aggiorno con i libri finiti dall'ultimo post a ora (pochini, a dire il vero, ma ho preso una pausa di qualche settimana):
- Il fu Mattia Pascal: splendido. ha richiesto una ventina di pagine per ingranare davvero ma, quando lo ha fatto, non solo ho trovato piacevole e scorrevole lo stile di Pirandello ma anche la storia si è fatta molto avvincente e -soprattutto!- coinvolgente. il nostro Mattia Pascal, quest'uomo che ne vive un'infinità in più di una vita, è un uomo che il lettore finisce con adorare, nelle sue paure, nelle sue angosce, ride con lui e ci scherza, accetta o meno le sue scelte e segue le sue vicende, pagina dopo pagina, incollato. un appassionante viaggio all'interno della psiche umana e all'interno delle sue ombre più fitte: un vero capolavoro (ed è anche futile dirlo, ma vabè).
- Oceano mare: libro particolare di un autore decisamente particolare. Baricco utilizza la propria lingua in modo onirico e forzatamente surreale, crea una struttura paratattica volutamente rigida, infarcita di ripetizioni e ossimori, esalta ciò che gli pare e gestisce i ritmi come preferisce: il risultato è una narrazione sveglia, che spesso riesce a coinvolgere e ad esaltare le emozioni dei personaggi ma che, ogni tanto, ho trovato cadere un po' nel pretenzioso e in pagine esageratamente appesantite da continue, per quanto poetiche, ricercate immagini. la trama in sé appare inizialmente illogica ma successivamente prende una forma molto apprezzabile, pur restando volutamente criptica e poco percepibile con mezzi pratici, così come i personaggi: nella loro stramberia i protagonisti della vicenda riescono a farsi apprezzare non poco, soprattutto superate le prime pagine - ho personalmente adorato Bartleboom, a cui posso dire di volere tutt'ora un gran bene, ed Elisewin, perché un personaggio sviluppato con questa logica non lo avevo ancora visto.
in generale comunque è stata un'immersione che rifarei: un'immersione, perché leggendo le pagine di quest'opera non si può che sentirsi costantemente in apnea; che rifarei, perché quell'apnea, per quanto ogni tanto un po' pesante, mi ha lasciato qualcosa. sicuramente leggerò altro di quest'autore.
- L'amico ritrovato: libriccino gradevolissimo che narra una storia tenera, che esalta il valore dell'amicizia e lo colloca nel delicato periodo delle idee del nazionalsocialismo. le pagine scorrono da sole con una leggerezza notevole, e la storia si esaurisce parecchio velocemente.
in generale quindi consigliato, lo sforzo è minimo e vale la pena vivere l'esperienza. ciò che è certo è che non lo ricorderete per lo stile - abbastanza dimenticabile, né per la traduzione - abbastanza indegna.
ho iniziato oggi Come un romanzo di Pennac e finora devo dirmi piacevolmente sorpreso. vediamo come continua :cat: