La terza run non è una terza run. Non ci ho creduto quando l'ho iniziata, ero convinto che sarebbe stata presente solo A2 come personaggio giocabile e che sarebbe stata ambientata in contemporanea con le alnalizzarloltre due route, invece comincia poco dopo gli eventi che si vedono nelle altre ed ogni singolo momento è estremamente importante, significativo: A2 che impara che le biomacchine possono avere una coscienza, 9S che impazzisce per la perdita di 2B e della ragione della sua esistenza, la morte di 2B e la sua richiesta ad A2, che accetterà, di proteggere 9S, cosa che la porterà a morire nell'ending D etc... sono ore piene di pathos che non ti mollano per un secondo.
Ho affrontato anche le due boss fight con Emil, la seconda ha un impatto emotivo enorme, con lui che urla tutta la sua disperazione e la sofferenza che ha patito e l'originale, perché è l'originale per chi non lo sapesse, è scritto tra i dati dei nemici, che ricorda Kaine e Nier. Per non parlare poi della nuova versione della OST emil in sottofondo. Una boss battle magnifica
Devola e Popola nello stesso modo del gioco precedente, che tuttavia in questo caso non si presentano come avversarie ma come alleate.

E poi parte una nuova versione di Song of the Ancients.

E poi ovviamente muoiono... ancora una volta... e ancora una volta perché costretti da altri. La prima volta per il loro dovere, la seconda per un senso di colpa impiantato in loro tramite l'alterazione della loro mente.
Yoko Taro è stato veramente strabiliante in questo capitolo, la sezione della torre si libera dell'antagonista in modo rapido ma efficace, estremamente significativo. In un modo che si presenta eccome l'ennesima conferma che biomacchine e androidi sono esseri umani, seppur diversi dal punto di vista fisico. Viene rivelato senza perdersi in spiegoni che 2B era in realtà 2E e che aveva il compito di uccidere 9S OGNI SINGOLA VOLTA che fosse venuto a conoscenza della verità sul progetto Yorha. E questo va a spiegare perché ad inizio gioco lei gli avesse chiesto di non essere formale con lui. Lei lo conosceva da moltissimo tempo, nonostante lui non ne avvesse i ricordi.
Ciò che mi ha sorpreso di più in assoluto tra le scelte narrative è stato ciò che è successo nella fabbrica ai superstiti del villaggio di Pascal. Yoko Taro è riuscito a superare quel confine invisibile, di cui aveva parlato, che impedisce agli sviluppatori di utilizzare appieno le potenzialità creative di cui dispongono. In quella scena si vedono delle biomacchine bambine che si sono suicidate a causa della disperazione. È un'immagine forte, ma lo è ancor di più se si realizza che non sono semplici biomacchine. Per tutto il gioco viene dimostrato e spiegato che androidi e biomacchine sono esseri umani. Ciò che si vede in quella scena dunque non sono delle macchine morte, ma dei bambini. Niente di più, niente di meno.
Passando a qualcosa di più allegro devo dire che il finale E mi ha sorpreso, non avrei scommesso una lira che sarebbero sopravvissuti tutti e tre. Scalda il cuore avere finalmente un finale positivo dopo tutto questo tempo.
Le ultime parole voglio spenderle su Yoko Taro e su ciò che ha fatto con questo gioco. Io spero con tutto il cuore che Nier automata sbanchi e che vende in modo spropositato anche su steam, anche se temo che non avverrà. E lo spero perché sono convinto che questo sarebbe solamente un bene per l'intera industria videoludica. Non è solo un gioco che osa come non mai prima dal punto di vista narrativo, ma anche dal punto di vista del gameplay. Anche il nier originale incorporava più generi in sé, ma non così bene. Normalmente un videogioco in passato apparteneva ad un determinato genere, con il passare del tempo però hanno cominciato a fondersi per dare vita a qualcosa di nuovo, ma nier automata non è niente di tutto questo, è molto di più. Fonde sì più generi, un esempio lampante è il pod che aggiunge meccaniche da tps in modo costante a quelle di a-JRPG, ma ciò che fa veramente è creare un ecosistema, creare una coesistenza tra generi e stili di generi prima d'ora impensabile, anche con il precedente Nier. Si parla di sezioni di gioco che mutano genere con una fluidità e naturalezza impeccabile, si passa da una visuale in terza persona a una isometrica a una in 2D, dall'action al bullet hell etc... Nier non ha creato un genere nuovo, ma ha creato ARMONIA.
Yoko taro inoltre a riservato per ultima un'idea che puo essere descritta solo come geniale: i titoli di coda. Nier si meriterebbe il nobel per i titoli di coda oiu belli di sempre, dovrebbero crearlo apposta per lui. E sono serio. Distruggere i crediti è una metafora di come il videogiocatore scelga di rifiutare l'esito della storia che ha appena vissuto, non vuole abbandonare i personaggi che ha amato, ne tanto meno vuole farlo solamente perché questo è il "progetto yorha", perché questo è ciò che hanno scelto gli sviluppatori. E il tutto diventa ancora più bello a causa della difficoltà crescente, che porta sì a morire più e più volte durante il tentativo d cambiare il destino ma permette di scoprire qualcosa di magnifico ad ogni morte: i messaggi dei giocatori venuti prima di noi. Chi ci schernisce, chi ci insulta, chi ci incoraggia, chi scherza. Tuttavia è molto probabile che la nostra determinazione e i messaggi non bastino a compiere l'impresa. Ed ecco che in nostro soccorso arrivano quegli stessi giocatori che stavano comunicando con noi e in quello stesso momento musica, appositamente in 8 bit solamente per questa sezione di gioco, diventa corale, non vi è più una sola voce appositamente cantare, ma un coro. Pura poesia.

Dopo aver vinto arrivano l'ultimo finale e i trofei... e qualcos'altro. Qualcosa che era presente anche nel nier originale: la possibilita di donare la nostra "esistenza" per il bene di qualcun altro. C'e una differenza però, in precedenza era necessario farlo per vedere la conclusione dell3 vicende, qui no. Si è gia visto tutto, non ci sono trofei o segreti da sbloccare. C'e solo una scelta: vuoi sacrificare il tuo salvataggio, tutte il tuo tempo, tutto il tuo impegno, tutte le tue emozioni, per aoutare qualcun altro che affrontera i crediti contor cui tu stesso hai lottato? E viene sottolienato che quel qualcuno puo essere chiunque, anche qualcuno che odiamo. È una scelta che non dona niente, in quel momento ho smesso di essere un videogiocatore, non ero piu l'io che cerca di ottenere sempre qualcosa, di sbloccare, di completare, l'io che decide per impersonare un determinati personaggio, non ero piu l'io sceglie per soddisfare la sua avidita perché SA che è un vidiogioco, SA che tutto è gia stato deciso e che c'e sempre qualcosa da ottenere, che sia positivo o negativo. In quel momento ero solamente l'io-persona, colui che sono sempre nella "vita vera", qualcuno che tenta sempre di scegliere in base a cio che reputa giusto, seppure non riuscendoci sempre. È improbabile, dato che se leggerete questo messaggio adesso avrete già finito il gioco e se lo finirete in futuro dubito che verrete qui a leggerlo, ma voglio comunque scriverlo: "Morirai ancora, prima della fine. Ma ci siamo noi con te" Arylon, Italia. Se avete letto questo messaggio, sappiate che quello è il mio salvataggio che vi ha aiutato nell'impresa. NieR Automata è il primo gioco della mia vita che mi ha fatto smettere, seppur per pochi minuti di riflessione, di essere videogiocatore. È unico, magnifico e speciale.
Non so se definirlo un capolavoro, a differenza dell'utilizzo popolare di tale termine, un capolavoro è tale non quando è di buona qualità o perfetto, ma quando presenta delle caratteristiche che lo faranno ricordare negli anni successivi e a cui si ispireranno le generazioni future. Per questo motivo non posso definirlo tale, non so se qualcuno si ispirerà ad esso o se nelle università di videogiochi verrà studiato, ma spero con tutto il cuore che lo sia.