Alert Guerra in Ucraina | Leggere primo post prima di intervenire

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Invito tutti voi a darvi una calmata, vi ricordo che è sempre un Topic Alert per il quale è importante seguire le regole che ora vi ricordo:


NO Flame/NO Member War
NO Spam/NO Continui tweet spammati
NO Trolling
NO Video in cui ci sono violenze su persone
NO Off Topic
NO Post fuori le righe
NO Contestazione pubblica alla moderazione (se volete un chiarimento su un intervento contattate me e gli altri mod in privato)
NO copiare e incollare contenuti di carattere "paywall" (ad esempio articoli che richiedono la sottoscrizione di un abbonamento per poter essere consultati)


In questo thread possono essere postati e discussi, oltre a tutti i fatti di cronaca relativi al conflitto in atto, quelli "collaterali" di carattere politico che hanno luogo al di fuori del nostro Paese. Per fare un esempio: discussione politica italiana sul caro energia come conseguenza delle sazioni alla Russia NO, matrice politica dell'attentato a Dugina SI.


Questo è l'ultimo avvertimento che vi scriviamo, da ora in poi interverremo direttamente alle trasgressioni delle regole.

Chi sarà ammonito si aspetti di poter essere bannato o addirittura oscurato dal topic, se continuerà a non rispettare le regole.
 
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Fatto del 2008.

Per chi afferma che è colpa della NATO o che Putin vuole proteggere le minoranze dal "genocidio"

 
Ragazzi, avrei bisogno di un aiutino, se possibile, a ritrovare un articolo sepolto in pagine e pagine di discussione perché purtroppo non ricordo chi l'avesse postato. L'articolo in questione presentava un'analisi della linea d'azione del governo russo nel conflitto, dove per esempio si diceva che tutto ciò che può servire al raggiungimento dell'obiettivo, cioè alla vittoria o ad una sua forma accettabile, viene piegato e sfruttato a tale scopo, compresi i negoziati, i canali diplomatici (modus operandi già visto in Siria). Qualcuno si ricorda il post e l'autore del post oppure, che so, magari l'ha salvato nei preferiti, riesce a googlare le giuste parole chiave per ritrovarlo sul web? Dal canto mio ho già fatto diversi tentativi (sia qui sul forum che su google) senza successo. Giamast Non è che eri tu per caso?

E' bravo Nova Lectio? (domanda rivolta a tutti sperando di non aprire OT troppo lunghi) No, perché con quell'altro youtuber di cui non ricordo nemmeno il nome e a cui io su un forum pubblico non darei nemmeno un briciolo di attenzione e tempo non mi sembra che operi una grande scrematura. :hmm: La copertina non è promettentissima ecco, però potrebbe non voler dire.

L'ho trovato ben fatto (oltre che ovviamente molto preoccupante e terrificante), il discorso tocca punti molto importanti e su alcune cose, che di volta in volta verificavo e approfondivo sul web, mi ha informato maggiormente. Una nota: verso la fine si schiera apertamente e nettamente (apparentemente senza nessuna remore, usa un tono deciso e asciutto [anche quando dice che Kiev ha bisogno di equipaggiamento pesante dal momento che agli ucraini non manca il personale e la volontà di combattere]) a favore dell'insistenza all'invio di armi collocando questa azione in ciò che chiama "giusta direzione" e definendola "necessaria" a respingere la prossima offensiva fino a cacciare gli invasori fuori dai confini nazionali (e a quest'ultimo proposito non ho capito precisamente cosa intende, cioè se intende "addirittura" una riconquista dell'intero Donbass oltre il fronte interno e della Crimea, il che mi sembrerebbe un'affermazione piuttosto "pesante" e un po' ardita). Mi è parso molto convinto di questa previsione. Mh. Finora, con i costi in vite umane* (in merito ai quali tuttavia, considerato il fatto che l'esercito ucraino è molto più efficacemente e sofisticatamente addestrato - qui correggetemi se sbaglio - rispetto all'anno dell'annessione della Crimea alla Russia [2014] e che i militari e non solo hanno sfoderato lo "spirito" che tutti stiamo imparando a conoscere, sfido a cercare di trovare un paragone atto a dimostrare che la guerra avrebbe fatto molte meno vittime nell'ipotetico scenario in cui gli ucraini non fossero stati armati dall'estero, a cui aggiungere le conseguenze del regime dopo l'eventuale resa ucraina - insomma, ci andrei cauto con questo tipo di paragoni), il supporto militare dall'estero sembra aver funzionato a spostare gli equilibri sul campo, probabilmente a rovinare i piani russi costringendoli a riadattarsi alla situazione imprevista (e quindi la leadership a scoprirsi, come ripete yonkers), a condizionare negativamente l'immagine internazionale di Putin e con lui/con i suoi collaboratori e portavoce - purtroppo per la popolazione russa - ciò che rappresenta la Russia come entità statale davanti alla comunità internazionale.

Per non parlare del fatto che secondo me a chi sostiene il rifiuto di inviare armi per difendersi si potrebbe anche contrapporre (ma non sto necessariamente implicando che così si riesca ad esaurire il dilemma etico di estrazione pacifista che sconvolge e disorienta anche me) il concetto di autodeterminazione dei popoli.


Nel senso che la richiesta di armi da parte degli ucraini (dei loro rappresentanti attuali, ok, ma eletti democraticamente... e poi c'è la percentuale dei volontari) può essere vista come una richiesta di aiuto per poter esercitare tale diritto di fronte ad una minaccia imperialista che vuole farne piazza pulita (in questa frase intendo "del diritto", piazza pulita del diritto) e che in questo momento storico e finora ha dimostrato di non poter essere fermata o rallentata - sul fronte dei soggetti aggrediti - se non solamente e tragicamente con la lotta armata. Quindi viene da domandarsi (perlomeno viene a me): chi siamo noi (che non abbiamo vissuto sulla nostra pelle la loro storia, il loro senso di identità, la loro cultura, le loro "pene", entusiasmi, paure) per dire loro "no, ascoltate noi, questo che vi proponiamo noi è il vostro bene, non quello che pensate di volere voi per voi stessi e per il vostro futuro, ovvero il futuro delle vostre case"? E se qualcuno adesso è subito colto dal pensiero "ma loro chi? Più plausibilmente intendi Zelensky che sta mandando al massacro il suo popolo" a quel qualcuno che si sente interpellato chiedo: sei proprio sicuro/a che la resistenza cesserebbe di esistere senza di lui a capo del governo?

Richiesta di sostegno che tra l'altro ci giunge da una nazione che non vuole essere RIannessa ad un'altra sotto un regime della quale ha sperimentato ad esempio questo:


Ora io non sono un esperto dell'approccio storico-sociologico al tema, però nel mio piccolo mi permetto di fare una considerazione. Non sottovaluterei - o perlomeno non darei per scontata la propensione a piegarsi facilmente - (anche in ottica turbolenza sociale/agitazione popolare dell'ipotetico scenario post "vittoria" russa, che spero con tutto il cuore non si realizzi né entro il 9 maggio [e sono tanti giorni ancora, per carità] né mai), la forza e la resilienza di un sentimento ora più che mai "incattivito" potenzialmente soggetto ad una fonte di alimentazione difficilmente estinguibile in ogni sua traccia dovuta al fatto che una totale disfatta militare ucraina possa rappresentare un dolorosissimo anacronismo storico, un riavvolgimento del tempo verso un passato che vedevano definitivamente allontanarsi alle loro spalle (parlo di ucraini, non di filorussi con desideri separatisti anche fomentati, cavalcati e strumentalizzati da Mosca). Un po' come se l'Italia precipitasse nuovamente sotto la dominazione di qualche potenza europea che si spartisce il nostro territorio decidendo nuovi ed arbitrari confini fra le regioni conquistate e contese, dissolvendone quell'unità che sappiamo bene quanti sforzi ha richiesto per essere costruita.

Pertanto noi, destinatari occidentali di tale SOS, escludendo cautamente (e sperando di vederci chiaro e giusto) quel tipo di intromissioni con alto o altissimo rischio di aumentare (anche esponenzialmente) la dimensione e la natura del conflitto con conseguenze oltretutto ancora più imprevedili e devastanti, se accettiamo il concetto sopracitato di autodeterminazione dovremmo rispondere alla chiamata sia per il più generale principio etico che ne deriva sia in base a questo (raccomandazione ovviamente, non clausola vincolante):

Dichiarazione di principi sulle relazioni amichevoli tra Stati, adottata dall’Assemblea generale nel 1970, che raccomanda agli Stati membri dell’ONU di astenersi da azioni di forza volte a contrastare la realizzazione del principio di autodeterminazione e riconosce ai popoli il diritto di resistere, anche con il sostegno di altri Stati e delle Nazioni Unite, ad atti di violenza che possano precluderne l’attuazione.

*ogni espressione che mi viene in mente per definire con vaghezza le persone che perdono la vita a causa di una guerra, ovunque ciò accada e di qualsiasi nazionalità esse siano (che siano civili ucraini, soldati ucraini o giovani soldati russi mandati allo sbaraglio a combattere una guerra d'invasione non decisa da loro e che non sanno rispondere alla domanda posta da una civile intermediaria in una cantina "siete venuti a liberarci da chi?" mentre le donne - e i bambini - vengono separate dagli uomini, giusto per fare tre esempi [testimonianza raccolta dalla Mannocchi]), mi sembra in qualche modo indegna. Infatti c'è un piccolo aspetto che sto apprezzando particolarmente, se così si può dire, nei resoconti della citata reporter, cioè il fatto che in ogni suo racconto ponga grande attenzione e puntuale accento nel chiamare per nome tutti i protagonisti delle testimonianze/delle interviste che raccoglie (nel suo caso ucraini). Non è un dettaglio insignificante dato che la perdita/sottrazione del nome è uno dei primi passi formali verso la deumanizzazione dell'individuo (di cui si parla anche nel video quotato), come sappiamo bene, ma forse mai abbastanza, che insegna Primo Levi.

**Esempio apparentente banale: parlando di intrattenimento, da una fonte personale e di cui mi fido, vissuta ed attualmente residente a Kropyvnyc'kyj, so per esempio che separare la programmazione della tv moderna, l'industria cinematografica e musicale ucraine dalla Russia è stato difficile, che ancora oggi è pieno di musicisti e attori che scelgono di lavorare in Russia semplicemente perché in questo modo quadagnano di più, che sì, l'industria dell'intrattenimento è stata legata a doppio filo a quella russa anche per anni e anni dopo l'avvenuta disgregazione dell'URSS, che i legami con la Russia in questo ambito sono rimasti forti fino al 2014, quando è iniziata una produzione definibile "propria" (our own stuff). Ancora: ci sono un sacco di serie televisive ucraine, prodotte e girate in ucraina, con attori ucraini, ma sceneggiate e recitate in russo. I produttori motivano dicendo che l'ucraino non è una lingua adatta alla serietà di queste serie tv, in realtà l'unica motivazione (lei crede fortemente) è vendere dette serie - ambientate in generiche città senza nome, usando una valuta in dollari e targhe di automobili che sono un misto tra quelle ucraine e quelle russe - in Russia per fare più soldi.

Comunque prima che una parola tirasse l'altra avevo quotato il video essenzialmente perché volevo integrarlo con alcune informazioni, provenienti sempre dalla fonte personale, su un passaggio specifico, cioè quello dell'etnonimo khokhol usato a connotazione dispregiativa che appare nel post mostrato nel video intorno all'inizio del terzo minuto. Le ho chiesto se fosse vero e quanto fosse/sia diffuso nei recenti anni passati e attualmente, secondo la sua percezione ed esperienza. Mi ha risposto che è molto vero, che veniva usato nell'Unione Sovietica e anche tuttora, che i russi lo usano spesso per riferirsi agli ucraini. Dopo il 2014 l'ha sentito usare molto di più, è usato per dire che loro stanno sotto i russi, che sono peggiori. Poi di sua sponte ha aggiunto che è vero il fatto che ai russi è stato insegnato ad odiare/disprezzare gli ucraini, per esempio l'ha visto personalmente online: ovunque ci fosse una discussione/disputa saltava fuori e veniva utilizzato l'argomento della nazionalità (Ukrainians are inferior, your country is fake, your language doesn't exist, you're supposed to be a part of Russia etc etc) e persone con comportamenti normali in altri contesti erano come triggerate in qualche modo dalla menzione della nazionalità. Le ho chiesto se dunque il fenomeno non si limitasse a riflettere il divertimento grottesco di una manciata di troll chiassosi online e mi ha risposto che di troll ce ne sono, ma che quelli a cui ha fatto riferimento erano esempi di persone che solitamente tenevano comportamenti, appunto, perfettamente normali. E lo stesso si può dire di come i russi trattano i bielorussi online. Ha inoltre rievocato un ricordo del 2008 di una chat di teenagers in cui per il medesimo motivo veniva attaccato e insultato un ragazzo della Georgia, per cui - ha concluso - non può neanche asserire che sia un atteggiamento indirizzato specificatamente agli ucraini, è che si sentono superiori nei confronti di tutte le nazioni che sono state sotto il dominio russo nel corso della storia. Finito, vi ho riportato più o meno le sue parole dato che ho l'opportunità di sentire una voce direttamente coinvolta e fidata. Se qualcuno per uno strano caso stesse pensando che sia paragonabile al "terrone" qui da noi, non credo proprio.

Ciò non vuole essere una generalizzazione sui russi né tantomeno l'ho riportato per creare pregiudizi su una nazionalità, ma magari un riflettore sulla possibile presenza di un fenomeno attinente sì, quello sì.

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Ah Moon, spulciando il topic alla ricerca di quell'articolo disperso di cui ho parlato nelle prime righe mi sono imbattuto in questo post:
Dimmi quali leggi internazionali vietano la coscrizione obbligatoria e le leggi marziali.
Non direttamente la coscrizione e la legge marziale, ma Zelensky si è servito di un decreto approvato subito dopo l'inizio del conflitto per impedire (come aveva accennato Revolver Ocelot) ai cittadini di sesso maschile dai 18 ai 60 anni aventi diritto all'obiezione di coscienza di lasciare il paese, costringendoli di fatto a restare - da civili - in una zona di guerra. Teoricamente (ma correggetemi se commetto ingenuità nel ragionamento), anche dovendo rispondere alla coscrizione, gli obiettori di coscienza avrebbero potuto essere sottoposti al giudizio del tribunale militare a situazione posteriore più calma.


Specialmente i paragrafi "Conscientious objection" e "What international law says".

Artorias the Abysswalker Forse può interessare anche te che se non sbaglio sei intervenuto su "chiamata alle armi di Zelensky e diritti umani".

Dorsai Io non sono convinto come mi sei sembrato tu in un paio di post (se non ricordo male) del fatto che usufruire da cittadino (e comunque contribuente) dei servizi di un'amministrazione statale dia poi a quest'ultima l'autorizzazione di importi (di imporre al privato) di morire per la patria. Qui non parliamo di evasione fiscale.
Dovremmo chiederci se questa volontà di aderire è data dal timore o dalla tranquillità. Ripeto, il re è inequivocabilmente nudo.

Onde evitare fraintendimenti, ripeto che per me l'allargamento della NATO è una disgrazia. Più armi e più soldi per le armi sono una disgrazia.
Già, sulla prima riga mi hai letto nel pensiero.

Siamo naturalmente d'accordo sul credere che qualsiasi manovra di inversione ad U (come l'ascesa militare cinese d'altronde, come il recentemente programmato sviluppo di missili ipersonici da parte dell'AUKUS in risposta ai due usati dai russi su obiettivi ucraini) rispetto alla via del progressivo disarmo globale sia una disgrazia (è a questo che alludevi oppure ho frainteso?), tuttavia resta la domanda con cui mi chiedo cosa sarebbe successo per esempio all'Ucraina se avesse avuto meno risorse militari per difendere il suo territorio. Finché ci saranno prevaricazioni internazionali violente (tra l'altro in questo caso sposerei pure l'aggettivo "guerra novecentesca" introdotto da ShaunandEd) e ipocrisie concausali delle escalation che coinvolgono rapporti diplomatici, commerciali, finanziari (come l'accentuato atteggiamento favorevole della Germania al gasdotto Nord Stream 2 malgrado l'annessione della Crimea e la crisi in Donbass), il suddetto paradosso rappresenta e aggiunge un'altra disgrazia.
 
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Dorsai Io non sono convinto come mi sei sembrato tu in un paio di post (se non ricordo male) del fatto che usufruire da cittadino (e comunque contribuente) dei servizi di un'amministrazione statale dia poi a quest'ultima l'autorizzazione di importi (di imporre al privato) di morire per la patria. Qui non parliamo di evasione fiscale.
Costituzione Della Repubblica Italiana

Articolo 52​

La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.

Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge

. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici.
L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.
 
Comunque Paragone ha detto che vuole le immagini di Bucha prese da un satellite italiano, perché quelle che abbiamo sono di un satellite americano. Non vedo l'ora che si torni a votare anche solo per vederlo fuori dal parlamento, questo clown :facepalm:
 
Probabilmente tra oggi e domani Mariupol cadrà.
Non hanno più armi, sono rimasti a mani nude in pratica e Kadyrov sta andando a stanarli
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Comunque Paragone ha detto che vuole le immagini di Bucha prese da un satellite italiano, perché quelle che abbiamo sono di un satellite americano. Non vedo l'ora che si torni a votare anche solo per vederlo fuori dal parlamento, questo clown :facepalm:
Ma la cosa assurda è che l'Ucraina è piena zeppa di giornalisti di tutto il mondo , di tutte le visioni politiche eppure per certa gente tutti questi testimoni oculari non valgono nulla devono dimostrare tutti di aver visto quel che hanno visto, mentre chi sta mentendo dall'inizio e continua ripetutamente a mentire invece non deve dimostrare nulla, è credibile e basta
 
Costituzione Della Repubblica Italiana
Ok, ma non ho detto che in Italia la Costituzione non lo stabilisce e che quindi imporlo a tutti i non professionisti a seguito di una mobilitazione generale (da noi) sia illegale, come non è assolutamente mia intenzione prendere alla leggera il suo testo scritto in maniera intellettualmente e umanamente illuminata (soprattutto per il periodo) dopo eventi di immane e indicibile drammaticità affinché essi non si ripetano mai più. Quindi se lo sto facendo segnalamelo pure. Ma se in altre parti la considero un attestato di civiltà definitivo, in questo specifico caso l'argomento mi risulta restare controverso (o aperto/dischiuso) perché è coinvolto il diritto alla propria vita (per un civile che non ha scelto di intraprendere la carriera militare) e il diritto a non voler violare il valore di quella altrui di propria mano sparando in prima linea o con anche la propria presenza nelle retrovie logistiche, quindi vorrei perlomeno fare alcune osservazioni (che comprendono anche delle controargomentazioni verso ciò che io stesso sto dicendo adesso) evitando di saltare a conclusioni affrettate, di apporre un sigillo sulla questione, “””“solo”””” perché sta scritto in un documento. Lo faccio partendo da tre quote di ciò che io stesso ho scritto in queste righe, quindi ti chiedo di attendere ancora qualche minuto prima di giudicarle.

non ho detto che in Italia la Costituzione non lo stabilisce e che quindi imporlo a tutti i non professionisti a seguito di una mobilitazione generale (da noi) sia illegale,
Legale =/= etico.

il diritto alla propria vita (per un civile che non ha scelto di intraprendere la carriera militare) e il diritto a non voler violare il valore di quella altrui di propria mano
Questa coppia di diritti così ontologicamente connaturati all'esistenza umana che lo Stato si incarica di proteggere non sono come l’erogazione di un servizio attivo in virtù di un “patto di mutua assistenza e produttività” fra il singolo privato cittadino e l’istituzione pubblica, volto a garantire il benessere della collettività. Ma d'altra parte (iniziando con le controargomentazioni [magari con la più debole] verso me stesso che - anticipo - dilagheranno nel terzo quote) se uno Stato aggredito dove vige la leva obbligatoria applica le liste di coscrizione verso tutti gli individui di sesso maschile che hanno dovuto ottemperare al servizio ricevendo l'addestramento previsto, si può dire che sta aumentando la probabilità di proteggere le vite dei civili totalmente inermi come gli anziani, le donne - e i bambini - che hanno minori o zero possibilità di difendersi da un attacco armato tale che l'esercito professionista, da solo, non riuscirebbe a sostenere? Ma (discriminazione nella controargomentazione) si può anche dire che lo stia facendo alle spese della vita di uomini su cui grava una discutibile distinzione fra sessi relativa a tale obbligo?

o con anche la propria presenza nelle retrovie logistiche
Nella volontà di vedersi rispettato questo secondo caso di esclusione dalla partecipazione alla battaglia in quella che credo possiamo considerare la prima dinamica e responsabilità indiretta dopo l’azione di uccidere in prima persona (in cui qualcuno potrebbe vedere un'incoerenza di pensiero qualora essa non fosse accompagnata dal rifiuto ad un supporto militare qualsiasi) andrebbe comunque ulteriormente specificata la mansione da compiere (come stavi facendo tu stesso ma probabilmente con ragioni un po’ diverse dalle mie), perché per esempio, anche lasciando un attimo da parte i rischi sulla propria vita e considerando solo l’altro elemento della coppia di diritti, le implicazioni morali insite nell’attività delle retrovie logistiche deputate all’approvvigionamento e all’utilizzo di acqua, viveri e medicine/medicazioni di primo soccorso sono diverse da quelle insite nel mero rifornimento di munizioni, che sono altrettanto diverse da quelle insite nel mero rifornimento di carburante o nella guida di un veicolo da trasporto. Tuttavia, prendendo l’esempio che mi viene più semplice fare tra quelli citati per via del fatto che, anche in contrasto con gli ideali pacifisti, sembra tessere il filo più diretto fra chi accetta di essere costretto ad uccidere per avere salva la vita e chi non vuole accettare nemmeno questo, anche il non voler contribuire in presenza fisica al mero rifornimento di munizioni nel caso di uno Stato democratico che si sta difendendo si scontra con la realtà empirica e con il dilemma che porrei davanti ad un obiettore di coscienza convinto di voler essere escluso anche da ciò: se un tuo familiare o amico avesse in mano una pistola scarica nel momento in cui, per salvarsi la vita, dovesse sparare ad un’altra persona (essendo capace e disposto a farlo), armata con arma da fuoco carica il cui arrivo è nella contingenza inevitabile e la quale non assicura alcunché sulla comparsa di altri soprusi e violenze anche qualora il tuo familiare o amico gettasse l'arma a terra alzando le mani in segno di resa, ti chiedesse di consegnargli il caricatore che tieni stretto in mano, glielo negheresti? Perché se le vite umane (restando, per non incasinare ulteriormente il discorso, nell’ambito dell’innocenza e dell’uccidere per non essere ucciso) hanno tutte pari valore e dignità di questo staremmo parlando.

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Detto ciò, non so se hai letto l'articolo di theconversation, ma ricordando anche la tua sensibilità (che apprezzo molto, come i toni generali con cui ti esprimi e il contenuto di svariati tuoi post) sul tema LGBTQ+, ti faccio notare questa testimonianza ivi compresa (cercando il nome "Tyhran" nella trascrizione del podcast si può iniziare a leggere dal primo risultato trovato):


L'unica cosa che personalmente non ho capito della sua testimonianza è perché, da quanto si evince dalle sue parole, non abbia dovuto fare il servizio di leva dopo essere scappato dalla Crimea.
 
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Hanno davvero usato armi chimiche a Mariupol?
Spero vivamente di no.
Dopo aver tappezzato ogni singolo punto in cui sono stati di mine anti uomo , aver ucciso volontariamente cercando " per nominativo anche " ex militari ( e familiari) che hanno partecipato all'ATO e averli giustiziati , aver lanciato bombe a grappolo su civili , stuprato, ucciso e derubato tutto il derubabile ....se hanno usato anche quelle chimiche , ci manca solo piu la nucleare poi hanno fatto il peggio che potevano fare ( a quanto sembra stanno anche allestendo " campi " per Ucraini catturati e sicuramente non saranno centri ricreativi).
 
Hanno davvero usato armi chimiche a Mariupol?
Non è detto, ci sono persone che si sentono male con sintomi di avvelenamento, ma potrebbero essere i fumi di altre armi anch'esse proibite come le bombe al fosforo bianco,di sostanze chimiche andate a fuoco o persino "normale" diossina prodotta da rifiuti in fiamme o anche fumi di carburante, senza analisi e visite mediche è impossibile esserne certi , poi le armi chimiche in genere sono gas nervini e data la presenza di truppe russe molto ravvicinate sarebbe folle usarle, il vento fa presto a girare ,è per questo che sono scettico , ma del resto questa è gente che si è acquartierata in mezzo alle radiazioni nella foresta rossa di Chernobyl e ha scavato trincee su un terreno altamente contaminato , furbi non sono , per cui tutto può essere
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Spero vivamente di no.
Dopo aver tappezzato ogni singolo punto in cui sono stati di mine anti uomo , aver ucciso volontariamente cercando " per nominativo anche " ex militari ( e familiari) che hanno partecipato all'ATO e averli giustiziati , aver lanciato bombe a grappolo su civili , stuprato, ucciso e derubato tutto il derubabile ....se hanno usato anche quelle chimiche , ci manca solo piu la nucleare poi hanno fatto il peggio che potevano fare ( a quanto sembra stanno anche allestendo " campi " per Ucraini catturati e sicuramente non saranno centri ricreativi).
Hanno minato anche i cadaveri , è per questo che per rimuoverli usano delle corde per essere distanti da un'eventuale possibile esplosione di mina , sono le immagini che la propaganda Russa fa passare per "la preparazione della messa in scena" sostenendo che è così che stanno piazzando i corpi. La cosa avrebbe senso se non fosse che proprio le corde svelano la verità, non avrebbe senso trascinare i corpi in quel modo, si fa molto prima a spostarli con una barella o anche prendendoli per braccia e gambe , invece ha moltissimo senso rimuoverli in quel modo per evitare di saltare in aria . Inoltre non ha senso riprendere e mettere online l'allestimento di tale scena , cioè bisogna essere fessi forte
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Ok, ma non ho detto che in Italia la Costituzione non lo stabilisce e che quindi imporlo a tutti i non professionisti a seguito di una mobilitazione generale (da noi) sia illegale, come non è assolutamente mia intenzione prendere alla leggera il suo testo scritto in maniera intellettualmente e umanamente illuminata (soprattutto per il periodo) dopo eventi di immane e indicibile drammaticità affinché essi non si ripetano mai più. Quindi se lo sto facendo segnalamelo pure. Ma se in altre parti la considero un attestato di civiltà definitivo, in questo specifico caso l'argomento mi risulta restare controverso (o aperto/dischiuso) perché è coinvolto il diritto alla propria vita (per un civile che non ha scelto di intraprendere la carriera militare) e il diritto a non voler violare il valore di quella altrui di propria mano sparando in prima linea o con anche la propria presenza nelle retrovie logistiche, quindi vorrei perlomeno fare alcune osservazioni (che comprendono anche delle controargomentazioni verso ciò che io stesso sto dicendo adesso) evitando di saltare a conclusioni affrettate, di apporre un sigillo sulla questione, “””“solo”””” perché sta scritto in un documento. Lo faccio partendo da tre quote di ciò che io stesso ho scritto in queste righe, quindi ti chiedo di attendere ancora qualche minuto prima di giudicarle.
In Italia esiste l'obiezione di coscienza è un diritto , abbiamo un esercito professionale di circa 55,000 combattenti uomini e donne, tutti volontari che però ha senso solo se integrato in una forza internazionale data la sua esiguità, per le funzioni cui viene impiegato e per il tipo di conflitti cui l'Italia partecipa come forza aggiunta sono sufficienti e sono più efficienti di un numero di soldati di leva quadruplo , ma come puoi capire in caso di invasione con 55,000 uomini per quanto in gamba sei praticamente impotente .
la polemica sulle spese militari è ridicola

L'Italia ha meno di 200 carri armati Ariete di cui solo 70 abili all'impiego effettivo a questi si aggiungono un numero circa triplo di blindati

l'esercito Ucraino all'inizio del conflitto ne aveva oltre 400 sul campo contro i 1200 Russi

Non è che abbiamo bisogno di aumentare le spese militari, di più , dobbiamo svecchiare tutto, gli Ariete sono degli anni 70 , inoltre le spese militari ci aiutano a sostenere le aziende in crisi con soldi di stato cosa che non potremmo fare normalmente, per esempio il settore siderurgico che dovrebbe provvedere le corazzature sia dei carri che delle navi , sia Italiane che eventualmente estere, ovviamente se entriamo nell'affare, la Germania sta per spendere 101 miliardi per armamenti , carri armati, navi , aerei, sistemi d'arma , ora noi possiamo decidere di aumentare le spese entrare in qualche joint venture , per esempio per gli aerei con Inghilterra e Germania o le navi con la Francia o i Carri con la Germania e guadagnare commesse per sostenere l'economia, oppure possiamo decidere di chiamarci fuori e lasciare che Francia, Germania e Gran Bretagna si spartiscano tutte le commesse anche degli altri Paesi che stanno a loro volta aumentando le spese.
Senza poi contare il fatto che ora che si è creato un primo nocciolo di esercito comune , questo esercito dovrà avere un comando che deciderà quando, come e dove impiegarlo e ovviamente a comandarlo saranno quelli che ci metteranno i soldi , non saremo noi
 
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Gli arite sono entrati in servizio nel 95, non sono mezzi degli anni 70.:morristenda:
Mi riferivo alla concezione del mezzo il cui sviluppo è iniziato nei primi anni 80 ed era uno sviluppo degli OF-40 degli anni 70 che a sua volta era uno sviluppo del Leopard 1 ancora più vecchio
 
Mi riferivo alla concezione del mezzo il cui sviluppo è iniziato nei primi anni 80 ed era uno sviluppo degli OF-40 degli anni 70 che a sua volta era uno sviluppo del Leopard 1 ancora più vecchio
Però c'è differenza. Era comunque un progetto nuovo degli anni 80 messo in servizio a fine anni 90. Non è certo un mezzo nuovissimo ma manco vecchissimo tipo i carriarmati russi della seconda guerra mondiale.:asd:
 
Hanno addirittura mezzi da spostare sul confine con la finlandia?
 
Non è detto, ci sono persone che si sentono male con sintomi di avvelenamento, ma potrebbero essere i fumi di altre armi anch'esse proibite come le bombe al fosforo bianco,di sostanze chimiche andate a fuoco o persino "normale" diossina prodotta da rifiuti in fiamme o anche fumi di carburante, senza analisi e visite mediche è impossibile esserne certi , poi le armi chimiche in genere sono gas nervini e data la presenza di truppe russe molto ravvicinate sarebbe folle usarle, il vento fa presto a girare ,è per questo che sono scettico , ma del resto questa è gente che si è acquartierata in mezzo alle radiazioni nella foresta rossa di Chernobyl e ha scavato trincee su un terreno altamente contaminato , furbi non sono , per cui tutto può essere
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Hanno minato anche i cadaveri , è per questo che per rimuoverli usano delle corde per essere distanti da un'eventuale possibile esplosione di mina , sono le immagini che la propaganda Russa fa passare per "la preparazione della messa in scena" sostenendo che è così che stanno piazzando i corpi. La cosa avrebbe senso se non fosse che proprio le corde svelano la verità, non avrebbe senso trascinare i corpi in quel modo, si fa molto prima a spostarli con una barella o anche prendendoli per braccia e gambe , invece ha moltissimo senso rimuoverli in quel modo per evitare di saltare in aria . Inoltre non ha senso riprendere e mettere online l'allestimento di tale scena , cioè bisogna essere fessi forte
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In Italia esiste l'obiezione di coscienza è un diritto , abbiamo un esercito professionale di circa 55,000 combattenti uomini e donne, tutti volontari che però ha senso solo se integrato in una forza internazionale data la sua esiguità, per le funzioni cui viene impiegato e per il tipo di conflitti cui l'Italia partecipa come forza aggiunta sono sufficienti e sono più efficienti di un numero di soldati di leva quadruplo , ma come puoi capire in caso di invasione con 55,000 uomini per quanto in gamba sei praticamente impotente .
la polemica sulle spese militari è ridicola

L'Italia ha meno di 200 carri armati Ariete di cui solo 70 abili all'impiego effettivo a questi si aggiungono un numero circa triplo di blindati

l'esercito Ucraino all'inizio del conflitto ne aveva oltre 400 sul campo contro i 1200 Russi

Non è che abbiamo bisogno di aumentare le spese militari, di più , dobbiamo svecchiare tutto, gli Ariete sono degli anni 70 , inoltre le spese militari ci aiutano a sostenere le aziende in crisi con soldi di stato cosa che non potremmo fare normalmente, per esempio il settore siderurgico che dovrebbe provvedere le corazzature sia dei carri che delle navi , sia Italiane che eventualmente estere, ovviamente se entriamo nell'affare, la Germania sta per spendere 101 miliardi per armamenti , carri armati, navi , aerei, sistemi d'arma , ora noi possiamo decidere di aumentare le spese entrare in qualche joint venture , per esempio per gli aerei con Inghilterra e Germania o le navi con la Francia o i Carri con la Germania e guadagnare commesse per sostenere l'economia, oppure possiamo decidere di chiamarci fuori e lasciare che Francia, Germania e Gran Bretagna si spartiscano tutte le commesse anche degli altri Paesi che stanno a loro volta aumentando le spese.
Senza poi contare il fatto che ora che si è creato un primo nocciolo di esercito comune , questo esercito dovrà avere un comando che deciderà quando, come e dove impiegarlo e ovviamente a comandarlo saranno quelli che ci metteranno i soldi , non saremo noi
Se non sbaglio era previsto un aggiornamento dell'Ariete (poi forse accantonato per l'acquisto di carri tedeschi)

Mentre abbiamo appena aggiornato il centauro con il Freccia (se non erro è anche uno dei migliori della sua categoria)

Sicuramente lo stato deve fare in modo che Leonardo partecipi attivamente in Europa (è uno dei gruppi più capaci in europa).
L'industria italiana in ambito navale e aereo è molto forte e rimanere fuori da un possibile contratto europeo non conviene.

Abbiamo anche Beretta che possiede vari gruppi
 
Ragazzi la storia della Finlandia e che le truppe di Putin hanno circondato già quest'ultima e qualcosa di negativo talche la nato non permetterà una seconda Ucraina
 
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