Dutch, nel precedente mio post - siccome avevi usato il termine barriera psicologo-psichiatra, per psicologo intendevo psicoanalista.
In ogni caso - al di là delle polemiche che investono le competenze di uno psicologo/psicoanalista/psichiatra e delle presunte deficienze o presunti fattori affidabili in virtù del fatto che la conoscenza del corpo umano possa influire su come prescrivere medicinali sintetici che distorcono la percezione (si suppone per fini buoni) il che è già discutibile - perchè ti è stato consigliato di andare da uno psicologo, e da chi?
La
normalità è un'opinione e, spesso, in determinate situazioni-limite, è normale non essere normali o avere reazioni che non sono considerate perfettamente normali. Esempio: in una situazione di prolungata pressione/oppressione familiare, per esempio, è normale lanciare piatti contro il muro; diventa meno normale lanciarli contro qualcun altro o tagliarsi le vene. Lanciare piatti è come prendere a pugni un sacco: liberatorio. Lanciarli contro qualcun altro per ferirlo o tagliarsi le vene è un atto distruttivo e, come tale, non risolvente. Almeno in linea generale.
Tanto per dirti, anni fa abitavo in un compound con giardino e tra i miei vicini c’era uno psichiatra, col quale ero in rapporti di amicizia. Spesso, la sera, dalla finestra della cucina sentivo urla agghiaccianti in fondo a questo giardino, nella parte che dava sulla strada; fortunatamente //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif una strada per lo più deserta. Era lui, di ritorno dal lavoro.
Diversamente una mia amica, psicologa, quando rompe il limite di sopportazione, fila in bagno e vomita.
A prima vista, ti paiono reazioni normali?
Vuoi sapere cosa faccio io, invece? Non c’è una reazione ben definita; mi adeguo di volta in volta //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif A volte litigo con Chen per questioni sul filo del rasoio perché non capisce che stiamo dicendo la stessa cosa :dho2: e siccome è combattivo mi dà soddisfazione; oppure uso tecniche, le più diverse (per le quali ho speso del tempo ad acquisirle) per s
upportarlo (ti assicuro che è una buona palestra nell’esercitare pazienza e temperanza).
A parte gli scherzi e, come vedi, la normalità la si misura nel rapporto con gli altri.
Non ha importanza se tutti ti dicono che l’erba è verde e tu invece la vedi gialla. L’importante è che tu sappia che, per consenso comune, tutti dicono di vederla verde; tu, per te, continui a vederla gialla. Nell’interazione di tutti i giorni mostrerai di vederla verde, infatti. E aprirai il cuore e dirai di vederla gialla solo a chi potrà capire (non sono molti ma accontentiamoci, per il momento); quindi la differenza sta nel comprendere quali sono gli universi a cui puoi mostrarti nella tua interezza e quali no.
Un cinico o un solipsista ne concluderà che niente ha senso, che tutto è teatro; in realtà ogni individuo percepisce con una sensibilità diversa e c’è chi ha una sensibilità più o meno spiccatamente accentuata, affinata, accresciuta (non si può pretendere da un ipotetico proprio prossimo che usa un motore a due tempi che, di punto in bianco, si metta a funzionare a quattro tempi: non ce la fa) . Quindi ognuno ha del lavoro da fare su se stessi e c’è chi è all’inizio, chi a metà strada; pochi vedono.
Wall text per chiederti, per la seconda volta, perché ti è stato consigliato di andare da uno psicologo, e da chi? Tu come ti senti, invece?