L'angolo del lettore acquisti recenti, commenti e consigli

uh, quanti gialli //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif ho dato un'occhiata veloce a questi e ho segnato qualcosa, grazie dei consigli.invece dei titoli pubblicati da quell'editore (qui la lista) hai letto/consigli qualcosa? mi intrigavano ad esempio Paradiso e inferno e Laxdæla saga... //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/uhm.gif
Non li ho letti, mi spiace //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sad.png

Diciamo che la letteratura nordica si sta facendo famosa (perlomeno in Italia) solo da poco tempo. Infatti se ci fai caso, le edizioni italiane stanno saltando fuori a distanza di almeno un decennio rispetto alla pubblicazione in lingua originale :unsisi:

 
Sono a metà di Player One, mi sta imbrigliando come non mai //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/Predicatore.gif

 
Finito da poco di leggere Galveston di Nic Pizzolatto,decisamente bello,molto malinconico.

Ora ho appena iniziato la 25°ora di Benioff.

 
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ho appena finito L'esclusa di Pirandello. decisamente niente male! come romanzo, in generale, di certo non ai livelli de Il fu Mattia Pascal, però già dal suo titolo d'esordio Pirandello era maestro in dialoghi (veloci, accecanti, vivi) e psicologie dei personaggi (umane, sentite)... e la protagonista, da cui l'intero romanzo avrebbe dovuto prendere in origine titolo, è uno di quei personaggi con le controsfere a cui non si può che volere un gran bene. tre stelline su cinque: consigliato.

 
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letto roma di gogol', che ha molto poco di gogoliano. terminata la lettura salta subito all'occhio una grandissima mancanza: i personaggi. quei personaggi vitali e grottescamente realistici che popolano i racconti di dikan'ka e pietroburgo qui in roma sono totalmente assenti, e relegati a sfondo. questo perché vera protagonista è proprio la città eterna, descritta (e amata) da gogol' sotto ogni suo aspetto, che sia artistico, architettonico o sociale.

roma che viene contrapposta a parigi, troppo moderna e politicizzata per il protagonista e per lo scrittore stesso. contrapposizione che si riflette sulla sua patria, roma come dikan'ka e parigi come pietroburgo.

anche se in veste differente l'abilità descrittiva di gogol' rimane magistrale, e si ha qui un primo assaggio della nuova visione artistica e letteraria dello scrittore che poi evolverà (e degenererà) nelle anime morte.

 
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In realtà questa edizione mi è piaciuta anche esteticamente, ha anche il profilo di tutte le pagine nere, quindi dall'esterno il libro è tutto nero //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/bzv7yXY.png

 
Finiti entrambi qualche giorno faOttime letture
Molto curiosa la copertina di 1984, edizione particolare.

Io sto leggendo Paradisi Artificiali, ed intanto i Canti Orfici di Campana giusto così... per mettermi nel mood estivo giusto //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif

 
//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gifIn realtà questa edizione mi è piaciuta anche esteticamente, ha anche il profilo di tutte le pagine nere, quindi dall'esterno il libro è tutto nero //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/bzv7yXY.png
Bellissima! :omg2:

Devo trovarla //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/Predicatore.gif

 
letto i cosacchi di tolstoj. 10 di gestazione e numerose revisioni rendono i cosacchi il perfetto specchio per osservare le idee di tolstoj e il loro mutamento, partendo dalla relativa immaturità dei racconti di sebastopoli arrivando ai due grandi celeberrimi romanzi. soprattutto perché nei cosacchi grande spazio è lasciato alla natura e alla nobilmente umile vita contadina, aspetti non ancora maturati nei racconti.

olenin, protagonista e proiezione dello scrittore, è un nobile russo che stancato dalla vita di società e seguendo la carriera militare troverà alloggio in un paesino nel caucaso. qui la bellezza naturale e la vita contadina lo conquistano fin da subito, ma è un incanto lontano dallo sguardo romantico, rispetto al quale tolstoj è sempre stato particolarmente critico. non solo, anche il triangolo amoroso attorno al quale ruota la storia si risolve in modo assai poco romantico, anzi direi proprio con un brutale realismo.

ciò che infatti percorre l'opera è la continua ricerca di olenin di sposarsi completamente con questo ambiente naturale, ma è un contrasto che tolstoj stesso non è in grado di risolvere. olenin osserva sì con meraviglia la natura che ha di fronte, ma è consapevole che questa sua stessa contemplazione è un sintomo di estraneità. una totale e concreta unione con questo mondo non è possibile per lui, uomo moderno, e astratti sentimenti con la felicità o l'amore finiscono solo per risultargli inafferrabili e inconoscibili.

come ho avuto modo di riscontrare già nei racconti di sebastopoli, lo sguardo di tolstoj abbraccia ogni particolare, la ricerca è sempre volta all'obiettività, lasciandosi forse appena andare nei momento di slancio emotivo di olenin.

 
letto i cosacchi di tolstoj. 10 di gestazione e numerose revisioni rendono i cosacchi il perfetto specchio per osservare le idee di tolstoj e il loro mutamento, partendo dalla relativa immaturità dei racconti di sebastopoli arrivando ai due grandi celeberrimi romanzi. soprattutto perché nei cosacchi grande spazio è lasciato alla natura e alla nobilmente umile vita contadina, aspetti non ancora maturati nei racconti.olenin, protagonista e proiezione dello scrittore, è un nobile russo che stancato dalla vita di società e seguendo la carriera militare troverà alloggio in un paesino nel caucaso. qui la bellezza naturale e la vita contadina lo conquistano fin da subito, ma è un incanto lontano dallo sguardo romantico, rispetto al quale tolstoj è sempre stato particolarmente critico. non solo, anche il triangolo amoroso attorno al quale ruota la storia si risolve in modo assai poco romantico, anzi direi proprio con un brutale realismo.

ciò che infatti percorre l'opera è la continua ricerca di olenin di sposarsi completamente con questo ambiente naturale, ma è un contrasto che tolstoj stesso non è in grado di risolvere. olenin osserva sì con meraviglia la natura che ha di fronte, ma è consapevole che questa sua stessa contemplazione è un sintomo di estraneità. una totale e concreta unione con questo mondo non è possibile per lui, uomo moderno, e astratti sentimenti con la felicità o l'amore finiscono solo per risultargli inafferrabili e inconoscibili.

come ho avuto modo di riscontrare già nei racconti di sebastopoli, lo sguardo di tolstoj abbraccia ogni particolare, la ricerca è sempre volta all'obiettività, lasciandosi forse appena andare nei momento di slancio emotivo di olenin.
Stai leggendo tantissimo di questi tempi //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif

 
Ho comprato 22/11/'63, però pensavo di continuare le vacanze con letture leggere finendo la saga di Divergent prima di iniziarlo. Ho finito il primo libro e ora sto leggendo Insurgent.

 
finito e apprezzato La ragazza di Bube, la seconda parte è stata molto malinconica e a tratti emozionante. lo stile di Cassola non è esattamente nelle mie corde, un po' troppo asciutto e privo di forza per restarmi davvero dentro, ma la storia in sé è stata coinvolgente quanto basta per farmi appassionare.

ora sto leggendo Il signore delle mosche, sono quasi a metà e ho delle opinioni contrastanti. da una parte c'è che il concept in sé è interessantissimo (e il motivo per cui ho deciso di leggerlo), dall'altro c'è una lentezza di fondo che non mi aspettavo e che mi sta portando a faticare parecchio nella lettura. a quanto so il romanzo esplode nel finale, vediamo come continua.

 
Finito ieri sera Player One; una buona storia futuristica (ma con un più che accenno ai passati anni '80) ambientata nel mondo dei videogiochi. La trama, per quanto non narri nulla di particolarmente eclatante, racconta di un multimiliardario che, alla sua morte, decide di lasciare un testamento pubblico nel quale esplica che tutti i suoi averi andranno a colui che riuscirà a trovare l'Easter Egg che lui stesso ha nascosto all'interno di OASIS: una simulazione videoludica creata durante la sua esistenza (e che lo ha reso, appunto, famoso).

Nota particolare ed abbastanza azzeccata riguarda la considerazione che il libro rompe da subito la quarta parete in quanto viene narrato in prima persona dal protagonista, in modo da voler tessere un rapporto di amalgama con il lettore.

Pecca riscontrata: la storia d'amore vomitata da metà libro in poi non ha né capo né coda //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

7/10

 
Finito ieri sera Player One; una buona storia futuristica (ma con un più che accenno ai passati anni '80) ambientata nel mondo dei videogiochi. La trama, per quanto non narri nulla di particolarmente eclatante, racconta di un multimiliardario che, alla sua morte, decide di lasciare un testamento pubblico nel quale esplica che tutti i suoi averi andranno a colui che riuscirà a trovare l'Easter Egg che lui stesso ha nascosto all'interno di OASIS: una simulazione videoludica creata durante la sua esistenza (e che lo ha reso, appunto, famoso).
Nota particolare ed abbastanza azzeccata riguarda la considerazione che il libro rompe da subito la quarta parete in quanto viene narrato in prima persona dal protagonista, in modo da voler tessere un rapporto di amalgama con il lettore.

Pecca riscontrata: la storia d'amore vomitata da metà libro in poi non ha né capo né coda //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

7/10
Se lo preferisci puoi usare questo format per le recensioni in maniera tale da poterle mettere in lista assieme alle altre http://forum.spaziogames.it/board/threads/391489-Le-RECENSIONI-di-SpazioLibri-pubblica-qui-la-tua-recensione :unsisi:

 
Si, ma ho scritto da cellulare dai //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif vedo di inserirla comunque //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
finito Il signore delle mosche e in gran parte confermo le impressioni avute sino a metà libro: atmosfera interessante e a tratti coinvolgente, decadenza della situazione soddisfacente, stile di per sé intrigante ma appesantito da descrizioni eccessivamente complesse e che spezzano il ritmo della vicenda, rendendone più complessa la fruizione.

spiego meglio ciò che intendo dicendo che secondo il mio giudizio ci sono due modi di descrivere: il primo è spezzare il ritmo riuscendo però ad arricchire e aiutando nell'immedesimazione, magari dando soddisfazione soprattutto una volta completata e archiviata la lettura; il secondo è un descrivere limitato al se stesso, ripetitivo, davvero troppo appesantito, che aiuta poco a calarsi nella vicenda e che anzi ostacola quest'azione - ecco, nel caso di Lord of the flies, a mio avviso, ci troviamo nella seconda situazione.

mi sembra però giusto soffermarmi sulla squisita forza e brutalità dell'ultima parte, ovvero dei due-tre capitoli che concludono l'opera e, ancora più in particolare, sulla vivibile follia del dodicesimo: francamente per quanto mi è piaciuto oserei che solo quello vale la lettura di tutto il resto dell'opera!

ora si passa a un autore che quest'anno mi ha trasmesso fra le emozioni più forti nel campo della lettura... vediamo se manterrà le altissime aspettative //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/chris2.gif

 
Ora che ho finito il secondo libro della saga Malazan, ho deciso di cambiare genere e di leggere "Nulla, solo la notte" di John Williams.

 
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