Oh comunque passare da protagonisti coi parrucconi, vestiti demmerda, visini da mocciosi, vocette da stronzi, code da scimmie, a Clive è destabilizzante.
Ma poi l'hanno fatto troppo fregno, faccio fatica a guardare Jill delle volte.
Che poi è il succo del problema. Ergere i propri lapalissiani bias (lasciando perdere il tono da ragazzino di 15 anni di tutto l'articolo) a critica rigorosa invece che palesarli per quel che sono ma, cosa ben più grave, non avere neanche le palle di andare fino in fondo alle proprie convinzioni. Boccia il titolo, semplice. Ti fa cagare, o questo traspare dalle tue parole al vetriolo. La recensione è un massacro dove quei pochi elementi piaciuti sono comunque tirati sempre al ribasso da uno scarso godimento generale. Se la messa in scena, il dettaglio di fino, la fotografia, l'incedere narrativo, il sound design, l'art design, l'enemy design, il worldbuilding, la regia, la scrittura, l'intenzione del doppiaggio, la cura persino nel rumore di un guanto che afferra un calice, sono elementi per spettacolarizzare fini a sé stessi, metti 5.
Farà strano a dirsi ma provo decisamente più "rispetto" per Polygon a sto punto: Hanno portato avanti la loro patetica crociata demente sulla cultura, le razze, e altre puttanate, ma almeno hanno avuto la faccia (come il culo) di andare fino in fondo, con tanto di review su quella stessa identica riga, senza mai tirarsi indietro. Non funziona la "linea editoriale" paracula, fine a sé stessa (questa sì) e boriosa senza poterselo permettere. Che non è il problema di Spaziogames nello specifico in realtà, ma di praticamente buona parte di chi si (auto)definisce critico.
Boh, sarà pure che dopo la review di Sifu (probabilmente il beat em up più influente da quando esiste il 3D) in cui l'assenza delle proprie mani venivano proiettate come problematica del videogioco stesso, ho smesso di prendere seriamente ogni articolo scritto dal redattore in questione, quindi magari quello ad avere inutili pregiudizi e bias sono io, chissà.