L'angolo del lettore acquisti recenti, commenti e consigli

Questa estate mi sono dato alla lettura intensiva. Letto "It" di Stephen King, successivamente, sempre dal solito maestro, letto "Shining". Entrambi ottimi libri, ma It è inarrivabile a mio avviso. Adesso sto leggendo "Caccia a Ottobre Rosso" di Tom Clancy:nev://content.invisioncic.com/a283374/emoticons/bzv7yXY.png:nev://content.invisioncic.com/a283374/emoticons/bzv7yXY.png.

 
Questa estate mi sono dato alla lettura intensiva. Letto "It" di Stephen King, successivamente, sempre dal solito maestro, letto "Shining". Entrambi ottimi libri, ma It è inarrivabile a mio avviso. Adesso sto leggendo "Caccia a Ottobre Rosso" di Tom Clancy:nev://content.invisioncic.com/a283374/emoticons/bzv7yXY.png:nev://content.invisioncic.com/a283374/emoticons/bzv7yXY.png.
Sia it che caccia ad ottobre sono due bellissimi libri. Il primo poi mi ha intrattenuto una estate

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letto che fare? di cernysevskij. impossibile darne un giudizio senza considerare la portata rivoluzionaria che ebbe nella russia degli anni '60 dell'ottocento. un testo pregno di idee progressiste, che oscilla tra pragmatiche riforme sul luogo di lavoro e utopistiche visioni di una società futura e migliore.

a tenere insieme le varie idee di cernysevskij c'è Vera e le sue storie d'amore, eroina del romanzo e donna che aspira a un'indipendenza sia sociale che amorosa. viene proposto infatti un radicalismo che affonda anche nella coppia e che va contro svariati stereotipi.

insomma un'opera che a dispetto della forma-romanzo ruota intorno a dei poli argomentativi precisi e ben esposti. la narrazione è bene o male solo un pretesto, per ammissione dello stesso autore, per rendere più digeribile il tutto, e gli stessi personaggi sono poco più di personaggi-idea (sempre integri nel loro ruolo, sempre assolutamente lucidi nelle decisioni).

quindi non vale la pena giudicarlo in quanto romanzo, e in quanto saggio propone idee che sarebbero radicali anche oggi, o facilmente bollabili come utopistiche.

resta affascinante immaginare l'effetto che ebbe su una società di giovani radicali che aspettava solo l'arrivo di un'opera del genere per elevarla a proprio manifesto.

 
Letto Harry Potter e la pietra filosofale. Sono partito con la lettura parecchio scettico e spinto da amiche in compagnia che ne vanno pazze. Devo dire che invece sono rimasto sorpreso. La prosa della Rowlins è davvero scorrevole, ideale per la fascia di età a cui il romanzo è rivolto, ma non per questo fatta male. Il mondo magico ideato dall'autrice è ben fatto e ha catturato la mia curiosità. I personaggi invece sono un pelo stereotipati ma credo che evolveranno con l'avanzare dei libri. Di sicuro appeno ho tempo leggo anche i prossimi //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
Ero partito con l'intenzione di leggere "L'armata dei Sonnambuli" Di Wu Ming, ma siccome non sono del tutto in forma, e onestamente non me la sento, in periodo esami, di iniziare un librone come quello, ho deciso di leggere "L'isola della paura" di Dennis Lehane, di cui mi hanno parlato molto bene. Speriamo.

 
iniziato gozzano con la via del rifugio e i colloqui. ottima raccolta la prima, direi senza timore capolavoro la seconda.

gozzano declina il proprio crepuscolarismo non in senso autocommiserativo come corazzini (sebbene un certo depotenziamento dell'io ci sia, mi viene ad esempio in mente Invernale), ma anzi affrontando la perdita di mandato sociale del poeta con ironia (sebbene il sorriso sia sempre molto amaro) e rivolgendo la propria attenzione lontano dai grandi temi della poesia, ma piuttosto verso "le buone cose di pessimo gusto", e il tutto sempre con lo sguardo fermamente rivolto verso i classici.

un crepuscolarismo che quasi appare solare, gozzano quasi riesce a vedere un certo grado di bellezza nella modernità, come quando ad esempio descrive la sua tanto amata Torino.

importante poi il rapporto con le donne e una messa in scena di un amore che non riesce mai veramente a compiersi, vuoi per una distanza temporale (e il Tempo è indubbiamente uno dei temi portati della sua poetica) incolmabile come in Cocotte, o per differenze sociali e d'ambiente tanto radicate che il poeta non riesce ad allontanarvisi, per quanto vorrebbe, come ne La signorina Felicita.

soddisfattissimo di avere finalmente iniziato a leggere questo poeta //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
in questo periodo sto in fissa con Wells, in una settimana e passa ho letto La macchina Del tempo,Il Paese dei Ciechi,La Guerra dei Mondi e stasera s'inizia con L'Uomo Invisibile,poi si proseguirà con L'Isola Del Dr. Moreau.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif in attesa di recuperare Robot NDR 113(l'ultimo tassello per completare Isaac Asimov)

 
Letto Harry Potter e la pietra filosofale. Sono partito con la lettura parecchio scettico e spinto da amiche in compagnia che ne vanno pazze. Devo dire che invece sono rimasto sorpreso. La prosa della Rowlins è davvero scorrevole, ideale per la fascia di età a cui il romanzo è rivolto, ma non per questo fatta male. Il mondo magico ideato dall'autrice è ben fatto e ha catturato la mia curiosità. I personaggi invece sono un pelo stereotipati ma credo che evolveranno con l'avanzare dei libri. Di sicuro appeno ho tempo leggo anche i prossimi //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif
Con i vari libri si nota una crescita dei personaggi e anche lo stile della Rowlings migliora e si fa via via più adulto. Io avrò riletto la saga almeno 4/5 volte e una anche in inglese e rende sicuramente meglio. Non posso che consigliarti di proseguire, il settimo poi é uno dei miei libri preferiti in assoluto //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

Io quest'estate ho letto "Il segreto della Genesi" di Tom Knox, carino. Poi ho proseguito con la saga di darkover, leggendo i libri in ordine cronologico, mi sta prendendo parecchio anche se alcuni passaggi sono abbastanza superficiali o poco approfonditi nei libri scritti quando era più giovane, ma influiscono poco sul resto, ha creato un bel mondo con varie sottotrame stupende.

 
Ero partito con l'intenzione di leggere "L'armata dei Sonnambuli" Di Wu Ming, ma siccome non sono del tutto in forma, e onestamente non me la sento, in periodo esami, di iniziare un librone come quello, ho deciso di leggere "L'isola della paura" di Dennis Lehane, di cui mi hanno parlato molto bene. Speriamo.
Bello, merita //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif

 
Ho finito da poco "Il mezzo re " di Abercrombie e devo dire che l'ho trovato parecchio deludente .

La storia mi è sembrata poco approfondita , come se succedesse tutto troppo in fretta .

Non avendo letto le sue opere migliori non posso fare paragoni, ma ad essere sincero mi aspettavo decisamente di meglio .

 
ora si passa a un autore che quest'anno mi ha trasmesso fra le emozioni più forti nel campo della lettura... vediamo se manterrà le altissime aspettative //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/chris2.gif
quell'autore era Chuck Palahniuk e le emozioni me le aveva trasmesse nel suo Fight Club. ho quindi finito Soffocare, lettura che mi ha confermato le assolute capacità di quest'autore.

un romanzo esplicito, maledetto e pungente, che descrive con ironia e humour cattivo scene e situazioni magari tangibili ma calate in un contesto visionario, da sogno (/da incubo?), delirante: scene di sesso descritte senza fronzoli si susseguono insieme a personaggi assurdi e a commenti e ragionamenti graffianti (volutamente polemici, volutamente anticonformistici) tipici di quest'autore, in una struttura ripetitiva, asfissiante, piacevole ma che vuole essere per obiettivo contorta e poco chiara. il risultato è un ritmo sostenuto - le pagine si susseguono, espressione volgare dopo espressione, follia dopo follia - e la storia cresce, sale, poi cala, il ritmo si abbassa, è Chuck che sta giocando con noi e ci sta prendendo un po' in giro - poi si rialza di colpo, esplode, altro sesso, altro scene, altro delirio. poi c'è il finale, che è da applausi, e si è arrivati al termine della corsa; prima con gli occhi un po' stralunati, poi però ci si ferma, ci si ragiona e si capisce che la lettura appena svolta è stata, nella sua deformità, soddisfacente.

l'unica pecca è che ho trovato la storia in sé inferiore rispetto a quella di Fight Club, o per meglio dire più 'vuota'. per il resto è Palahniuk: o lo si ama o lo si odia, e io lo amo.

«Le dipendenze, disse, sono uno dei tanti modi per curare lo stesso problema. Le droghe, la bulimia, l'alcol, il sesso sono solo strumenti per trovare un po' di pace. Per sfuggire a ciò che conosciamo. A quello che ci insegnano. Al nostro boccone di mela.


Il linguaggio, disse, altro non è che il nostro personale modo di spiegare lo splendore e la meraviglia del mondo. Per decostruirlo. Liquidarlo. Diceva che la gente non è in grado di reggere la vera bellezza del mondo. Il fatto che non possa essere spiegata o compresa.»


 
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quell'autore era Chuck Palahniuk e le emozioni me le aveva trasmesse nel suo Fight Club. ho quindi finito Soffocare, lettura che mi ha confermato le assolute capacità di quest'autore.
un romanzo esplicito, maledetto e pungente, che descrive con ironia e humour cattivo scene e situazioni magari tangibili ma calate in un contesto visionario, da sogno (/da incubo?), delirante: scene di sesso descritte senza fronzoli si susseguono insieme a personaggi assurdi e a commenti e ragionamenti graffianti (volutamente polemici, volutamente anticonformistici) tipici di quest'autore, in una struttura ripetitiva, asfissiante, piacevole ma che vuole essere per obiettivo contorta e poco chiara. il risultato è un ritmo sostenuto - le pagine si susseguono, espressione volgare dopo espressione, follia dopo follia - e la storia cresce, sale, poi cala, il ritmo si abbassa, è Chuck che sta giocando con noi e ci sta prendendo un po' in giro - poi si rialza di colpo, esplode, altro sesso, altro scene, altro delirio. poi c'è il finale, che è da applausi, e si è arrivati al termine della corsa; prima con gli occhi un po' stralunati, poi però ci si ferma, ci si ragiona e si capisce che la lettura appena svolta è stata, nella sua deformità, soddisfacente.

l'unica pecca è che ho trovato la storia in sé inferiore rispetto a quella di Fight Club, o per meglio dire più 'vuota'. per il resto è Palahniuk: o lo si ama o lo si odia, e io lo amo.

«Le dipendenze, disse, sono uno dei tanti modi per curare lo stesso problema. Le droghe, la bulimia, l'alcol, il sesso sono solo strumenti per trovare un po' di pace. Per sfuggire a ciò che conosciamo. A quello che ci insegnano. Al nostro boccone di mela.


Il linguaggio, disse, altro non è che il nostro personale modo di spiegare lo splendore e la meraviglia del mondo. Per decostruirlo. Liquidarlo. Diceva che la gente non è in grado di reggere la vera bellezza del mondo. Il fatto che non possa essere spiegata o compresa.»
C'è l'ho nella libreria, presto o tardi lo leggerò anche io, mi attira //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

Bellissimo il pezzo che hai riportato //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
in questo periodo sto in fissa con Wells, in una settimana e passa ho letto La macchina Del tempo,Il Paese dei Ciechi,La Guerra dei Mondi e stasera s'inizia con L'Uomo Invisibile,poi si proseguirà con L'Isola Del Dr. Moreau.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif in attesa di recuperare Robot NDR 113(l'ultimo tassello per completare Isaac Asimov)
Di wells ho letto la guerra dei mondi e l isola. Inutile dirti due bellissimi lavori.

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C'è l'ho nella libreria, presto o tardi lo leggerò anche io, mi attira //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gifBellissimo il pezzo che hai riportato //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif
grande, spero di non perdermi il tuo parere in merito allora. hai già letto altro dell'autore?

 
iniziato gadda con la madonna dei filosofi. non è stato semplice, ma prima di tutto di una cosa sono sicuro, il gioco linguistico messo su da gadda sa dare soddisfazioni.

si tratta di scomporre una situazione all'apparenza banale fino a renderla unica, proponendo su di essa uno sguardo decisamente originale e fuori dagli schemi. ad esempio, una situazione che dovrebbe essere nobile e artistica, come un'opera teatrale, viene resa grottesca e quasi depotenziata concentrandosi sui suoi aspetti materiali a discapito di quelli artistici.

il blocco di racconti brevi centrale della raccolta, gli studi imperfetti, sono tutti brevi quadri assolutamente compiuti e vivi.

la parte credo più corposa, il racconto finale che da il titolo alla raccolta, riesce a mettere ottimamente in scena il dramma esistenziale dell'ingegnere che si riscopre filosofo.

un pastiche linguistico che usato nel giusto modo riesce decisamente con efficacia a dare maggiore dramma o comicità, a seconda dei casi. non un semplice gioco fine a sé stesso.

 
Di wells ho letto la guerra dei mondi e l isola. Inutile dirti due bellissimi lavori.
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al momento mi sta facendo impazzire L'uomo Invisibile, ma il mio preferito resta comunque La Macchina Del Tempo,stupendo,viva i Morlock:gab:

 
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letto canne al vento della deledda. indugia molto sull'immobilità del personaggi e il loro essere semplicemente in balia di un destino impossibile da controllare, ma di fronte al quale ci si può solo rassegnare. sia che i tentativi di riscatto falliscano, sia che manchi la volontà di farlo. sono pochissimi gli eventi che lasciano un segno su questa terra, e colui che ne è maggiormente consapevole è il servo efix che comunque a dispetto di ciò (e forse involontariamente) con il suo procedere indolente e rassegnato, finisce per fare del bene.

luoghi descritti con molto realismo, la deledda riesce a evocare perfettamente questa sardegna che diventa un luogo universale e spirituale. grande efficacia anche nella descrizione dei personaggi, delineati con pochi ma precisi tratti.

 
finito Le piccole memorie di Saramago. come l'autore stesso dice all'interno dell'opera, si tratta de "le memorie di quando er(a)o piccolo, semplicemente". ecco: semplicemente; un po' troppo.

superata la soglia degli ottant'anni Saramago abbandona le sue narrazioni di ciechi e vangeli e si occupa solo dei suoi primi anni di vita, fino all'infanzia e all'età giovanile: ci descrive le zone del Portogallo dove è cresciuto, ci racconta gli aneddoti relativi al suo cognome e alla sua data di nascita (simpaticissimi), ci dipinge un quadro fatto di tinte malinconiche, calde, che lui stesso rievoca con amarezza e con la consapevolezza che il passato è passato. si sente la sua voce che narra e si sente il suo respiro, i complessi periodi tipici del suo stile si sciolgono abbastanza e danno spazio a un discorso lungo centoventi pagine, mentre il peso del tempo incombe sempre più e la gioventù termina, lettera dopo lettera.

il quadro che compone per noi è solido: la vita di quest'uomo è stata umile e interessante sì tanto che non ci si annoia, ma - forse più per limiti della tipologia del libro? - qualcosa manca e, svanito il primo entusiasmo, si segue la sua vita da giovane e magari gli si sorride anche, senza però che si distrugga troppo il muro narratore-lettore, forse senza suscitare davvero qualcosa di forte.

in ogni caso è una lettura piacevole che consiglierei a chi ha apprezzato altre opere dell'autore (e lo dico da ignorante in materia, ne ho letta solo una ma ne ho altre in attesa) e che sicuramente aiuta a capirlo un po' di più.

ciò che è certo, e per questo Le piccole memorie mi serviva solo fino a un certo punto, è che è stato un grandissimo uomo e che, insomma, continuerò a stimarlo anche ora che non è più qui.

 
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Finito La scienza del campo akashico di Ervin Laszlo.

Lo comprai poco prima di assistere ad una conferenza di Laszlo, è un saggio molto interessante, che lega scienza, filosofia e spiritualismo. Sarebbe meglio avere un po' di competenza in materia scientifica per capire tutto quello che dice, ma è comunque interessante anche per chi è a digiuno dell'argomento.

Una visione totalmente diversa del nostro mondo e della vita, ma con dei fondamenti scientifici a giustificare le sue tesi.

E' scorrevole e non risulta pesante, quindi lo consiglio a chiunque sia interessato all'argomento.

Ultimo acquisto "The first fifteen lives of Henry August" di Claire North, preso su Amazon a pochi euro, non ho idea di cosa si tratti, l'ho preso spinto da tutti i commenti positivi. Non appena mi prenderò una pausa da Sanderson mi ci butterò :stema:

 
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