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Mi riconosco in quest'uomo //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gifun'altro che si aggirava per la casa senza fare un ***** ripetendo "a-ah! bellissimo!
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Mi riconosco in quest'uomo //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gifun'altro che si aggirava per la casa senza fare un ***** ripetendo "a-ah! bellissimo!
m'ha fatto morire sto passoLA KEBBABBATA
Storia di come 6 ragazzi sfidarono le leggi della fisica e uno di loro vinse.
Questa storia risale ad un annetto fa, e quando la ricordo mi sento ancora addosso il bellissimo puzzo tipico del kebab //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Uno dei miei amici faceva il rappresentante per una azienda che vende cibarie varie a ristoranti, pub, pizzerie et similia, e grazie a questo impiego avevamo accesso a qualsiasi tipo di schifezza venduta in questi locali a prezzi molto bassi. Decidemmo così di organizzare una kebbabbata, perché eravamo stanchi di spendere 3,50€ per un kebab e non saziarci. Il kebab ce lo saremmo fatto noi, con gli ingredienti che volevamo e, soprattutto, a costi irrisori.
Decidiamo il giorno e il luogo (casa in campagna di uno di noi, posto perfetto perché lontano dalla civiltà e con tutte le comodità: cesso, divani, gas, corrente, frigorifero, tv.) e parte l'ordine delle cose che l'altro nostro amico avrebbe dovuto prendere in azienda. Per 6 persone: due chili di "petali" di kebab in busta, due chili di patatine da friggere, due cipolle rosse giganti, pomodori, cetrioli, insalata, 12 piadine, 1 litro di ketchup, 1 litro di maionese, 1 litro di salsa yogurt, 1 boccetta di salsa piccante, 10 birre da 66cl (più di un litro di birra a testa), coca cola da 2 litri.
A parte le incomprensioni iniziali (io che bevevo birra come un dannato, un'altro che tentava di friggere le patatine buttandole nella padella contemporaneamente all'olio, un'altro che tentava di tagliare i pomodori a fette sottili come fogli di carta, io che mangiavo il kebab crudo, un'altro che si aggirava per la casa senza fare un ***** ripetendo "a-ah! bellissimo!"), dopo aver cotto la carne nel forno e preparato tutti gli ingredienti, partì l'assemblaggio che si svolse pressappoco così: Urla, rutti e bestemmie accompagnavano una sorta di rituale che prevedeva la domanda "come lo vuoi?" e la risposta "mettici tutto", declinata con delle varianti tipo: "mettici pure la mèrda", "m'aggio fa come o cesso", "e che me lo chiedi pure? c'ha mette pure a fessa e mammeta, chella bucchinara", e un omosessualissimo "a me senza cipolla e senza piccante", e così uno riempiva questi mostri deformi, uno arrotolava la piadina cercando di non far fuoriuscire il contenuto, e gli altri si strafogavano come le bestie. Il tutto accompagnato da rutti che nel frattempo erano diventati puzzolenti, e bestemmie e imprecazioni che avevano cominciato ad estendersi alle divinità di tutte le religioni conosciute, e alle mamme di tutti i presenti.
Verso metà del pasto, quando ormai io stavo minimo alla 4 birra, uno di noi scomparve in cucina e riapparve con una zuppiera piena di patatine fritte molliccie, e questa cosa avvenne almeno 4 o 5 volte, ed ogni volta si annunciava con un rutto al quale rispondevamo invitando sua madre e sua sorella a prestarci i loro favori sessuali. Finito il primo kebab e le patatine (memorabili sono le scene in cui alcuni di noi prendevano pugni di patatine e se li schiaffavano in bocca dicendo cose del tipo "a me le posate me le metto in cùlo", "che aggia fa co 'sta forchetta, c'ha metto ind'a cecca e mammeta", "mannaggia [divinità cristiana femmina]"), parte il secondo kebab: altri sei mostri, creati col rito precedente e che guardavamo un po' con schifo e un po' con aria di sfida. Dopo i primi morsi, mollammo. Non vi dico i rutti e i peti, le cinture sbottonate, le bestemmie e i santi che volavano, gente che chiamava la mamma e che diceva "sto pe morì".
Solo uno ebbe il coraggio di dire "no, 'sto kebab è mio e me lo porto". Solo uno ebbe il coraggio di incartarsi i resti scempiati che grondavano salse e di metterlo nel frigo di casa.
Solo uno ebbe il coraggio di svegliarsi il mattino dopo, alle 11.30 circa, col pensiero di finire di mangiare il kebab. Solo uno, dopo gli orrori della kebbabbata, fece colazione alle 11.30 con altro kebab.![]()

Noto sempre con estremo piacere che voi avellinesi siete sempre uguali. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gifLA KEBBABBATA
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Uno dei miei amici faceva il rappresentante per una azienda che vende cibarie varie a ristoranti, pub, pizzerie et similia, e grazie a questo impiego avevamo accesso a qualsiasi tipo di schifezza venduta in questi locali a prezzi molto bassi. Decidemmo così di organizzare una kebbabbata, perché eravamo stanchi di spendere 3,50€ per un kebab e non saziarci. Il kebab ce lo saremmo fatto noi, con gli ingredienti che volevamo e, soprattutto, a costi irrisori.
Decidiamo il giorno e il luogo (casa in campagna di uno di noi, posto perfetto perché lontano dalla civiltà e con tutte le comodità: cesso, divani, gas, corrente, frigorifero, tv.) e parte l'ordine delle cose che l'altro nostro amico avrebbe dovuto prendere in azienda. Per 6 persone: due chili di "petali" di kebab in busta, due chili di patatine da friggere, due cipolle rosse giganti, pomodori, cetrioli, insalata, 12 piadine, 1 litro di ketchup, 1 litro di maionese, 1 litro di salsa yogurt, 1 boccetta di salsa piccante, 10 birre da 66cl (più di un litro di birra a testa), coca cola da 2 litri.
A parte le incomprensioni iniziali (io che bevevo birra come un dannato, un'altro che tentava di friggere le patatine buttandole nella padella contemporaneamente all'olio, un'altro che tentava di tagliare i pomodori a fette sottili come fogli di carta, io che mangiavo il kebab crudo, un'altro che si aggirava per la casa senza fare un ***** ripetendo "a-ah! bellissimo!"), dopo aver cotto la carne nel forno e preparato tutti gli ingredienti, partì l'assemblaggio che si svolse pressappoco così: Urla, rutti e bestemmie accompagnavano una sorta di rituale che prevedeva la domanda "come lo vuoi?" e la risposta "mettici tutto", declinata con delle varianti tipo: "mettici pure la mèrda", "m'aggio fa come o cesso", "e che me lo chiedi pure? c'ha mette pure a fessa e mammeta, chella bucchinara", e un omosessualissimo "a me senza cipolla e senza piccante", e così uno riempiva questi mostri deformi, uno arrotolava la piadina cercando di non far fuoriuscire il contenuto, e gli altri si strafogavano come le bestie. Il tutto accompagnato da rutti che nel frattempo erano diventati puzzolenti, e bestemmie e imprecazioni che avevano cominciato ad estendersi alle divinità di tutte le religioni conosciute, e alle mamme di tutti i presenti.
Verso metà del pasto, quando ormai io stavo minimo alla 4 birra, uno di noi scomparve in cucina e riapparve con una zuppiera piena di patatine fritte molliccie, e questa cosa avvenne almeno 4 o 5 volte, ed ogni volta si annunciava con un rutto al quale rispondevamo invitando sua madre e sua sorella a prestarci i loro favori sessuali. Finito il primo kebab e le patatine (memorabili sono le scene in cui alcuni di noi prendevano pugni di patatine e se li schiaffavano in bocca dicendo cose del tipo "a me le posate me le metto in cùlo", "che aggia fa co 'sta forchetta, c'ha metto ind'a cecca e mammeta", "mannaggia [divinità cristiana femmina]"), parte il secondo kebab: altri sei mostri, creati col rito precedente e che guardavamo un po' con schifo e un po' con aria di sfida. Dopo i primi morsi, mollammo. Non vi dico i rutti e i peti, le cinture sbottonate, le bestemmie e i santi che volavano, gente che chiamava la mamma e che diceva "sto pe morì".
Solo uno ebbe il coraggio di dire "no, 'sto kebab è mio e me lo porto". Solo uno ebbe il coraggio di incartarsi i resti scempiati che grondavano salse e di metterlo nel frigo di casa.
Solo uno ebbe il coraggio di svegliarsi il mattino dopo, alle 11.30 circa, col pensiero di finire di mangiare il kebab. Solo uno, dopo gli orrori della kebbabbata, fece colazione alle 11.30 con altro kebab.![]()
Solo in Italia esiste il bidè, è universalmente riconosciuta la sua inutilità. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

l'avellinese è una brutta razza //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif volgare, prepotente, presuntuoso e indisciplinato //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gifNoto sempre con estremo piacere che voi avellinesi siete sempre uguali. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Cioè, ne ho visitati di posti, e ne conosco di persone, ma come sfottete le mamme e parenti di genere femminile tra di voi, accompagnati sempre da rutti scorregge e bestemmie... È il vostro marchio di fabbrica //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
La mangiata piu' incazzata e maschile mai sentita, stima abbestia. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/Gab3.gifLA KEBBABBATA
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Questa storia risale ad un annetto fa, e quando la ricordo mi sento ancora addosso il bellissimo puzzo tipico del kebab //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Uno dei miei amici faceva il rappresentante per una azienda che vende cibarie varie a ristoranti, pub, pizzerie et similia, e grazie a questo impiego avevamo accesso a qualsiasi tipo di schifezza venduta in questi locali a prezzi molto bassi. Decidemmo così di organizzare una kebbabbata, perché eravamo stanchi di spendere 3,50€ per un kebab e non saziarci. Il kebab ce lo saremmo fatto noi, con gli ingredienti che volevamo e, soprattutto, a costi irrisori.
Decidiamo il giorno e il luogo (casa in campagna di uno di noi, posto perfetto perché lontano dalla civiltà e con tutte le comodità: cesso, divani, gas, corrente, frigorifero, tv.) e parte l'ordine delle cose che l'altro nostro amico avrebbe dovuto prendere in azienda. Per 6 persone: due chili di "petali" di kebab in busta, due chili di patatine da friggere, due cipolle rosse giganti, pomodori, cetrioli, insalata, 12 piadine, 1 litro di ketchup, 1 litro di maionese, 1 litro di salsa yogurt, 1 boccetta di salsa piccante, 10 birre da 66cl (più di un litro di birra a testa), coca cola da 2 litri.
A parte le incomprensioni iniziali (io che bevevo birra come un dannato, un'altro che tentava di friggere le patatine buttandole nella padella contemporaneamente all'olio, un'altro che tentava di tagliare i pomodori a fette sottili come fogli di carta, io che mangiavo il kebab crudo, un'altro che si aggirava per la casa senza fare un ***** ripetendo "a-ah! bellissimo!"), dopo aver cotto la carne nel forno e preparato tutti gli ingredienti, partì l'assemblaggio che si svolse pressappoco così: Urla, rutti e bestemmie accompagnavano una sorta di rituale che prevedeva la domanda "come lo vuoi?" e la risposta "mettici tutto", declinata con delle varianti tipo: "mettici pure la mèrda", "m'aggio fa come o cesso", "e che me lo chiedi pure? c'ha mette pure a fessa e mammeta, chella bucchinara", e un omosessualissimo "a me senza cipolla e senza piccante", e così uno riempiva questi mostri deformi, uno arrotolava la piadina cercando di non far fuoriuscire il contenuto, e gli altri si strafogavano come le bestie. Il tutto accompagnato da rutti che nel frattempo erano diventati puzzolenti, e bestemmie e imprecazioni che avevano cominciato ad estendersi alle divinità di tutte le religioni conosciute, e alle mamme di tutti i presenti.
Verso metà del pasto, quando ormai io stavo minimo alla 4 birra, uno di noi scomparve in cucina e riapparve con una zuppiera piena di patatine fritte molliccie, e questa cosa avvenne almeno 4 o 5 volte, ed ogni volta si annunciava con un rutto al quale rispondevamo invitando sua madre e sua sorella a prestarci i loro favori sessuali. Finito il primo kebab e le patatine (memorabili sono le scene in cui alcuni di noi prendevano pugni di patatine e se li schiaffavano in bocca dicendo cose del tipo "a me le posate me le metto in cùlo", "che aggia fa co 'sta forchetta, c'ha metto ind'a cecca e mammeta", "mannaggia [divinità cristiana femmina]"), parte il secondo kebab: altri sei mostri, creati col rito precedente e che guardavamo un po' con schifo e un po' con aria di sfida. Dopo i primi morsi, mollammo. Non vi dico i rutti e i peti, le cinture sbottonate, le bestemmie e i santi che volavano, gente che chiamava la mamma e che diceva "sto pe morì".
Solo uno ebbe il coraggio di dire "no, 'sto kebab è mio e me lo porto". Solo uno ebbe il coraggio di incartarsi i resti scempiati che grondavano salse e di metterlo nel frigo di casa.
Solo uno ebbe il coraggio di svegliarsi il mattino dopo, alle 11.30 circa, col pensiero di finire di mangiare il kebab. Solo uno, dopo gli orrori della kebbabbata, fece colazione alle 11.30 con altro kebab.![]()
da firmaUrla, rutti e bestemmie accompagnavano una sorta di rituale che prevedeva la domanda "come lo vuoi?" e la risposta "mettici tutto", declinata con delle varianti tipo: "mettici pure la mèrda", "m'aggio fa come o cesso", "e che me lo chiedi pure? c'ha mette pure a fessa e mammeta, chella bucchinara", e un omosessualissimo "a me senza cipolla e senza piccante"

Ti amo NozemLA KEBBABBATA
Storia di come 6 ragazzi sfidarono le leggi della fisica e uno di loro vinse.
Questa storia risale ad un annetto fa, e quando la ricordo mi sento ancora addosso il bellissimo puzzo tipico del kebab //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Uno dei miei amici faceva il rappresentante per una azienda che vende cibarie varie a ristoranti, pub, pizzerie et similia, e grazie a questo impiego avevamo accesso a qualsiasi tipo di schifezza venduta in questi locali a prezzi molto bassi. Decidemmo così di organizzare una kebbabbata, perché eravamo stanchi di spendere 3,50€ per un kebab e non saziarci. Il kebab ce lo saremmo fatto noi, con gli ingredienti che volevamo e, soprattutto, a costi irrisori.
Decidiamo il giorno e il luogo (casa in campagna di uno di noi, posto perfetto perché lontano dalla civiltà e con tutte le comodità: cesso, divani, gas, corrente, frigorifero, tv.) e parte l'ordine delle cose che l'altro nostro amico avrebbe dovuto prendere in azienda. Per 6 persone: due chili di "petali" di kebab in busta, due chili di patatine da friggere, due cipolle rosse giganti, pomodori, cetrioli, insalata, 12 piadine, 1 litro di ketchup, 1 litro di maionese, 1 litro di salsa yogurt, 1 boccetta di salsa piccante, 10 birre da 66cl (più di un litro di birra a testa), coca cola da 2 litri.
A parte le incomprensioni iniziali (io che bevevo birra come un dannato, un'altro che tentava di friggere le patatine buttandole nella padella contemporaneamente all'olio, un'altro che tentava di tagliare i pomodori a fette sottili come fogli di carta, io che mangiavo il kebab crudo, un'altro che si aggirava per la casa senza fare un ***** ripetendo "a-ah! bellissimo!"), dopo aver cotto la carne nel forno e preparato tutti gli ingredienti, partì l'assemblaggio che si svolse pressappoco così: Urla, rutti e bestemmie accompagnavano una sorta di rituale che prevedeva la domanda "come lo vuoi?" e la risposta "mettici tutto", declinata con delle varianti tipo: "mettici pure la mèrda", "m'aggio fa come o cesso", "e che me lo chiedi pure? c'ha mette pure a fessa e mammeta, chella bucchinara", e un omosessualissimo "a me senza cipolla e senza piccante", e così uno riempiva questi mostri deformi, uno arrotolava la piadina cercando di non far fuoriuscire il contenuto, e gli altri si strafogavano come le bestie. Il tutto accompagnato da rutti che nel frattempo erano diventati puzzolenti, e bestemmie e imprecazioni che avevano cominciato ad estendersi alle divinità di tutte le religioni conosciute, e alle mamme di tutti i presenti.
Verso metà del pasto, quando ormai io stavo minimo alla 4 birra, uno di noi scomparve in cucina e riapparve con una zuppiera piena di patatine fritte molliccie, e questa cosa avvenne almeno 4 o 5 volte, ed ogni volta si annunciava con un rutto al quale rispondevamo invitando sua madre e sua sorella a prestarci i loro favori sessuali. Finito il primo kebab e le patatine (memorabili sono le scene in cui alcuni di noi prendevano pugni di patatine e se li schiaffavano in bocca dicendo cose del tipo "a me le posate me le metto in cùlo", "che aggia fa co 'sta forchetta, c'ha metto ind'a cecca e mammeta", "mannaggia [divinità cristiana femmina]"), parte il secondo kebab: altri sei mostri, creati col rito precedente e che guardavamo un po' con schifo e un po' con aria di sfida. Dopo i primi morsi, mollammo. Non vi dico i rutti e i peti, le cinture sbottonate, le bestemmie e i santi che volavano, gente che chiamava la mamma e che diceva "sto pe morì".
Solo uno ebbe il coraggio di dire "no, 'sto kebab è mio e me lo porto". Solo uno ebbe il coraggio di incartarsi i resti scempiati che grondavano salse e di metterlo nel frigo di casa.
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Sai... non ti spaventare troppo per queste cose.. spesso e volentieri le donne si trascurano quando:Tutto sto lordume mi ha fatto tornare in mente un episodio.
Bella giornata, soleggiata, tiepida, ormoni +1000.
Finisce la scuola, entro nel bus-letamaio, mi siedo e mi rilasso.
Dopo poco, sale in bus la fìga più fìga EVER. Un nanosecondo e il soldatino era in posizione di sparo, lei si avvicina a me e inizia a parlare (ovviamente la conoscevo già).
Inizia una conversazione banalissima (del tipo "Ehi tu sei michele, l'amico di elena sorella di filippo cugina di marco vero?"), io le parlo tranquillamente.
Il mio unico pensiero è stato "Per fortuna che stamattina mi son messo i jeans, mannaggia."
Mentre nel mio cervello immaginavo filmini a sfondo pornografico pieni di vaselina con questa qui, lei si abbraccia al palo del bus, fa per stirarsi, alza il braccio e...
PELI! PELI OVUNQUE!
Il soldatino com'era venuto se n'è tornato a casa, ero sull'orlo del pianto.
Al che faccio "Ehi, ma quello è Matteo! [nome random] Scusa, devo parlargli" e me ne vado.
Tristissimo.
Il pezzo miglioreLA KEBBABBATA
Storia di come 6 ragazzi sfidarono le leggi della fisica e uno di loro vinse.
Verso metà del pasto, quando ormai io stavo minimo alla 4 birra, uno di noi scomparve in cucina e riapparve con una zuppiera piena di patatine fritte molliccie, e questa cosa avvenne almeno 4 o 5 volte, ed ogni volta si annunciava con un rutto al quale rispondevamo invitando sua madre e sua sorella a prestarci i loro favori sessuali. Finito il primo kebab e le patatine (memorabili sono le scene in cui alcuni di noi prendevano pugni di patatine e se li schiaffavano in bocca dicendo cose del tipo "a me le posate me le metto in cùlo", "che aggia fa co 'sta forchetta, c'ha metto ind'a cecca e mammeta", "mannaggia [divinità cristiana femmina]"), :

A me capitò a ginnastica, fìga della madonna nell'altra classe--> ginnastica insieme le due classi--> gambe pelose ç_çTutto sto lordume mi ha fatto tornare in mente un episodio.
Bella giornata, soleggiata, tiepida, ormoni +1000.
Finisce la scuola, entro nel bus-letamaio, mi siedo e mi rilasso.
Dopo poco, sale in bus la fìga più fìga EVER. Un nanosecondo e il soldatino era in posizione di sparo, lei si avvicina a me e inizia a parlare (ovviamente la conoscevo già).
Inizia una conversazione banalissima (del tipo "Ehi tu sei michele, l'amico di elena sorella di filippo cugina di marco vero?"), io le parlo tranquillamente.
Il mio unico pensiero è stato "Per fortuna che stamattina mi son messo i jeans, mannaggia."
Mentre nel mio cervello immaginavo filmini a sfondo pornografico pieni di vaselina con questa qui, lei si abbraccia al palo del bus, fa per stirarsi, alza il braccio e...
PELI! PELI OVUNQUE!
Il soldatino com'era venuto se n'è tornato a casa, ero sull'orlo del pianto.
Al che faccio "Ehi, ma quello è Matteo! [nome random] Scusa, devo parlargli" e me ne vado.
Tristissimo.
Mai quanto, ai tempi, una 16 enne con un accenno di baffetti... //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/wacko.pngA me capitò a ginnastica, fìga della madonna nell'altra classe--> ginnastica insieme le due classi--> gambe pelose ç_ç
Poi nelle gambe.odio i peli nelle donne //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/facepalm2.png
che schifo!!!
MITO!!!!LA KEBBABBATA
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Uno dei miei amici faceva il rappresentante per una azienda che vende cibarie varie a ristoranti, pub, pizzerie et similia, e grazie a questo impiego avevamo accesso a qualsiasi tipo di schifezza venduta in questi locali a prezzi molto bassi. Decidemmo così di organizzare una kebbabbata, perché eravamo stanchi di spendere 3,50€ per un kebab e non saziarci. Il kebab ce lo saremmo fatto noi, con gli ingredienti che volevamo e, soprattutto, a costi irrisori.
Decidiamo il giorno e il luogo (casa in campagna di uno di noi, posto perfetto perché lontano dalla civiltà e con tutte le comodità: cesso, divani, gas, corrente, frigorifero, tv.) e parte l'ordine delle cose che l'altro nostro amico avrebbe dovuto prendere in azienda. Per 6 persone: due chili di "petali" di kebab in busta, due chili di patatine da friggere, due cipolle rosse giganti, pomodori, cetrioli, insalata, 12 piadine, 1 litro di ketchup, 1 litro di maionese, 1 litro di salsa yogurt, 1 boccetta di salsa piccante, 10 birre da 66cl (più di un litro di birra a testa), coca cola da 2 litri.
A parte le incomprensioni iniziali (io che bevevo birra come un dannato, un'altro che tentava di friggere le patatine buttandole nella padella contemporaneamente all'olio, un'altro che tentava di tagliare i pomodori a fette sottili come fogli di carta, io che mangiavo il kebab crudo, un'altro che si aggirava per la casa senza fare un ***** ripetendo "a-ah! bellissimo!"), dopo aver cotto la carne nel forno e preparato tutti gli ingredienti, partì l'assemblaggio che si svolse pressappoco così: Urla, rutti e bestemmie accompagnavano una sorta di rituale che prevedeva la domanda "come lo vuoi?" e la risposta "mettici tutto", declinata con delle varianti tipo: "mettici pure la mèrda", "m'aggio fa come o cesso", "e che me lo chiedi pure? c'ha mette pure a fessa e mammeta, chella bucchinara", e un omosessualissimo "a me senza cipolla e senza piccante", e così uno riempiva questi mostri deformi, uno arrotolava la piadina cercando di non far fuoriuscire il contenuto, e gli altri si strafogavano come le bestie. Il tutto accompagnato da rutti che nel frattempo erano diventati puzzolenti, e bestemmie e imprecazioni che avevano cominciato ad estendersi alle divinità di tutte le religioni conosciute, e alle mamme di tutti i presenti.
Verso metà del pasto, quando ormai io stavo minimo alla 4 birra, uno di noi scomparve in cucina e riapparve con una zuppiera piena di patatine fritte molliccie, e questa cosa avvenne almeno 4 o 5 volte, ed ogni volta si annunciava con un rutto al quale rispondevamo invitando sua madre e sua sorella a prestarci i loro favori sessuali. Finito il primo kebab e le patatine (memorabili sono le scene in cui alcuni di noi prendevano pugni di patatine e se li schiaffavano in bocca dicendo cose del tipo "a me le posate me le metto in cùlo", "che aggia fa co 'sta forchetta, c'ha metto ind'a cecca e mammeta", "mannaggia [divinità cristiana femmina]"), parte il secondo kebab: altri sei mostri, creati col rito precedente e che guardavamo un po' con schifo e un po' con aria di sfida. Dopo i primi morsi, mollammo. Non vi dico i rutti e i peti, le cinture sbottonate, le bestemmie e i santi che volavano, gente che chiamava la mamma e che diceva "sto pe morì".
Solo uno ebbe il coraggio di dire "no, 'sto kebab è mio e me lo porto". Solo uno ebbe il coraggio di incartarsi i resti scempiati che grondavano salse e di metterlo nel frigo di casa.
Solo uno ebbe il coraggio di svegliarsi il mattino dopo, alle 11.30 circa, col pensiero di finire di mangiare il kebab. Solo uno, dopo gli orrori della kebbabbata, fece colazione alle 11.30 con altro kebab.![]()

ma sai alle gambe volendo puo' essere vagamente comprensibile, perchè magari non pensava di essere vista, sai in palestra pantaloni lunghi, magari aveva appuntamento con l'estetista ecc (sempre se non parliamo di foreste amazzoniche, altrimenti fossi in loro loro vivrei con un tagliaerbe in borsa) ma sotto le braccia NO!!! cioè sotto le braccia proprio no, ma neanche se è inverno, neanche se sei zitella NO!!!!Poi nelle gambe.Peccato era un gran bel pezzo di ragazza.
Sono morto ahahahahLA KEBBABBATA
Storia di come 6 ragazzi sfidarono le leggi della fisica e uno di loro vinse.
Questa storia risale ad un annetto fa, e quando la ricordo mi sento ancora addosso il bellissimo puzzo tipico del kebab //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Uno dei miei amici faceva il rappresentante per una azienda che vende cibarie varie a ristoranti, pub, pizzerie et similia, e grazie a questo impiego avevamo accesso a qualsiasi tipo di schifezza venduta in questi locali a prezzi molto bassi. Decidemmo così di organizzare una kebbabbata, perché eravamo stanchi di spendere 3,50€ per un kebab e non saziarci. Il kebab ce lo saremmo fatto noi, con gli ingredienti che volevamo e, soprattutto, a costi irrisori.
Decidiamo il giorno e il luogo (casa in campagna di uno di noi, posto perfetto perché lontano dalla civiltà e con tutte le comodità: cesso, divani, gas, corrente, frigorifero, tv.) e parte l'ordine delle cose che l'altro nostro amico avrebbe dovuto prendere in azienda. Per 6 persone: due chili di "petali" di kebab in busta, due chili di patatine da friggere, due cipolle rosse giganti, pomodori, cetrioli, insalata, 12 piadine, 1 litro di ketchup, 1 litro di maionese, 1 litro di salsa yogurt, 1 boccetta di salsa piccante, 10 birre da 66cl (più di un litro di birra a testa), coca cola da 2 litri.
A parte le incomprensioni iniziali (io che bevevo birra come un dannato, un'altro che tentava di friggere le patatine buttandole nella padella contemporaneamente all'olio, un'altro che tentava di tagliare i pomodori a fette sottili come fogli di carta, io che mangiavo il kebab crudo, un'altro che si aggirava per la casa senza fare un ***** ripetendo "a-ah! bellissimo!"), dopo aver cotto la carne nel forno e preparato tutti gli ingredienti, partì l'assemblaggio che si svolse pressappoco così: Urla, rutti e bestemmie accompagnavano una sorta di rituale che prevedeva la domanda "come lo vuoi?" e la risposta "mettici tutto", declinata con delle varianti tipo: "mettici pure la mèrda", "m'aggio fa come o cesso", "e che me lo chiedi pure? c'ha mette pure a fessa e mammeta, chella bucchinara", e un omosessualissimo "a me senza cipolla e senza piccante", e così uno riempiva questi mostri deformi, uno arrotolava la piadina cercando di non far fuoriuscire il contenuto, e gli altri si strafogavano come le bestie. Il tutto accompagnato da rutti che nel frattempo erano diventati puzzolenti, e bestemmie e imprecazioni che avevano cominciato ad estendersi alle divinità di tutte le religioni conosciute, e alle mamme di tutti i presenti.
Verso metà del pasto, quando ormai io stavo minimo alla 4 birra, uno di noi scomparve in cucina e riapparve con una zuppiera piena di patatine fritte molliccie, e questa cosa avvenne almeno 4 o 5 volte, ed ogni volta si annunciava con un rutto al quale rispondevamo invitando sua madre e sua sorella a prestarci i loro favori sessuali. Finito il primo kebab e le patatine (memorabili sono le scene in cui alcuni di noi prendevano pugni di patatine e se li schiaffavano in bocca dicendo cose del tipo "a me le posate me le metto in cùlo", "che aggia fa co 'sta forchetta, c'ha metto ind'a cecca e mammeta", "mannaggia [divinità cristiana femmina]"), parte il secondo kebab: altri sei mostri, creati col rito precedente e che guardavamo un po' con schifo e un po' con aria di sfida. Dopo i primi morsi, mollammo. Non vi dico i rutti e i peti, le cinture sbottonate, le bestemmie e i santi che volavano, gente che chiamava la mamma e che diceva "sto pe morì".
Solo uno ebbe il coraggio di dire "no, 'sto kebab è mio e me lo porto". Solo uno ebbe il coraggio di incartarsi i resti scempiati che grondavano salse e di metterlo nel frigo di casa.
Solo uno ebbe il coraggio di svegliarsi il mattino dopo, alle 11.30 circa, col pensiero di finire di mangiare il kebab. Solo uno, dopo gli orrori della kebbabbata, fece colazione alle 11.30 con altro kebab.![]()
