B
BRADIPODOC
Offline
è un discorso diverso, logicamente i principi attivi sono pochi, le medicine una infinità, ma direi che può contare anche come viene preparato il prodotto, se in linea con le normative di sicurezza, la composizione chimica, etc... io di una soluzione chimica posso avere infinite variabili, anche se semplificando posso dire che è la stessa cosa...Ma non si potrebbe dire, più semplicemente, che se si considera un farmaco, con un principio attivo che ha effetti oggettivi sul nostro fisico, non può essere considerato un placebo?
Il placebo si ha quando ad esempio al nonnino/a, che si rifiuta di mangiare, gli attacchi una flebo di glucosata, e quest'ultimo dice si sentirsi meglio.
Cmq tempo fa vidi un documentario sulle case farmaceutiche, che spiegava bene come quest' ultime siano brave ad immettere nel mercato farmaci che sostanzialmente non servono a niente, addirrittura "inventando" loro la malattia, e di conseguenza immettere nel mercato un prodotto per una malattia che "non esiste" (peccato però che non riesco più a trovarlo).
Però va beh, credo che questo è diverso sia leggermente diverso dal discorso del placebo.
quello che dico io è che hanno fatto tanti studi somminitrando a pazienti ignari ad alcuni un farmaco vero, e ad altri placebo e in molte sintomologie il risultato è il medesimo o quasi...
come ho detto la medicina dell'800 e primi 900 funzionava perchè qualche cosa curavano ogni tanto, ma assolutamente oggi non ha nessun valore scientifico... zero assoluto... e allora o da un certo numero di malattie si guarisce semplicemtne da soli (in maniera meccanica), oppure si guarisce anche perchè convinti della efficacia di una cura (quindi entra in gioco il pensiero positivo del paziente come capacità di generare un potenziuamento dlele difese e del sistema immunitario)
ne deduco approssimativamente, che una buona percentuale di cure legate a determinati disturbi non hanno nessuna attinenza scientifica nemmeno oggi (a meno di non pensare di essere onniscenti - lo deduco ipotizzando che i medesimi principi di sicurezza acritica delle scienza dell'800 sono in uso tutt'oggi - lo deduco dal fatto che non è possibile monitozzare tutte le variaibli nela vita delle persone, aspetti psicologici, ambiente, carattere, lo deduco dal fatto che sperimentano sugli animali o spesso a tentativi e non parte da una conoscenza totale delle nostre meccaniche) nonostante questo l'effetto placebo può essere positivo ugualmente come lo è sempre stato... anche se l'abuso di farmaci hanno delle controindicazioni sempre... in generale è indubbio che la speranza di vita si è alzata (neanche qui sono come paragonabili le condizioni di vita dell'uomo dell'800 - erroneamente si può pensare che questo miglioramento derivi esclusivamente da una maggiore efficacia delle cura mediche, mentre non è possbile sapere quanto esattamente incida)... per questo, e per il giochetto di cui parlavi che dimostra che c'è interesse prima a creare il farmaco e poi a curare il paziente, ho ipotizzato una percentuale del 40% di placebo in circolazione (che non è una cosa negativa per forza)... sicuramente minore di quella dell'800, destinata a calare, quello che vuoi... ma c'è...