pulito e senza particolari difetti, ma tutto sommato dimenticabile.

Kontinental ’25, Radu Jude 2025. Lo spunto è valido ma il film non va oltre uno schematico riesame di un evento presentato nei primi 10 minuti, ripreso da una serie di punti di vista più o meno convenzionali con esiti più o meno prevedibili, con alcuni dialoghi che più che dialoghi sembrano semplicemente didascalie messe in bocca ai personaggi. In fin dei conti noiosetto e poco stimolante, mi aspettavo sicuramente di più.

Silvia Prieto, Martín Rejtman 1999. Allora questo film non va assolutamente da nessuna parte ma ho trovato il suo senso dell'umorismo irresistibile, un manualino di situazioni e citazioni da mandare a memoria e su cui con un po' di fantasia si potrebbero basare intere personalità e/o filosofie di vita. Non per tutti ma sicuramente per me sì.

The Magic Gloves, Martín Rejtman 2003. Non è Silvia Prieto ma è comunque carinissimo, se si è apprezzato il precedente non si può sbagliare.

Thunderbolt and Lightfoot, Michael Cimino 1974. Debutto notevole e probabilmente molto in linea con lo spirito e i gusti del tempo, ad oggi però non posso negare di aver trovato la sceneggiatura un po' generica e a tratti poco convincente. Comunque una visione piacevole graziata da alcuni panorami magnifici.

Venga a prendere il caffè da noi, Alberto Lattuada 1970. Commedia amarissima acidissima e di un cinismo patologico per non dire perverso (anzi diciamolo pure) che unisce la perfezione formale del miglior cinema italiano anni Sessanta con la disillusione abrasiva del decennio a venire, senza però mai dimenticarsi di far ridere. Per me riuscitissimo nonché graziato da un Ugo Tognazzi magnetico.

Amores perros, Alejandro González Iñárritu, 2000. Tre storie piacevoli da seguire, dirette con assoluta maestria da un debuttante Iñárritu. La prima è sicuramente la più memorabile delle tre e quella con più calore umano, e sinceramente avrei preferito il film la sviluppasse ulteriormente. La seconda ha anche lei il suo perché, la terza niente di male ma forse è quella un po' più generica.

L'uomo senza passato (Mies vailla menneisyyttä) Aki Kaurismäki 2002. Deadpan di annata buonissima, confesso di averci messo un po' a entrare nello spirito del film ma una volta capito rivela un grande calore umano e un irresistibile senso dell'umorismo di fronte alla vita tutta. Sceneggiatura precisissima.

Spider-Man: Brand New Day, Destin Daniel Cretton 2026. Ha alcune sequenze di volo finalmente davvero adrenaliniche, e confesso che un paio di scene mi hanno quasi strappato la lacrimuccia. Molto riuscita l'alchimia Holland e Bernthal, che da sola salva più di una scena. Nel complesso però resta un prodotto seriale con la solita sceneggiatura usa e getta, e pure bucherellata, per cui dopo un po' subentra la noia.

Scritto un po' di fretta ma questo è quanto :icebad:
 
Negli ultimi giorni:

Dune: Part Two, Denis Villeneuve
Riflettendoci adesso il primo non mi fece impazzire tanto ma questo secondo capitolo l'ho trovato migliore in tutto e penso sia uno dei blockbuster recenti che riesce a trovare meglio la quadra tra l'intrattenere in modo spettacolare e il riflettere in maniera profonda sui temi che tratta. Bello e mi danno tanto per essermelo perso in sala ma col terzo sicuramente mi redimerò.

Per me la gestione dei tempi un po' da rivedere, nel senso che è un film lungo e con un ritmo giustamente epicheggiante, ma poi diversi passaggi anche importanti vengono sbrigati con un taglio di montaggio e via (ad esempio: vai nel deserto è la prova finale oddio ci sono i mostri stai attento - stacco - tornato :rickds: oppure: oddio il vermone nessuno ce la farà mai a salirci servono anni di addestramento - stacco - chi ti vedo sul vermone :rickds: ok che "Lui è Il Prescelto" ma insomma). :asd: Però audiovisivamente tantissima roba, in continuità con il primo, e sicuramente meritevole della sala come pochissimi altri film recenti.

Harry ti presento Sally visto da bimbetto mi era piaciuto e volevo rivederlo prima o poi, grazie per avermi rassicurato. :nev:
 
Per me la gestione dei tempi un po' da rivedere, nel senso che è un film lungo e con un ritmo giustamente epicheggiante, ma poi diversi passaggi anche importanti vengono sbrigati con un taglio di montaggio e via (ad esempio: vai nel deserto è la prova finale oddio ci sono i mostri stai attento - stacco - tornato :rickds: oppure: oddio il vermone nessuno ce la farà mai a salirci servono anni di addestramento - stacco - chi ti vedo sul vermone :rickds: ok che "Lui è Il Prescelto" ma insomma). :asd: Però audiovisivamente tantissima roba, in continuità con il primo, e sicuramente meritevole della sala come pochissimi altri film recenti.

Harry ti presento Sally visto da bimbetto mi era piaciuto e volevo rivederlo prima o poi, grazie per avermi rassicurato. :nev:
A me invece è sembrato che fin lì andasse tutto bene, poi invece da quando scendono a sud Villeneuve ha messo troppo il turbo, e tutto si risolve trooooppo in fretta
 
Naomi, Yoichi Takabayashi (1980)
Coppia con age gap, soliti probemi, non solite soluzione.
Troppo rigido e si rifiuta di mostrare i problemi dedicando tutto il tempo a vedere loro rigidi.
 
Inception, Christopher Nolan (2010)
Prima parte noiosa, la seconda si riprende ma non lo reputo il capolavoro che molti descrivono.
 
My Brother's Lover, Toshiya Ueno (1998)
Tizio un po' sfortunato ritorna in campagna dal fratello che è sposata e c'ha pure un'altra.
Divertente e con tante scene ben connesse. Non punta ad andare molto più in là purtroppo e non si arriva neanche ai 60 minuti regolamentari.
 
Linda Linda Linda, Nobuhiro Yamashita 2005. Ci ho messo un po' a entrarci, ma una volta dentro è stato amore. Un coming of age musicale apparentemente minimale, ma assolutamente sincero nonché pieno di energia&confusione appena sotto la superficie. Semplicemente, non ha bisogno di molte parole per dire tutto ciò che vuole dire. Tanti bei momenti, nelle scene principali così come nei silenzi, negli stacchi o intermezzi più dimessi che solo agli amici nipponici sembrano riuscire così bene. Nel suo piccolo, una perla. Linda lindaaa
 
L'ho solo iniziato ieri, oggi lo finisco: Alien 3

L'inizio...

Oh Lord Wtf GIF
 
La noia, Damiano Damiani (1963)
Una coppia, tradimentini e soldi.
Sceneggiatura arida ma pericolomente enfatica e regia che contiene il tutto secondo me in modo riuscito.
 
Double Bed, Toshiya Fujita (1983)
Amori e tradimenti vari attorno ad un ragazzo bello.
E' tutto molto limitato a quello che è concesso socialmente ai personaggi. Non si scolla mai dal naturalismo obbediente. Resta bello perché la dinamica di base di una frotta di donne che si innamora dell'uomo bono è divertente.
 
Spider-Man: Brand New Day, Destin Daniel Cretton (2026)
Quarto episodio di una serie che non ho visto.
L'arco conflittuale di questa storia è completamente ininteressante. L'arco umano di Parker lo è di più ma succede davvero davvero poco. Ci saranno 3-4 dialoghi striminziti in totale. Oltre ad essere tutto già visto mille volte ma sorvoliamo. Le sequenze in se sembrano sempre un po' sconnesse; sia al loro interno che tra di loro. Un aspetto positivo invece è che i dialoghi non sono fastidiosi, ma non c'è però abbastanza per arrivare alla sufficienza. Troppo noioso.
 
3950 film visti... manca poco :)

When Twilight Draws Near, Akio Jissoji (1969)
Quattro giovani abbastanza infelici in una stanza.
Molto forzata l'idea di base ma capisco la voglia di cercare qualcosa di drammatico.
 
The Drama - Un segreto è per sempre, Borgli. Avevo aspettative basse e invece mi è piaciuto, la rivelazione del segreto è annunciata già nel trailer ma riesce ad essere comunque sorprendente nella sostanza e anche stimolante a livello di riflessioni possibili, la fase post-rivelazione è gestita abbastanza bene anche se ci stanno un po' troppe sottolineature... giusto la fotografia non mi piace tanto perchè troppo scura, per il resto buon film. (7)
 
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Recuperato Amores Perros, di Iñarritu.
Devi avere un ego gigantesco per esordire con 2 ore e mezzo di dramma canino.
Però ha avuto ragione. Gran bella fotografia :sisi:
 
The Last House (2026) incipit interessante che va subito a farsi benedire mettendo da parte quel poco di buono che era l'idea di partenza. Per tutto il film di quasi due ore abbiamo solo sti 4 personaggi scritti male che affrontano situazioni illogiche tra un buco di trama e l'altro, non facendo mezzo dialogo sensato e interpretati da attori che non avevano proprio voglia di lavorare o erano incapaci, con un finale che dire demenziale sarebbe riduttivo. Ti fa pensare che chiunque possa recitare o scrivere un film se tanto puoi uscirtene con cagate simili.
 
Female Delinquent - A Docu-Drama, Toshiya Fujita (1977)
Ragazza giovane finisce ha bambino e fa cose varie violente.
Bello. Fujita è un maestro negli scontri fisici. Solo un po' troppo compresso narrativamente per quante cose ci sono dentro.
 
Drive, di Refn.
Ben girato, tutti molto nella parte, ma ho trovato le interazioni tra i personaggi molto superficiali, e la chiusura molto forzata.
Per il resto scena iniziale da applausi, e ti fa voglia di guidare la macchina a caso (poi però vedi quanto costa la benzina e ti passa)
 
Ecstasy of the Angels, Kōji Wakamatsu (1972)
Conflitti in un gruppo rivoluzionario Giapponese.
Stereotipato da morire. Davvero scocciante da guardare.
 
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