Ufficiale Festival, mostre e premi

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Il film di joe Dante //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/facepalm2.png

Premio settimana della critica a no one' s child //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/facepalm2.png

Premio giornate degli autori a cantet //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/facepalm2.png

Speriamo di vedere qualcosa di decente domani perché gli ultimi due giorni se non fosse stato per macbeth..

 
Quoto key. Stiamo messi male male.

 
Da altre parti ho sentito parlare bene invece del film di Joe Dante:azz:

 
Il film di Dante è davvero insulso, se non ci fosse il suo nome dietro e qualche citazione non staremmo nemmeno qui a parlarne.

Bogdanovich lo vediamo tra pochissimo, mentre il film di konchalovskij è parecchio furbo, si capisce che è programmato per essere apposta un certo tipo di cinema e per piacere un Po a tutti: un Po di dramma ma non troppo, un Po di commedia, lirismo e scenari che non hanno un reale respiro, un pizzico di surrealismo fine a sé stesso. È talmente furbo che lo promuovo nonostante quello che scrivo

Delaporte purtroppo l' avevamo scartato causa trama non proprio attraente, a sto punto comincio a pentirmene data la quantità di robetta che invece ci siamo sorbiti

 
Basta parlare di Joe Dante che è troppo troppo brutto.

Domani mega post con voti e considerazioni varie.

 
Gran premio a The look of silence, argento a The postman's white nights e oro al piccione. Che ne dite?

Per l'Italia entrambe le coppe Volpi ai protagonisti di Hungry hearts e premio speciale della giuria Orizzonti a Belluscone. Non male direi.

 
Ultima modifica da un moderatore:
considerando quanto vi siete lamentati vecchi tromboni, non è andata male no? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

sempre più curioso per the look of silence, e immagino che sia doveroso iniziare a vedere qualcosa di anderrson

 
classifica finale. totale film visti = 42

8.5

The Look of Silence

The tragedy of Macbeth

8

Birdman

Olive Kitteridge

Nymphomaniac

Nobi

7.5

Belluscone

Labour of love

Im Keller

Ich seh Ich seh (Goodnight mommy)

Red Amnesia

Mouchette

7

A pigeon sat on a branch reflecting on existence

Qin'ai de (Dearest)

Reality

99 Homes

These are the rules

Hill of freedom

Sivas

Flapping in the middle of nowhere

6.5

Zerrumpelt Herz

The Smell of Us

The Postman's White Nights

Theeb

6

Heaven Knows What

H.

Tsili

El cinco de talleres

5.5

Hungry Hearts

Retour à Ithaque

Court

5

Ghesseha (Tales)

Binguan

The cut

No one's child

Metamorphoses

4.5

Kreditis limiti

The President

Melbourne

Burying the ex

4

One on One

She's Funny That Way

oggi abbiamo visto anche l'acclamato she's funny that way, uno dei film più brutti visti alla mostra. se penso che c'era chi l'aveva paragonato ad allen

per quanto riguarda i premi: no effettivamente è andata meglio del previsto. la coppa volpi interpretazione femminile sarebbe potuta andare alla protagonista di red amnesia, ma vabbè hanno dovuto metterci un po' d'italia. inspiegabile la miglior sceneggiatura a ghesseha, mentre un vero peccato è che il premio opera prima sia andato a court anzichè all'altro indiano, labour of love. konchalovskij alla fine qualcosa l'ha portato a casa, come detto

per il leone d'oro son contento a metà: è secondo il peggior andersson dei tre che ho visto, ma è pur vero che poteva andare molto peggio. avrei tanto voluto rivedere nobi di tsukamoto

siamo poi riusciti ad entrare alla proiezione per il leone d'oro, quindi ci siamo potuti gustare il film di andersson con una sala piena di borghesucci in ghingeri che avevano programmato il loro sabato sera tra mostra del cinema e cocktail party: il film naturalmente è stato fischiato e vi risparmio i commenti all'uscita

 
siamo poi riusciti ad entrare alla proiezione per il leone d'oro, quindi ci siamo potuti gustare il film di andersson con una sala piena di borghesucci in ghingeri che avevano programmato il loro sabato sera tra mostra del cinema e cocktail party: il film naturalmente è stato fischiato e vi risparmio i commenti all'uscita
ma perché

 
avevo letto fapping in the middle of nowhere :rickds:

comunque l'oppenheimer è simile a act of killing? 8.5 mi sembra veramente esagerato...

 
Sotto spoiler un'intervista che ha fatto storia.

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Considerazioni sparse a conclusione del 71esimo festival di Venezia.

E’ ora di tirare le somme dell’esperienza complessiva. Lungi dal volere ricondurre tutto alla volontà di direttore artistico e compagnia (loro sono da spernacchiare per le connivenze politiche esemplificate dalle leccate di Baratta a presidente del senato, europa e altre simpatiche figure) è comunque possibile rintracciare alcune tendenze. 50 film visti contando le visioni doppie (Nymphomaniac, Olive Kitteridge) e il Leone d’Oro (Roy Andersson).

Prima di addentrarci nella selezione è giusto soffermarsi un attimo su luoghi e organizzazione. Il restauro della Sala Darsena funziona e permette di accantonare la scomodissima Sala Grande nella scelta delle proiezioni, immagine e audio notevoli da qualsiasi angolatura. Insieme alla Perla queste due sale sono i pilastri della mostra, il resto viene relegato a stampella occasionale. Ormai archiviati deposito bagagli e metal detector, rispetto agli anni passati le proiezioni procedono senza troppi intoppi, difficile rimanere fuori da una proiezione stampa, a naso il lido ha accolto molta meno gente, forse complice un programma poco invitante.

Al Movie Village si moltiplicano cuscinoni e cuscini, complessivamente più cestini. Non si poteva chiedere di più.

Il tempo è stato discreto (abbastanza fresco, un maledetto nubifragio), i sottotitoli il solito e forse anche peggiore schifo, i proiettori tutti affetti da un misterioso problema che ogni tanto comportava degli scatti di luminosità. Imbarazzante ma notato da pochi, probabilmente qualcosa riguardante il software.

Passiamo ai film.

Rispetto all’anno passato il concorso non varia molto, resta una sezione in cui vengono proposte una quantità insopportabile di film equivalenti (loin des hommes, the cut, 99 homes, good kill*) riecheggiati da altre porcate sparse ma senza la presunzione politica (jackie & ryan, manglehorn*, the humbling*). La mancanza di un buon numero di film di grande spessore non è “colpa” di nessuno, questi inserimenti però sì. Tsukamoto è arrivato come un uragano a inondare la strada aperta dai notevoli Oppenheimer/Inarritu/Andersson. Per lui nessun premio. Ci torneremo dopo.

Nella sezione Orizzonti si sono visti molti “piccoli” film soddisfacenti (ich seh ich seh, reality, these are the rules, hill of freedom) e un film esaltante come Belluscone che purtroppo però non si avvicina alla caratura di Fish & Cat dell’anno passato, per non parlare di venezia69 con Three Sisters e Leones.

Fuori Concorso c’è Nymphomaniac che resta uno dei film dell’anno, affiancato da due commedie davvero pessime (She’s funny that way, burying the ex) capaci di dare nuovo senso alla parola sclerotizzazione. Gitai resta un’operazione patinata e di retroguardia e Court scassa il ***** con una sola inquadratura per TUTTO il film - incredibile! - .

Settimana internazionale della critica e giornate degli autori scivolano via senza nulla di rilevante a parte il da loro immeritato Labour of Love, esordio di impressionante compattezza e efficacia.

Personalmente riterrei necessario aggiungere la sezione Sceneggiature Riciclate e Niente Più, di grande attrattiva a quanto sembra. Ne farebbero parte Ghesseha, Court, Jackie & Ryan (a volere essere gentili e chiamare sceneggiatura la brodaglia della Mann), Melbourne, No One’s Child, Retour à Ithaque. Diversi altri film hanno sceneggiature da non prendere in considerazione ma che si salvano nel loro complesso: Sivas, The Smell of Us, Theeb, The Postman’s White Nights. Quest’ultimo una cartolina dal gusto locale per stessa ammissione del regista, un triste tentativo di inserire prospettive che appaiono sempre programmatiche e incapaci di interagire fra di loro.

Di The President, One on One, The Golden Era e Bypass non vale neanche la pena parlare. Non si poteva fare di peggio.

Complessivamente la mostra si attesta quindi su un livello basso. Sorvoliamo sul fatto che Lav Diaz sia andato a Locarno perché gli è stato rifiutato il concorso a Venezia. Il vero problema è stata la ripetitività e il crollo verticale di troppi film, un piattume incapace di risollevarsi sotto qualsiasi aspetto.

Viste le premesse dai premi mi aspettavo molto peggio. Il premio del pubblico SiC, le giornate degli autori, opera prima e sceneggiatura i terrificanti. Vedere vincere un mediocre indiano invece di Labour of Lofe è stato pesante. Sivas inspiegabile e The Postman’s White Nights fin troppo. Le coppe volpi si auto annullano.

Tsukamoto era il mio leone d’oro, il suo stile applicato al rifiuto della guerra dà corpo a un film incredibile, di cui il Giappone e il mondo intero hanno bisogno. Il ripiegamento su Andersson e Oppenheimer è comunque apprezzabile, due film su mediocrità e atrocità che restano. Per capire il museo degli orrori chiamato Svezia in cui la ricerca di Andersson esplode non posso non consigliare questo articolo di Mazzetta http://mazzetta.wordpress.com/2012/06/06/cera-una-volta-una-svezia/. Rivederlo in sala con la ricca gentaglia che “andiamo a vedere il leone d’oro” è stato uno spettacolo.

Di seguito i voti. Per commenti singoli basta chiedere

Venezia 71

NOBI (FIRES ON THE PLAIN), Shinya Tsukamoto - 9

THE LOOK OF SILENCE, Joshua Oppenheimer - 8,5

EN DUVA SATT PA EN GREN OCH FUNDERADE PA TILLVARON (A PIGEON SAT ON A BRANCH REFLECTING ON EXISTENCE), Roy Andersson - 8,5

BIRDMAN, Alejandro G. Inarritu - 8

CHUANGRU ZHE (RED AMNESIA), Wang Xiaoshuai - 7

BELYE NOCHI POCHTALONA ALEKSEYA TRYAPITSYNA (THE POSTMAN’S WHITE NIGHTS), Andrej Koncaloskij - 6

SIVAS, Kaan Mujdeci - 6

HUNGRY HEARTS, Saverio Costanzo - 5,5

GHESSEHA (TALES), Rakhshan Banietemad - 5

99 HOMES, Ramin Bahrani - 4,5

LOIN DES HOMMES, David Oelhoffen - 4,5

THE CUT, Fatih Akin - 4

Orizzonti

BELLUSCONE. UNA STORIA SICILIANA, Franco Maresco - 8

ICH SEH ICH SEH (GOODNIGHT MOMMY), Veronika Franz, Severin Fiala 7,5

REALITY, Quentin Dupieux - 7

TAKVA SU PRAVILA (THESE ARE THE RULES), Ognjen Svilicic - 7

JAYUEUI ONDUK (HILL OF FREEDOM), Hong Sangsoo - 7

HEAVEN KNOWS WHAT, Josh Safdie, Benny Safdie - 6

COURT, Chaitanya Tamhane - 6

THEEB, Naji Abu Nowar - 6

NABAT, Elçin Musaoglu - 6

KREDITIS LIMITI (LINE OF CREDIT), Salomé Alexi - 4,5

THE PRESIDENT, Moshen Makhmalbaf - 4

JACKIE & RYAN, Ami Canaan Mann - 4

BYPASS, Duane Hopkins - 4

Fuori Concorso

NYMPHOMANIAC, Lars von Trier - 9

IM KELLER (IN THE BASEMENT), Ulrich Seidl - 8

OLIVE KITTERIDGE, Lisa Cholodenko - 7,5

QIN’AI DE (DEAREST), Peter Ho-Sun Chan - 7

TSILI, Amos Gitai - 6

THE SOUND AND THE FURY, James Franco - 5

SHE’S FUNNY THAT WAY, Peter Bogdanovich - 4,5

BURYING THE EX, Joe Dante - 4

HUANGJIN SHIDAI (THE GOLDEN ERA), Ann Hui - 4

Settimana Internazionale della Critica

BINGUAN ( THE COFFIN IN THE MOUNTAIN), Xin Yukun - 5,5

ZERRUMPELT HERZ (THE COUNCIL OF BIRDS), Timm Kroger - 5,5

NICIJE DETE (NO ONE’S CHILD), Vuk Rsumovic - 5

MELBOURNE, Nima Javidi - 4,5

Giornate degli Autori

ASHA JAOAR MAJHE (LABOUR OF LOVE), Adityavikram Sengupta - 8

THE SMELL OF US, Larry Clark - 6

LES NUITS D’ETE, Mario Fanfani - 5,5

METAMORPHOSES, Christophe Honoré - 5

RETOUR A’ ITHAQUE, Laurent Cantet - 5

ONE ON ONE, Kim Ki-duk - 4

Vari

MOUCHETTE, Robert Bresson - 8

UNA GIORNATA PARTICOLARE, Ettore Scola - 8

H., Rania Attieh, Darnel Garcia - 6

 
Ah io ci sono ve lo posso dire già oggi. Prenoto un albergo appena escono le date per tutta la mostra, poi se dovrò tornare prima per esami o impegni vari poco male. Togg, ma te a quante edizioni hai partecipato? Ricordo che andasti anche l'anno scorso. Key invece è stato la prima volta?

 
Una cosa non riguardante i film ma la logistica, l'appartamento che avete preso quest'anno era proprio a Venezia Lido? Perché se ci vado sono piuttosto certo di non alloggare lì ma piuttosto ai Crociferi:unsisi:

 
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