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Ecco, questa è filosofia.Grazie, poi leggo con la dovuta attenzione.
Sono entrambe catastrofi umanitarie aventi ciascuna un principale responsabile. Dipende da cosa si prende in considerazione e dalle proprie valutazioni. Sono due popoli a rischio disgregazione strutturale? Qualcuno può rispondere di sì e chiamarla analogia. Mentre gli ucraini sotto le bombe hanno più vie di fuga (peraltro qui rientra il discorso mobilitazione e divieto di espatrio, ma il problema a monte è come funziona uno Stato quando entra in gioco la sua sopravvivenza, non come funziona l'Ucraina), i gazawi sono assediati, confinati e stipati in uno spazio ristretto in condizioni invivibili tali da poter definire la Striscia "un campo di concentramento a cielo aperto"? La stessa persona può rispondere di sì e chiamarla differenza. Anche se per quanto riguarda le vie di fuga sto tralasciando gli ucraini che vivono nei territori occupati.
L'unica cosa che avevo detto nell'altro topic era che le differenze, a mio avviso e umanamente parlando, non bastano per decidere di non manifestare per entrambe le cause contemporaneamente, specie se poi di fronte alla domanda "tu saresti sceso in piazza per il Vietnam?" la risposta è affermativa.
La realtà, intorno alla quale stai continuando a girare, è che con tutte le similitudini e le differenze che puoi ravvisare, il diritto internazionale è il simbolo incontrovertibile del doppiopesismo occidentale.
Infatti a ottobre è stato approvato il diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia (che colpisce anche paesi terzi che agevolano la Russia) e l'UE si appresta ad approvare una legge che vieta per tutti i secoli dei secoli l'acquisto di petrolio dalla Russia, mentre l'Iran resta il paese più sanzionato al mondo!
A quanti pacchetti di sanzioni siamo arrivati nei confronti di USA, Israele e dei paesi terzi che collaborano con loro?
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Lo Stretto non è mai stato chiuso completamente.L'Iran non ha dichiarato formalmente una chiusura totale dello stretto, ma minacciando, attaccando navi civili di Paesi non belligeranti, imponendo un pedaggio selettivo e limitatamente minando ha prodotto l'effetto pratico di un blocco quasi completo: l'interruzione della stragrande maggioranza dei traffici. Sono decisioni già messe in atto (non eventuali) che violano il diritto internazionale. È stato tutto fatto presente e poi tu hai detto "fa benissimo l'Iran a fottersene del diritto internazionale esattamente come se ne fottono Israele e Usa che illegalmente l'hanno aggredita, dapprima economicamente e poi con le bombe", con cui pertanto evidentemente ti riferivi a decisioni già poste in essere (non eventuali), cioè cose avvenute. Anche perché non vedo il motivo per cui in questa valutazione dovresti tener conto solo della decisione eventuale (il blocco formale totale).
Il consiglio di difesa iraniano ha dichiarato che "qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane porterà naturalmente, e in conformità con la pratica militare consolidata, il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo [arabico] e nelle aree costiere con vari tipi di mine navali, comprese le mine alla deriva schierabili dalle coste", aggiungendo che gli stati non belligeranti possono passare attraverso lo Stretto di Hormuz solo coordinando il passaggio con l'Iran.
Ma infatti non ho detto questo, ho solo preso a prestito la tua ipotesi per spiegare il mio concetto.Io non ho prospettato la legalità del sabotaggio del Nord Stream.
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