Che cosa abbiamo visto e/o letto oggi? | Recensioni e Commenti Flash

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One Piece...stasera leggo il post Marine Ford e magari il ritorno alle Sabaody :nfox:

 
ho incontrato non poche difficoltà a recuperare quei tre (letteralmente) lavori in croce di yoshiharu tsuge che hanno avuto la fortuna di venire tradotti (non amatorialmente, non che comunque questo ambiente abbia prodotto molto a riguardo) in inglese.

inizialmente mi ha incuriosito il fatto che venisse accostato a robert crumb per l'originalità dei lavori, e da quel poco che sono riuscito a capire della sua vita e dell'impatto delle sue produzioni direi che non è un paragone troppo azzardato.

non credo si sia mai cimentato in un'opera minimamente lunga, e i tre lavori tradotti in inglese raggiungono appena le 20 pagine. il risultato quindi è un grande concentrato di un'ampia varietà di temi, il tutto profondamente condito da momenti autobiografici della vita dell'autore. ovviamente i simbolismi si sprecano, in particolare nel suo lavoro più famoso, nejishiki. fortemente onirico e pessimista, è semplicemente una piccola parabola di un ragazzo alla ricerca di un dottore che gli chiuda una ferita. inizia con la guerra (l'onnipresente fantasma della seconda guerra mondiale e delle bombe nucleari, ferita apertissima se consideriamo gli anni in cui tsuge l'ha scritto) sullo sfondo e si conclude con un amplesso con una ginecologa (?) che gli chiuderà la ferita con una vite (??) che il ragazzo potrà stringere a suo piacimento (???). sicuramente intrigante. questo piccolo viaggio del ragazzo che oscilla tra eros e thanatos secondo me offre il meglio sotto il profilo visivo. è un tratto particolare, e nel disegno c'è un contrasto tra gli sfondi realistici e dettagliati, e le figure umane più stilizzate e semplici. ricorda non per niente lo stile di shigeru mizuki, visto che tsuge è stato suo allievo (ok faccio lo splendido dicendo ciò ma non sono per niente convinto sulla linea temporale dei fatti. credo cioè che tsuge sia stato allievo di mizuki dopo avere scritto nejishiki, ma a.non ho voglia di controllare e b.l'influenza è comunque evidente).

il secondo lavoro è oba’s electroplate factory fortemente influenzato dall'esperienza del fratello dell'autore. in questo lavoro tsuge mette da parte ogni pretesa di surrealismo per proporre una storia tanto realistica nel disegno quanto nei contenuti. i richiami sono di nuovo bellici e ci viene mostrata la povertà di un piccolo gruppo di lavoratori, presumibilmente nel dopoguerra.

il protagonista è caratterizzato da un ottimismo che non è riscontrabile da nessun'altra parte in questa storia, né negli altri protagonisti né nell'ambiente circostante.

infine c''è red flowers, forse quello che mi ha colpito di meno ma comunque degno di nota. ho apprezzato soprattutto quella che mi è sembrato avvertire come una sorta di fusione dei personaggi con l'ambiente naturale che li circonda. in particolare in un paio di scene che vedono la giovane protagonista aggirarsi nella foresta, ed esemplare in questo senso la scena in cui una volta raggiunto il fiume lei diventa donna e in acqua spuntano dei fiori rossi.

nel blog in cui ho recuperato questa storia viene anche posto l'accento sull'importanza del mantenere l'orientamento dei manga da destra a sinistra, e i "danni" che l'opera può subire quando viene ribaltata alla occidentale. sicuramente non un problema di quelli da strapparsi i capelli, ma vale sicuramente la pena notarlo in particolare per un autore e una storia come questa in cui la narrazione è affidata alle immagini.

giusto per fare capire di cosa parlo e per rendere più interessante il post:

originale:

KtKVgsH.jpg


ribaltato:

lw0OEtC.jpg


nell'originale l'occhio legge le vignette "seguendo" il movimento della protagonista. ribaltando però questo effetto viene perso.

l'ho detto è una stronzata, ma se tra appassionati non ci facciamo pippe su ste cose, su cosa ce le facciamo?

bona ho finito. posso dire di essere soddisfatto di avere speso la serata per approfondire quel poco che si può leggere di questo autore. urge recuperare poi altro degli autori che hanno ruotato intorno alla rivista garo.

 
Finito Avatar - Aang, dà le piste veramente ad un trilione di anime giapponesi.

 
ho incontrato non poche difficoltà a recuperare quei tre (letteralmente) lavori in croce di yoshiharu tsuge che hanno avuto la fortuna di venire tradotti (non amatorialmente, non che comunque questo ambiente abbia prodotto molto a riguardo) in inglese.
inizialmente mi ha incuriosito il fatto che venisse accostato a robert crumb per l'originalità dei lavori, e da quel poco che sono riuscito a capire della sua vita e dell'impatto delle sue produzioni direi che non è un paragone troppo azzardato.

non credo si sia mai cimentato in un'opera minimamente lunga, e i tre lavori tradotti in inglese raggiungono appena le 20 pagine. il risultato quindi è un grande concentrato di un'ampia varietà di temi, il tutto profondamente condito da momenti autobiografici della vita dell'autore. ovviamente i simbolismi si sprecano, in particolare nel suo lavoro più famoso, nejishiki. fortemente onirico e pessimista, è semplicemente una piccola parabola di un ragazzo alla ricerca di un dottore che gli chiuda una ferita. inizia con la guerra (l'onnipresente fantasma della seconda guerra mondiale e delle bombe nucleari, ferita apertissima se consideriamo gli anni in cui tsuge l'ha scritto) sullo sfondo e si conclude con un amplesso con una ginecologa (?) che gli chiuderà la ferita con una vite (??) che il ragazzo potrà stringere a suo piacimento (???). sicuramente intrigante. questo piccolo viaggio del ragazzo che oscilla tra eros e thanatos secondo me offre il meglio sotto il profilo visivo. è un tratto particolare, e nel disegno c'è un contrasto tra gli sfondi realistici e dettagliati, e le figure umane più stilizzate e semplici. ricorda non per niente lo stile di shigeru mizuki, visto che tsuge è stato suo allievo (ok faccio lo splendido dicendo ciò ma non sono per niente convinto sulla linea temporale dei fatti. credo cioè che tsuge sia stato allievo di mizuki dopo avere scritto nejishiki, ma a.non ho voglia di controllare e b.l'influenza è comunque evidente).

il secondo lavoro è oba’s electroplate factory fortemente influenzato dall'esperienza del fratello dell'autore. in questo lavoro tsuge mette da parte ogni pretesa di surrealismo per proporre una storia tanto realistica nel disegno quanto nei contenuti. i richiami sono di nuovo bellici e ci viene mostrata la povertà di un piccolo gruppo di lavoratori, presumibilmente nel dopoguerra.

il protagonista è caratterizzato da un ottimismo che non è riscontrabile da nessun'altra parte in questa storia, né negli altri protagonisti né nell'ambiente circostante.

infine c''è red flowers, forse quello che mi ha colpito di meno ma comunque degno di nota. ho apprezzato soprattutto quella che mi è sembrato avvertire come una sorta di fusione dei personaggi con l'ambiente naturale che li circonda. in particolare in un paio di scene che vedono la giovane protagonista aggirarsi nella foresta, ed esemplare in questo senso la scena in cui una volta raggiunto il fiume lei diventa donna e in acqua spuntano dei fiori rossi.

nel blog in cui ho recuperato questa storia viene anche posto l'accento sull'importanza del mantenere l'orientamento dei manga da destra a sinistra, e i "danni" che l'opera può subire quando viene ribaltata alla occidentale. sicuramente non un problema di quelli da strapparsi i capelli, ma vale sicuramente la pena notarlo in particolare per un autore e una storia come questa in cui la narrazione è affidata alle immagini.

giusto per fare capire di cosa parlo e per rendere più interessante il post:

originale:

KtKVgsH.jpg


ribaltato:

lw0OEtC.jpg


nell'originale l'occhio legge le vignette "seguendo" il movimento della protagonista. ribaltando però questo effetto viene perso.

l'ho detto è una stronzata, ma se tra appassionati non ci facciamo pippe su ste cose, su cosa ce le facciamo?

bona ho finito. posso dire di essere soddisfatto di avere speso la serata per approfondire quel poco che si può leggere di questo autore. urge recuperare poi altro degli autori che hanno ruotato intorno alla rivista garo.
:bravo: Desidero ringraziarti sinceramente per questo tuo lungo post, bravissimo! Non conosco l’autore yoshiharu tsuge ma ho apprezzato il lavoro da te fatto, perché scrivere una recensione così dettagliata, richiede tempo e attenzione. Secondo me sarebbe da metter in un topic apposito, perché peccato che qua, già tra poche pagine, non si trova / ricorda più. Grazie. :ave:

 
Visti tutti e 13 gli episodi di Angel Beats! + gli special //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

Toccante, ma per uno show feels-oriented come questo 13 episodi non sono un gazzo, almeno 24 episodi l'avrebbero reso ENORMEMENTE più efficace, verso la fine ci sono delle cose rushate da far spavento //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/1.gif

tipo

la maggior parte del gruppo che nell'ultimo episodio apprendiamo essere sparito senza manco vederli e senza manco aver mai saputo per quale motivo fossero lì

Un bel potenziale sprecato :deluso:

Cioè se solo questo

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avesse avuto alle spalle 23 episodi di character development invece che 12 //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/1.gif

 
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:bravo: Desidero ringraziarti sinceramente per questo tuo lungo post, bravissimo! Non conosco l’autore yoshiharu tsuge ma ho apprezzato il lavoro da te fatto, perché scrivere una recensione così dettagliata, richiede tempo e attenzione. Secondo me sarebbe da metter in un topic apposito, perché peccato che qua, già tra poche pagine, non si trova / ricorda più. Grazie. :ave:
ah cavolo, grazie //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

appena comprata e letta la deluxe di the killing joke, e ri-letto per l'ennesima volta dopo avere consumato il volumetto dei classici di repubblica. io non ho dubbi a definirlo un capolavoro, moore sviluppa in pochissime pagine una sceneggiatura sostanzialmente perfetta, straordinariamente ben dosata e che riesce a lasciare il segno in quasi ogni pagina. gli ottimi disegni di bolland impreziosiscono la storia e anche qua sono più volte memorabili, anche in assenza di linee di dialogo comunicano moltissimo.

in particolare mi ha lasciato di stucco

quando joker spara a barbara gordon: lei cade sul tavolino di vetro infrangendolo, e quella singola vignetta, senza onomatopea, risulta incredibilmente rumorosa e straziante

veramente una composizione lodevole.

unico appunto, ma qua errore mio che non mi sono informato, la nuova colorazione. leggo che questa è la vera volontà di bolland, quindi non metto troppo parola, ma personalmente sono troppo legato ai disegni acidi dai forti contrasti della colorazione originale. contribuivano a dare alla storia un'atmosfera realmente unica.

comunque contento di avere recuperato la deluxe, continuerò a tenere vicino il volumetto con la colorazione originale //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
Nelle ultime settimane ho letto Jutsu wa Watashi Wa.

 


*** quanto mi fa scompisciare
:rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds::rickds:

 
iniziato akira e sono arrivato al terzo volume. prima di tutto, porca vacca che finale questo ultimo volume //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif commento tutto sotto spoiler per sicurezza

incredibile il culmine di tensione in tutta questa corsa alla ricerca di akira, e la sequenza finale dell'esplosione ha una potenza visiva fuori dal normale. una distruzione a questi livelli narrata con tale chiarezza è veramente cosa rara, sono rimasto a bocca aperta per tutto il tempo.

è quasi tragicomico poi come i personaggi si siano intrecciati "passandosi" il bambino. un sacco di piccole coincidenze orchestrare alla perfezione, e in generale è veramente da apprezzare la lucidità con cui tutta la trama si sta delineando. c'è ancora moltissima carne al fuoco e non vedo l'ora di continuare la lettura, ma questa storia di intrighi e tradimenti funziona bene senza essere banale.


e ora via subito con il quarto volume //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
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Dopo tanto tempo, riprendo la mia rilettura di One Piece, dopo il ritorno alle Sabaody ed il massacro dei Fake Mugi che ho "letto" nuovamente per celebrare il time skip, mi appresto ad iniziare l'isola degli uomini pesce(part 1), notavo una cosa rileggendo rapidamente alcuni cap...

589 Dragon si è chiaramente fermato al villaggio di Zoro
 
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finito akira! capolavoro, c'è poco da girarci intorno. dal quarto volume si avverte un certo cambio nella narrazione, e poi è tutto un crescendo fino al grandioso finale:

già solo l'ambientazione post-apocalittica esercita molto fascino. la situazione comunque è desolante: miseria e violenza ovunque, con quello che resta della popolazione divisa fra i due fanatismi del sovrano illuminato akira e della santa lady miyako.

in questa parte del manga il tema della dipendenza dalle droghe raggiunge il suo culmine. non solo vediamo un tetsuo sempre più dipendente e completamente distrutto quando prova a non farne più uso, ma vediamo anche i suoi sottoposti ingozzare la popolazione con la stessa droga, probabilmente per tenerla più facilmente sotto scacco e dipendente dallo stesso governo illuminato.

è evidente come gli abusi di poteri non facciano altro che portare altra violenza e disperazione, e questa critica raggiungerà pieno compimento e parziale risoluzione (diciamo, barlue di speranza in fondo al tunnel) nel finale. lo vediamo dopo //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

dalla parte di lady miyako vediamo come l'assoluto suo pacifismo e dei suoi monaci, venerati dalla popolazione, purtroppo si rivela solo essere tristemente impotente quando la fazione del generale di testuo li attacca. di certo otomo non vuole promuovere una morale spicciola del tipo "combatti il fuoco con il fuoco", ma fa male vedere l'impossibilità dei monaci di contrattaccare e conseguentemente tutta quella parte della popolazione, assolutamente innocente, che finisce per rimetterci.

è a questo punto che compaiono dei fuochi di ribellione alimentati da key e dalla cazzutissima chiyoko, una sorta di the punisher con le tette e il cuore tenero.

in questa seconda parte, con buona pace per kaneda e le sue avventate e spesso esilaranti azioni, key diventa la vera eroina nonché l'unica vagamente in grado di contrastare un tetsuo sempre più incontrollabile. ma in ogni caso il gioco di squadra è sempre importante, e in questo senso il lavoro di caratterizzazione dei personaggi è ottimo, tutti perfettamente delinati e tutti importanti.

quando poi la battaglia entra nel vivo è bello vedere azioni su tanti livelli orchestrate così bene, esattamente come nella prima parte. la squadra di kaneda, key che ormai fa da sé, chiyoko, joker, i rimasugli delle forze di tetsuo, gli americani e tetsuo stesso sono tutti (e non pochi) gli attori presenti in scena, e il tutto funziona alla perfezione senza la minima sbavatura.

gli ultimi arrivati, gli americani, introducono un altro tema. abbiamo l'ottusità dell'esercito (e otomo non si sforza nemmeno di renderlo troppo sottile) che a testa bassa, ignorando ogni raziocinio scientifico, pensa solo al modo più efficente per eliminare la minaccia, senza alcuna considerazione per danni collaterali quali morte dei civili o morte dei soldati stessi. lo dice il generale, sostanzialmente il fine giustifica i mezzi.

è superfluo dire che sarà un tentativo più che inutile.

arriviamo così al finale, e che finale. visivamente potentissimo, otomo veramente non fa altro che superarsi e confeziona una tavola memorabile dopo l'altra. il culmine dell'incontrollabile tetsuo e della sua fusione con akira presenta chiari rimandi a 2001: odissea nello spazio, ed è interessante notare come non sia una citazione semplicemente fine a sé stessa.

il feto stellare è a dir poco palese, in questo senso. ma akira potremmo quasi dire che presenta una continuazione tematica con il discorso aperto da 2001 relativamente all'evoluzione umana controllata e indirizzata. tuttavia se nel film di kubrick abbiamo (non detto, ma decisamente presente dalle righe) delle figure aliene responsabili di tutto ciò, qua in akira è tutto ed esclusivamente opera umana. non solo, se in 2001 il dottor david bowman una volta innescato il processo finale non può fare altro che assistere impotente, qua l'intervento e la volontà umana sono decisive per la risoluzione finale.

e così arriviamo all'epilogo. sicuramente ottimista, ma non tanto da risultare stucchevole o stridendo con il resto dei toni dell'opera. eliminata ogni minaccia e ogni fanatismo la possibilità delle nuove generazioni, alle quali non è rimasto veramente più nulla a neo tokyo, è solo di ricostruire in pace. lontano da politica o religione, secondo me la scelta del nome "impero del grande akira" è solo da intendere in senso nostalgico e consapevole da parte delle persone rimaste. nel senso che l'impero non si basa su figure al limite del mitologico o santità varie, ma solo sul ricordo di ciò che è successo, per non commettere gli stessi errori.

il cambio generazionale poi in questo senso è esemplare e fondamentale. rappresentato bene anche dall'ultimo incontro con il colonnello che preferisce andarsene, in quanto ormai quello non è veramente più il suo mondo.

insomma è questo il barlume di speranza di cui parlavo all'inizio. la possibilità di costruire una società veramente giusta, e che non finisca semplicemente per crollare su sé stessa scatenando l'ennesima ondata di violenza e miseria. il cambio di testimone è avvenuto, i nostri protagonisti sono pronti a ricominciare lasciandosi tutto alle spalle, e portandosi dietro giusto il ricordo degli amici che non ci sono più, e un semplice monumento finale per non dimenticare un'avventura del genere, per me è già memorabile.

direi che si capisce, ma non ero così soddisfatto da un manga veramente da tanto tempo.

 
One Piece, Fisman island part 2.

 
Ho cominciato Psycho-Pass

Sembra interessante, ma Akane è una mongola ritardata

 
Letto tutto Litchi Hikari club.
Roba forte :morris82:

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Roba malata //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Personalmente son curiosa di vedere l'opera teatrale da cui è tratto per vedere come riescono a rappresentare certe scene.

 
letto ant colony di michael deforge. simpatico lavoretto werid/psichedelico. per chi non lo sapesse deforge lavora designer su adventure time, e in particolare nel modo di disegnare certi personaggi le somiglianze si nota. per il resto, se dovessi continuare con il paragone, direi che ant colony è un adventure time meno citazionista e più sessualmente esplicito e stranamente violento.

è un po' tutto strano a dirla tutta ciò che disegna deforge, ma il bello sta sicuramente anche in questo. colori molto accesi e forti contrasti, in generale ha uno stile molto minimale e pulito, ma non mancano le tavole più dettagliate.

i personaggi sono uno più strano dell'altro, ma quello più memorabile è la formica esistenzialista e omosessuale.

 
One Piece, Fishman island part 3, stasera conto di vedere Thermae Romae su Rai 4 :mah:

 
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Visti tutti gli episodi di The World God Only Knows

Phaigo, certo nulla di trascendentale, chi cerca buon intrattenimento senza grandi pretese può buttarci un occhio //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif

PICCOLO OT: Porca buttana non è possibile sono andato sul tubo per risentire la opening e al secondo commento c'hanno piazzato lo spoiler più grosso possibile sulle stagioni a venire //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/facepalm.jpg

Ma l'hanno capito o no che anche se scrivi SPOILER non riesci a togliere l'occhio in tempo per non vedere cosa c'è scritto sotto? Ma il metodo di andare a capo non mi ricordo quante volte per non far vedere il commento non lo conosce nessuno di questi animali? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/facepalm.jpg

 
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Psycho-Pass

Episodio 12

il 10 e l'11 sono stati i migliori fin'ora, decisamente

"crime coefficient is 0" :rickds::rickds::rickds:

 
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Letto:

Dylan Dog #342 - Il Cuore Degli Uomini

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Numero fantastico e disegni favolosi.

Le Storie #29 - La Battaglia Di Marengo

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Si lascia leggere, ma non è niente di che.

Maxi Dylan Dog #23

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Tre storie favolose (la prima è la mia preferita, senza nulla togliere alle altre due) e disegni sempre fantastici.

Orfani #5 - All'Ultimo Respiro

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Altro grande numero.

Saguaro #34 - Il Nemico

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Ottimo numero, peccato che a fine mese le avventure di Saguaro finiscano, mi sento triste.

The Boys #27

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Figata, as always.

 
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