letto i cosacchi di tolstoj. 10 di gestazione e numerose revisioni rendono i cosacchi il perfetto specchio per osservare le idee di tolstoj e il loro mutamento, partendo dalla relativa immaturità dei racconti di sebastopoli arrivando ai due grandi celeberrimi romanzi. soprattutto perché nei cosacchi grande spazio è lasciato alla natura e alla nobilmente umile vita contadina, aspetti non ancora maturati nei racconti.olenin, protagonista e proiezione dello scrittore, è un nobile russo che stancato dalla vita di società e seguendo la carriera militare troverà alloggio in un paesino nel caucaso. qui la bellezza naturale e la vita contadina lo conquistano fin da subito, ma è un incanto lontano dallo sguardo romantico, rispetto al quale tolstoj è sempre stato particolarmente critico. non solo, anche il triangolo amoroso attorno al quale ruota la storia si risolve in modo assai poco romantico, anzi direi proprio con un brutale realismo.
ciò che infatti percorre l'opera è la continua ricerca di olenin di sposarsi completamente con questo ambiente naturale, ma è un contrasto che tolstoj stesso non è in grado di risolvere. olenin osserva sì con meraviglia la natura che ha di fronte, ma è consapevole che questa sua stessa contemplazione è un sintomo di estraneità. una totale e concreta unione con questo mondo non è possibile per lui, uomo moderno, e astratti sentimenti con la felicità o l'amore finiscono solo per risultargli inafferrabili e inconoscibili.
come ho avuto modo di riscontrare già nei racconti di sebastopoli, lo sguardo di tolstoj abbraccia ogni particolare, la ricerca è sempre volta all'obiettività, lasciandosi forse appena andare nei momento di slancio emotivo di olenin.