I problemi di questa scelta sono principalmente:
Possibilità che i personaggi riservino un trattamento troppo "neutro" al giocatore, trovandoci quindi di fronte ad un'esperienza generica e piatta che non riflette nessun genere (tipo AC Odyssey). Se sarà questo il caso, il gioco avrà, a conti fatti, soltanto 1 sesso che cambia esclusivamente nell'aspetto... il contrario dell'inclusività, praticamente.
I dev nelle prime interviste dissero che il genere avrebbe influenzato determinate relazioni e aspetti della trama. Ora che si fa?
In queste frasi ti sei spiegato bene portando un’argomentazione che a mio avviso è assolutamente valida, quindi se poco fa stavo soppesando i vari interventi sull’argomento, adesso in linea di principio (cioè nella teoria) posso dirmi d’accordo con quanto scritto nel quote e trovo che l’esempio di AC Odyssey sia calzante.
Mi sembra che la questione non sia affatto semplice e scusate se apro una parentesi ma devo farlo altrimenti non credo si capirebbe il punto d’arrivo del discorso che alla fine tornerà a Cyberpunk.
Se rapportata alla storia dell’umanità dagli albori ai giorni nostri, l’approccio scientifico all’esistenza dell’identità di genere è una pratica giovanissima. Salvo casi eccezionali estremamente localizzati nel tempo e nello spazio, l’evoluzione delle lingue che ha condotto ai risultati attuali non ha ancora generato alternative stabili e convenzionalmente riconosciute alla categorizzazione binaria dell’individuo (persona) nei due generi identificati dal sesso genotipico e fenotipico determinato durante la gravidanza e certificato alla nascita. Per questo motivo spuntano neologismi con cui si cerca di orientarsi ed emergere dall'iperonimia in un territorio ancora linguisticamente inesplorato. In breve, secondo me è il linguaggio a non tenere il passo.
Ora, nella pratica, se il messaggio corretto non può essere veicolato da nessun codice perché quest’ultimo deve ancora consolidarsi all’interno della società stessa, in un RPG ambizioso che sarà tradotto in diverse lingue come ti comporti quando si tratta di scrivere una sceneggiatura flessibile che venga incontro anche a un transessuale o a chi, per esempio, non si sente appartenere né a un genere né all’altro, ed entrambi vogliono potersi immedesimare in un personaggio che rappresenti fedelmente come loro stessi si percepiscono interiormente? Ovvero come affronteresti la gestione dell’eventuale terza opzione “personalizzato” allo scopo di renderla altrettanto efficace per ciascuno di loro nell’influenzare determinate relazioni e aspetti della trama, offrendo un’esperienza tanto unica quanto quella che avresti scegliendo maschio o femmina?
La mia opinione è che al momento, purtroppo, nel caso dell’agender tentare una strada simile equivalga ad imbarcarsi in un’impresa molto ardua che, oltre alle difficoltà linguistiche sopra descritte, per auspicarsi un lavoro credibile e ben realizzato richiederebbe oltretutto una certa padronanza aggiuntiva specifica delle dinamiche psicologiche e sociali coinvolte in realtà poco o relativamente poco diffuse e conosciute. Inoltre mi viene da pensare che a quel punto le opzioni all’insegna dell’inclusività dovrebbero essere almeno quattro: maschio, femmina, entrambi o nessuno dei due.
A me va bene lo slider con gli estremi corrispondenti ai tratti maschili e femminili, poi bisogna vedere come saranno implementate le opzioni più specifiche, ma qui ne sto facendo più che altro una questione di accessibilità e complessità/qualità generale dell’editor. xD A parte questo, riallacciandomi al discorso di prima e arrivando al punto anticipato, volevo suggerire che chi vuole interpretare un transessuale può già essere “accontentato” senza correre il rischio di indurre i devs ad appiattire l’esperienza di tutti e senza bisogno di aggiungere una terza opzione. Come? A mio parere va riformulata la domanda da porre al giocatore, collocandola non all’inizio bensì alla fine della fase di creazione del personaggio. La domanda non dovrebbe essere “quale genere scegli?” bensì “
come vuoi essere percepito dagli altri personaggi del mondo di gioco e di conseguenza in che modo vuoi che interagiscano e si rivolgano a te?” Opzioni disponibili: maschio/femmina, che in questo caso non determinano il sesso base da cui partire con la personalizzazione nell'editor bensì rappresentano il desiderio di essere percepiti in un certo modo da noi stessi e dagli altri, e ciò basta.