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Dylan Dog | Sergio Bonelli Editore

Jack 95

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So gusti. :morris82:Un' altra che mi piace è il Color Fest, perchè è diventato il raccoglitore con le storie più controverse dell'old boy. Da alternare a quelle solite della serie principale mensile.

Il maxy mi attira meno di zero.

Un giorno devo provare per curiosità il dylan futuristico degli speciali recenti della saga Il Pianeta dei Morti. La storia precursore apparsa su uno dei primi Color Fest mi aveva incuriosito e spiazzato allo stesso tempo. :morristend:
Ecco, lo Speciale è la miglior pubblicazione di Dylan a mio parere e per me, la saga di Bilotta è capolavorica :sasa:

Per il resto appunto mi piacciono quasi tutte tranne come ho detto il Magazine, per quanto Color Fest e Maxi possano essere altalenanti a volte, ma vabbè lo è anche la testata regolare :sisi:

 

Dies Irae

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Il Magazine è indifendibile non tanto per le storie - di fatto l'unico elemento gestito da Bonelli - quanto per il cialtronissimo comparto redazionale di Frediani & Co., un problema che la testata si porta dietro da almeno quindici anni ma che si è ulteriormente (e paradossalmente) inasprito negli ultimi tempi, fra dossier che non vanno oltre alla googlata (con tutte le inesattezze e imprecisioni che ne conseguono) e speciali a dir poco dilettanteschi (quello sui videogiochi di Fassina è la sagra della comicità involontaria). Impietoso il paragone con i primi almanacchi curati da Colombo (come dimenticare le esaustive monografie tipo quella su Mario Bava o i megadossier a tema licantropico o vampiresco?) e posso capire le difficoltà di chi deve scrivere di tutto senza conoscere nulla - stiamo pur sempre parlando di collaboratori esterni che realizzano tutti i Magazine della casa editrice, dal western di Tex al fantasy di Dragonero - ma per quanto mi riguarda è sempre deprimente vedere strafalcioni che non solo vengono pubblicati ma passano poi sotto completo silenzio e magari presi per buoni dalla grande maggioranza di lettori. Se dovessi invece identificare la testata con le storie più deboli in assoluto, ovviamente la scelta ricadrebbe sul Maxi che storicamente è il raccoglitore della rumenta fatta e finita, quella da relegare nel classico balenottero estivo consumato sotto l'ombrellone dai meno esigenti lettori occasionali. E' anche vero che con la nuova gestione si è cercato di correggerne la rotta, modificando la cadenza di uscita e inserendo storie nuove o recuperi d'annata (come le celebri ergastolane). Ma il Maxi andrebbe preso per quello che è e in questi termini assolve al suo scopo senza grosse pretese, prediligendo la quantità alla qualità. Difficile invece inquadrare il Color Fest perchè se da un lato trovo illuminante la scelta di renderlo una fucina di nuovi talenti emergenti o autori indipendenti, dall'altro ritengo che tale scelta sia impoverita e banalizzata dalla solita scalata di amicizie e preferenze dettate dal paraculo e presuntuoso circolino gradito a Recchioni. Una vetrina di visibilità per pochi accondiscendenti intimi che rasenta la pornografia degli avvicendevoli pompini di misterwolfiana memoria, roba che ti fa sentire sporco e imbarazzato per chi si prestano a simili giostre. Poco da dire sullo Speciale; mi piaceva l'idea del "what if?.." iniziale ma si è ormai trasformato in elseworld ad uso e consumo del suo autore. Non brutto (anche se imho ha ampiamente esaurito ogni spunto d'interesse) ma trovo che la continuità seriale sia un'occasione persa per tornare a rendere lo Speciale annuale realmente speciale, magari concepito come romanzo grafico.

 
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Jack 95

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Trovo che lo Speciale sia più Speciale adesso che non quando ci rifilavano una storia che di speciale non aveva niente se non circa 50 pagine in più di storia, con ultimamente prima dell'arrivo di Bilotta, una qualità del tutto al ribasso (almeno per molti anni lo è stato, a parte magari cose come del 2014 o 2013 e qualcos'altro) con adesso anche il fatto che almeno Bilotta è uno scrittore con tutti i crismi :asd:

BTW la qualità del Maxi si è alzata comunque, e adesso molte volte non ha niente di invidiare alla serie regolare in alcune storie, il problema è che molte volte il livello delle storie in un singolo Maxi è troppo sbilanciato, puoi trovare la storia ottima, però poi trovi la storia sufficiente e infine quelle brutta proprio, proprio c'è questo sbalzo quasi ovvio in quasi tutte le uscite.

 
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Dies Irae

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Trovo che lo Speciale sia più Speciale adesso che non quando ci rifilavano una storia che di speciale non aveva niente se non circa 50 pagine in più di storia, con ultimamente prima dell'arrivo di Bilotta, una qualità del tutto al ribasso (almeno per molti anni lo è stato, a parte magari cose come del 2014 o 2013 e qualcos'altro) con adesso anche il fatto che almeno Bilotta è uno scrittore con tutti i crismi :asd:BTW la qualità del Maxi si è alzata comunque, e adesso molte volte non ha niente di invidiare alla serie regolare in alcune storie, il problema è che molte volte il livello delle storie in un singolo Maxi è troppo sbilanciato, puoi trovare la storia ottima, però poi trovi la storia sufficiente e infine quelle brutta proprio, proprio c'è questo sbalzo quasi ovvio in quasi tutte le uscite.
Certo, Bilotta lo conosciamo tutti dalle strabilianti avventure di Giulio Maraviglia; qui non è in discussione l'autore o la riuscita del suo Dylan bensì l'identità della pubblicazione, tra l'altro in netta ripresa - come da te giustamente sottolineato - prima dell'improvviso ribaltone. Secondo me lo Speciale dovrebbe tornare a rappresentare l'occasione per investire maggiori risorse creative, veicolando i migliori soggetti in un formato che li valorizzerebbe appieno (come avvenuto per "La casa degli uomini perduti", "Sette anime dannate", "Sogni" o "La bomba!"). Ora è relegato a "Capitolo X" di una saga collaterale, ottimamente scritta ma dalle premesse ben definite nella loro ottica continuativa, non esattamente la mia idea di uscita annuale con quegli elementi imprevedibili che hanno reso lo Speciale realmente tale. Sul Maxi ovviamente dissento, quella della storia ottima (really?), sufficiente e brutta non è affatto una costante. In molti casi rasenta la banale mediocrità. Che la situazione sia oggi migliorata è innegabile e l'ho anche scritto sopra; il ripescaggio del vecchiume sepolto in epoca Marcheselli e l'innesto di novità mirate ha portato i suoi frutti, ma siamo ancora lontani dal metterlo sul podio dei vincitori. C'è una nutrita cerchia di lettori occasionali che legge il Maxi come se fosse il classico malloppone da viaggio e personalmente non mi pongo neppure il problema qualitativo perchè capisco la necessità di occupare quel determinato slot editoriale. Mi sta bene, sarebbe assurdo pretendere qualcosa di diverso e preferisco di gran lunga che ad essere potenziata sia la serie regolare.

 
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p a n z e r

Tendo al mio fine
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alla fine profondo nero è proprio robetta. argento non è mai stato un grande sceneggiatore cinematografico e dal cambio di medium sarebbe stato difficile aspettarsi miracoli, ma nemmeno qualcosa di così standard. un mezzo giallo vagamente paranormale senza il minimo mordente, dialoghi mai incalzanti e che sfiorano l'imbarazzo, intertestualità di una banalità disarmante. belli i disegni di roi ma non so se sia stata la scelta migliore per il tipo di storia, o comunque in certi momenti il suo stile funziona meglio che in altri. si tenta poi di scimmiottare con la costruzione di certe vignette lo stile di regia di argento, ma è giusto una strizzata d'occhio, non impreziosisce veramente il fumetto, e direi che è l'intenzione con cui si può sintetizzare tutto il lavoro.

 
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alla fine profondo nero è proprio robetta. argento non è mai stato un grande sceneggiatore cinematografico e dal cambio di medium sarebbe stato difficile aspettarsi miracoli, ma nemmeno qualcosa di così standard. un mezzo giallo vagamente paranormale senza il minimo mordente, dialoghi mai incalzanti e che sfiorano l'imbarazzo, intertestualità di una banalità disarmante. belli i disegni di roi ma non so se sia stata la scelta migliore per il tipo di storia, o comunque in certi momenti il suo stile funziona meglio che in altri. si tenta poi di scimmiottare con la costruzione di certe vignette lo stile di regia di argento, ma è giusto una strizzata d'occhio, non impreziosisce veramente il fumetto, e direi che è l'intenzione con cui si può sintetizzare tutto il lavoro.
Concordo pienamente, buona mossa pubblicitaria che mi ha fatto ricomprare Dylan dog dopo anni, ma che non lascia veramente nulla. Storia che potrebbe essere stata scritta da chiunque e che mi sa pure di già visto. Numero da collezione, forse, ma nulla piu.

Per fortuna che c'è Roi che alza un po' il livello...

 
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Ma io sono uguale, quelle storie elencate qualcosa mi hanno lasciato o dato, e che sopratutto rileggerei proprio per questo :sisi:

BTW, ci sono state varie news su DD, di cui un rumor che si parla di un probabile team up/crossover tra Martin Mystere/DD e Dampyr.

Poi che Recchioni ha iniziato a scrivere il 400 che dovrebbe avere per protagonista un Dylan anziano, non quello di Bilotta, e sopratutto il più anziano comparso sulla serie, con disegni di Cavenago. Dice anche che dopo questo l'universo di Dylan non sarà più lo stesso... :asd:

Per il resto da consultare qui :stema:

http://www.sergiobonelli.it/home/2018/02/02/gallery/dylan-dog-2018-1002396/

Che poi ora mi è venuto in mente che la storia del mese prossimo potrebbe essere quindi il seguito del Sapore dell'acqua, che speriamo sia bella come storia visto che la prima faceva altamente cagar° :hmm:


è tutto cambiato, il 400 lo disegna stano, non ci sarà il dylan vecchio ma chiuderà il ciclo della meteora

 
G

Guest

ma si  è mai visto un curatore(recchioni) che scrive tutti i giorni sui social che gli italiani sono un popolo di merda, delle teste di cxxx ecc Ma che figura ci fà Davide Bonelli? 

 
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Io ho preso e letto i primi tre numeri del "nuovo" Dylan Dog 666 (dopo il 400),niente di trascendentale.

Preferisco di gran lunga quello storico che leggevo da ragazzo negli anni '90 e che ha segnato un'epoca!

 

BladesofChaos92

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Io mi sa che non passerà molto prima che molli Dylan e la Bonelli in generale. Non è possibile assistere ad un aumento di prezzo ogni anno. A 3,50 trovi Samuel Stern che è una bomba
 
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