Ufficiale Genoa

ufficiale
Si già digerite grazie.
Chiedi invece se a qualcuno dei tuoi "amici" è piaciuto anche il servizio parcheggio...via specchietti, parabrezza e una buona spruzzata di peperoncino...nel settore tutti leoni...fuori, nascosti come topi tra la gente.

Per le 2 supposte in campo...quante supooste avete preso fuori?!

A Genova lo juventino prende punti in campo ogni tanto e sempre fuori.

LIVERPOOL!

ps. meglio un porco mafioso che un Agnelli.

L'unico che ha fatto una cosa giusta in quella famiglia ha parcheggiato la Croma sul viadotto e ha fatto un salto.
Eccone un altro che preferisce giocare con la Sbrodolina piuttosto che fare i drift con la Bravo. Buon per te.

 
brescia-genoa2010-2011.jpg


Trasferta Vietata...

NO ALLA TESSERA!

 
La protesta dei “senza tessera” «Vietati anche i viaggi» (da: ilsecoloxix.it).

A Roma erano andati nonostante il pullman che avevano affittato si fosse "rotto" all'alba. A Brescia i senza tessera erano una cinquantina e sono stati "blindati" in stazione, portati in Questura, identificati e riportati in stazione dove sono stati rimessi sul treno e rimandati a Genova. Il caso tessera del tifoso diventa sempre più genovese. Trasferte vietate a genoani (anche la prossima di Lecce) e sampdoriani (su tutti il caso Parma dove esiste il gemellaggio) che sono stati la punta avanzata della contestazione. Ma il caso di Brescia rischia di diventare fonte di polemica e ricorsi: «La circolare sulla tessera del tifoso - spiega l'avvocato Laura Tartarini - vieta, in casi particolari, l'accesso agli stadi se ci sono provvedimenti dell'autorità e impedisce l'accesso a chi non ce l'ha. Ma non esiste il divieto alla circolazione, che è un diritto inalienabile, né ad arrivare in una città». La vicenda sarà oggetto di una iniziativa legale. Ma cosa è accaduto ieri a Brescia? Da Genova erano partiti in cinquanta, molti giovani, altri tifosi storici, tutti senza tessera del tifoso: «Come a Roma, per andare a salutare la squadra e comunque far vedere che le siamo vicini». A Milano Lambrate dove il gruppo ha cambiato treno c'era la polizia, ma non ci sono stati problemi. A Brescia invece i tifosi genoani "non tesserati" sono stati bloccati, fatti salire su un pullman - «un abuso perché non abbiamo commesso reati né ne stavamo commettendo» -– e trasferiti in Questura. Il gruppo è stato sistemato sotto un tendone –«come se fossimo animali da circo» e identificati. Poi il gruppo è stato riaccompagnato in stazione e controllato sino a quando non è salito su un treno per Milano e, da qui, per Genova. La polemica è subito salita di tono, telefonate agli avvocati e proteste. «Lo avevamo già evidenziato - sottolinea l'avvocato Tartarini - la tessera già è tutta da discutere nel merito, ma quanto accaduto prima con la trasferta di Roma, a Parma con i tifosi della Sampdoria e oggi con quelli del Genoa evidenzia come il problema sia politico. Chi contesta e critica, in modo civile, viene punito. Ma l'aspetto più grave è la limitazione al diritto di movimento, oggi abbiamo, per così dire, scoperto che con una circolare si impedisce il libero movimento delle persone ed è inaccettabile». Sul treno dei tifosi discussione aperta. «Con una circolare, giorni fa, è stato deciso di impedire la libera scelta sul testamento biologico, di come uno vuole morire, oggi si impedisce la libertà di movimento. Sono due cose diverse, la prima tocca la vita delle persone, ma anche il diritto e la libertà di movimento sono costituzionalmente garantiti. A Brescia è stato commesso un atto arbitrario».

Maroni, invece che andare in tv a giustificarti fai in modo che i PRINCIPI DEMOCRATICI non siano messi in discussione.

MUOVERSI LIBERAMETE SUL TERRITORIO NAZIONALE E' UN DIRITTO!

 
Cagliari-Genoa: c'è l'accordo per Marchetti

Il portiere del Cagliari Federico Marchetti (27) a gennaio troverà una nuova sistemazione che gli garantirà di tornare a giocare con regolarità. Da quanto riporta sportmediaset le dirigenze di Genoa e Cagliari avrebbero già trovato l'accordo per il passaggio a titolo definitivo del portiere in Liguria. Il costo complessivo dell'operazione si aggirerebbe intorno ai 5 milioni di euro.

 
Cagliari-Genoa: c'è l'accordo per Marchetti
Il portiere del Cagliari Federico Marchetti (27) a gennaio troverà una nuova sistemazione che gli garantirà di tornare a giocare con regolarità. Da quanto riporta sportmediaset le dirigenze di Genoa e Cagliari avrebbero già trovato l'accordo per il passaggio a titolo definitivo del portiere in Liguria. Il costo complessivo dell'operazione si aggirerebbe intorno ai 5 milioni di euro.
Meglio di Eduardo //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Genoa, ladri in casa Zuculini: rubati soldi e Porsche




Ladri in azione nella notte ai danni del giocatore del Genoa, Franco Zuculini. Il centrocampista argentino, 20 anni, stava dormendo quando i ladri sono entrati nella sua abitazione ed hanno rubato circa mille euro in contanti ed una Porsche Panamera del valore di oltre centomila euro. Il giocatore si e' accorto del furto solo al suo risveglio in mattinata. A scoprire il furto questa mattina e' stato lo stesso giocatore rossoblu' che ha trovato la porta di casa forzata e la sua auto sparita. Sul posto si sono recati i carabinieri della compagnia di San Martino e quelli della sezione rilievi, che hanno passato al setaccio l'abitazione del giocatore sudamericano alla ricerca di tracce od impronte lasciate dai malviventi. Escluso, invece, l'uso dello spray al narcotico paventato in un primo momento. Il calciatore sta bene e si e' regolarmente allenato.

 


Fonte: ANSA


 




 
Ritrovata Porsche rubata a centrocampista Genoa Zuculini

(ANSA) - GENOVA, 1 DIC - E' stata ritrovata dai carabinieri sulle alture di Quarto Alto la Porsche Panamera rubata la scorsa notte all'esterno dell'abitazione di villa Quartara di Franco Zuculini, il centrocampista ventenne di origine argentina del Genoa derubato in casa da una gang di ladri mentre dormiva.

A segnalare il veicolo ai carabinieri della compagnia di San Martino sono stati alcuni passanti. Sul posto si e' recata anche la sezione rilievi dell'Arma che ha passato al setaccio l'auto alla ricerca di impronte. Zuculini era stato derubato lunedi' notte nella sua casa di Quarto, mette stava dormendo. I ladri avevano forzato la porta d'ingresso ed avevano rubato circa mille euro in contanti oltre alla fuoriserie. (ANSA).

Gliel'hanno ritrovata almeno //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Genoa, in pole per Dos Santos

L'edizione odierna de Il Secolo XIX riporta le indiscrezioni uscite ieri sul futuro del trequartista del Tottenham, Giovani Dos Santos, che vorrebbero il nazionale messicano nel mirino di diversi club italiani, tra cui il Genoa. E, come riporta il quotidiano ligure, ci sarebbero proprio i rossoblu in pole position nella corsa al giocatore.

 
Genoa, sempre più vicino l'addio di Zuculini

Per un giovane centrocampista che arriva, un altro che se ne va: a Genova, sponda rossoblu, paiono trovare conferme le voci sull'arrivo a gennaio di Rodney Strasser (20), attualmente in comproprietà col Milan, mentre il Genoa, come evidenzia il Corriere Mercantile, pare deciso a lasciar tornare all'Hoffenheim l'argentino Franco Zuculini (20).

 
Affare fatto: Giovani dos Santos al Genoa

Giovani Dos Santos al Grifone, l’idea torna d’attualità. Il trequartista messicano, di passaporto spagnolo, sta trovando pochissimo spazio nel Tottenham, a causa anche dei rapporti non certo idilliaci con il tecnico Harry Redknapp. E così dall’Inghilterra rimbalza la voce di un nuovo interesse da parte del Genoa nei suoi confronti. Secondo alcuni quotidiani britannici, infatti, Chivas di Guadalajara si sarebbe fatto avanti per riportarlo in Messico già a gennaio ma Dos Santos ha rifiutato la proposta perché è attirato dalla possibilità di giocare in Italia. Qualche sondaggio lo hanno fatto anche Fiorentina e Lazio ma è la società rossoblù, al momento, sembra quella meglio piazzata. Anche perché i contatti con il giocatore e il suo procuratore, che da Londra considerano molto approfonditi, erano già stati presi l’estate scorsa, prima che la trattativa finisse per bloccarsi, anche perché Gasperini, pur apprezzando il giocatore dal punto di vista tecnico, non era troppo convinto del suo inserimento tattico. Ora la situazione è cambiata e Dos Santos, grande talento di soli 21 anni che però sembra essersi un po’ perso, potrebbe rappresentare una scommessa. Un tipo di scommessa a cui il Genoa è abituato, dopo aver rilanciato un altro ex Barcellona come Thiago Motta. L’idea stuzzica il presidente Preziosi, grande estimatore dell’attaccante messicano e attirato dall’idea di rilanciare un giocatore che, nella Cantera del Barcellona, rubava molto spesso il posto a Lionel Messi. Un talento, il suo, troppo spesso condizionato da un carattere non facile, che lo ha portato più volte in contrasto con i suoi allenatori.

Giovani viene da una famiglia di calciatori: il padre Gerardo, meglio conosciuto come Zizinho, è brasiliano e ha giocato per anni nel Santos, nell’America e nel Leon come centrocampista. I fratelli Eder e Jonathan giocano rispettivamente nell’America e nelle giovanili del Barcellona. Giovani è cresciuto nel Barça, ha fatto anche parte della prima squadra a partire dal 2006 ma poi nel 2008 ha lasciato il Camp Nou per trasferirsi al Tottenham, club per cui ha firmato un contratto di cinque anni. L’avventura non è andata molto bene, tanto che per ben due volte è andato via in prestito, prima all’Ipswich e poi al Galatasaray l’anno scorso. In Turchia, tra l’altro, era alle dipendenze dell’ex centrocampista del Milan e ora allenatore Frankie Rjkaard. Nell’estate 2010 è stato uno dei protagonisti della bella avventura del Messico, secondo nel girone con Uruguay, Francia e Sudafrica e poi fermato dall’Argentina negli ottavi.

 
Affare fatto: Giovani dos Santos al Genoa
Giovani Dos Santos al Grifone, l’idea torna d’attualità. Il trequartista messicano, di passaporto spagnolo, sta trovando pochissimo spazio nel Tottenham, a causa anche dei rapporti non certo idilliaci con il tecnico Harry Redknapp. E così dall’Inghilterra rimbalza la voce di un nuovo interesse da parte del Genoa nei suoi confronti. Secondo alcuni quotidiani britannici, infatti, Chivas di Guadalajara si sarebbe fatto avanti per riportarlo in Messico già a gennaio ma Dos Santos ha rifiutato la proposta perché è attirato dalla possibilità di giocare in Italia. Qualche sondaggio lo hanno fatto anche Fiorentina e Lazio ma è la società rossoblù, al momento, sembra quella meglio piazzata. Anche perché i contatti con il giocatore e il suo procuratore, che da Londra considerano molto approfonditi, erano già stati presi l’estate scorsa, prima che la trattativa finisse per bloccarsi, anche perché Gasperini, pur apprezzando il giocatore dal punto di vista tecnico, non era troppo convinto del suo inserimento tattico. Ora la situazione è cambiata e Dos Santos, grande talento di soli 21 anni che però sembra essersi un po’ perso, potrebbe rappresentare una scommessa. Un tipo di scommessa a cui il Genoa è abituato, dopo aver rilanciato un altro ex Barcellona come Thiago Motta. L’idea stuzzica il presidente Preziosi, grande estimatore dell’attaccante messicano e attirato dall’idea di rilanciare un giocatore che, nella Cantera del Barcellona, rubava molto spesso il posto a Lionel Messi. Un talento, il suo, troppo spesso condizionato da un carattere non facile, che lo ha portato più volte in contrasto con i suoi allenatori.

Giovani viene da una famiglia di calciatori: il padre Gerardo, meglio conosciuto come Zizinho, è brasiliano e ha giocato per anni nel Santos, nell’America e nel Leon come centrocampista. I fratelli Eder e Jonathan giocano rispettivamente nell’America e nelle giovanili del Barcellona. Giovani è cresciuto nel Barça, ha fatto anche parte della prima squadra a partire dal 2006 ma poi nel 2008 ha lasciato il Camp Nou per trasferirsi al Tottenham, club per cui ha firmato un contratto di cinque anni. L’avventura non è andata molto bene, tanto che per ben due volte è andato via in prestito, prima all’Ipswich e poi al Galatasaray l’anno scorso. In Turchia, tra l’altro, era alle dipendenze dell’ex centrocampista del Milan e ora allenatore Frankie Rjkaard. Nell’estate 2010 è stato uno dei protagonisti della bella avventura del Messico, secondo nel girone con Uruguay, Francia e Sudafrica e poi fermato dall’Argentina negli ottavi.
addirittura già fatto?:morris82: preziosi prende solo scommesse!

 
Genoa, idea Kucka

Secondo quanto riporta stamani La Gazzetta dello Sport, il Genoa starebbe pensando al centrocampista slovacco Jurai Kucka (23), in forza allo Sparta Praga.

 
Giovani Dos Santos è un fenomeno da baraccone e non mi stancherò mai di ripeterlo.

 
Il ministro Maroni non sembra una persona molto intelligente, ma quanto a furbizia ricorda l’astuto Ulisse. Anche lui, nel suo piccolissimo, ha costruito un Cavallo di ***** e anche lui, proprio come Ulisse, retrocederà nel profondo Inferno, nel girone dei fraudolenti, e senza play-out. La TdT non è solo un business mascherato, ma è un’immensa scusa per smantellare le tifoserie e incrinare quel che di genuino ancora restava nel calcio. E’ anche un attentato alla libertà delle persone, impedite a muoversi, ad aggregarsi, a viaggiare, ricattate al punto da dover rinunciare ai riti sacri dell’abbonamento e delle trasferte. E’ quindi un affronto alla storia, perché tutti noi siamo gli eredi di una tradizione popolare che viene da lontano. Nel caso dei Genoani poi, viene da lontanissimo: ha viaggiato per oltre un secolo, su tradotte e carri bestiame, su bagnarole e navi a forma di gradinata, per strade polverose e a volte senza speranza, ma sempre affrontate con l’orgoglio di esserci. La partita di calcio era un appuntamento a cui chiunque poteva aderire, bastava pagare. Oggi è un setaccio simil-razzista che avvelena le radici di alberi secolari preferendo i più innocui arbusti, che però non danno frutti. Stiamo tornando alla tetra lavagna su cui si annotavano i buoni e i cattivi, con la differenza che questi vengono espulsi da tutte le scuole del “regno”, ma senza aver commesso reati o delitti di alcun genere. Nella rete a strascico è rimasto impigliato chi non ha voluto cedere all’imposizione incostituzionale, e il prezzo è la rinuncia a esercitare la passione. L’indifferenza di molti è miope, perché non ci si rende conto della svolta epocale di cui siamo vittime: non è una scelta privata con libera adesione, come si vuol far credere, ma è una costrizione che riguarda tutti, anche chi l’accetta, perché è un po’ meno libero. Ci stanno rubando il calcio, un pezzetto alla volta, e chi voleva gli stadi come teatri è andato oltre: dai tornelli al posto fisso, dagli orari demenziali alle casse spara-decibel, a uno speaker che andrebbe spernacchiato se solo si azzardasse a dialogare con la folla urlando i nomi delle star… “Lucaaaaaa”… “Toniiiiiiiii”. La genesi commerciale della TdT è spudorata ed è inutile rimarcarla, lo sanno perfino i Children, ma il dato fondamentale è la sua inutilità spacciata per antidoto. Intendo dire che il vero obiettivo era scompaginare le tifoserie, dividendole, e alla fine limitarne la presenza, i movimenti, le trasferte. Ovvio che i problemi siano diminuiti, così come calarono gli incidenti stradali nell’anno dell’austerity, quando una legge impediva l’uso dell’auto; oppure come per l’inquinamento dell’acqua: al ministro della Sanità di allora, Donat-Cattin, fu sufficiente alzare il limite dell’atrazina per purificarla, una specie di Tessera dell’Acqua. E oggi questa regola liberticida ci impedisce di andare… che so, a Brescia, senza essere fermati, portati in Questura, identificati, e rimessi a forza sulla via di casa. Occhio ragazzi, perché quest’uso disinvolto della libertà può essere il preludio di ben altre situazioni e magari, invece che a una partita di calcio, ci saranno problemi a scendere in piazza per urlare “governo ladro” o per rivendicare il contratto. Io non voglio essere schedato per veder giocare il mio Genoa, ne ho diritto, e se dopo 55 anni di Ferraris faccio violenza ai miei sentimenti rinunciando, è perché subisco la vostra violenza, più affilata di una lama e più devastante di una bomba carta. Ha vinto non la vostra sedicente prevenzione, ma la vostra incapacità di colpire i “puncicatori” e i delinquenti che con o senza TdT continueranno il loro mestiere, che non è il nostro. E’ caduto il confine tra l’essere o no Ultrà, perché lo sbarramento tracciato ha invaso il campo individuale, quello in cui ciascuno è sovrano. Come ampiamente previsto, il divieto di trasferta è ormai generalizzato e non distinguerà più le partite a rischio oggettivo: è una punizione contro il rifiuto della TdT, che appunto svela il suo ruolo di Cavallo di ***** e che, come tale, aveva ben altro scopo. Ci saranno azioni legali, temo velleitarie, così come è troppo ottimistico sperare che il dopo-Maroni modifichi le cose, perché troppi interessi commerciali e televisivi ruotano intorno a questo gioco di prestigio. Ci vorrebbe più consapevolezza, più solidarietà, più compattezza nella protesta e, mio parere personale, sarebbe necessaria una vera alleanza fra tutte le tifoserie, perché una piccola parte di Genoani, da soli, non possono farcela. D’altra parte, se Maroni è arrivato a dichiarare che le presenze negli stadi sono cresciute, vuol dire che è in atto anche la manipolazione dei dati: altro che Ulisse, qui siamo di fronte al Conte Ugolino che divora il calcio. Servirebbe un aiuto dai giornali, ma chi glielo fa fare? Ci vorrebbe la condanna delle Società, ma perché dovrebbero se i tifosi delle “grandi” sono quasi tutti tesserati? Ci vorrebbero zero abbonamenti per indurre i Presidenti a qualche preoccupazione, ma non ci si fa. Oppure, ma questa è utopia, basterebbe il buonsenso di chi comanda, o anche di chi solo ama questo sport e la sua gente, che ormai è diventata una massa di “utenti” da spremere. Non rimane che la coerenza, pesantissima da sopportare, ma che almeno armonizza la passione con la dignità, perché l’una senza l’altra ci modificherebbe in figuranti plaudenti, e in un certo senso “complici”.

***

Campionato insulso, stadi vuoti, calciatori che scioperano.

Triste destino per il calcio italiano.

 
Genoa, Ballardini vuole Bentivoglio

Continua la ricerca di centrocampisti da parte del Genoa in vista del mercato di gennaio. Oltre al rossonero Strasser (20), si registra l'interesse per Simone Bentivoglio (25) del Chievo, che con Pioli sta trovando poco spazio ed è stato richiesto espressamente da Ballardini.

 
Pubblicità
Pubblicità
Indietro
Top