Vorrei provare a fare un ragionamento statistico sui rischi/benefici dei vaccini Covid.
Senza fare tifoserie pro/no vax, perchè a me interessa capire intanto l'attendibilità dei dati che circolano in rete, in modo da farmi un'opinione a riguardo, anche per tutelare la salute dei miei genitori anziani.
Secondo i dati forniti dall'ISS al 3 febbraio, in Italia sono morti 88.165 persone (49.589 maschi e 38.576 femmine),
In base alle tabelle di letalità del Covid, pubblicate per fasce di età, risultano le seguenti percentuali di letalità:
0% fino a 29 anni;
0,1% fino a 39 anni;
0,3 fino a 49 anni;
1% fino a 59 anni;
4% fino a 69 anni;
13,1% fino a 79 anni;
26,8% fino a 89 anni;
38,1% oltre i 90 anni.
I dati sopra riguardano gli uomini, per le donne, le percentuali di letalità sono rispettivamente più basse (0% fino a 39 anni, poi 0,1%, 0,3%, 1,6%, 6,5%, 15,2% e 22,2%).
Ora, i dati sui rischi fatali dei vaccini Pfizer e Astra Zeneca per gli UK (linkati qualche post fà), riportano:
- 275 morti dopo la somministrazione del vaccino Astra Zeneca su un totale di 9,7 milioni di vaccinati;
- 227 morti dopo la somministrazione del vaccino Pfizer su un totale di 10,7 milioni di vaccinati.
Quindi se non sono una capra in matematica (chiedo il vostro supporto a riguardo

), la % di letalità post vaccino è dello 0,003% circa per Astra Zeneca, mentre per Pfizer è dello 0,002% circa. Percentuali molto basse di rischio.
Però, discorso diverso sono gli effetti collaterali e le reazioni avverse o allergiche ai vaccini (al momento nel breve periodo, perchè non si sà per il lungo periodo), che ammontano a:
- 201.622,00 casi circa, cioè 2,3% sul totale vaccinati UK di Astra Zenica,
- 94.000 casi circa, cioè lo 0,9% sul totale vaccinati UK di Pfizer.
Quindi mi pare ragionevole dire che i vaccini sono presumibilmente sicuri per tutte le fasce di età (almeno per il basso rischio morte, che comunque è possibile), rispetto al campione di dati UK analizzato. E poi si potrebbe dire che al momento, Pfizer risulta più sicuro di Astra Zeneca.
Non bisogna però fare tutto di un erba un fascio, e occorre considerare anche gli effeti collateriali non mortali come peri farmaci generali (che per i vaccini in questione sono però variegati: disturbi del sangue, cardiaci, occhio, udito, fegato, infezioni, neoplasie, psichiatrici, respiratori, polmonari, vascolari, pelle ecc. ecc.) e inoltre bisogna tenere presente le percentuali di letalità per fasce del Covid rapportate alle percentuali di rischio del vaccino, in modo da comparare il rischio/beneficio del vaccinarsi.
Quindi il beneficio del vaccino è nettamente superiore per chi ha più di 60 anni, nonostante il 2,3% di possibili rischi avversi al vaccino contro il 4% di letalità del Covid per gli over 60.
Mentre Il beneficio del vaccino è ancora più netto per gli over 70, 80 e 90 perchè la letalità del Covid è superiore ai possibili rischi del vaccino.
Però per gli under 60, secondo me occorre fare una più attenta valutazione dei rischi/benefici, perchè da qui a 12 mesi, gli effetti potenziali del vaccino (transitori oppure no, chi lo sa) potrebbero costituire una platea di potenziali nuovi malati per ospedali e pronto soccorso, che causeranno alla lunga un'ulteriore pressione al sistema sanitario.
Infine pare che questi vaccini vadano ripetuti un pò come succede con quello influenzale...
Qualcuno di voi, ha trovato dei dati USA sul vaccino Johson?
Grazie a tutti per l'attenzione.
Vado a vedermi le nuove puntate di Walking Dead, che non si sa mai nella vita