Ufficiale Geopolitica

  • Autore discussione Autore discussione Gianpi
  • Data d'inizio Data d'inizio
ufficiale
Grazie, poi leggo con la dovuta attenzione.

Sono entrambe catastrofi umanitarie aventi ciascuna un principale responsabile. Dipende da cosa si prende in considerazione e dalle proprie valutazioni. Sono due popoli a rischio disgregazione strutturale? Qualcuno può rispondere di sì e chiamarla analogia. Mentre gli ucraini sotto le bombe hanno più vie di fuga (peraltro qui rientra il discorso mobilitazione e divieto di espatrio, ma il problema a monte è come funziona uno Stato quando entra in gioco la sua sopravvivenza, non come funziona l'Ucraina), i gazawi sono assediati, confinati e stipati in uno spazio ristretto in condizioni invivibili tali da poter definire la Striscia "un campo di concentramento a cielo aperto"? La stessa persona può rispondere di sì e chiamarla differenza. Anche se per quanto riguarda le vie di fuga sto tralasciando gli ucraini che vivono nei territori occupati.

L'unica cosa che avevo detto nell'altro topic era che le differenze, a mio avviso e umanamente parlando, non bastano per decidere di non manifestare per entrambe le cause contemporaneamente, specie se poi di fronte alla domanda "tu saresti sceso in piazza per il Vietnam?" la risposta è affermativa.
Ecco, questa è filosofia.
La realtà, intorno alla quale stai continuando a girare, è che con tutte le similitudini e le differenze che puoi ravvisare, il diritto internazionale è il simbolo incontrovertibile del doppiopesismo occidentale.
Infatti a ottobre è stato approvato il diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia (che colpisce anche paesi terzi che agevolano la Russia) e l'UE si appresta ad approvare una legge che vieta per tutti i secoli dei secoli l'acquisto di petrolio dalla Russia, mentre l'Iran resta il paese più sanzionato al mondo!
A quanti pacchetti di sanzioni siamo arrivati nei confronti di USA, Israele e dei paesi terzi che collaborano con loro?
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L'Iran non ha dichiarato formalmente una chiusura totale dello stretto, ma minacciando, attaccando navi civili di Paesi non belligeranti, imponendo un pedaggio selettivo e limitatamente minando ha prodotto l'effetto pratico di un blocco quasi completo: l'interruzione della stragrande maggioranza dei traffici. Sono decisioni già messe in atto (non eventuali) che violano il diritto internazionale. È stato tutto fatto presente e poi tu hai detto "fa benissimo l'Iran a fottersene del diritto internazionale esattamente come se ne fottono Israele e Usa che illegalmente l'hanno aggredita, dapprima economicamente e poi con le bombe", con cui pertanto evidentemente ti riferivi a decisioni già poste in essere (non eventuali), cioè cose avvenute. Anche perché non vedo il motivo per cui in questa valutazione dovresti tener conto solo della decisione eventuale (il blocco formale totale).
Lo Stretto non è mai stato chiuso completamente.
Il consiglio di difesa iraniano ha dichiarato che "qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane porterà naturalmente, e in conformità con la pratica militare consolidata, il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo [arabico] e nelle aree costiere con vari tipi di mine navali, comprese le mine alla deriva schierabili dalle coste", aggiungendo che gli stati non belligeranti possono passare attraverso lo Stretto di Hormuz solo coordinando il passaggio con l'Iran.
Io non ho prospettato la legalità del sabotaggio del Nord Stream.
Ma infatti non ho detto questo, ho solo preso a prestito la tua ipotesi per spiegare il mio concetto.
 
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Ecco, questa è filosofia.
La realtà, intorno alla quale stai continuando a girare, è che con tutte le similitudini e le differenze che puoi ravvisare, il diritto internazionale è il simbolo incontrovertibile del doppiopesismo occidentale.
Infatti a ottobre è stato approvato il diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia (che colpisce anche paesi terzi che agevolano la Russia) e l'UE si appresta ad approvare una legge che vieta per tutti i secoli dei secoli l'acquisto di petrolio dalla Russia, mentre l'Iran resta il paese più sanzionato al mondo!
A quanti pacchetti di sanzioni siamo arrivati nei confronti di USA, Israele e dei paesi terzi che collaborano con loro?
È da questo post (o forse anche da più tempo, non ricordo di preciso) che ti dò ragione sul doppiopesismo nell'utilizzo delle sanzioni:


Non capisco cos'altro vuoi sentire.
Comunque attualmente il Paese più sanzionato al mondo è la Russia.

Sul diritto internazionale partiamo da questo:


Non scende dai cieli nemmeno in Ucraina, infatti l'invasione continua.

Il suo uso selettivo o strumentale non è prerogativa dell'Occidente, è un fenomeno ed è simbolo, casomai, di un doppiopesismo a livello globale. Per dire:



Le sanzioni sono uno strumento (già discutibile di suo) usato prevalentemente dall'Occidente, che nel complesso le distribuisce iniquamente esponendosi alle stesse critiche anche su questo piano.

Tuttavia un quadro più completo a mio avviso è questo:

On the one hand, governments in the Global South are using accusations of double standards to ramp up normative pressure on the West to improve its record of consistency. These actors’ allegations of Western hypocrisy indicate growing frustration at a perceived mismatch: between Western states’ recent record of compliance with international standards and the West’s increasingly universalist rhetoric and touting of the rules-based international order. Moreover, their criticism also reflects concerns that, amid growing geopolitical competition, the transatlantic partners and their allies are further reducing their commitment to upholding international principles.

On the other hand, accusations of double standards are used to challenge the very idea of universal rules and principles as such. Some governments use allegations of hypocrisy to downplay the role of international principles or pursue what some have called a “de-universalisation”[9] of international rules. This includes autocracies like China and Russia. They point to Western double standards to distract from their flagrant violations of international norms and to relativize their revisionism of international rules. Beijing and Moscow also cite Western double standards to undermine the wider international community’s commitment to principles and ideas that they see as reinforcing Western hegemony. But the challenge to international principles comes from another side as well: from actors for whom Western double standards present a welcome excuse for adopting an unprincipled, transactional foreign policy approach. This approach does not pretend to be guided by broader principles but by the pursuit of narrow interests, including states’ desires not to be pulled into others’ geopolitical competition.



Tutto ciò erode ulteriormente la credibilità di un sistema nato già con la peculiarità sottolineata da Glassyman.
Lo Stretto non è mai stato chiuso completamente.
Il consiglio di difesa iraniano ha dichiarato che "qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane porterà naturalmente, e in conformità con la pratica militare consolidata, il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo [arabico] e nelle aree costiere con vari tipi di mine navali, comprese le mine alla deriva schierabili dalle coste", aggiungendo che gli stati non belligeranti possono passare attraverso lo Stretto di Hormuz solo coordinando il passaggio con l'Iran.
https://english.alarabiya.net/News/...-mines-if-us-israel-attack-its-coasts-islands
Ok, ma sto dicendo che anche senza questa posa di mine estensiva, finora solo minacciata, sta già violando il diritto con le azioni che ho elencato nel post precedente. Una precisazione va fatta però: mi sono informato meglio e la fonte che ha riferito di mine già piazzate sono funzionari statunitensi (letto sul NYT), ma l'Iran nega. Il resto invece dovrebbe essere assodato.
 
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Si, ma c'è un accordo in sede ONU siglato nel 1981 credo quindi con Khomeini al potere in cui si lasciava una striscia di circa 4 km come internazionale
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E' l'Isola di Kharg , ma è una notizia vecchia ,ne ho parlato io stesso già qualche giorno fa , se gli USA occupano Kharg bloccano il 90% del petrolio Iraniano , fu dato l'avvertimento se bloccate Hormuz noi occuperemo e bloccheremo Kharg , ne hanno anche parlato coi Cinesi probabilmente per garantire il rifornimento delle loro Petroliere ed evitare un coinvolgimento Cinese .
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Mi stai dicendo che se un Paese è in Guerra è legittimato a care il caso che gli pare a chiunque , tranne chi ti sta sulle palle?

Se l'Ucraina per esempio fa saltare il Nord Stream con cui il SUO NEMICO DIRETTO fa affari è illegale , mentre se l'Iran blocca lo stretto mandando a puttane il mondo anche se non è coinvolto è legittimo .

in altre parole i Nemici degli USA possono fare quel che vogliono ma nessun'altro

non c'è bias qui vero?
A parte che lo avranno fatto saltare in collaborazione con la CIA e quindi gli USA, si hai ragione.
Allora perché non si è detto, bene dato che avete fatto questa cosa vi togliamo ogni finanziamento?
Oltre a fare saltare il Nord Stream si sono messi ad attaccare le petroliere e metaniere russe, pure nel Mediterraneo.

 
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Ok, ma sto dicendo che anche senza questa posa di mine estensiva, finora solo minacciata, sta già violando il diritto con le azioni che ho elencato nel post precedente. Una precisazione va fatta però: mi sono informato meglio e la fonte che ha riferito di mine già piazzate sono funzionari statunitensi (letto sul NYT), ma l'Iran nega. Il resto invece dovrebbe essere assodato.
L'Iran non ha minacciato nulla: sta solo rispondendo alle minacce di Usa-Israele e si sta solo difendendo da un attacco militare completamente ingiustificato e completamente illegale.
Lasciando da parte la comicità della cosa, e tenendo sempre a mente che sono le navi Usa e dei loro alleati a non passare (le altre passano, come più volte ribadito) Trump era partito con un ultimatum di 48 ore, poi di 5 giorni ora di 10 giorni e la risposta iraniana è sempre stata la stessa: va' aiz a mmerd, dicono a Napoli.

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L'Iran non ha minacciato nulla: sta solo rispondendo alle minacce di Usa-Israele e si sta solo difendendo da un attacco militare completamente ingiustificato e completamente illegale.
Lasciando da parte la comicità della cosa, e tenendo sempre a mente che sono le navi Usa e dei loro alleati a non passare (le altre passano, come più volte ribadito) Trump era partito con un ultimatum di 48 ore, poi di 5 giorni ora di 10 giorni e la risposta iraniana è sempre stata la stessa: va' aiz a mmerd, dicono a Napoli.

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"As per Iranian Government request" :asd:
 
Richiesta cosi vera che intanto iran sta colpendo bersagli usa :sard:
Non sono affatto messi bene: non hanno soldi e sono costretti a "deviare" i soldi che la Svizzera ha pagato per gli F-35


Sistema patriot che comunque non serve a una mazza: Il fallimento del sitema Patriot ha seguito molteplici segnalazioni da fonti del Bahrein sui missili terra-aria che falliscono e colpiscono le aree civili.

In ogni caso sono con le pezze al culo: nei primi 6 giorni di conflitto hanno speso circa 12 miliardi di dollari

e ora Trump ne chiede al tri 200 perché "ci vogliono soldi per combattere i cattivi": suicidati e avrai l'eliminazione gratis dei cattivi :rickds:

Intanto gli Houti hanno fatto il loro ingresso nel conflitto e anche il passaggio dal Mar Rosso diventa caldo.
Nel frattempo i terroristi israeliani continuano a mietere civili in Libano e stamattina, in stile Gaza, hanno sterminato tre giornalisti.
 
L'Iran non ha minacciato nulla: sta solo rispondendo alle minacce di Usa-Israele e si sta solo difendendo da un attacco militare completamente ingiustificato e completamente illegale.
Vabbè, diciamo ammonire e credo ci siamo capiti. Chiaro che è uno dei modi con cui sta reagendo all'aggressione.

Anche il Manifesto, giornale che ha parlato senza ambiguità di aggressione, ha usato il verbo minacciare col soggetto Iran, ma vabbè.

Nel negoziato-fantasma si infilano Egitto e Turchia. Le bombe continuano a colpire fabbriche e impianti vitali alla popolazione: Israele prende di mira i poli siderurgici, Teheran minaccia quelli del Golfo. Problemi «logistica»: l’elevato consumo di missili Tomahawk e Patriot svuota le riserve del Pentagono


Comunque definire l'attacco USA-Israele "completamente illegale" significa appellarsi al diritto internazionale e non mi sembra che ora, come del resto altre volte, tu l'abbia citato solo a questo scopo:

"Personalmente il diritto internazionale lo cito solo per mettere in risalto quello che è diventato: uno strumento per giustificare l’ipocrisia nella sua applicazione ad personam".

Ma va bene eh, al netto dell'uso selettivo che ne fanno una serie di politici e giornalisti (non tutti) il diritto internazionale resta un riferimento per valutare la condotta di uno o più soggetti, evidentemente anche per te. Il tutto va poi messo in prospettiva al contesto.
 
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Se gli Houthi chiudessero lo stretto di Bab el Mandeb sarebbe una combo potentissima, bloccherebbero Suez.
 
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Karim Sull'acquisto di gas russo o statunitense aggiungo che, in base a questa logica del doppio standard (la critica di cui è guida nasce dal non ravvisare una parità di trattamento con radice etica), se al momento stessimo ancora comprando quello russo staremmo finanziando un'aggressione (russa, come fatto per 8 anni) e l'altra no (statunitense), creandone un altro. Tu stesso hai detto che così accadrebbe nel caso del petrolio:

"Certo, in questo modo finanziamo indirettamente l'invasione in Ucraina, molto meglio finanziare genocidi, rapimenti, bombardamenti ecc".

Poi, se per te il secondo doppio standard sarebbe la via da seguire per una mera questione di convenienza economica, che tra l'altro è almeno uno dei motivi per cui abbiamo finanziato l'aggressione russa per 8 anni (cito una risposta in bilico fra serietà ed ironia che mi hai dato: "è il libero mercato bellezza"), prendo atto ma dicendoti oltretutto, come ho fatto, che la premessa da cui parti, cioè il veto categorico e generalizzato a qualsiasi distinzione fra le due aggressioni, non solo è esagerato ma nemmeno tu lo poni (vedi confronto con la Palestina), come hai già dato conferma.
 
Ultima modifica:
non promette bene il silenzio radio degli USA che non hanno ancora reagito sul serio a tutte le reazioni in questi 2-3 giorni dell'iran.

secondo me trump sul serio invade almeno isola dove parte il 90% del petrolio iraniano.
 
Comunque definire l'attacco USA-Israele "completamente illegale" significa appellarsi al diritto internazionale e non mi sembra che ora, come del resto altre volte, tu l'abbia citato solo a questo scopo:

"Personalmente il diritto internazionale lo cito solo per mettere in risalto quello che è diventato: uno strumento per giustificare l’ipocrisia nella sua applicazione ad personam".

Ma va bene eh, al netto dell'uso selettivo che ne fanno una serie di politici e giornalisti (non tutti) il diritto internazionale resta un riferimento per valutare la condotta di uno o più soggetti, evidentemente anche per te. Il tutto va poi messo in prospettiva al contesto.
A parte il fatto che definire illegale l'aggressione Usa-Israele assimila anche l'ipocrisia dell'applicazione del diritto internazionale, oppure a te risulta che siano stati presi provvedimenti sanzionatori?
Al di là di questo, come dovrei definire l'aggressione all'Iran, al Libano, al Venezuela, all'Ucraina...🤔

Karim Sull'acquisto di gas russo o statunitense aggiungo che, in base a questa logica del doppio standard (la critica di cui è guida nasce dal non ravvisare una parità di trattamento con radice etica), se al momento stessimo ancora comprando quello russo staremmo finanziando un'aggressione (russa, come fatto per 8 anni) e l'altra no (statunitense), creandone un altro. Tu stesso hai detto che così accadrebbe nel caso del petrolio:

"Certo, in questo modo finanziamo indirettamente l'invasione in Ucraina, molto meglio finanziare genocidi, rapimenti, bombardamenti ecc".

Poi, se per te il secondo doppio standard sarebbe la via da seguire per una mera questione di convenienza economica, che tra l'altro è il motivo per cui abbiamo finanziato l'aggressione russa per 8 anni (cito una risposta in bilico fra serietà ed ironia che mi hai dato: "è il libero mercato bellezza"), prendo atto ma dicendoti oltretutto, come ho fatto, che la premessa da cui parti, cioè il veto categorico e generalizzato a qualsiasi distinzione fra le due aggressioni, non solo è esagerato ma nemmeno tu lo poni (vedi confronto con la Palestina), come hai già dato conferma.
Sono scenari che mi hai già proposto e ai quali ho già replicato

non promette bene il silenzio radio degli USA che non hanno ancora reagito sul serio a tutte le reazioni in questi 2-3 giorni dell'iran.

secondo me trump sul serio invade almeno isola dove parte il 90% del petrolio iraniano.
Una volta conquistata come la difendi da droni, missili e artiglieria iraniana? Probabilmente sarà un massacro di soldati statunitensi.
Tra le altre cose Kharg è a circa 500 km da Hormuz e l'Iran è stato chiaro: attaccare le nostre coste e le nostre isole comporterà la chiusura totale di Hormuz.
Quando si pensa allo Stretto di Hormuz si pensa subito al petrolio, ma da Hormuz passa anche altro forse più importante del petrolio: zolfo, fertilizzanti, acido solforico (fondamentale, tra le altre cose, per l'estrazione e la lavorazione di uranio, rame, nichel...) e il 24% circa del totale mondiale passa da Hormuz.
Se fa una simile idiozia lo fa solo per tirarsi dietro l'Europa.
 
A parte il fatto che definire illegale l'aggressione Usa-Israele assimila anche l'ipocrisia dell'applicazione del diritto internazionale, oppure a te risulta che siano stati presi provvedimenti sanzionatori?
Al di là di questo, come dovrei definire l'aggressione all'Iran, al Libano, al Venezuela, all'Ucraina...🤔


Sono scenari che mi hai già proposto e ai quali ho già replicato


Una volta conquistata come la difendi da droni, missili e artiglieria iraniana? Probabilmente sarà un massacro di soldati statunitensi.
Tra le altre cose Kharg è a circa 500 km da Hormuz e l'Iran è stato chiaro: attaccare e nostre coste e le nostre isole comporterà la chiusura totale di Hormuz.
Quando si pensa allo Stretto di Hormuz si pensa subito al petrolio, ma da Hormuz passa anche altro forse più del petrolio: zolfo, fertilizzanti, acido solforico (fondamentale, tra le altre cose, per la l'estrazione e la lavorazione di uranio, rame, nichel...) e il 24% circa del totale mondiale passa da Hormuz.
Se fa una simile idiozia lo fa solo per tirarsi dietro l'Europa.
se non invadono isola bho, i fottuti sono gli USA che si sono cacciati in un bel guaio senza uscita, forse ci sta pure, ma devi per forza buttare nel cesso vite umane, risorse e ancora più denaro.
di certo iran non si arrende, ma trump per ego smisurato che tiene non farà mai dietro front se viene visto da tutti come una sconfitta.
 
A parte il fatto che definire illegale l'aggressione Usa-Israele assimila anche l'ipocrisia dell'applicazione del diritto internazionale, oppure a te risulta che siano stati presi provvedimenti sanzionatori?
Assimilare anche =/= citare solo per mettere in risalto tale ipocrisia. Assimilare anche ciò è qualcosa che faccio anch'io.

In questo caso al posto di ipocrisia nell'applicazione direi più nelle reazioni - di postura e concrete - alla sua violazione. Non è applicabile da un’autorità centrale superiore ai singoli Stati in modo garantito e uniforme, poiché una siffatta autorità non esiste.
Al di là di questo, come dovrei definire l'aggressione all'Iran, al Libano, al Venezuela, all'Ucraina...🤔
Appunto, posso parlare di aggressione illegale all'Ucraina e pensare che lo sia anche quella all'Iran, tenendo presente tale ipocrisia. Invece che palle quando parlo di aggressione illegale all'Ucraina sentirsi rispondere in sostanza che cercare il diritto internazionale è ridicolo (sembra che lo sia a prescindere).
Sono scenari che mi hai già proposto e ai quali ho già replicato
Non esattamente, comunque stessa cosa dicasi per le mie repliche successive alla tua.

Avevo pensato che mi avresti potuto rispondere "sì, ma mentre l'aggressione all'Ucraina ha prodotto il distacco dal gas russo, quella all'Iran non ha prodotto il distacco dal gas statunitense". Ti avrei detto: mh, tieni anche conto del fatto che per produrre il distacco da quello russo ci sono voluti 8 anni e un'invasione di terra su larga scala a seguito della quale si può pensare che l'Ucraina sia a rischio scomparsa. A quel punto la domanda sarebbe diventata: e quindi da chi lo compriamo? La risposta che hai dato, parafrasando, è stata: "da quel responsabile di un'aggressione che ce lo vende a meno, cioè la Russia". Al che qui si inserirebbe la mia osservazione sul veto. Ma non si capisce se intendi dire che saresti d'accordo anche con l'idea di riallacciarci al gas russo adesso o solo con l'idea che non dovevamo decidere di staccarci quando l'abbiamo fatto (cioè quando gli USA non stavano attaccando l'Iran come adesso). Quale delle due opzioni?
 
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Questa mi mancava: secondo questo tizio l'Ucraina è responsabile anche del rincaro legato a questo conflitto.

 
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La nota della comunità: "Important context: this is called ethnic cleansing." Chissà come rosicano i gestori della propaganda israeliana.

Fra l'altro, a questo punto immagino che un giornale russo potrebbe scrivere con la stessa serenità che l'unico modo di governare le regioni ucraine conquistate è rimuovere "the other people" senza suscitare sdegno internazionale o altro.
 
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Appunto, posso parlare di aggressione illegale all'Ucraina e pensare che lo sia anche quella all'Iran, tenendo presente tale ipocrisia. Invece che palle quando parlo di aggressione illegale all'Ucraina sentirsi rispondere in sostanza che cercare il diritto internazionale è ridicolo (sembra che lo sia a prescindere).
Non ricordo di averti mai fatto questa osservazione.
Non esattamente, comunque stessa cosa dicasi per le mie repliche successive alla tua.

Avevo pensato che mi avresti potuto rispondere "sì, ma mentre l'aggressione all'Ucraina ha prodotto il distacco dal gas russo, quella all'Iran non ha prodotto il distacco dal gas statunitense". Ti avrei detto: mh, tieni anche conto del fatto che per produrre il distacco da quello russo ci sono voluti 8 anni e un'invasione di terra su larga scala a seguito della quale si può pensare che l'Ucraina sia a rischio scomparsa. A quel punto la domanda sarebbe diventata: e quindi da chi lo compriamo? La risposta che hai dato, parafrasando, è stata: "da quel responsabile di un'aggressione che ce lo vende a meno, cioè la Russia". Al che qui si inserirebbe la mia osservazione sul veto. Ma non si capisce se intendi dire che saresti d'accordo anche con l'idea di riallacciarci al gas russo adesso o solo con l'idea che non dovevamo decidere di staccarci quando l'abbiamo fatto (cioè quando gli USA non stavano attaccando l'Iran come adesso). Quale delle due opzioni?
Qual'è il senso di staccarsi dal gas russo per salvaguardare la nostra autonomia e indipendenza, per legarci mani e piedi a quello americano (e fanculo l'autonomia e l'indipendenza) che costa 4 volte di più?
Nella realtà attuale in cui ci troviamo (diritto internazionale calpestato, CPI umiliata, Onu sfanculata, Nato boh!...) se io fossi l'Europa farei un bel filmato whatsapp dove ci sono inquadrati tutti gli accordi sul gas firmati con gli Usa, ci piscerei sopra e lo manderei a Trump.
Subito dopo farei accordi con CHIUNQUE mi offre gas al minor prezzo: Iran, Cina, Arabia Saudita, Russia...chi offre di meno vince un accordo di fornitura.
Fossimo in un'altra realtà probabilmente sarebbe diverso, ma in questa realtà dove viene rapito un capo di stato per espropriare le risosrse energetiche di quel paese, pisciare sugli accordi Usa è la cosa migliore che si possa fare!
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La nota della comunità: "Important context: this is called ethnic cleansing." Chissà come rosicano i gestori della propaganda israeliana.

Fra l'altro, a questo punto immagino che un giornale russo potrebbe scrivere con la stessa serenità che l'unico modo di governare le regioni ucraine conquistate è rimuovere "the other people" senza suscitare sdegno internazionale o altro.

In questo caso basterebbe alzare gli occhi al cielo per constatare subito la discesa in terra del diritto internazionale :ahsisi:
 
Non ricordo di averti mai fatto questa osservazione.

Qual'è il senso di staccarsi dal gas russo per salvaguardare la nostra autonomia e indipendenza, per legarci mani e piedi a quello americano (e fanculo l'autonomia e l'indipendenza) che costa 4 volte di più?
Nella realtà attuale in cui ci troviamo (diritto internazionale calpestato, CPI umiliata, Onu sfanculata, Nato boh!...) se io fossi l'Europa farei un bel filmato whatsapp dove ci sono inquadrati tutti gli accordi sul gas firmati con gli Usa, ci piscerei sopra e lo manderei a Trump.
Subito dopo farei accordi con CHIUNQUE mi offre gas al minor prezzo: Iran, Cina, Arabia Saudita, Russia...chi offre di meno vince un accordo di fornitura.
Fossimo in un'altra realtà probabilmente sarebbe diverso, ma in questa realtà dove viene rapito un capo di stato per espropriare le risosrse energetiche di quel paese, pisciare sugli accordi Usa è la cosa migliore che si possa fare!
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In questo caso basterebbe alzare gli occhi al cielo per constatare subito la discesa in terra del diritto internazionale :ahsisi:
Comunque, il problema del prezzo del gas nasce dalla gestione immonda del mercato ttf dove si è deciso di abbandonare i contratti a termine in favore di quelli spot ("perché paghiamo di meno!"). Questa scelta, fra l'altro, illo tempore fu avversata anche dai partner russi -che non erano ancora sanzionati- perché avrebbero preferito avere dei contratti a lungo termine accollandosi una parte del rischio sul pezzo piuttosto che contratti spot che, per loro natura, avrebbero anche potuto essere più vantaggiosi per via del prezzo (nonostante questo sembri contraddire il "paghiamo meno" di cui sopra, in realtà è un discorso abbastanza simile alle rate di un mutuo a tasso variabile).

Al di là di tutto questo, comunque, l'Europa è in crisi energetica latente dagli anni '70 e la situazione non è mai stata realmente risolta nel senso di una indipendenza energetica -che pure andrebbe spiegata: ok Europa indipendentemente ma, all'interno dell'Europa stessa sarebbero tutti indipendenti o qualcuno sarebbe dipendente da altri?-. Il problema era riemerso nella seconda metà degli anni 2000 proprio con i gasdotti russi che passa(va)no per l'Ucraina ed è proprio per bypassare l'Ucraina che erano stati costituiti i nord stream. Addirittura si parlava anche di un south stream.

In tutto questo, noi europei, vassalli complici aggressori, abbiamo rinunciato al gas di un aggressore per motivi etici per legarci mani e piedi al gas del nostro egemone, aggressore anche lui che ci fa pagare il gas in quadruplo e da cui, preso atto dell'inaffidabilità dell'egemone stesso, vogliamo renderci indipendenti comprando armi proprio da lui o producendone noi con il gas dell'egemone da cui dipendiamo.

E ciliegina sulla torta, quando si arriva al punto: "ma il gas da chi lo compriamo, allora?" Si guarda il dito per non guardare la luna della risposta: "da chi ci indica l'egemone" o, alternativamente, "dall'aggressore che mi piace di più".
 
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