Ufficiale Health care thread | SpazioMedico - Si consiglia sempre di contattare il proprio medico!

  • Autore discussione Autore discussione MrBenno
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ufficiale
ma scusate, ma secondo voi c'è prima la malattia e poi si trova la medicina o prima si fa la medicina e poi si trova il malato?

bisogna starci in certe situazioni per capirlo... purtroppo tu vai con un problema pischico, e tirano fuori la pasticca magica... qualsiasi cosa dici hanno la pasticca per te... anche solo se manifesti una natura riflessiva, se fai brutti sogni, se fai pensieri ossessivi, se sei depresso, triste, sconfortato, ansioso... ma la pasticca magica ti da dipendenza, più chissà cosa altro a livello fisico perchè per anni ingurgiti schifezze, soprattutto stravolgono la tua natura, l'accettazione della tua natura... per questo non risolvi il problema di fondo, se parliamo di cause endemiche... di una macchina che si è rotta... che è quello di convivere con sè stessi ad ogni costo... come si riparara l'uomo? con l'amore... l'amore per la natura umana, nella sua complessità... accettare l'inevitabile paradosso di vivere...

la medicina della pische prescrive, esattamente come, per qualsiasi boiata, la medicina generica prescrive antibiotici e farmaci... in maniera feroce, approssimativa, compulsiva, come se fosse parte imperante delle commercializzazione dell'esistenza... è solo uno dei chiodi che chiudono la tua bara prima del tempo... nemmeno il principale... senza darti il tempo di chiedere se veramente sei già morto o ancora in vita...

lo stesso sistema che allegramente consente a gente di 20 anni strutturata come un carro armato di fare il vaccino antiinfluenzale... ma scherziamo? ma qui è logico che verranno fuori dei virus impossibili da debellare neanche con la peniccillina al quadrato...

e piscologicamente stai creando un esercito di dipendenti dalla farmacologia ansiolitica e antidepressiva... e più in generale dalla grande madre che nutre gli animnaletti nel cortile, alimenta il cervello di subdole contraddizioni in essere, qualsiasi cosa rientri in uno spazio privato che non ci deve più essere...

è tutto un sistema legato al potere delle industrie farmacologiche... ma non solo, è l'uomo che non ha più coraggio... mancanza di personalità dei medici che si affidano esclusivamente ad indagini di laboratorio, nenache ascoltano cosa gli dici, il loro lavoro è demandato alle macchine come tutti i nostri lavori, e a qualche libretto di istrzioni e modalità d'uso...

allora io non sono contrario a tutto questo perchè puoi sempre scegliere un minimo cosa fare come paziente...

è da dire se funzionano certi medicinali... e per me non funzionano... è difficile anche capire cosa non funzioni perchè ti sommergono di medicinali, un cocktail, per coprire le tracce del passaggio forse... roba che ti da delle botte chmica al cervello non indifferenti, e purtroppo con scompensi veramente gravi quando decidi di smettere di prenderle... ma non solo la perdita del sostegno farmacologico il problema, è come se ler sostanze avessero agito in uno stadio più profondo della natura umana, debellando non il male in sè, ma la parte di te che riusciva a reagire alle sofferezne... al punto che è veramente difficile uscirne illesi... da esseri umani... quindi dopo 2/3 anni di sopravvivenza delle tua mente all'ansia o al'angoscia o all'incapacità di capire quello che stai facendo (perchè sono medicine che in effetti aiutano a ragionare, a controllare gli stati d'ansia).. sei non solo putno e a capo, ma messo molto peggio... in condizioni di annicchilimento del sè... di perdita di ogni speranza di serenità...

per questo dicevo a dutch di non prendere niente... mentre chi è veramente ridotto male è costretto, non ti poni proprio il problema... non importa più cosa perdi e cosa trovi... è sopravvivenza da un dolore che non è più affrontabile in maniera onesta... a singolar tenzone... provi a barare, a scappare della atroci fantasie della tua anima... alla natura distruttiva che è presente in noi e divora i pensieri come un cancro...

 
La psicologia è una branca che abbraccia anche più argomenti al suo interno.

Ricordo che al liceo (ho frequentato una scuola a indirizzo sperimentale) avevo proprio una materia di "Psicologia".

Ora percarità, non so se quello che studiavo io può vagamente avvicinarsi con quello che studiano gli studenti di psicologia all' università, ma ricordo che era una materia abbastanza interessante perchè si studiavano cose interessanti, come il comportamento del bambino (i riflessi incondizionati, a che età e a chi è rivolto il primo sorriso ecc ecc), al comportamento degli animali (come l'imprinting sugli anatroccoli ecc).

Poi concordo con chen. Che studiano psicologia conosco solo gente non tanto diciamo "normale". Conosco una ragazza che ritengo sia psicopatica (e sarebbe alquanto paradossale che possa fare la psicologa da laureata), e un altro ragazzo che non poco tempo fa si vantava di aver passato un esame di "Estetica" parlando col professore di fumetti (del tipo, benvenuti all' università delle merendine).

C'è gente che per diventare psichiatra si spacca veramente il fondoschiena stududiando per anni. Per diventare psicologo a quanto pare basta "inchiumbare" qualche materiella a memoria e parlare ai prof di fumetti. Boh.

 
Guarda che l'elettroshock è tutt'oggi praticata e -nei casi specifici- funziona.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gifPoi che ci sia qualcuno che è pro o contro, anche tra gli psichiatri, è un altro discorso.

Inoltre uno psichiatra è sì un medico, non è però detto che "imbottisca di chimica", mi sembra una visione abbastanza stereotipata.
Stavolta mi hai preso in castagna: ero convinta che non fosse più utilizzato! da quanto risulti essere un sistema primitivo e nemmeno sicuro oltre che dalla dubbia risolvenza, considerata, fra le altre cose, la perdita di memoria spesso mai più ripresa anche su mesi della propria vita. Perchè poi passi il resto del tempo a cercare di ricordare i bit che hai perso. Però sei guarito //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Per non parlare del consenso informato da richiedere all'unità malata (cioè il cervello), per altro discutibile perchè - appunto perchè malato -, non mi risulta sia in grado di dare consenso. E considerando che viene praticato senza la minima assicurazione sul risultato perché a volte si riscontra un miglioramento, a volte no; perchè in realtà non si sa esattamnete che cosa succeda nel cervello in quel momento (e questo sarebbe un modo di procedere scientifico?).

Non darei in mano nemmeno chi mi vuole male a questa gente che lo pratica.

Quanto alla visione stereotipata, mai stato in un Centro per il recupero mentale in Italia?

No, non è questa la via. Si può fare di meglio ed essere meno invasivi, più rispettosi. Ma questa è una civiltà della fretta, del tutto e subito, del'intolleranza verso i "pazzi", del'avere e non dell'essere. Si sa. In altre civiltà la devianza psichica è considerata addirittura una manifestazione di ***.

(Mi piace discutere sul foro. Grazie Chen //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif. Pensavo che la terapia elettroconvulsivante fosse stata messa fuori legge, ormai. :rickds: ). Ogni tanto dò per assodate cose ovvie. Ma è un mio problema :morris82:

 
Ultima modifica:
Gli/le psichiatri/e sono le veline della medicina [.cit]

 
non lo usano più infatti... lo useranno in casi gravissimi per quali è utile perchè da un morto vivente tiri fuori un essere umano... è il discorso di prima, dei farmaci... cosa facevano una volta? che al primo problema ti bombardavano di elettroshock, come andavi al centro igiene mentale quella era la soluzione prescritta... non hanno tempo da perdere oggi come allora... è sempre li il problema... qualcuno ci guadagna a somministrare queste cure e il beneficio c'è e non c'è dipende dal problema... casi gravi è una soluzione, finchè stai in piedi non è la soluzione mai...

sarebbe da rivisitare tutto il discorso e lo fai solo se a parlare è il paziente e non il medico...

 
ma scusate, ma secondo voi c'è prima la malattia e poi si trova la medicina o prima si fa la medicina e poi si trova il malato?
bisogna starci in certe situazioni per capirlo... purtroppo tu vai con un problema pischico, e tirano fuori la pasticca magica... qualsiasi cosa dici hanno la pasticca per te... anche solo se manifesti una natura riflessiva, se fai brutti sogni, se fai pensieri ossessivi, se sei depresso, triste, sconfortato, ansioso... ma la pasticca magica ti da dipendenza, più chissà cosa altro a livello fisico perchè per anni ingurgiti schifezze, soprattutto stravolgono la tua natura, l'accettazione della tua natura... per questo non risolvi il problema di fondo, se parliamo di cause endemiche... di una macchina che si è rotta... che è quello di convivere con sè stessi ad ogni costo... come si riparara l'uomo? con l'amore... l'amore per la natura umana, nella sua complessità... accettare l'inevitabile paradosso di vivere...

la medicina della pische prescrive, esattamente come, per qualsiasi boiata, la medicina generica prescrive antibiotici e farmaci... in maniera feroce, approssimativa, compulsiva, come se fosse parte imperante delle commercializzazione dell'esistenza... è solo uno dei chiodi che chiudono la tua bara prima del tempo... nemmeno il principale... senza darti il tempo di chiedere se veramente sei già morto o ancora in vita...

lo stesso sistema che allegramente consente a gente di 20 anni strutturata come un carro armato di fare il vaccino antiinfluenzale... ma scherziamo? ma qui è logico che verranno fuori dei virus impossibili da debellare neanche con la peniccillina al quadrato...

e piscologicamente stai creando un esercito di dipendenti dalla farmacologia ansiolitica e antidepressiva... e più in generale dalla grande madre che nutre gli animnaletti nel cortile, alimenta il cervello di subdole contraddizioni in essere, qualsiasi cosa rientri in uno spazio privato che non ci deve più essere...

è tutto un sistema legato al potere delle industrie farmacologiche... ma non solo, è l'uomo che non ha più coraggio... mancanza di personalità dei medici che si affidano esclusivamente ad indagini di laboratorio, nenache ascoltano cosa gli dici, il loro lavoro è demandato alle macchine come tutti i nostri lavori, e a qualche libretto di istrzioni e modalità d'uso...

allora io non sono contrario a tutto questo perchè puoi sempre scegliere un minimo cosa fare come paziente...

è da dire se funzionano certi medicinali... e per me non funzionano... è difficile anche capire cosa non funzioni perchè ti sommergono di medicinali, un cocktail, per coprire le tracce del passaggio forse... roba che ti da delle botte chmica al cervello non indifferenti, e purtroppo con scompensi veramente gravi quando decidi di smettere di prenderle... ma non solo la perdita del sostegno farmacologico il problema, è come se ler sostanze avessero agito in uno stadio più profondo della natura umana, debellando non il male in sè, ma la parte di te che riusciva a reagire alle sofferezne... al punto che è veramente difficile uscirne illesi... da esseri umani... quindi dopo 2/3 anni di sopravvivenza delle tua mente all'ansia o al'angoscia o all'incapacità di capire quello che stai facendo (perchè sono medicine che in effetti aiutano a ragionare, a controllare gli stati d'ansia).. sei non solo putno e a capo, ma messo molto peggio... in condizioni di annicchilimento del sè... di perdita di ogni speranza di serenità...

per questo dicevo a dutch di non prendere niente... mentre chi è veramente ridotto male è costretto, non ti poni proprio il problema... non importa più cosa perdi e cosa trovi... è sopravvivenza da un dolore che non è più affrontabile in maniera onesta... a singolar tenzone... provi a barare, a scappare della atroci fantasie della tua anima... alla natura distruttiva che è presente in noi e divora i pensieri come un cancro...

non lo usano più infatti... lo useranno in casi gravissimi per quali è utile perchè da un morto vivente tiri fuori un essere umano... è il discorso di prima, dei farmaci... cosa facevano una volta? che al primo problema ti bombardavano di elettroshock, come andavi al centro igiene mentale quella era la soluzione prescritta... non hanno tempo da perdere oggi come allora... è sempre li il problema... qualcuno ci guadagna a somministrare queste cure e il beneficio c'è e non c'è dipende dal problema... casi gravi è una soluzione, finchè stai in piedi non è la soluzione mai...
sarebbe da rivisitare tutto il discorso e lo fai solo se a parlare è il paziente e non il medico...
I "flussi di coscienza" di Bradi - come ho visto vengono denominati -, sono sempre molto interessanti; qualche volta meno illuminanti del solito; ma stavolta particolarmente inerenti la discussione.

 
I "flussi di coscienza" di Bradi - come ho visto vengono denominati -, sono sempre molto interessanti; qualche volta meno illuminanti del solito; ma stavolta particolarmente inerenti la discussione.
avevamo un gruppo che si chiamava ellettroshock... ti dico tutto... quello che scriveve i testi l'ho conosciuto al centro igiene mentale... vabbè dei testi che solo a me piacevano.... erano schifati da tutti... invece a me quella roba ossessiva e altamente psicotica che scriveva mi garbava... voglio dire la maggior parte della gente è sana e scrive testi da pazzo... ma che senso ha? prendi un pazzo e fagli scrivere testi da sano... era arte già solo a livello concettuale...

dunque io con l'elettroshock non avevo particolare confidenza, ma questo veramente era sotto tortura, diciamo così, abbastanza spesso... dunque siccome ho perso i pezzi di quest'uomo da parecchio, io quando l'ho rivisto non facevano più l'elettroshock, si è imbarcato a lavorare sulle piattaforme, ha preso quella strada... gli davano dei gran psicofarmaci anche a lui... anche li c'è la moda delle cose... un elettrico era... c'erano dlele volte che prendevi la scossa a stargli vicino...

allora a lui piaceva perchè ti da una discreta botta di vita l'elettroshock... quest'uomo alternava fasi di eccitazione a fasi da ecatombe... ed era abbastanza pesante come personalità... alla fine arte o meno... non ce l'ho fatta... ho preferito distaccarmi...

altri che ho conosciuto erano gente rimasta rimasta con l'acido... alcuni con dei concetti così interessanti che non ho mai più sentito nella vita... uno di questo lo conoscevo perchè faceva l'iti ai miei tempi... era veramente intelligente... quindi anche se era rimasto nell'acido, i suoi concetti avevano un che di geniale lo stesso... a dire il vero la pensavo così solo io, ma vabbè... ricordo che mi prendeva la chitarra e suonava una musica silenziosa... strofinava le corde... per sentire dovevi avvicinarti con le orecchie... e emetteva dei suoni gutturali come un piccione... per me era interessante la cosa... io mi chiedevo ma dov'è quest'uomo? che viaggio fa...

anche questo era pesantissimo da seguire, faticavi come a avorare in miniera una settimana per capire se aveva senso la sua opinione... in più onestamente era onestamente abbastanza pericoloso... con tendenze all'autolesionismo estremo, te megari eri tranquillo e imposvvisamente urlava come un pazzo, o rideva, e ti veniva addosso fisicamente con un qualche delirio... fattodi alcool dalla mattina alla sera.. un tanfo di tavernello mescolato a baygon mosche e zanzare e zenzero andato a male...

barboni che vivono di cose semplici, di come farsi le sigarette dai mozziconi per terra e andare amangiare un panino al salame dalle suore di clausura... gente riamasta con lo stramonio... che vive libera... anche dalla considerazione di sè...

ti dico la verità, nell'abisso della follia mi sentivo a casa... bei tempi... è veramente dura stare con i sani... il problema è questo... la follia entro certi limiti andrebbe incentivata... follia del pensiero... per stare nella società non te lo puoi permettere... si, puoi mentire, puoi rubare, puoi essere disonesto, anche irrazionale, non è un problema, l'unica cosa che conta è che assecondi il sistema di riferimento senza averne uno tuo... non è impoortante neanche il sistema di riferimento, qualitativamente diciamo, è la tua predisposizione all'adattamento che è importante... una cosa ti dicono che è bianca? la devi vedere bianca... il giorno dopo è nera... vedila nera... fine... questa è la sanità mentale...

 
ha ha con sta zona pelvica... datemi retta a me di martoriarvelo di meno e state a posto... il raspone si fa con delicatezza... non è che ve lo dovete staccare...

 
ha ha con sta zona pelvica... datemi retta a me di martoriarvelo di meno e state a posto... il raspone si fa con delicatezza... non è che ve lo dovete staccare...
Ti riferisci alla masturbazione? :rickds:

Dici che i dolorini siano legati a quello?

 
avevamo un gruppo che si chiamava ellettroshock... ti dico tutto... quello che scriveve i testi l'ho conosciuto al centro igiene mentale... vabbè dei testi che solo a me piacevano.... erano schifati da tutti... invece a me quella roba ossessiva e altamente psicotica che scriveva mi garbava... voglio dire la maggior parte della gente è sana e scrive testi da pazzo... ma che senso ha? prendi un pazzo e fagli scrivere testi da sano... era arte già solo a livello concettuale...
dunque io con l'elettroshock non avevo particolare confidenza, ma questo veramente era sotto tortura, diciamo così, abbastanza spesso... dunque siccome ho perso i pezzi di quest'uomo da parecchio, io quando l'ho rivisto non facevano più l'elettroshock, si è imbarcato a lavorare sulle piattaforme, ha preso quella strada... gli davano dei gran psicofarmaci anche a lui... anche li c'è la moda delle cose... un elettrico era... c'erano dlele volte che prendevi la scossa a stargli vicino...

allora a lui piaceva perchè ti da una discreta botta di vita l'elettroshock... quest'uomo alternava fasi di eccitazione a fasi da ecatombe... ed era abbastanza pesante come personalità... alla fine arte o meno... non ce l'ho fatta... ho preferito distaccarmi...

altri che ho conosciuto erano gente rimasta rimasta con l'acido... alcuni con dei concetti così interessanti che non ho mai più sentito nella vita... uno di questo lo conoscevo perchè faceva l'iti ai miei tempi... era veramente intelligente... quindi anche se era rimasto nell'acido, i suoi concetti avevano un che di geniale lo stesso... a dire il vero la pensavo così solo io, ma vabbè... ricordo che mi prendeva la chitarra e suonava una musica silenziosa... strofinava le corde... per sentire dovevi avvicinarti con le orecchie... e emetteva dei suoni gutturali come un piccione... per me era interessante la cosa... io mi chiedevo ma dov'è quest'uomo? che viaggio fa...

anche questo era pesantissimo da seguire, faticavi come a avorare in miniera una settimana per capire se aveva senso la sua opinione... in più onestamente era onestamente abbastanza pericoloso... con tendenze all'autolesionismo estremo, te megari eri tranquillo e imposvvisamente urlava come un pazzo, o rideva, e ti veniva addosso fisicamente con un qualche delirio... fattodi alcool dalla mattina alla sera.. un tanfo di tavernello mescolato a baygon mosche e zanzare e zenzero andato a male...

barboni che vivono di cose semplici, di come farsi le sigarette dai mozziconi per terra e andare amangiare un panino al salame dalle suore di clausura... gente riamasta con lo stramonio... che vive libera... anche dalla considerazione di sè...

ti dico la verità, nell'abisso della follia mi sentivo a casa... bei tempi... è veramente dura stare con i sani... il problema è questo... la follia entro certi limiti andrebbe incentivata... follia del pensiero... per stare nella società non te lo puoi permettere... si, puoi mentire, puoi rubare, puoi essere disonesto, anche irrazionale, non è un problema, l'unica cosa che conta è che assecondi il sistema di riferimento senza averne uno tuo... non è impoortante neanche il sistema di riferimento, qualitativamente diciamo, è la tua predisposizione all'adattamento che è importante... una cosa ti dicono che è bianca? la devi vedere bianca... il giorno dopo è nera... vedila nera... fine... questa è la sanità mentale...
Grazie Bradi, non ho più altro da aggiungere.

 
Grazie Bradi, non ho più altro da aggiungere.
lo sai la cosa drammatica su cui riflettevo ultimamente? riflettevo sul fatto di quanti errori fa l'uomo, insomma piccole cose che sbagli perchè hai altri pensieri, per difetto di concentrazione, perchè ti invecchi, sei stanco, hai stimoli zero. Nel lavoro, nella vita di tutti i giorni, anche se pulisci un cesso, se fai una cottoletta e la bruci, o un prospetto con dei conteggi, o perchè ci metti del personale nelle cose, dei viaggi, dei deliri, delle parentesi incomprensibili, e anche la medicina, perchè deve essere distaccata dal grande orologio? non ti cavano un dente sano e ti lasciano quello malato? o hai un cancro e non le vedono neanche se è una palla da bouwling? è tutto un errore umano... imperfezioni di giornata dell'uomo...

eppure io questo piede che sta prendendo la macchina al nostro posto, macchine che fanno tutto, io non lo sopporto, saranno perfette, sono perfette, è proprio questo il problema.

In questi ultimi anni, ho visto interi lavori che spariscono, gente dimenticata, che prima faceva un lavoro dove ci metteva dell'esperienza, del mestiere, della fatica fisica, e ormai è superfluo quasi tutto, a dun ritmo vortiginoso e imperscrutabile, non delinealbile con anticipo.

Io lo vedo, percepisco la direzione, dov'è la gabbia del pollo dall'allevamento, mi chiedo? la mia gabbia quale colore ha? quale forma trasparente, non ci allevano per ingrassarci come polli alla fine? riprodurci, nutrirci, consumare, fare quelle 50 cose al secondo in fretta fatte male inevitabilmente, comunicano con noi con segnali stradali, cartelli, finestre di pop up, non c'è più una persona in carne ed ossa, sono entità, spettri quasi tutti, e ti dicono una cosa e il suo contrario, e sta a te trovare un posto per la coerenza all'interno della gabbia, non devi fare altro che non ammalarti, non c'è nessuna fuga, io non la trovo... non più...

e l'immagine sociale che dobbiamo curare come se fossimo sempre di fronte ad una qualche cinepresa... ha un che di grottesco... di avvilente... ma quali valori sorreggono questa impresa mastodontica che è la società umana? la macchina quali valori ha? la logica... la velocità... la perfezione? sono valori questi... non erano strumenti un tempo? quando a ragionare era l'uomo? salvo poi lasciarci andare in certe zone franche dove è consentito essere bestie capricciose... un cortiletto... ugualmente grottesco... neanche questo mi da pace, ubriacarmi o eccitarmi in qualche anfratto dove mi è permesso vivere...

bene in tutto questa riflessione io pensavo come ci riduciamo... quanta forza ho ancora dentro per sopravvivere... e quanto è già morto di me oggi... oggi stesso... chiaro, certa gente da il collo... no nsenti mai parlare di quanti mollano? io ne sento di tutte, matrattamenti, morti sul lavoro, ogni scibile umano... e chi da il collo? chi è stritolato dall'ingranaggio? non c'è nessuno? nessuna riflessione? sono gratuiti gli psicofarmaci...

e mi chiedo anche come può chi è parte di questo ingranaggio distorto che non ha più al centro l'umanità dei rapporti, ma l'intergrazione dell'essero umano con la macchina o qualche forma di integrazione psichica con il meccanismo che scandisce il tempo, come può, curare, comprendere, avvicinarsi a quella malattia che come la guardi non ne puoi avere che disprezzo e disgusto...

per esempio ho seguito spesso i topic deliranti, dove qualche disadattato manifestava certi sintomi di alienazione, di disagio, di confusione... e attendevo, attendevo di vedere se qualcuno avrebbe fatto l'offerta di essere disponibile a parlare privatamente con l'utente, a sentire uno sfogo qualcosa, un gesto di vicinanza concreto, o magari chiedere di che zona sei? magari ci facciamo una birra, una pizza, due chiacchiere... invece di esprimere solo opinioni... e non c'è nessuno... nessuno valica mai i confini della propria gabbia... è un esempio, ma cè qualcosa di distorto in tutto questo che mi sfugge...

 
lo sai la cosa drammatica su cui riflettevo ultimamente? riflettevo sul fatto di quanti errori fa l'uomo, insomma piccole cose che sbagli perchè hai altri pensieri, per difetto di concentrazione, perchè ti invecchi, sei stanco, hai stimoli zero. Nel lavoro, nella vita di tutti i giorni, anche se pulisci un cesso, se fai una cottoletta e la bruci, o un prospetto con dei conteggi, o perchè ci metti del personale nelle cose, dei viaggi, dei deliri, delle parentesi incomprensibili, e anche la medicina, perchè deve essere distaccata dal grande orologio? non ti cavano un dente sano e ti lasciano quello malato? o hai un cancro e non le vedono neanche se è una palla da bouwling? è tutto un errore umano... imperfezioni di giornata dell'uomo...
eppure io questo piede che sta prendendo la macchina al nostro posto, macchine che fanno tutto, io non lo sopporto, saranno perfette, sono perfette, è proprio questo il problema.

In questi ultimi anni, ho visto interi lavori che spariscono, gente dimenticata, che prima faceva un lavoro dove ci metteva dell'esperienza, del mestiere, della fatica fisica, e ormai è superfluo quasi tutto, a dun ritmo vortiginoso e imperscrutabile, non delinealbile con anticipo.

Io lo vedo, percepisco la direzione, dov'è la gabbia del pollo dall'allevamento, mi chiedo? la mia gabbia quale colore ha? quale forma trasparente, non ci allevano per ingrassarci come polli alla fine? riprodurci, nutrirci, consumare, fare quelle 50 cose al secondo in fretta fatte male inevitabilmente, comunicano con noi con segnali stradali, cartelli, finestre di pop up, non c'è più una persona in carne ed ossa, sono entità, spettri quasi tutti, e ti dicono una cosa e il suo contrario, e sta a te trovare un posto per la coerenza all'interno della gabbia, non devi fare altro che non ammalarti, non c'è nessuna fuga, io non la trovo... non più...

e l'immagine sociale che dobbiamo curare come se fossimo sempre di fronte ad una qualche cinepresa... ha un che di grottesco... di avvilente... ma quali valori sorreggono questa impresa mastodontica che è la società umana? la macchina quali valori ha? la logica... la velocità... la perfezione? sono valori questi... non erano strumenti un tempo? quando a ragionare era l'uomo? salvo poi lasciarci andare in certe zone franche dove è consentito essere bestie capricciose... un cortiletto... ugualmente grottesco... neanche questo mi da pace, ubriacarmi o eccitarmi in qualche anfratto dove mi è permesso vivere...

bene in tutto questa riflessione io pensavo come ci riduciamo... quanta forza ho ancora dentro per sopravvivere... e quanto è già morto di me oggi... oggi stesso... chiaro, certa gente da il collo... no nsenti mai parlare di quanti mollano? io ne sento di tutte, matrattamenti, morti sul lavoro, ogni scibile umano... e chi da il collo? chi è stritolato dall'ingranaggio? non c'è nessuno? nessuna riflessione? sono gratuiti gli psicofarmaci...

e mi chiedo anche come può chi è parte di questo ingranaggio distorto che non ha più al centro l'umanità dei rapporti, ma l'intergrazione dell'essero umano con la macchina o qualche forma di integrazione psichica con il meccanismo che scandisce il tempo, come può, curare, comprendere, avvicinarsi a quella malattia che come la guardi non ne puoi avere che disprezzo e disgusto...

per esempio ho seguito spesso i topic deliranti, dove qualche disadattato manifestava certi sintomi di alienazione, di disagio, di confusione... e attendevo, attendevo di vedere se qualcuno avrebbe fatto l'offerta di essere disponibile a parlare privatamente con l'utente, a sentire uno sfogo qualcosa, un gesto di vicinanza concreto, o magari chiedere di che zona sei? magari ci facciamo una birra, una pizza, due chiacchiere... invece di esprimere solo opinioni... e non c'è nessuno... nessuno valica mai i confini della propria gabbia... è un esempio, ma cè qualcosa di distorto in tutto questo che mi sfugge...
Qui invece non ti dò ragione su tutto, Bradi: cioè sul grassetto.

Da quando sono sul foro ho imparato un mucchio di cose e altrettante spero di averle date.

Ho trovato disadattamento, sensibilità, perdenti e vincitori, solidarietà e piccineria, autolesionismo e paura ma anche fierezza e intelligenza, perfino amicizia e amore ma anche cattiveria. Ma che cos'è la cattiveria se non lo specchio di quello che non funziona di noi e che buttiamo addosso agli altri perchè non riusciamo a stare di fronte a noi stessi?.

Ho trovato la varietà dei comportamenti, dei sentimenti, dell'affettività e dell'anafettività, e delle mille altre cose che costituiscono l'essere umano; e che sono incalcolabili e ben rappresentati.

Valicare la gabbia significa mettersi in gioco e non tutti sono disposti a farlo, o in quel momento non hanno i numeri per farlo. Matureranno, lo spero per tutti.

Non so come sia il tuo pm. Io devo regolarmente scaricare il mio a ritmi veloci :morris82: Anzi, a volte mi ritiro volontariamente perché, a voler esserci dappertutto, non vivi più e stai alla tastiera tutto il giorno.

Certo, in alcuni casi mi prende la sindrome dell'impotenza perchè è difficile comunicare in digitale eppure, spesso, mi accorgo che alcune relazioni si approfondiscono più che se non si fosse in birreria a bersi una birra insieme.

Quanto al mollare, Bradi; no, mai.

Una volta di molti anni fa mi è capitato di vedere che cosa c'era dietro quel passaggio gratuito che tutti avremo un giorno e ho visto.

Siamo il mondo che ci immaginiamo, tutto lì. Non ci piace? Immaginiamolo diverso. Possiamo fare tutto.

Siamo in un sogno per eccellenza. C'è chi se ne rende conto e chi no. C'è chi agisce nel sogno e chi non lo fa e si lascia sognare. Gli atti, le parole, le opere e le omissioni - per dirla alla cattolica -, sono la battaglia per quel momento di passaggio. Quando un capo tribù diceva: "Oggi è un buon giorno per morire" intendeva, in senso traslato, che ogni giorno, cioè ogni istante, è un buon istante per vivere; perchè occorre fare/non-fare sempre come se fosse l'ultimo istante.

In realtà, questa delle macchine è un'era che rimuove costantemente l'idea dell'ultimo passaggio e in questo perde la sua umanità. Si ammala di emozioni distruttive, si costruisce case su bolle di sapone credendole rocce.

Ride poco e ride male, più che altro per paura.

C'è però chi non dà consenso a tutto questo :rickds: . Okey?

EDIT:

Mi va di mettere il titolo di un vecchio libro, sempre molto attuale, che va bene per i "pazzi" e per i "sani" //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif nel senso che può aiutare a districarsi anche nelle normali problematiche giornaliere: "SE INCONTRI IL BUDDHA PER LA STRADA, UCCIDILO", di Sheldon B. Kopp.

Ho scelto un link in cui l'autore ne fa una recensione, naturalmente dopo averla letta.

http://www.roberto-vincenzi.com/recensione_se_incontri_buddha.htm

Unico appunto: il recensore alla fine parla di un libro cinese (I Ching, tra l'altro se solletica la curiosità consiglio l'unica traduzione in italiana originale che è quella con prefazione di Jung), e lo definisce sommariamente come "una serie di massime di saggezza e descrizioni di situazioni", oltre che affermare che "veniva e viene usato a scopo divinatorio".

Non è proprio così :rickds: semmai proprio il contrario e cioè: "Non è una serie di massime di saggezza e descrizioni di situazioni" e lo si può leggere tranquillamente cominciando dalla prima pagina fino ad arrivare all'ultima.

 
Ultima modifica:
Vabbè ma vuol dire che te le fai con la frequenza di un martello pneumatico //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/mellow.png

 
È una mia parodia? :rickds:
No, no mi prendeva proprio un dolore acuto:sisi: in quella zona, poi ho avuto pure mal di schiena questi giorni:sisi:; cazz# sono una discarica:tragic:.

 
temo proprio di si... ha ha...

And ha ragione bradipo, smetti di toccarti
Ma qual è il collegamento tra seghe e lati delle pelvi (fossa iliaca penso)?

E con farsele spesso quante volte intendete? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Ma qual è il collegamento tra seghe e lati delle pelvi (fossa iliaca penso)?
E con farsele spesso quante volte intendete? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Te ne consiglio massimo 1 ogni 10gg

 
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