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Il due no (stesso regista), il 3 ti direi pure ben (Cuaron comunque fa bene), ma dal 4 in poi (5 film) una porcheria dopo l'altra
eh quindi sono tre belli non 1 :asd: non uccidiamo il poco bello che è stato fatto
 
Ieri mi è capitato di leggere diverse recensioni di Armageddon.

Dopo un po’ ho pensato che fosse arrivato il momento di mettermi anch’io nei panni di un critico cinematografico.

Per esercitarmi ho scelto due film piuttosto diversi e ho scritto due recensioni sotto forma di lettera aperta alla regia, alla sceneggiatura e alla produzione.

Eccole.

1. TRE COLORI – FILM BLU

Alle Eminentissime e Gentilissime Signorie Vostre, Regia, Sceneggiatura e Produzione,

mi sia consentito anzitutto manifestare la mia sincera ammirazione per l’eccezionale lucidità, il rigore e l’elevatissima perizia cinematografica con cui avete perseguito il Vostro nobilissimo intento sedimentario.

Lentezza, silenzio, sospensione, contemplazione, rarefazione narrativa e prolungata permanenza emotiva risultano impiegati con assoluta coerenza e consentono all’opera di raggiungere pienamente l’obiettivo artistico prefissato.

Devo tuttavia segnalarVi, con il massimo rispetto, un effetto collaterale verificatosi durante la visione: un progressivo e significativo rigonfiamento testicolare.

Tengo immediatamente a precisare che tale manifestazione non deve in alcun modo essere considerata un difetto dell’opera.

Essa appare infatti verosimilmente riconducibile esclusivamente alla modesta resistenza personale dello scrivente a prolungati intervalli caratterizzati da limitata evoluzione della trama.

Nessuna censura, pertanto, può essere formulata nei confronti della Vostra impeccabile esecuzione artistica.

Mi permetto soltanto di chiedere cortesemente a codesta Regia e Produzione di voler provvedere, possibilmente con una certa urgenza, all’invio di personale drenante testicolare altamente qualificato, affinché possa essere ripristinata la normale volumetria degli organi interessati.

Con immutata stima per l’eccellenza cinematografica dimostrata, ringrazio anticipatamente.

2. ARMAGEDDON

Egregio Sig. Bay, stimatissima Produzione e Sceneggiatura,

è con enorme rammarico che mi trovo costretto a comunicarVi di aver visionato quella sorta di panettone spaziale che avete incautamente deciso di chiamare Armageddon.

Trovo, per cominciare, persino il riferimento storico-biblico del titolo alquanto pacchiano e volgare.

Ma veniamo ai problemi più seri.

Trovo pacchiano, volgare ed esibizionistico l’impiego di effetti speciali talmente avanzati, accurati e ben integrati da consentire al film, a quasi trent’anni di distanza, di apparire ancora perfettamente attuale e, in alcuni momenti, persino più convincente di numerose produzioni contemporanee.

Una simile necessità di impressionare lo spettatore mi induce seriamente a domandarmi, Sig. Bay, se durante la Sua infanzia Ella sia stato adeguatamente valorizzato.

Trovo inoltre sdolcinato, mieloso e francamente inopportuno il ricorso a quelle epiche e grandiose colonne sonore, utilizzate con intollerabile precisione per sottolineare e amplificare i continui e ripetuti payoff emotivi di cui il film è scandalosamente farcito.

Quando un padre decide di sacrificare la propria vita per consentire all’uomo che ama sua figlia di tornare sulla Terra e, incidentalmente, salvare anche il resto dell’umanità, ritengo che un’emozione molto più sobria e contenuta sarebbe stata del tutto preferibile.

Una discreta musichetta da ascensore, ad esempio, avrebbe certamente dimostrato maggiore eleganza.

Trovo poi profondamente disorientante tutta quella velocità narrativa.

Progressioni continue.

Eventi.

Pericoli.

Decisioni.

Conseguenze.

Scene adrenaliniche.

Nuovi problemi.

Risoluzioni.

Altri problemi.

Battute.

Movimento.

Musica.

E quasi nessun momento completamente vuoto.

Dove sta la sana e amata riflessione?

Dove sono quei cinque minuti durante i quali non accade assolutamente un cazzo?

Dove la contemplazione di una tenda mossa dal vento?

Dove l’inquadratura fissa di un volto sofferente per un tempo sufficiente a consentirmi di comprendere che sta soffrendo?

Dove la decodifica di contenuti ermetici?

Dove il simbolo il cui significato potrò successivamente spiegare agli amici che non hanno capito il film perché, evidentemente, non possiedono gli strumenti culturali necessari?

Mi disturba infatti profondamente anche la sconcertante chiarezza narrativa dell’opera.

Ogniqualvolta viene introdotto un problema, avete la pessima abitudine di spiegare immediatamente quale sia, quali conseguenze possa provocare e cosa intendano fare i protagonisti per risolverlo.

Un paio di piccoli meteoriti quasi distruggono New York.

Poi ci viene comunicato che ne sta arrivando uno grande come il Texas.

Qualcuno domanda quali potrebbero essere le conseguenze.

Gli viene persino risposto, sostanzialmente: totali.

A quel punto non rimane praticamente nulla da interpretare.

Trovo la cosa francamente offensiva.

Ancora più imperdonabile è la scelta di utilizzare personaggi archetipici e immediatamente riconoscibili.

Invece di dedicare quarantacinque minuti alla complessa infanzia di Rockhound, Ella pretende che poche battute, alcuni comportamenti e un paio di interazioni siano sufficienti a farmi capire chi cazzo sia.

Una brutale economia narrativa che sottrae preziosissimo spazio alla possibilità di approfondirne il disagio interiore.

Trovo altresì gravissimo il ricorso sistematico all’umorismo nei momenti di tensione.

Quando l’umanità sta per estinguersi, considero assai poco elegante mostrare un gruppo di trivellatori che, in cambio della propria disponibilità a salvare il pianeta, chiede al Governo di non pagare più le tasse, di ottenere favori assurdi o addirittura di sapere chi abbia ucciso Kennedy.

Una seria opera cinematografica avrebbe imposto loro di fissare il pavimento in silenzio per almeno quattro minuti.

Ma l’aspetto forse più scorretto dell’intera operazione è il modo in cui Ella prepara i payoff emotivi con largo anticipo.

Il conflitto Harry–AJ.

Il rapporto Harry–Grace.

Il legame quasi paterno tra Harry e AJ.

Harry che considera AJ inadatto alla figlia.

AJ che deve continuamente dimostrare il proprio valore.

E infine Harry che sceglie deliberatamente di prendere il suo posto e morire affinché AJ possa tornare da Grace.

Poi, non contento, Harry arriva persino a riconoscere apertamente AJ come un figlio.

E infine parla con Grace, chiudendo anche quel rapporto e affidandole proprio l’uomo che, all’inizio del film, voleva tenerle lontano.

In sostanza avete disseminato materiale emotivo per gran parte dell’opera e, una volta arrivati al momento decisivo, avete utilizzato montaggio, recitazione, dialoghi e musica come detonatore.

È del tutto sleale.

In conclusione, Sig. Bay, mi trovo nella spiacevolissima posizione di dover riconoscere che Lei ha realizzato con precisione quasi maniacale esattamente il film che intendeva realizzare, coordinando montaggio, musica, spettacolo, comicità, chiarezza narrativa e costruzione emotiva affinché ciascun elemento amplificasse gli altri.

Devo inoltre, con ulteriore e personale disappunto, confessare che durante la visione mi sono anche notevolmente divertito.

Tengo tuttavia a precisare che tale incresciosa circostanza non modifica in alcun modo la scelleratezza, l’inopportunità e la sostanziale indegnità cinematografica della Sua produzione.

Anzi, l’essere riuscito a divertirmi attraverso strumenti tanto popolari, espliciti ed efficaci costituisce, se possibile, un’ulteriore aggravante.

E infine, Sig. Bay, non Le perdonerò mai il fatto di non essere riuscito a trattenere le lacrime, nonostante la palese banalità dei mezzi impiegati e l’evidentissimo livello di manipolazione emotiva inflitto allo spettatore.

Riuscire a farmi provare esattamente l’emozione che intendeva provocare, pur utilizzando strumenti che io considero cinematograficamente indegni, costituisce a mio avviso una pratica profondamente disonesta.

Avrebbe almeno potuto avere la decenza di fallire.

E se il Suo intento, Sig. Bay, era dimostrare che un cinema di così bassa lega potesse produrre emozioni più forti di un film ermetico, introspettivo e culturalmente irreprensibile, ebbene:

c’è riuscito.

Contento ora?

Soddisfatto di aver raggiunto un obiettivo tanto esecrabile?

Si goda pure la Sua vittoria.

Quella che, temo, verrà ricordata nei secoli a venire come:

“Il giorno in cui la banalità conquistò il mondo.”

E, cosa ancor più grave,

lo fece facendoci piangere.

Distinti saluti,

Un Critico Serio™

P.S. Se almeno Lei fosse stato coreano, Sig. Bay, probabilmente avrei potuto definire tutto questo:

“audace contaminazione dei generi, travolgente energia cinetica e radicale reinvenzione del melodramma popolare”.

Purtroppo è americano.

E quindi resta un’americanata.

Avrebbe almeno potuto avere la decenza di nascere a Seoul.
 
gli altri fanno così schifo che manco me li ricordo

So Soft, So Cunning, Toshiya Fujita (1979)
Storie d'amore incrociate di persone instabili a Tokyo.
Sceneggiatura fantastica che non sono tanto sicuro renda bene con la regia molto formale e precisa di Fujita. Mi viene sempre il dubbio che non gli interessi più di tanto scoprire la forza di quello che il film racconta.
 
Visto Terminator 2 al Cinema.

Non so quante volte l'ho già visto ma non ho voluto perdere l'occasione di vederlo sul grande schermo.

Che gli vogliamo dire? È un capolavoro, uno dei migliori film di fantascienza mai fatti.
L'addio di John al Terminator a fine film è uno dei momenti più toccanti in assoluto.
Se ripenso a quello schifo di Terminator: Dark Fate mi sale un nervoso.

Vorrei che venisse cancellato per sempre dalla mia mente.
 
Visto Terminator 2 al Cinema.

Non so quante volte l'ho già visto ma non ho voluto perdere l'occasione di vederlo sul grande schermo.

Che gli vogliamo dire? È un capolavoro, uno dei migliori film di fantascienza mai fatti.
L'addio di John al Terminator a fine film è uno dei momenti più toccanti in assoluto.
Se ripenso a quello schifo di Terminator: Dark Fate mi sale un nervoso.

Vorrei che venisse cancellato per sempre dalla mia mente.
Anche Terminator 3 non era malvagio se pensiamo a quanto prodotto dopo:dsax::dsax::dsax::dsax:
 
Anche Terminator 3 non era malvagio se pensiamo a quanto prodotto dopo:dsax::dsax::dsax::dsax:
Esatto, io però ho il dente avvelenato con Dark Fate.

Cioè hanno fatto...
morire John Connor
Manco fosse il primo stron*o passato di lì per caso.
 
Ultima modifica:
Il silenzio degli innocenti

Un film probabilmente miracolato dalla presenza di Jodie Foster e di Hopkins, che aggiungono molto, con la loro capacità espressiva e comunicativa ai loro personaggi, e che giovano tantissimo di quei primi piani in cui scruti e ti senti scrutato. Bel film :sisi:
 
Eighteen Years, to the Sea, Toshiya Fujita (1979)
Due giovani con molti problemi si ritrovano a provare finti suicidi.
Film tristissimo. Riuscito perché si confà a Fujita, però certo non è il mio tipo preferito di sceneggiature. L'attrice Aiko Morishita secondo me è magnifica. Ditemi voi che ne pensate perché un scco di persone mi hanno detto di no e io sono basito.
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Sheep in the box, Kore'eda

Un film che secondo me si perde nella sua tipica "delicatezza", senza però avere una reale forza per dire qualcosa. Affronta idee anche interessanti (dalla riflessione sul lutto, alla riconciliazione con la natura) però senza mai colpire, raccontate un po' all'acqua di rose. Dopo Monsters mi aspettavo (molto) più
 
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Ieri mi è capitato di leggere diverse recensioni di Armageddon.

Dopo un po’ ho pensato che fosse arrivato il momento di mettermi anch’io nei panni di un critico cinematografico.

Per esercitarmi ho scelto due film piuttosto diversi e ho scritto due recensioni sotto forma di lettera aperta alla regia, alla sceneggiatura e alla produzione.

Eccole.

1. TRE COLORI – FILM BLU

Alle Eminentissime e Gentilissime Signorie Vostre, Regia, Sceneggiatura e Produzione,

mi sia consentito anzitutto manifestare la mia sincera ammirazione per l’eccezionale lucidità, il rigore e l’elevatissima perizia cinematografica con cui avete perseguito il Vostro nobilissimo intento sedimentario.

Lentezza, silenzio, sospensione, contemplazione, rarefazione narrativa e prolungata permanenza emotiva risultano impiegati con assoluta coerenza e consentono all’opera di raggiungere pienamente l’obiettivo artistico prefissato.

Devo tuttavia segnalarVi, con il massimo rispetto, un effetto collaterale verificatosi durante la visione: un progressivo e significativo rigonfiamento testicolare.

Tengo immediatamente a precisare che tale manifestazione non deve in alcun modo essere considerata un difetto dell’opera.

Essa appare infatti verosimilmente riconducibile esclusivamente alla modesta resistenza personale dello scrivente a prolungati intervalli caratterizzati da limitata evoluzione della trama.

Nessuna censura, pertanto, può essere formulata nei confronti della Vostra impeccabile esecuzione artistica.

Mi permetto soltanto di chiedere cortesemente a codesta Regia e Produzione di voler provvedere, possibilmente con una certa urgenza, all’invio di personale drenante testicolare altamente qualificato, affinché possa essere ripristinata la normale volumetria degli organi interessati.

Con immutata stima per l’eccellenza cinematografica dimostrata, ringrazio anticipatamente.
🤣🤣🤣🤣🤣

Non ho visto nessuno dei tre film ma si narra siano pallosissimi.
Inoltre sempre Kieslowski ha fatto il Decalogo, 10 film collegati 😅
 
Ultima modifica:
Visto Eternal Sunshine of the Spotless Mind di Michel Gondry (2004) su Iris.

È la prima volta che lo vedo, lo conoscevo però di "fama" per via della questione legata al titolo con cui è uscito in Italia (Se mi lasci ti cancello), che ha scatenato qualche polemica perchè ritenuto banale.

Il film è molto carino, parla della relazione travagliata tra i due protagonisti che arrivati a un punto di rottura vorrebbero dimenticarsi a vicenda. Alla fine però...
Viene lasciato intendere che nonostante il trattamento i due tenteranno una nuova relazione. Il film si conclude lasciando in dubbio lo spettatore se stavolta il loro rapporto reggerà o meno.
Nonostante la pellicola metta in evidenza le criticità relative ad un macchinario in grado di cancellare i ricordi, devo dire che non mi dispiacerebbe se esistesse una cosa del genere :dsax:
 
Ieri sera ho visto l'anteprima di The Invite al cinema ed è molto brillante.
Sconsigliato però a chi non piace la trasgressione ma non ci sono scene di nudo
 
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