Ufficiale Youtuber e Content Creator videoludici - Intrattenimento, scandali e imparzialità per tutti

  • Autore discussione Autore discussione roscian79
  • Data d'inizio Data d'inizio
ufficiale
Ti posso dire questa cosa, tanto molta gente è morta oppure è finita (non scherzo) in parlamento con Forza Italia.
Se noti il taglio editoriale di queste riviste, all'epoca io ero uno scemetto che ste cose non le notava nemmeno, come tutti noi, c'era una recensione, poi due pagine di pubblicità di qualche negozio di videogiochi. Ora, mica era casuale.
Tieniti forte.
Alcuni di quste pubblicità non erano esattamente di negozi "fisici", ma di privati che usavano la loro casa (bocca mia non fare il nome stacci zitta...) con operazioni al limite della legalità. Erano privati che, in barba a ogni legge SIAE e di distribuzione, facevano viaggi in Giappone, si riempivano di roba, tornavano nel Bel Paese, e vendevano copie, non sottobanco...ma senza pagare l'IVA.
Chiaramente la rivista NON poteva saperlo, ma molti sapevano che...quel negozio di Milano, o quello di Arezzo, o quello di Modena, non erano proprio...come dire.
Alle volte si inserivano come fornitori per altri negozi, che pagavano le tasse, o persino commerci con privati. Alcuni di questi esercizi, non avevano nemmeno la P.IVA (se non da privato) e altri erano "Club" ... ennesima distorsione del tutto italica: Ti appoggi a qualche tesserazione, compri un tot di tessere, poi lo stato ti permette di "comprare materiale" per i tesserati.
In pratica, apri un negozio "taroccato" che incassa come un negozio, ma che ha un bonus fiscale consideravole, perché la tassazione è molto più morbida per "i club di cultura"
Ti posso dire che c'è gente che con questa storia, e la nascita delle MAGIC (il TCG dico), si è fatta le budella d'oro. Mentre le fumetterie arrancavano per avere dei box, questi con questa menata del "club" vendevano Magic senza pagare L'IVA.
Insomma non bisogna fidarsi dei recensori che ricevono i press kit ma bisogna fidarsi di te che in forma anonima, senza dare prove, accusi terzi di contrabbando.

È sempre bello constatare i cortocircuiti dei megalomani.
 
Insomma non bisogna fidarsi dei recensori che ricevono i press kit ma bisogna fidarsi di te che in forma anonima, senza dare prove, accusi terzi di contrabbando.

È sempre bello constatare i cortocircuiti dei megalomani.
Banalmente sì, almeno non sono pagato.
E in ogni caso, ti chiedo solo di usare il cervello. SECONDO TE, quando un'azienda ti invita a testare il suo gioco in Inghilterra, e ti paga: albergo, prima colazione, alcolici e lounge bar, 4 corse hoover, e rimborso spese di 400 euro, lo fa perché gli sei simpatico o vuole qualcos'altro da te?
AAAH ma tu hai parlato di press-kit e non press-Tour, escusemuà :trollface:
Allora giovanotto, ci sono due "press kit"
Uno, quello normale, vai sul sito di Bandai e ti scarichi il pdf di Dawnwalker. Gratisse, 128MB. Dentro ci trovi appunto tutto quello che ti serve se vuoi creare dei contenuti sul loro gioco, un set di immagini in HD, una serie di icone con risoluzioni decenti, e info sul loro gioco. Questo è un press-kit normale, come dice il nome stesso "press-kit"
Perché esistono i press-kit?
Beh, alcune aziende sono molto micragnose e precisine sui loro giochi, per esempio Fool's Theory NON HA PIACERE che te fai il grafico o ti improvvisi tale. Nel loro press-kit specificano che non vogliono "modifiche" al loro logo, tu potrai dire "ma che vogliono sti polacchi?"
Ma il press-kit serve anche per comunicare certe cose.

Il secondo press-kit è un'invenzione un po'....come dire...dubbia?
Chiedi, se non ti fidi, chiedi in giro, visto che non ti fidi del cazaro cazzaro del forum.
Le aziende spendono cifre...ebeh, considerevoli per creare edizioni sempre più sofisticate per la "press" ovvero la stampa.
Per esempio l'esagerata edizione di Death Stranding 2, che mi risulta NON FOSSE per il pueblo, si apriva con un meccanismo meccanizzato, poi ce ne stava una definita "media press kit" come questa

Ma in linea di massima ce ne erano diverse, ogni edizione per la scarpa adatta.

Ora, questi "media press kit"... a che minchia servono se non per convincere e dare un incentivo morale a qualcuno?
Dai su, non ci vuole un genio, posso anche starti sul cazzo (buffo che quando dai queste info, ti becchi sempre un bias cognitivo ad hominem, del tipo "lei non è nessuno" e il gettonato "popolarità=credibilità) evabbè iaCCHe, colpa mia.
Ma non mi togli dalla testa che queste edizioni sono create per "spingere" ad una presa d'atto sul gioco più morbida.
Ovviamente, chi le riceve ti dirà la solita menata "ma le aziende non comprano il voto con queste cose"
Probabilmente no, ma le aziende non ti mandano questi "media kit" perché sei autorevole, simpatico o hai una bella sorella. Lo fanno perché VOGLIONO qualcosa da te, Content Creator con MILIONI di followers, vogliono il tuo ADV, vogliono che tu spenda un po' di belle parole.

In una puntata di Deus-Ex, probabilmente il MIGLIOR podcast videoludico, assieme a FOGNA (Pop-Eye), Tagliaferri parlava di aver visto cose...case di redattori PIENE di statue di Assassin's Creed, disperati perché volevano vendere le Black e la White Edition, oppure altri redattori che quando tornavano dai famosi press-tour mettevano le cose su ebay.

Tutte cazzate, certo, ci mancherebbe.
Il punto è che:

  • Review Guide (in pratica, PDF alquanto corposi che spiegano non solo come si gioca, 49 pagine di Ribcon, ma come di deve parlare del loro gioco, termini da non usare, termini da usare, etcc)
  • Media Press Kit (edizioni esclusive che sono regalate a redazioni, content creator, streamer, youtuber, e via dicenda (Kurolily, Pow3r...)
  • Press Tour (Ufficialmente, viaggi (spesati) per riunire un blocco di redazioni e content, spesso in una sala affittata oppure, presso la sede aziendale per mostrare il loro gioco, e rilasciare interviste specifiche, ma sulla carta...costosi viaggi nei quali il redattore viene messo in una condizione di comfort: albergo, cene, lounge bar, serate in disco/locali (capitato) viaggi in taxi spesati, e un misterioso bonus spese di 200 euro di craxiana memoria. Se non hai speso soldi per un cazzo, a che servono quei 200 euro? Spiegamelo. Questa è la clip della ex-di sabaku che spiega come e quando e perché.

Questo è meno cazzata per te? Guarda Butcher, c'ha messo il nome e sputtana EA

Ora, è possibile che alcune cose che ho scritto possono far male, specialmente per chi ha pensato per anni che questa industria fosse motivata solo da nobili principi, ma non è mai stato così, e mai lo sarà.

Craxi-Raphael.jpg
 
Banalmente sì, almeno non sono pagato.
E in ogni caso, ti chiedo solo di usare il cervello. SECONDO TE, quando un'azienda ti invita a testare il suo gioco in Inghilterra, e ti paga: albergo, prima colazione, alcolici e lounge bar, 4 corse hoover, e rimborso spese di 400 euro, lo fa perché gli sei simpatico o vuole qualcos'altro da te?
AAAH ma tu hai parlato di press-kit e non press-Tour, escusemuà :trollface:
Allora giovanotto, ci sono due "press kit"
Uno, quello normale, vai sul sito di Bandai e ti scarichi il pdf di Dawnwalker. Gratisse, 128MB. Dentro ci trovi appunto tutto quello che ti serve se vuoi creare dei contenuti sul loro gioco, un set di immagini in HD, una serie di icone con risoluzioni decenti, e info sul loro gioco. Questo è un press-kit normale, come dice il nome stesso "press-kit"
Perché esistono i press-kit?
Beh, alcune aziende sono molto micragnose e precisine sui loro giochi, per esempio Fool's Theory NON HA PIACERE che te fai il grafico o ti improvvisi tale. Nel loro press-kit specificano che non vogliono "modifiche" al loro logo, tu potrai dire "ma che vogliono sti polacchi?"
Ma il press-kit serve anche per comunicare certe cose.

Il secondo press-kit è un'invenzione un po'....come dire...dubbia?
Chiedi, se non ti fidi, chiedi in giro, visto che non ti fidi del cazaro cazzaro del forum.
Le aziende spendono cifre...ebeh, considerevoli per creare edizioni sempre più sofisticate per la "press" ovvero la stampa.
Per esempio l'esagerata edizione di Death Stranding 2, che mi risulta NON FOSSE per il pueblo, si apriva con un meccanismo meccanizzato, poi ce ne stava una definita "media press kit" come questa

Ma in linea di massima ce ne erano diverse, ogni edizione per la scarpa adatta.

Ora, questi "media press kit"... a che minchia servono se non per convincere e dare un incentivo morale a qualcuno?
Dai su, non ci vuole un genio, posso anche starti sul cazzo (buffo che quando dai queste info, ti becchi sempre un bias cognitivo ad hominem, del tipo "lei non è nessuno" e il gettonato "popolarità=credibilità) evabbè iaCCHe, colpa mia.
Ma non mi togli dalla testa che queste edizioni sono create per "spingere" ad una presa d'atto sul gioco più morbida.
Ovviamente, chi le riceve ti dirà la solita menata "ma le aziende non comprano il voto con queste cose"
Probabilmente no, ma le aziende non ti mandano questi "media kit" perché sei autorevole, simpatico o hai una bella sorella. Lo fanno perché VOGLIONO qualcosa da te, Content Creator con MILIONI di followers, vogliono il tuo ADV, vogliono che tu spenda un po' di belle parole.

In una puntata di Deus-Ex, probabilmente il MIGLIOR podcast videoludico, assieme a FOGNA (Pop-Eye), Tagliaferri parlava di aver visto cose...case di redattori PIENE di statue di Assassin's Creed, disperati perché volevano vendere le Black e la White Edition, oppure altri redattori che quando tornavano dai famosi press-tour mettevano le cose su ebay.

Tutte cazzate, certo, ci mancherebbe.
Il punto è che:

  • Review Guide (in pratica, PDF alquanto corposi che spiegano non solo come si gioca, 49 pagine di Ribcon, ma come di deve parlare del loro gioco, termini da non usare, termini da usare, etcc)
  • Media Press Kit (edizioni esclusive che sono regalate a redazioni, content creator, streamer, youtuber, e via dicenda (Kurolily, Pow3r...)
  • Press Tour (Ufficialmente, viaggi (spesati) per riunire un blocco di redazioni e content, spesso in una sala affittata oppure, presso la sede aziendale per mostrare il loro gioco, e rilasciare interviste specifiche, ma sulla carta...costosi viaggi nei quali il redattore viene messo in una condizione di comfort: albergo, cene, lounge bar, serate in disco/locali (capitato) viaggi in taxi spesati, e un misterioso bonus spese di 200 euro di craxiana memoria. Se non hai speso soldi per un cazzo, a che servono quei 200 euro? Spiegamelo. Questa è la clip della ex-di sabaku che spiega come e quando e perché.

Questo è meno cazzata per te? Guarda Butcher, c'ha messo il nome e sputtana EA

Ora, è possibile che alcune cose che ho scritto possono far male, specialmente per chi ha pensato per anni che questa industria fosse motivata solo da nobili principi, ma non è mai stato così, e mai lo sarà.

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Ho già spiegato in lungo e in largo la mia posizione e dove verte mia critica, non sono responsabile di cosa decidi di capire tu. Anche perchè mi parli dei content creator e io ho sempre e solo difeso i giornalisti/pubblicisti da chi è content creator ma vuole essere ciò che non è tagliando quindi la strada serie e corredata dalle tutele che si stanno richiedendo.

Tra l'altro dovete accordarvi perchè quella con cui stai spalleggiando ha detto che le riviste erano meglio e più caserecce a livello di conflitto di interessi.

Detto questo trovo buffo che per te bisogna fidarsi delle tue parole mentre accusi terzi di contrabbando e nello stesso momento non bisogna fidarsi della categoria che fa un lavoro e deve sottostare a un codice disciplinare.

Trovo anche buffo che le tue fantasie poi partano sempre da premesse che non son proprio così vere. Tipo sta storia di Xenia che sarebbe nata come editore di roba legata alla spiritualità sono quasi sicuro sia falsa e tu l'abbia riportata solo perchè è quello che hai trovato su internet.
 
Alcuni di quste pubblicità non erano esattamente di negozi "fisici", ma di privati che usavano la loro casa (bocca mia non fare il nome stacci zitta...) con operazioni al limite della legalità. Erano privati che, in barba a ogni legge SIAE e di distribuzione, facevano viaggi in Giappone, si riempivano di roba, tornavano nel Bel Paese, e vendevano copie, non sottobanco...ma senza pagare l'IVA.
Io comprai il Super Famicom con Street Fighter 2 proprio in uno di quei "negozi" pubblicizzati su ConsoleMania, si trovava in un appartamento.
Fu una bella esperienza.
 
Ho già spiegato in lungo e in largo la mia posizione e dove verte mia critica, non sono responsabile di cosa decidi di capire tu. Anche perchè mi parli dei content creator e io ho sempre e solo difeso i giornalisti/pubblicisti da chi è content creator ma vuole essere ciò che non è tagliando quindi la strada serie e corredata dalle tutele che si stanno richiedendo.

Tra l'altro dovete accordarvi perchè quella con cui stai spalleggiando ha detto che le riviste erano meglio e più caserecce a livello di conflitto di interessi.

Detto questo trovo buffo che per te bisogna fidarsi delle tue parole mentre accusi terzi di contrabbando e nello stesso momento non bisogna fidarsi della categoria che fa un lavoro e deve sottostare a un codice disciplinare.

Trovo anche buffo che le tue fantasie poi partano sempre da premesse che non son proprio così vere. Tipo sta storia di Xenia che sarebbe nata come editore di roba legata alla spiritualità sono quasi sicuro sia falsa e tu l'abbia riportata solo perchè è quello che hai trovato su internet.
Io non ti sto dando addosso, sono i tuoi commentini sulla autenticità e veridicità che mi fanno girare le pale dell'elicottero.
Non dare giudizi su di me, ma su quello che dico. Non fidarti delle mie parole, pesale. Questo è un forum non la Corte di Assisi.

1) Io non accuso nessuno, so come funzionava

2) No, io avevo riviste di Xenia bro, che dici, il loro sito ti sta bene?
9788872734957.jpg


Ora questa, non è la sede adatta, ma ho una vera occultoteca, da buon Conte Aku, come Ray Spenz di Ghostbusters: colleziono libri di esoterismo, occulto, magia, ho diversi testi di Xenia, che poi è Media Relations, se non ricordo male, è un gruppo editoriale in cui c'è anche ibis e Finis Terrae.

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Io comprai il Super Famicom con Street Fighter 2 proprio in uno di quei "negozi" pubblicizzati su ConsoleMania, si trovava in un appartamento.
Fu una bella esperienza.
Dopo ti mando un assegno circolare, grazie per la preziosa testimonianza :D
 
Io non ti sto dando addosso, sono i tuoi commentini sulla autenticità e veridicità che mi fanno girare le pale dell'elicottero.
Non dare giudizi su di me, ma su quello che dico. Non fidarti delle mie parole, pesale. Questo è un forum non la Corte di Assisi.

1) Io non accuso nessuno, so come funzionava

2) No, io avevo riviste di Xenia bro, che dici, il loro sito ti sta bene?
9788872734957.jpg


Ora questa, non è la sede adatta, ma ho una vera occultoteca, da buon Conte Aku, come Ray Spenz di Ghostbusters: colleziono libri di esoterismo, occulto, magia, ho diversi testi di Xenia, che poi è Media Relations, se non ricordo male, è un gruppo editoriale in cui c'è anche ibis e Finis Terrae.

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Dopo ti mando un assegno circolare, grazie per la preziosa testimonianza :D

Lo scrissi già l'anno scorso in sezione Nintendo con qualche altro dettaglio:
 
Tra l'altro dovete accordarvi perchè quella con cui stai spalleggiando ha detto che le riviste erano meglio e più caserecce a livello di conflitto di interessi.
Vabeh, palesemente non sei andato oltre quel termine che ho usato di tutto il mio discorso :unsisi: apposto così.
Io comprai il Super Famicom con Street Fighter 2 proprio in uno di quei "negozi" pubblicizzati su ConsoleMania, si trovava in un appartamento.
Fu una bella esperienza.
Morta, :segnormechico:

vorrei chiederti di più ma non oso farlo :sard::sard:
 
Vabeh, palesemente non sei andato oltre quel termine che ho usato di tutto il mio discorso :unsisi: apposto così.
La premessa inficiava il resto del discorso visto che la persona con cui hai interloquito ti ha riportato casi in cui il conflitto di interesse, che ritieni fosse presente meno al tempo perchè tutto era casereccio, non solo era presente in misura endemica ma era pure violazione di una norma esplicita che tutela l'uso della pubblicità nell'Editoria :asd:

Cioè almeno con appicciutoli non concordo ma è coerente nel giudicare come merda la situazione e non in base a chi viene tirato in ballo o in base al sempiterno "ai miei tempi si stava meglio"

Poi pendere dalla narrazione di un utente prendendola come fatto è un problema ma se non lo si vive come tale fa niente, pace e bere.

In b4 mi venga rinfacciato di non credere a pratiche commerciali scorrette: non metto in dubbio quelle, son sempre esistite ed esistono in ogni settore dell'intrattenimento e non solo dato che si evolvono con il tempo, metto in dubbio il rapporto causa effetto che Aku sta cercando di far passare.
 
Magari qualcosa esisteva ma dubito fortemente fosse un qualcosa di così specifico e strutturato a tal punto da dirti come fare build rotte o dove andare a prendere l'arma più forte del gioco. Tant'è che le recensioni erano molto diverse e servivano a dare una panoramica del gioco generale e se poteva incontrare il gusto del pubblico. Erano giusto dei trafiletti nella maggior parte dei casi. Poi per alcuni giochi si dava giusto un approfondimento in più soprattutto se c'era un hype esagerato dietro.

Sul conflitto, non saprei. Ricordo una di queste riviste (non ricordo perché nel tempo ho comprato di tutto e di più, il giornalaio penso abbia iscritto i figli all' università con quanto ci lasciavo) che all' uscita di RE2 spammava alla grande e lo dipinsero come il gioco del millennio. :asd:
Magari poi erano solo dei fan boy come noi comuni mortali. Lo fecero anche con Metal Gear, Tomb Raider ecc. SICURAMENTE non era il conflitto di interesse di oggi. Probabilmente davano una copia riservata alla stampa ma quelle riviste vivevano anche di pubblicità, quindi vedevi le pagine con le inserzioni al gioco . Erano tempi totalmente diversi
Au tempi di Console Mania spesse volte le copie gratuite erano fornite dai negozi che venivano ringraziati in un trafiletto nella recensione.
 
La premessa inficiava il resto del discorso visto che la persona con cui hai interloquito ti ha riportato casi in cui il conflitto di interesse, che ritieni fosse presente meno al tempo perchè tutto era casereccio, non solo era presente in misura endemica ma era pure violazione di una norma esplicita che tutela l'uso della pubblicità nell'Editoria :asd:

Cioè almeno con appicciutoli non concordo ma è coerente nel giudicare come merda la situazione e non in base a chi viene tirato in ballo o in base al sempiterno "ai miei tempi si stava meglio"

Poi pendere dalla narrazione di un utente prendendola come fatto è un problema ma se non lo si vive come tale fa niente, pace e bere.

In b4 mi venga rinfacciato di non credere a pratiche commerciali scorrette: non metto in dubbio quelle, son sempre esistite ed esistono in ogni settore dell'intrattenimento e non solo dato che si evolvono con il tempo, metto in dubbio il rapporto causa effetto che Aku sta cercando di far passare.
Ho scritto che c'era ma che non posso sapere in che misura e fino a che punto coinvolgesse tutti (redattori singoli, editori, capo redattori) e ho anche ringraziato Akurello per aver spiegato e fatto maggiore chiarezza.

Forse non è chiaro che per me il fenomeno è sbagliato ora come all' epoca (mi hai chiesto com'è cambiato e ti ho risposto che il concetto in sé non lo é di certo) ed è altrettanto grave ma almeno (la consolazione degli scemi, lo so) all' epoca eravamo ignari o quasi di tutto.

MA rimane anche il fatto che almeno nei primi anni di espansione del settore fosse un periodo concitato dove si scriveva anche per il gusto di scrivere spesso con tono goliardico e non solo per compiacere editori e aziende.Con lo spirito di chi si prende poco sul serio e si diverte anche. Chi più o chi meno ovviamente. O per lo meno FORSE i giochi li finivano prima di fare la recensione, o no?

Possiamo dire (salvo qualche nome) che sia ancora così? Non lo so, ma mi sembra che al momento sia tutto abbastanza piatto, svogliato e che ci sia una corsa continua per essere in auge per non perdere benefit nei confronti dell' azienda di turno.

All' epoca era meglio?
No, era diverso. Oggi vedo il fenomeno dilagare (perché da anni coinvolge anche streamer, content creator e influencer vari) non più un fenomeno circoscritto alle singole redazioni. Però, come ti ho scritto il fatto che sia sempre esistito non ne giustifica la tolleranza
 
Ultima modifica:
Ho scritto che c'era ma che non posso sapere in che misura e fino a che punto coinvolgesse tutti (redattori singoli, editori, capo redattori) e ho anche ringraziato Akurello per aver spiegato e fatto maggiore chiarezza.

Forse non è chiaro che per me il fenomeno è sbagliato ora come all' epoca (mi hai chiesto com'è cambiato e ti ho risposto che il concetto in sé non lo é di certo) ed è altrettanto grave ma almeno (la consolazione degli scemi, lo so) all' epoca eravamo ignari o quasi di tutto.

MA rimane anche il fatto che almeno nei primi anni di espansione del settore fosse un periodo concitato dove si scriveva anche per il gusto di scrivere spesso con tono goliardico e non solo per compiacere editori, aziende o lettori. Con lo spirito di chi si prende poco sul serio e si diverte anche. Chi più o chi meno ovviamente. O per lo meno FORSE i giochi li finivano prima di fare la recensione o no?

Possiamo dire (salvo qualche nome) che sia ancora così? Non lo so, ma mi sembra che al momento sia tutto abbastanza piatto, svogliato e che ci sia una corsa continua per essere in auge per non perdere benefit nei confronti dell' azienda di turno.

All' epoca era meglio?
No, era diverso. Oggi vedo il fenomeno dilagare (perché da anni coinvolge anche streamer, content creator e influencer vari) non più un fenomeno circoscritto alle singole redazioni. Come ti ho scritto il fatto che sia sempre esistito non ne giustifica la tolleranza
Voglio comunque chiarire un punto perchè non voglio essere frainteso: condanno questi comportamenti, condanno la pubblicità occulta che è una piaga dell'editoria e mi allontano a gambe levate da chi campa di questo.

Allo stesso tempo trovo che chi si erge sopra gli altri a fare il maestrino dicendo che gli altri son sporchi a differenza sua, stia scegliendo la strada semplice che fa leva sul pubblico per avere referenze piuttosto che coltivarle. Come si combatte sta cosa? Con l'etica e la miglior tutela che il consumatore ha a livello formale è interfacciarsi con chi deve rispettare un codice deontologico nel lavoro che fa. Le regole di disciplina tutelano non la categoria ma chi si interfaccia con la categoria.

E allora io vedo di cattivo occhio chi parla di conflitto di interessi come causa dirimente tra chi può e chi non può perchè l'istituto nei suoi confini e nelle sue concessioni è già regolato. Perchè se è tanto caro rispettarlo, fai una semplice dichiarazione, diventi pubblicista e magari in futuro giornalista e fai vedere che tu rispetti le regole. Se ti poni fuori e punti il dito portando come prove il sospetto, si parla del niente.

Poi che non sia sufficiente e ci voglia più controllo son d'accordo ma le regole già esistono e sta all'etica di ognuno di noi seguirle, chi non lo fa deve essere punito giustamente. Se operi al di fuori non ci sono regole che ti si applicano e poi deve intervenire l'AGCOM a inventarsi un elenco per far rispettare delle norme che tutti dovrebbero già rispettare a prescindere.

E anche qui si sta consumando una disfunzione sotto gli occhi di tutti: l'elenco AGCOM a oggi non esiste. Nessuno sa se è stato iscritto o meno, c'è solo la possibilità di fare domanda per l'iscrizione e a luglio si saprà se si è stati inseriti o meno. è sempre meglio fare una cosa in più che in meno certo ma constatato che a prescindere dall'inserimento nell'elenco o meno la norma da applicare è la stessa, ci sono creator/influencer che si stan mettendo "In elenco AGCOM" per... pubblicizzarsi. è un paradosso, innocuo ma un paradosso. Innocuo fino a che non vai dall'azienda a dire "sono in elenco AGCOM" e viene vista come una presunzione di avere una platea secondo i canoni di registrazione.

E allora tendo a trovare la soluzione non in creare nuove funzioni, norme e vattelappesca ma a far rispettare ciò che già c'è: vuoi fare critica ed essere tutelato dal conflitto d'interessi secondo norme scritte e una commissione che punisce disciplinarmente se non lo rispetti? La strada del giornalista è la tua via. Fuori da quello siam tutti Don Chisciotte.

Rende certo il rispetto delle norme? Assolutamente no esiste gente che non paga le tasse figurati ste minuzie. Ma è un punto di partenza fermo per chi porta avanti una lecita battaglia etica.
 
Ultima modifica:
Ho scritto che c'era ma che non posso sapere in che misura e fino a che punto coinvolgesse tutti (redattori singoli, editori, capo redattori) e ho anche ringraziato Akurello per aver spiegato e fatto maggiore chiarezza.

Forse non è chiaro che per me il fenomeno è sbagliato ora come all' epoca (mi hai chiesto com'è cambiato e ti ho risposto che il concetto in sé non lo é di certo) ed è altrettanto grave ma almeno (la consolazione degli scemi, lo so) all' epoca eravamo ignari o quasi di tutto.

MA rimane anche il fatto che almeno nei primi anni di espansione del settore fosse un periodo concitato dove si scriveva anche per il gusto di scrivere spesso con tono goliardico e non solo per compiacere editori e aziende.Con lo spirito di chi si prende poco sul serio e si diverte anche. Chi più o chi meno ovviamente. O per lo meno FORSE i giochi li finivano prima di fare la recensione, o no?

Possiamo dire (salvo qualche nome) che sia ancora così? Non lo so, ma mi sembra che al momento sia tutto abbastanza piatto, svogliato e che ci sia una corsa continua per essere in auge per non perdere benefit nei confronti dell' azienda di turno.

All' epoca era meglio?
No, era diverso. Oggi vedo il fenomeno dilagare (perché da anni coinvolge anche streamer, content creator e influencer vari) non più un fenomeno circoscritto alle singole redazioni. Però, come ti ho scritto il fatto che sia sempre esistito non ne giustifica la tolleranza
i tempi sono comunque diversi, le riviste uscivano mensilmente, i redattori, i recensori, avevano il tempo materiale per riempire la rivista, creare contenuti, approfondimenti, guide, finire i giochi prima di recensirli, tra l'altro ogni rivista aveva un suo taglio più o meno leggero a seconda della gestione, alcune, mi ricordo, erano molto piacevoli da leggere oltre che esaustive, oggi i tempi sono diversi, devi essere veloce, stare nei tempi rimanere in linea con il prodotto del momento, scrivere dell'argomento nuovo, con internet le testate devano scrivere articoli su articoli per coprire la giornata, che poi diventa settimana e mese.

tra l'altro dei recensori ai tempi vedevi la firma e se ti piaceva il suo modo di pensare e scrivere ne apprezzavi i contneuti, oggi sono quasi alla stregua degli intrattenitori, oltre alle recensioni e articoli te li trovi da per tutto, podcast, streaming e menate varie, certe volte cagano anche fuori dal vaso perchè ho come l'impressione che per tirare avanti la carretta le sparano a nastro.
 
Voglio comunque chiarire un punto perchè non voglio essere frainteso: condanno questi comportamenti, condanno la pubblicità occulta che è una piaga dell'editoria e mi allontano a gambe levate da chi campa di questo.

Allo stesso tempo trovo che chi si erge sopra gli altri a fare il maestrino dicendo che gli altri son sporchi a differenza sua, stia scegliendo la strada semplice che fa leva sul pubblico per avere referenze piuttosto che coltivarle. Come si combatte sta cosa? Con l'etica e la miglior tutela che il consumatore ha a livello formale è interfacciarsi con chi deve rispettare un codice deontologico nel lavoro che fa. Le regole di disciplina tutelano non la categoria ma chi si interfaccia con la categoria.

E allora io vedo di cattivo occhio chi parla di conflitto di interessi come causa dirimente tra chi può e chi non può perchè l'istituto nei suoi confini e nelle sue concessioni è già regolato. Perchè se è tanto caro rispettarlo, fai una semplice dichiarazione, diventi pubblicista e magari in futuro giornalista e fai vedere che tu rispetti le regole. Se ti poni fuori e punti il dito portando come prove il sospetto, si parla del niente.

Poi che non sia sufficiente e ci voglia più controllo son d'accordo ma le regole già esistono e sta all'etica di ognuno di noi seguirle, chi non lo fa deve essere punito giustamente. Se operi al di fuori non ci sono regole che ti si applicano e poi deve intervenire l'AGCOM a inventarsi un elenco per far rispettare delle norme che tutti dovrebbero già rispettare a prescindere.

E anche qui si sta consumando una disfunzione sotto gli occhi di tutti: l'elenco AGCOM a oggi non esiste. Nessuno sa se è stato iscritto o meno, c'è solo la possibilità di fare domanda per l'iscrizione e a luglio si saprà se si è stati inseriti o meno. è sempre meglio fare una cosa in più che in meno certo ma constatato che a prescindere dall'inserimento nell'elenco o meno la norma da applicare è la stessa, ci sono creator/influencer che si stan mettendo "In elenco AGCOM" per... pubblicizzarsi. è un paradosso, innocuo ma un paradosso. Innocuo fino a che non vai dall'azienda a dire "sono in elenco AGCOM" e viene vista come una presunzione di avere una platea secondo i canoni di registrazione.

E allora tendo a trovare la soluzione non in creare nuove funzioni, norme e vattelappesca ma a far rispettare ciò che già c'è: vuoi fare critica ed essere tutelato dal conflitto d'interessi secondo norme scritte e una commissione che punisce disciplinarmente se non lo rispetti? La strada del giornalista è la tua via. Fuori da quello siam tutti Don Chisciotte.

Rende certo il rispetto delle norme? Assolutamente no esiste gente che non paga le tasse figurati ste minuzie. Ma è un punto di partenza fermo per chi porta avanti una lecita battaglia etica.
Non è però così semplice diventare giornalista o pubblicista. Altrimenti la maggioranza di chi scrive per le attuali testate online lo sarebbe. Che so io solo Pregianza lo è del settore e sicuramente qualcun altro. Perché?? Perché come al solito è una menata di balle allucinante sul piano burocratico, tra cui riconoscere che lavori per una testata (documentando che vieni pagato ovviamente) da almeno 2 anni presentando alla domanda anche tutti gli articoli redatti nel tempo, fare la domanda che dev'essere presa in esame e infine fare il relativo colloquio. Immagino poi con tempistiche bibliche. Non ho neanche idea di cosa comporti dal punto di vista di tasse e contributi diventare uno o l'altro rispetto a scrivere semplicemente per una testata sotto compenso.

Falco e Raiden potrebbero farlo per essere più "autorevoli"? Direi di sì ovviamente ma forse non è una cosa di loro interesse e che cambierebbe poco la loro situazione altrimenti lo sarebbero già da tempo dato che entrambi hanno un passato da redattori e capo-redattori
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i tempi sono comunque diversi, le riviste uscivano mensilmente, i redattori, i recensori, avevano il tempo materiale per riempire la rivista, creare contenuti, approfondimenti, guide, finire i giochi prima di recensirli, tra l'altro ogni rivista aveva un suo taglio più o meno leggero a seconda della gestione, alcune, mi ricordo, erano molto piacevoli da leggere oltre che esaustive, oggi i tempi sono diversi, devi essere veloce, stare nei tempi rimanere in linea con il prodotto del momento, scrivere dell'argomento nuovo, con internet le testate devano scrivere articoli su articoli per coprire la giornata, che poi diventa settimana e mese.

tra l'altro dei recensori ai tempi vedevi la firma e se ti piaceva il suo modo di pensare e scrivere ne apprezzavi i contneuti, oggi sono quasi alla stregua degli intrattenitori, oltre alle recensioni e articoli te li trovi da per tutto, podcast, streaming e menate varie, certe volte cagano anche fuori dal vaso perchè ho come l'impressione che per tirare avanti la carretta le sparano a nastro.
Hai espresso esattamente il mio pensiero riportato un paio di pagine fa.
Ricordo con molto piacere i pomeriggi passati a leggere e sfogliare le riviste. Le portavo poi a scuola a fare vedere ai miei amici nell' intervallo e partiva il treno dell' hype per quel gioco che ovviamente sognavamo e basta perché non potevamo manco azzardarci a chiedere un gioco da ben 100 Mila lire (attuali 200€ ).

Poi c'era l' angolo della posta! Volendo potevi scrivere al tuo redattore e magari venivi pubblicato e lui ti rispondeva :asd:

Era tutto un po' più "sano" da questo punto di vista e leggero. Figlio di un'epoca diversa ben lontana da questa attuale
 
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Non è però così semplice diventare giornalista o pubblicista. Altrimenti la maggioranza di chi scrive per le attuali testate online lo sarebbe. Che so io solo Pregianza lo è del settore e sicuramente qualcun altro. Perché?? Perché come al solito è una menata di balle allucinante sul piano burocratico, tra cui riconoscere che lavori per una testata (documentando che vieni pagato ovviamente) da almeno circa 2 anni presentando alla domanda anche tutti gli articoli redatti nel tempo e infine fare la domanda e il relativo colloquio. Immagino poi con tempistiche bibliche. Non ho neanche idea di cosa comporti dal punto di vista di tasse e contributi diventare uno o l'altro rispetto a scrivere semplicemente per una testata sotto compenso.

Falco e Raiden potrebbero farlo per essere più "autorevoli"? Direi di sì ovviamente ma forse non è una cosa di loro interesse e che cambierebbe poco la loro situazione altrimenti lo sarebbero già da tempo dato che entrambi hanno un passato da redattori e capo-redattori
Il fatto che non sia semplice ti fa tornare all'incipit del messaggio:
Allo stesso tempo trovo che chi si erge sopra gli altri a fare il maestrino dicendo che gli altri son sporchi a differenza sua, stia scegliendo la strada semplice che fa leva sul pubblico per avere referenze piuttosto che coltivarle. Come si combatte sta cosa? Con l'etica e la miglior tutela che il consumatore ha a livello formale è interfacciarsi con chi deve rispettare un codice deontologico nel lavoro che fa. Le regole di disciplina tutelano non la categoria ma chi si interfaccia con la categoria.
Pubblicisti si diventa con una semplice dichiarazione allegando gli articoli scritti negli ultimi due anni. è per diventare giornalisti che serve un iter più lungo. Tasse e contributi non cambiano anzi l'INPGI costa di meno della gestione separata.

Eh no, non li farebbe essere più autorevoli per Dio: l'autorevolezza non è una cosa che puoi decidere a tavolino. Li pone al di sotto di regole di comportamento che devono rispettare pena una sanzione disciplinare.

Invece si sta professando qualcosa che chi professa non rispetta. In pratica la Chiesa Cattolica. Se togliessero il codice penale non credo che la gente non ucciderebbe perchè è timorata di Dio e della violazione di uno dei 10 comandamenti.
 
Il fatto che non sia semplice ti fa tornare all'incipit del messaggio:

Pubblicisti si diventa con una semplice dichiarazione allegando gli articoli scritti negli ultimi due anni. è per diventare giornalisti che serve un iter più lungo. Tasse e contributi non cambiano anzi l'INPGI costa di meno della gestione separata.

Eh no, non li farebbe essere più autorevoli per Dio: l'autorevolezza non è una cosa che puoi decidere a tavolino . Allo stesso tempo li pone al di sotto di regole di comportamento che devono rispettare pena una sanzione disciplinare.
Non é a caso l' uso del virgolettato nella mia risposta infatti.
 
Io invece confermo ogni cosa che scrive, quei tempi li ho vissuti, dentro e fuori.
Molte cose non POSSO dirle, perché non sono Bezos, e gli avvocati e la cause costano.
Io so persino cose "recenti" se è per quello, ma sei sempre su un pavimento di cristallo, come ti muovi "denunzio querela" di sabakiana memoria.
E le aule di tribunale, che ho frequentato, e in cui ho vinto, sono una rottura di balle di tempo, più che soldi.

Possiamo dire che l'epoca di Xenia edizioni & soci, ha "stabilito regole" universali del giornalismo italico?
Possiamo dirlo.
Ancora oggi sono in contatto con gentaglia di Game Power, The Games Machine, Super Console, PSM, Mega Console...posso persino dirti che venivi promosso nelle redazioni, se scrivevi in un certo modo, per una certa azienda, lel.
Posso raccontarti di alcuni recensori che, dopo aver leccato l'ano a Sony per anni, sono finiti (ma pensa!) a lavorare per Sony, in qualche ufficio europeo. Posso dirti che forse non lo meritavano, ma così stanno le cose: questo paese è basato sul nepotismo e la raccomandazione.
Posso raccontarti anche di gente che si trova su Discord a tarda ora per decidere i voti.
Scommettiamo che il "GAP" di GTA6 sarà 9/9,5 :asd: :morristenda:

Ragazzi, è sempre stato così questo mondo, suvvia.
Un tempo al Tokyo Game Show le redazioni spedivano inviati che riportavano Polaroid sgranate dei giochi di prossima uscita. A noi andava bene vedere un quadrato 150x106 pixel con su scritto "Capcom ha mostrato Warzard, un sacco di legnate con il tizio leone dei Thundercats!"
perché non c'era altro. Era bello ma penoso, se ci si pensa.

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Ma questi mondi si sono evoluti. Come giusto che sia.
Negli anni abbiamo pensato che le redazioni funzionassero a Macine del Mulino Bianco, e giustamente, quando ci hanno detto che il biglietto del cinema lo devi pagare, la magia è finita? No, è solo una consapevolezza diversa.
So che quando appare il bannerino, quel bannerino è stato PAGATO da una azienda, che ha TUTTO l'interesse di lucrare e spammare il suo gioco. Non lo fanno certo perché sono persone pie, lo fanno per soldi.
Certo, questo sistema è sempre stato grigio, poco chiaro, con confini labili, fino a qualche anno fa, molti si chiedevano se uno shop di videogiochi dentro ad un sito che fa recensioni era eticamente corretto, oppure era un CsI (Conflitto SUGLI interessi). Era semplice da capire del resto, che cazzo di filtro c'era se mi vendevi il gioco che poi analizzavi a due click? :/
Io questi mondi li conosco perfettamente, ma come Gunny, sono troppo vecchio e troppo stronzo per farmi il sangue acido o fornire prove, meglio passare come cazzaro, non me ne frega più niente.
Però mi fa MOLTO piacere che qualcuno spacchi tutti gli altarini: la ex di sabaku, GLS, Falco, SidePodcast, Nolan, e molti altri, Sbortus, Xepher, DGB, Zeussesci, e non so quanti altri, come Forla e il resto

Mi ricordo anche della spaccatura anni 2000, quando qualcuno ha portato concetti intellettuali nelle riviste:
"che cazzo è sto gameplay emergente!?"
:asd:

Ad ogni modo, ormai il meccanismo lo sappiamo.
A me urtava solo che tutti dicessero di avere l'ano vergine, ma questa cosa, no more.
Adesso sai chi leggi, sai chi segui, e sai cosa cerchi.
quindi ciò che ho sempre sostenuto sulle mazzette Sony è sempre stato vero :ohyess:

si scherza, ma sto giocando FF7R Remake ed è agghiacciante sapere che abbia 87 di metacritic quando in un contesto normale, con un altro brand, un corridoio del genere non mi aspetterei arrivasse nemmeno all'inverso di quel voto (78) :asd:
 
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