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Ufficiale [Il ritorno] Una volta mi è successa 'sta cosa che non è importantissima però la voglio dire pt. 3

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Tre anni fa lavoravo con un collega che era davvero un mito: ragazzo gentile, paziente ma sopratutto ti trattava come se fossi tuo fratello sin dal primo giorno di lavoro. Ogni tanto mi invitava a bere un paio di birre ed io non rifiutavo mai, visto che passare una serata con lui era l'equivalente di divertirsi da matti visto che anche lui beve come una spugna come il sottoscritto. Un giorno mi invita a bere al solito pub ma con una doverosa premessa: il giorno dopo mi sarei dovuto svegliare alle 4:30 della mattina per aprire il negozio con lui, per cui non dovevo esagerare a tal punto da non svegliarmi. L'hangover non è mai stato un problema con noi, visto che ci capitava ogni tanto e sapevamo benissimo come "aggiustarci" a vicenda. Quella sera ebbi la geniale idea di bere 3 pinte, che per me sono più che sufficenti per vedermi sdraiato per terra, dopodichè mi feci un drink con 6 shot di tequila, 2 di vodka e 3 di gin. Quel drink mi ha ucciso e dopo essermelo scolato ho completamente perso cognizione di causa. Ovviamente non è stata una mossa saggia e difatti mi svegliai nel letto di casa mia alle 6:40: incominciai a sudare freddo e presi a correre verso la più vicina stazione del treno per recarmi a lavoro. La mia unica certezza era che in mano avevo il telefono e la carta di credito, che sono oggetti indispensabili se vuoi usare la metro a Londra. Raggiunsi la stazione con i polpacci gonfi dal dolore e stavo quasi per accasciarmi a terra, visto che mi mancava il fiato e avevo un hangover da paura. Appena mi sono seduto sul treno ho controllato il telefono, ad occhi semichiusi, per costatare l'ovvio ovvero 17 chiamate perse e 8 messaggi non letti di cui uno dal mio manager che era lungo quanto l'inferno dantesco. Non ebbi il coraggio di leggerlo e pregai per tutti i venti minuti di viaggio pur di non essere licenziato in tronco: una volta arrivato mi bastò fare un paio di passi per raggiungere il mio posto di lavoro, per poi incrociare immediatamente lo sguardo del mio collega e del mio manager. Con mia enorme sorpresa il manager scoppiò a ridere e, dopo un pò di resistenza, il mio collega sorrise e mi fece una foto col telefono. Quel momento per me fu straordinario visto che, durante tutto quel tempo, non mi ero assolutamente reso conto di cosa stessi indossando e presi coscienza di quanto facilmente non do peso ad alcune cose. Naturalmente ero ancora col pigiama che, visto l'avvicinarsi del natale, era perfettamente a tema. Naturalmente non potei evitarmi un cazziatone da quasi un ora, ma mi feci perdonare con poco vista la mia "fedina" incolume da ogni tipo di sgarro. Scendemmo a compromessi, e promisi che una cosa del genere non sarebbe più ricapitata e difatti fu così. Ovviamente la mia punizione fu esemplare: fui costretto a lavorare con ancora i pantaloni del pigiama e la foto fu postata nel nostro gruppo di lavoro. Comicamente quella mia svista non fece altro che rafforzare ulteriormente il mio rapporto con i miei colleghi, che da quel giorno in poi assunsero un ruolo molto più importante nella mia vita. Da quel giorno, anche per altri motivi che magari racconterò, divennero la mia quarta famiglia. Tutt'ora voglio a tutti un bene dell'anima, pur non "perdonando" a nessuno di loro i mesi e mesi di sfottii e l'incessante pronuncia di un singolo soprannome: grinch. Comicamente è uno dei miei personaggi preferiti. Ricordate ragazzi e ragazze, non tutto il male vien per nuocere sopratutto se si scegliere di imparare da esso.

Questo è il pigiama della scena del delitto, e non provate neanche a pensare di chiedermi della foto.
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In campagna ho trovato delle pozze d'acqua con dei girini, ho visto che ci sono degli insetti bianchi/gialli molto piccoli che li ricoprono e li mangiano, inizialmente pensavo fossero tipo pollini o comunque roba di fiori, invece si muovono e uccidono i girini:hmm: Sapete di quali insetti si tratta?
 
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8 Apr 2020
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In campagna ho trovato delle pozze d'acqua con dei girini, ho visto che ci sono degli insetti bianchi/gialli molto piccoli che li ricoprono e li mangiano, inizialmente pensavo fossero tipo pollini o comunque roba di fiori, invece si muovono e uccidono i girini:hmm: Sapete di quali insetti si tratta?
Secondo mio padre, che è un entomologo, la risposta più scontata è il ditisco ma in questo caso in stato larvale. Ti consiglio caldamente di non "intralciare" il trascorso naturale delle cose, visto che la natura è composta da tante sfaccettature che non ci è dato sapere o conoscere.
"Per quanto vi possa dispiacere non cercate di fermare la leonessa che rincorre la gazzella, o il gufo che va a caccia di ratti, altrimenti il mondo non avrà più specie animali che lo popolano".



Tanti anni fa, appena arrivato a Londra, trovai lavoro presso un negozietto "per nerd". Vendevamo di tutto: magliette, action figure, fumetti, manga e compagnia briscola. All'ingresso del negozio c'era una statua del dovahkiin in finto metallo che fungeva da ottima "segnaletica" per i clienti interessati. Un giorno molto lungo venne una coppia di persone anziane, che con mio grande stupore scoprii che erano italiani. Erano venuti a Londra per turismo (già, bei tempi eh!) ed erano entrati in negozio per comprare un regalo al nipote più piccolo. Dopo una breve chiacchierata scoprii che tipo di regalo volevano comprare al nipotino: un "franco". Lì per lì rimasi abbastanza basito, e comincamente nel mio negozio ero l'unico a parlare italiano, per cui solo io potevo sviscerare la situazione e capire che cosa cavolo volessero intendere con la parola franco. Non volevo trattarli come deficenti per cui esclusi i francobolli a priori, e cominciai a fare un paio di domande per avvicinarmi il più possibile all'oggetto in questione. Dopo un pò scoprii che il regalo non era niente che si potesse leggere, ne indossare, ma anzi era un qualcosa racchiuso in una piccola scatola che il ragazzino collezionava su una mensola molto gelosamente. Il nonno mi disse che ne aveva una per ogni posto in cui era andato/andati e che avevano una forma davvero molto strana, con la testa "rettangolare". Lì il mio cervello fece eureka e, tentando di non ridere come un demente, prensi uno scatolone che avevamo dietro il bancone e dissi alla coppia che potevano sceglierne due e pagarne solo una visto che quella settimana c'era la promozione. Il nonno fece uno "schioccoso" facepalm e mi guardò ridacchiando "Ah si, le franco pop!". Cercavano le Funko pop e mi dissero che avevano già provato in tanti altri negozi senza concludere niente, e nella maggiorparte di essi gli avevano detto che tale oggetto non esisteva. Il nonno, gentilissimo oltre ogni limite, mi guardò tutto incacchiato e disse "Ma come fanno a non esistere se mio nipote ne parla in continuazione! Sono vecchio mica rincoglionito!". Lì non riuscii più a trattenermi e scoppiai a ridere come poche volte in vita mia. Lì mi resi conto che Londra era il posto adatto a me. Ricordate ragazzi e ragazze, i momenti più genuini sono spesso i più fantastici della nostra vita.
 
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8 Apr 2020
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Chiedo scusa per il doppio post, non so se si possa fare. Se infrange qualche regola a me sconosciuta chiedo scusa anticipatamente.
Ho cercato di sintetizzare il racconto, per non scrivere un papiro.

Tanti anni fa, quando ero ancora in italia, andavo spesso ad un pub con i miei amici. Dopo un paio di anni di "frequentazione" cominciammo a fare amicizia con il proprietario: una persona assai divertente, rispettosa ed un ottimo ascoltatore nonchè un grande fan di Ronnie James Dio . Suo padre prima di lui faceva il suo stesso mestiere ed ereditò il pub, che tutt'ora sta "in piedi" nonostante la quarantena. Cominciammo a frequentare questo signore con talmente tanta frequenza, sopratutto grazie alle nostre frequenti bevute, che divenne parte integrante del nostro gruppo. Una sera eravamo tutti in macchina ed io, che stavo fumando con il finestrino aperto ed ero lungi dall'essere sobrio, mi sento una mano gelida che mi tocca la spalla e mi fa trasalire: Gianfranco mi aveva messo una mano sul braccio ed era talmente tanto gelida che facevo fatica a concepire il fatto che appartenesse ad un essere umano, piuttosto che al tristo mietitore. Gianfranco, con voce sicura, mi disse che quel giorno dovevamo stare molto attenti allorchè io alzo il sopracciglio e ridacchiando gli chiedo il perchè: lì ci confessò che da quando era piccolo aveva questa "peculiarità" di avere le mani gelide ogni volta che sta per succedere qualcosa di spiacevole, o pericoloso. Volete la mia opinione? Rimasi piuttosto incuriosito, sopratutto a causa del fatto che eravamo in pieno agosto. L'autista se ne uscì dicendo "Gianfrà, queste so tutte le pippe che ti fai! Prossima volta chiedi a tua moglie magari!", e la questione finì lì fra sorrisi e risate generali. Non che non gli credessimo, è solo che ci sembrò una cosa talmente tanto strana che facevamo fatica a credere che potesse essere vera. Lui insistette un pochino, cercando di farci capire che non ci avrebbe mai preso in giro, ma dopo un pò di minuti cedette e ci ricordò solo di stare un pò più attenti del solito. Improvvisamente mi squilla il telefono, con il numero di casa mia, e appena rispondo mi rendo immediatamente conto di star ascoltando la registrazione automatica dell'allarme che ho installato a casa mia: qualcuno era entrato in casa mia, rompendo le finestre. Siccome non credo alle coincidenze spiegai tutto all'autista che mi portò a casa il più presto possibile: trovai casa mezza ribaltata, e alcune cose erano sparite. Quella sera mi rimase impressa, e da lì cominciai a credere ciecamente a Gianfranco e alle sue "mani di ghiaccio". Col tempo ciò divenne una sottospecie di "tormentone" nel nostro gruppo, ed il rispetto che nutrivamo per lui non fece altro che salire nonchè la nostra amicizia. Gianfranco mi mandò addirittura un messaggio quando feci l'esame della patente, dicendomi che le sue mani erano tiepide per cui non avevo nulla di cui preoccuparmi. Un grand'uomo se posso dire, che stava andando incontro ad una pessima situazione. Gianfranco è un uomo sposato, con più anni di me alle spalle, e due figlie da mantenere. Purtroppo un giorno vediamo il pub chiuso, senza alcun tipo di avviso, e sopratutto dopo esserci messi d'accordo per una solita serata fra amici. Tutti pensammo che doveva essere successo qualcosa e difatti, il giorno dopo, scoprimmo che la moglie aveva avuto un brutto incidente in scooter. Quella sera stessa lo andammo a trovare in ospedale e, mentre le figlie erano sedute fuori, Gianfranco era in lacrime mentre si appoggiava al lettino sul quale la moglie stava dormendo. Le condizioni non erano delle migliori ma Gianfranco aveva ben altro per la testa, visto che indossava i guanti invernali mentre in quella stanza faceva tutt'altro che freddo. Mi bastò quello per capire molto, e più tardi ci confessò che stava facendo il possibile per riscaldarsi le mani cercando in qualche modo di "cambiare il futuro", con scarsi risultati. Per la settimana che venne Gianfranco ebbe perennemente le mani gelide, e a sua detta neanche il termosifone bollente riuscii a riscaldarle. Una sera (durante quella settimana) cercammo di distrarlo, invitandolo caldamente ad unirsi ad una delle nostre solite serate, ma lui non faceva altro che guardami con gli occhi lucidi "Già, le mie mani sono ancora fredde....". Putroppo ad oggi la moglie di Gianfranco è costretta a stare su una sedia a rotelle, e dopo l'incidente perse toltamente la capacità di camminare. Da quel giorno sono passati tanti anni e, nonostante la distanza, noi ci sentiamo ancora ogni tanto per parlarci: difatti una decina di giorni fa è stato il compleanno di Gianfranco e abbiamo fatto una videochiamata tutti assieme e lì ho avuto la possibilità di rivedere anche la moglie, che era sorridente più che mai. Con un pò di magone ci disse che da quell'evento, e quella nefesta settimana, le sue mani non sono più state così fredde e tutt'ora non gli capita più di avere "le mani di ghiaccio". Gianfranco ora è un uomo felice e grato di ciò che ha, ed è riuscito a sconfiggere la sua depressione dopo anni di estenuante lotta. Ricordate ragazzi e ragazze, la vita è fatta di giorni di sole e di giorni di pioggia: augurarsi che ci sia perennemente il sole è da sciocchi, nonchè un grande torto per l'intero pianeta.
 

Gianpi

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Mr. Ganjaman questa storia mi intrippato non poco, non vedo l'ora di sentirne altre. Mi dispiace molto per la moglie di Gianfranco ma sono lieto di leggere che è una persona che sorride sempre nonostante l'incidente. E' un esempio dal quale tutti noi dovremmo vedere e imparare (non ti preoccupare, non hai infranto nessuna regola, il tuo ultimo post era di vari giorni e comunque a distanza ravvicinata il sistema unisce il doppio post).
 
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In tempi di covid qui a Londra moltissimi hanno perso il lavoro, per ovvi motivi, ed io ero uno di quelli. Esattamente un anno fa venivo licenziato per "manovre aziendali", e cominciai a cercare disperatamente un nuovo lavoro (di nuovo!) con scarsissimi risultati. In totale mandai 165 c.v. in 3 giorni e, dopo circa una settimana di attesa, non ricevetti neanche una risposta. In testa mi balzò un idea che abbracciai con ogni essenza della mia anima: era giunto il momento di tornare a casa. Ormai la situazione a Londra cominciava a farsi grigia, e le email ricevute rimanevano perennemente zero. Passo tutta la giornata a riflettere sul da farsi, dopodichè acquistai il biglietto dell'aereo che mi avrebbe riportato a casa da mamma e papà. Decisi di non dire loro nulla, per fare una bella sorpresa, e per rendere il momento un pò più felice per il sottoscritto. Mi dispiaceva molto l'idea di andarmene da Londra, eppure cominciavo a sentirmi davvero alle strette, ed il mio conto bancario non faceva altro che confermare la situazione. Avevo cinque giorni di tempo prima di andarmene, e decisi di passarli in pace e tranquillità rivisitando i luoghi che più amo: il più delle volte avevo il magone alla gola ed ogni giorno divenni sempre più "attapirato", e i miei conquilini se ne erano accorti. Cercai comunque di vedere il lato positivo della cosa: sono cinque anni che non torno a casa, per cui avrò molte cose da vedere e finalmente potrò riabbracciare la mia famiglia. Il quinto giorno decisi di passarlo giocando a tf2, in una casa che mi aveva accolto quando non avevo un posto dove andare. Durante una partita con il soldato, per omaggiare Rick May, sentii il cellulare che mi vibra in tasca: avevo appena ricevuto tre email (da posti differenti) per fissare un colloquio. Per la prima volta in vita mia piansi sia di gioia che di tristezza, per due motivi esattamente l'uno opposto all'altro. Era un rischio elevato quello di andare a quei colloqui, visto che non avrei avuto la disponibilità economica di riprenotare alcuni dei servizi che avevo pagato per il traposto della mia roba, ma sopratutto potevano essere tutti e tre delle "fregature". Mi inginocchiai a pregare per un pò di minuti, non sapendo cosa fare, quando improvvisamente qualcuno mi chiama al telefono: era il manager di una quarta attività, che voleva fissare un appuntamento il prima possibile visto che gli serviva qualcuno con molta urgenza. Non dissi assolutamente nulla del mio viaggio prenotato, ma accettai senza esitazione. Capii che quello era il "segno del destino" che cercavo tanto disperatamente, e quella sera chiamai la mia famiglia per raccontare a tutti l'accaduto. Loro appoggiarono il mio repentino "cambio di idee", dicendomi che dovevo provarci, nonostante facessi molta fatica a guardare lo schermo del telefono. Eh ragazzi, non sapete quanto possa essere triste e gioioso vivere una situazione del genere. Ad oggi lavoro proprio per il manager che quel pomeriggio mi chiamò, e proprio mentre scrivo queste righe so che rimanere qui è stata una scelta che cambierà per sempre la mia vita. Rayanair ancora mi romborsa le tasse governative però, tacci loro! Ricordate ragazzi e ragazze, niente avviene per caso... neanche le cose più piccole!
 

BlackWizard

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Sono in villa comunale con il cane e ho beccato 2 soggetti che stavano palesemente avendo un rapporto sessuale, luo appoggiato alla fontana, in piedi, dietro i cespugli e lei appoggiata a lui, viso a viso. Il movimento dei corpi era palese :asd:, non so se ridere o piangere. Dopo passo allo studio legale di zio e vedo se fare un esposto ai carabinieri.
 

Gianpi

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Sono in villa comunale con il cane e ho beccato 2 soggetti che stavano palesemente avendo un rapporto sessuale, luo appoggiato alla fontana, in piedi, dietro i cespugli e lei appoggiata a lui, viso a viso. Il movimento dei corpi era palese :asd:, non so se ridere o piangere. Dopo passo allo studio legale di zio e vedo se fare un esposto ai carabinieri.
Ma alla villa comunale di Napoli? :rickds:
 

Glassyman

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Dopo passo allo studio legale di zio e vedo se fare un esposto ai carabinieri.
Il delitto di atti osceni in luogo pubblico è stato depenalizzato. :asd: O li chiamavi subito per fare la sanzione amministrativa oppure nisba. :asd:
 
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Il delitto di atti osceni in luogo pubblico è stato depenalizzato. :asd: O li chiamavi subito per fare la sanzione amministrativa oppure nisba. :asd:
A quanto ho capito sarebbe meglio affrontare il processo che beccarsi la multa però, dovrebbe essere parecchio salata.
Almeno così lessi da qualche parte ai tempi della depenalizzazione.
 

Glassyman

Doom Eternal
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A quanto ho capito sarebbe meglio affrontare il processo che beccarsi la multa però, dovrebbe essere parecchio salata.
Almeno così lessi da qualche parte ai tempi della depenalizzazione.
Se ne parlò assai durante le prime settimane del lockdown di marzo 2020, quando le uscite non giustificate erano considerate reato ex art. 650 c.p. che poteva essere estinto mediante oblazione con il pagamento della modica cifra di... 103 euro. :rickds::rickds::rickds::rickds::rickds:
Poche settimane dopo ci fu la depenalizzazione con la sanzione amministrativa da 400 a 3000 euro, attualmente vigente.
In termini meramente economici era più conveniente l'illecito penale però è un discorso che non funziona agli atti osceni. :asd:
 
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Sin dall'alba dei tempi ad ogni mio compleanno succede qualcosa di importante, magari non di particolarmente eclatante, ma comunque sono cose che rimangono nei miei preziosi ricordi e che custodisco gelosamente. Nel giorno del mio venticinquesimo compleanno c'era un sole che spaccava le pietre, e mio padre decise di regalarmi tre stecche di bamboo lunghe circa 4 metri: erano grandi, belle, robuste e con un colore magnifico. Mio padre sapeva che avevo sempre desiderato un bastone di quel tipo per potermi allenare, possibilmente lasciando qualche osso integro. Ci misi la meraviglia di 4 giorni per pulirle, tagliarle e farmi salire un piccolo brivido lungo la schiena ogni volta che guardavo il loro "interno" non sapendo quale "creatura misterosa" potesse celarsi al suo interno. Ovviamente le canne di bamboo sono cave, seppur intervallate da dei piccoli "separatoi", per cui sono un nascondiglio perfetto per insetti e mostriciattoli di ogni tipo. Il terzo giorno, quello dedicato al taglio per tre bastoni di medie dimensioni, faceva talmente tanto caldo che la bottiglia d'acqua di svuotava ancor prima che riuscissi a riempirla: la canottiera era incollata alla schiena ma allo stesso tempo la sentivo "muoversi" ogni tanto come se qualcosa mi stesse grattando la schiena. Dopo pochi secondi mi sale l'idea e di conseguenza la mia mente comincia a spaziare su qualche cazzo di mostro potesse essermi salito sulla schiena, dopodichè comincio a sentire un suono molto familiare: il leggerissimo "gracidio" di una locusta migratoria. Nella casa dove sono cresciuto in italia è un suono che è perennemente presente ogni notte d'estate, e che spesso mi "cullava" e mi accompagnava nel sonno. L'operazione chirugica ha inizio: cerco di togliermi la canottiera con una lentezza a dir poco maniacale per poi vedermi una locusta grande quanto il mio piede saltarmi sull'avambraccio, e devo dire che era davvero un esemplare magnifico. Inorridito dalle sue dimensioni decido comunque di tirare un respiro di sollievo e di mantenere la calma, visto che una locusa può farmi ben poco, dopodichè aspetto che la bestia se ne vada via ma con scarsi risulati. Oh dovete credermi quando vi dico che sarò rimasto immobile per un paio di minuti, mentre io e la locusta ci guardavamo con lo sguardo da "duello nel far west", eppure non se ne voleva proprio andare. Lì per lì non riesco a spiegarmi il motivo, visto che gli insetti di questo tipo non si stanno attaccati così tanto, ed il perchè è presto detto: dentro il pezzo di bamboo che stavo tagliando c'era un gruppetto di larve bianche e grossaccie, che in gioventù ho visto fin troppe volte. Dopo aver capito la situazione decido di alzarmi con molta calma, mentre con l'unico braccio libero decido di prendere la canna di bamboo e di posarla a terra vicino ad un cespuglietto, per poi vedere la locusta che immediatamente salta via dal mio braccio per posarsi vicino alla canna di bamboo. Decisi che non avrei più toccato quella canna di bamboo, e difatti l'ho lasciata nel bel mezzo della campagna dove avevo trovato un piccolo spiazzetto per "lavorare". Da quel momento in poi quel luogo è stato soprannominato dal sottoscritto come "La tana della locusta", e ad oggi è l'unico luogo che conosco dove mi vado ad allenare (in italia). Ricordate ragazzi e ragazze, rispettate sempre la natura e chi vi abita visto che non siamo gli unici a vivere su questo pianeta.
 
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Rimanendo in ambito di compleanni mi pare più che d'obbligo raccontarvi ciò che successe ad uno di essi, ma stavolta la storia è assai più vecchia. Questa è una storiella che mi racconta sempre mio padre sopratutto quando vuole sottolinerami il fatto che non so mai farmi i cazzi miei, e che ho sempre avuto un irrefrenabile voglia di esplorare e di disubbidire, ma sopratutto di quanto lui possa essere un uomo molto più previdente di me. Non potevo avere più di sette anni e , quasi a ridosso del mio compleanno, mio padre mi raccomanda severamente di non aprire il cassetto della sua scrivania per nessun motivo: ovviamente il mio cervello fa uno più uno, e con un pò di immaginazione deduco che lì doveva esserci il regalo del mio compleanno. Per un bambino è ovvio immaginare in modo "diretto", e mio padre lo sapeva bene, ma voleva comunque raccomandarsi. Il giorno prima del mio compleanno io ed il mio migliore amico decidiamo di noleggiare un film (bei tempi!), e di vederlo a casa mia ma eravamo troppo piccoli per apprezzare il film che stavamo vedendo per cui cominciamo ad annoiarci. Eravamo soli a casa, visto che mia madre era uscita per comprare il "cibo caldo" per la festa, e lì per lì mi viene un idea a cui non riesco a dare freno: volevo assolutamente vedere cosa c'era nel cassetto ed il mio amico non faceva altro che insistere, visto che poche ore dopo sarebbe stato il giorno fatidico, per cui non c'era motivo per non sbirciare un pò. Dopo esserci improvvisati come piccoli Diabolik, apriamo il cassetto per poi vedere ciò che francamente non mi sarei mai aspettato: una pistola in fondina, che naturalmente apparteneva all'unico carabiniere che avevamo in famiglia e naturalmente non potevo di certo essere io. Cominciammo ad analizzare la suddetta arma con estrema curiosità, meravigliandoci del suo peso, ed io essendo un enorme cretino decisi di iniziare a giocarci: dopotutto eravamo molto piccoli, e certe considerazioni non ci vengono proprio naturali a quell'età. Dopo un pò di trastullo arriva il momento fatidico, ovvero quello di premere il grilletto: essendo una persona molto stupida, ma anche molto buona, decido di farlo premere prima al mio amico visto che mi faceva sentire meno in colpa per aver "aperto" il regalo in anticipo. La pistola fece tac a niente boom, visto che era sprovvista di proiettili: mio padre l'aveva svuotata apposta, e mi venne rivelato solo molti anni dopo. Continuammo a giocare per un pò e quando sentii la porta di casa aprirsi, corsi subito a rimetterla nel cassetto per non farmi "sgamare sul fatto". Naturalmente mio padre, quando tornò dal lavoro, si accorse del mio misfatto e non me la fece affatto passare liscia: mi rimproverò severamente, ribadendo il concetto di ubbidienza ai propri genitori, ma soprautto sulla sicurezza e parsimonia nell'affrontare la vita. Quell'anno non ricevetti ne regali ne una festa, per ovvi motivi. Da quel giorno il rapporto con mio padre cambiò molto, ed in meglio, e da sempre gli voglio un mondo di bene. Ad oggi mia madre non sa nulla su ciò che accadde quel giorno visto che mio padre la considera da sempre una nostra storia personale, nonchè uno dei tanti insegnamenti che mi ha impartito nel corso del nostro rapporto da padre e figlio. Ricordate ragazzi e ragazze i nostri genitori spesso agiscono in modi che non ci è dato conoscere, ma saranno sempre i nostri unici genitori per cui amateli e non portategli rancore.
 

Il Don

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Sono iscritto da tempo su un noto sito nel quale si offrono ripetizioni di varie materie. L'altro giorno ho ricevuto la recensione da un mio alunno, recensione che mi avrebbe permesso di ottenere dei benefici. Benefici che non arrivano, allora scrivo una email all'assistenza e ricevo una bella risposta precompilata.
Ci riprovo, stavolta allegando uno screenshot della recensione e qui avviene la magia più totale: mi risponde di nuovo la tipa dell'assistenza con un secondo screen che mostra la recensione. Mi dice che non c'è alcuna recensione, quindi che voglio?

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Sono iscritto da tempo su un noto sito nel quale si offrono ripetizioni di varie materie. L'altro giorno ho ricevuto la recensione da un mio alunno, recensione che mi avrebbe permesso di ottenere dei benefici. Benefici che non arrivano, allora scrivo una email all'assistenza e ricevo una bella risposta precompilata.
Ci riprovo, stavolta allegando uno screenshot della recensione e qui avviene la magia più totale: mi risponde di nuovo la tipa dell'assistenza con un secondo screen che mostra la recensione. Mi dice che non c'è alcuna recensione, quindi che voglio?

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Minchia ho sputato un polmone :rickds:
 
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Nella mia famiglia ho tante persone rispettabili, e ogniuna di esse ha deciso di far parte di qualche forza armata italiana: mio padre è divenuto addestratore, mio nonno era vice comandate e mio zio attualmente fa la guardia carceraria dopo anni di servizio come militare e carabiniere. Fra tutte le storie chi mi ha raccontato, una mi è rimasta molto impressa e la condivido con voi a scopo didattico, affinchè possiate imparare una dura lezione che anche io ho imparato in simil modo. Quando mio zio era ancora un carabiniere ricevette una chiamata per due cavalli che avevano invaso la superstrada, quasi sicuramente sotto forti dosi dopanti, ed erano scappati da un "recinto" abusivo: sapete all'epoca era molto comune gestire allevamenti illegali di cavalli a scopo riproduttivo, o per corse illegali, ed i cavalli erano spesso sottoposti a delle vere e proprie torture pur di dare il massimo delle prestazioni (o del libido). Mio zio è una persona schietta, magari un pò cinica, ma nulla oltepassa il suo grande amore per gli animali: possiede cinque cani e tre gatti, oltre a due magnifici cavalli ed un paio di pecore (tutti vivono allegramente in uno spazio di campagna), ed ogni tanto trova anche un pò di spazio per la sua gentilissima compagnia. Quel gorno mio zio fu messo davanti ad una scelta difficile: le opzioni erano di abbattere i cavalli o cercare di calmarli, e dopo un bel respiro decise di rimettere la pistola nella fondina operando per un approccio pacifico. Il suo collega uscii dalla vettura seguendo gli ordini e si diresse verso uno dei cavalli, e mio zio protese le mani cercando di avvicinarsi lentamente al cavallo: purtroppo non ne voleva sapere niente, visto che alcune macchine ebbero l'idea poco furba di non fermarsi e di conseguenza fecero impaurire il cavallo ancora di più, e difatti cominciò a correre all'impazzata. Mio zio estrasse la pistola rapidamente e prese la mira, eppure "al cuore non si comanda" e non ebbe il coraggio di premere il grilleto: mi disse che in quel momento aveva "la testa spaccata in due" e che non sapeva neanche se il tempo stesse ancora scorrendo allo stesso modo, eppure ebbe comunque i riflessi pronti a vedere una macchina che si avvicinava a circa 90km/h. La vettura era una ford focus nera: al volante c'era una madre preoccupata, girata di spalle verso il sedile del passeggero per calmare il figlio che piangeva ininterrottamente. Mio zio capii che il dado era tratto e lì tutto avvenne per fotogrammi, uno più atroce del precedente: la macchina di schiantò contro il cavallo che si "cappottò" sulla donna uccidendola sul colpo, mentre il pargolo venne schizzato fuori dal parabrezza a causa della cintura di sicurezza mancante. Da quel giorno mio zio dovette passare molti giorni a riflettere: si sentii debole ed in colpa, come se il suo "senso del giusto" lo avesse abbandonato, passando molto tempo ad addossarsi le responsabilità. Ricordate ragazzi e ragazze: come esseri umani possiamo gestire talmente poche cose che difatto la sensazione di controllo che proviamo è solo un'illusione, ed una volta abbandonata ci si apre un nuovo mondo di opportunità.

 

LeRoi

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Nella mia famiglia ho tante persone rispettabili, e ogniuna di esse ha deciso di far parte di qualche forza armata italiana: mio padre è divenuto addestratore, mio nonno era vice comandate e mio zio attualmente fa la guardia carceraria dopo anni di servizio come militare e carabiniere. Fra tutte le storie chi mi ha raccontato, una mi è rimasta molto impressa e la condivido con voi a scopo didattico, affinchè possiate imparare una dura lezione che anche io ho imparato in simil modo. Quando mio zio era ancora un carabiniere ricevette una chiamata per due cavalli che avevano invaso la superstrada, quasi sicuramente sotto forti dosi dopanti, ed erano scappati da un "recinto" abusivo: sapete all'epoca era molto comune gestire allevamenti illegali di cavalli a scopo riproduttivo, o per corse illegali, ed i cavalli erano spesso sottoposti a delle vere e proprie torture pur di dare il massimo delle prestazioni (o del libido). Mio zio è una persona schietta, magari un pò cinica, ma nulla oltepassa il suo grande amore per gli animali: possiede cinque cani e tre gatti, oltre a due magnifici cavalli ed un paio di pecore (tutti vivono allegramente in uno spazio di campagna), ed ogni tanto trova anche un pò di spazio per la sua gentilissima compagnia. Quel gorno mio zio fu messo davanti ad una scelta difficile: le opzioni erano di abbattere i cavalli o cercare di calmarli, e dopo un bel respiro decise di rimettere la pistola nella fondina operando per un approccio pacifico. Il suo collega uscii dalla vettura seguendo gli ordini e si diresse verso uno dei cavalli, e mio zio protese le mani cercando di avvicinarsi lentamente al cavallo: purtroppo non ne voleva sapere niente, visto che alcune macchine ebbero l'idea poco furba di non fermarsi e di conseguenza fecero impaurire il cavallo ancora di più, e difatti cominciò a correre all'impazzata. Mio zio estrasse la pistola rapidamente e prese la mira, eppure "al cuore non si comanda" e non ebbe il coraggio di premere il grilleto: mi disse che in quel momento aveva "la testa spaccata in due" e che non sapeva neanche se il tempo stesse ancora scorrendo allo stesso modo, eppure ebbe comunque i riflessi pronti a vedere una macchina che si avvicinava a circa 90km/h. La vettura era una ford focus nera: al volante c'era una madre preoccupata, girata di spalle verso il sedile del passeggero per calmare il figlio che piangeva ininterrottamente. Mio zio capii che il dado era tratto e lì tutto avvenne per fotogrammi, uno più atroce del precedente: la macchina di schiantò contro il cavallo che si "cappottò" sulla donna uccidendola sul colpo, mentre il pargolo venne schizzato fuori dal parabrezza a causa della cintura di sicurezza mancante. Da quel giorno mio zio dovette passare molti giorni a riflettere: si sentii debole ed in colpa, come se il suo "senso del giusto" lo avesse abbandonato, passando molto tempo ad addossarsi le responsabilità. Ricordate ragazzi e ragazze: come esseri umani possiamo gestire talmente poche cose che difatto la sensazione di controllo che proviamo è solo un'illusione, ed una volta abbandonata ci si apre un nuovo mondo di opportunità.

Tralasciando tuo zio che ha avuto un trauma evidente per il quale c'è poco da dire se non rimanere in silenzio per doveroso rispetto, direi che a più livelli hanno lavorato un pò a cavolo di cane. Chiudere la strada e fermare il traffico era il minimo. Altro che cavalli, rischiava di rimanerci secco tuo zio.
 
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Tralasciando tuo zio che ha avuto un trauma evidente per il quale c'è poco da dire se non rimanere in silenzio per doveroso rispetto, direi che a più livelli hanno lavorato un pò a cavolo di cane. Chiudere la strada e fermare il traffico era il minimo. Altro che cavalli, rischiava di rimanerci secco tuo zio.
Parole sante, difatti concordo in pieno.
Per evitare di allungare troppo la minestra ho sorvolato sulle gravose condizioni in cui mio zio era costretto a lavorare, magari in un altro "racconto" posso illustrarle con più parsimonia.
Posso dirti in breve che spesso si è lamentato di come il suo ambiente di lavoro era fortemente corrotto e "deviato", spingendo persone poco preparate a fare "pessime figure" per essere cacciate via da un ambiente sterile che non accettava nuove leve. Mio zio duranate l'incidente era molto giovane, ed altrettanto inesperto, ed il suo collega ha volutamente sorvolato sulle lacune delle sue disposizioni proprio per metterlo in cattiva luce.
Posso assicurarti di mia esperienza che spesso l'ambiente "militare" italiano è davvero terribile, sotto tantissimi aspetti.
Ho preferito soffermarmi su come mio zio ha cercato inutilmente di concentrare le sue energie per controllare una situazione che non poteva essere gestita, e di conseguenza ha sofferto per questo. Il mio "insegnamento" era quello di rimanere lucidi in ogni situazione della vita, piuttosto che farsi prendere dall'ansia inseguendo "regole" stantie ed inutili.
Chiedo scusa se lo scopo del mio post sia stato ineso in malo modo, il mio focus primario era indirizzato su tutt'altro.
 

LeRoi

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Parole sante, difatti concordo in pieno.
Per evitare di allungare troppo la minestra ho sorvolato sulle gravose condizioni in cui mio zio era costretto a lavorare, magari in un altro "racconto" posso illustrarle con più parsimonia.
Posso dirti in breve che spesso si è lamentato di come il suo ambiente di lavoro era fortemente corrotto e "deviato", spingendo persone poco preparate a fare "pessime figure" per essere cacciate via da un ambiente sterile che non accettava nuove leve. Mio zio duranate l'incidente era molto giovane, ed altrettanto inesperto, ed il suo collega ha volutamente sorvolato sulle lacune delle sue disposizioni proprio per metterlo in cattiva luce.
Posso assicurarti di mia esperienza che spesso l'ambiente "militare" italiano è davvero terribile, sotto tantissimi aspetti.
Ho preferito soffermarmi su come mio zio ha cercato inutilmente di concentrare le sue energie per controllare una situazione che non poteva essere gestita, e di conseguenza ha sofferto per questo. Il mio "insegnamento" era quello di rimanere lucidi in ogni situazione della vita, piuttosto che farsi prendere dall'ansia inseguendo "regole" stantie ed inutili.
Chiedo scusa se lo scopo del mio post sia stato ineso in malo modo, il mio focus primario era indirizzato su tutt'altro.
Ma no figurati, non devi chiedere scusa. Immaginavo che avessi tralasciato molte cose per evitare di fare un post troppo lungo. Diciamo che mi sono sfogato per te. L'insegnamento che proponi è validissimo, sopratutto per me considerato il lavoro che faccio :fiore:
 
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