Ufficiale Love & FriendZone | Richiesto certificato di Sanità Mentale

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ufficiale
Ripeto Beastly-Zero, non puoi dire "per amore s'intende". Quello è ciò che intendi tu o le persone con cui parli o che ti stanno attorno. ll resto, come dici anche tu, sono solo chiacchiere. Per me (e sottolineo per me) l'amore non è quello che descrivi tu. Per me un amore di poche settimane in cui si riesce a vedere pochissimo, ma il tempo che si passa insieme è pieno di sentimenti ed emozioni forti è comunque amore.

Il punto del discorso è semplicemente accettare che è una cosa estremamente soggettiva e non generalizzare dicendo "l'amore è questo, l'amore è quello" :sisi:
Si ma l'amore è quello nel senso che è l'insieme di ciò che ho detto,
è come dire il bacio è cosi, ma ovvio che ognuno bacia diversamente, che discorsi sono?

Ognuno ha le sue emozioni uniche, ma il processo quello è, uscire, stare bene, vivere insieme, non è che c'è altro.

Siamo soggettivi su una cosa che tutti conoscono, è come dire "essere amico di qualcuno è soggettivo, non puoi dire che l'amicizia è cosi o cola", NO, l'amicizia è cosi e cola, che poi tu hai degli eventi diversi dai miei poco importa, il significato di amicizia quello è, come il significato di amore quello è, stare con una persona e starci bene insieme, con tutte le sfumature del caso,
non è che il tuo è un amore alieno e il mio un amore umano, tutti le stesse fasi passiamo e viviamo, ma nel "nostro modo unico", fine.


Cioè non per entrare nel dettaglio che è meglio di no, ma è come dire che per te amore è guardare la tua ragazza e salutarla 4 volte al giorno dicendo "amò" e per me è salutarla con il nome di battesimo, il tuo è un modo e il mio un altro, ma come tu le vuoi bene dicendo amò io le voglio bene dicendo "nome eventuale ragazza", non è che il tuo è un livello superiore e il mio inferiore, ognuno la vive a modo suo, ma sempre amore è.
 
Si ma l'amore è quello nel senso che è l'insieme di ciò che ho detto,
è come dire il bacio è cosi, ma ovvio che ognuno bacia diversamente, che discorsi sono?

Ognuno ha le sue emozioni uniche, ma il processo quello è, uscire, stare bene, vivere insieme, non è che c'è altro.

Siamo soggettivi su una cosa che tutti conoscono, è come dire "essere amico di qualcuno è soggettivo, non puoi dire che l'amicizia è cosi o cola", NO, l'amicizia è cosi e cola, che poi tu hai degli eventi diversi dai miei poco importa, il significato di amicizia quello è, come il significato di amore quello è, stare con una persona e starci bene insieme, con tutte le sfumature del caso,
non è che il tuo è un amore alieno e il mio un amore umano, tutti le stesse fasi passiamo e viviamo, ma nel "nostro modo unico", fine.


Cioè non per entrare nel dettaglio che è meglio di no, ma è come dire che per te amore è guardare la tua ragazza e salutarla 4 volte al giorno dicendo "amò" e per me è salutarla con il nome di battesimo, il tuo è un modo e il mio un altro, ma come tu le vuoi bene dicendo amò io le voglio bene dicendo "nome eventuale ragazza", non è che il tuo è un livello superiore e il mio inferiore, ognuno la vive a modo suo, ma sempre amore è.
Faccio l'ultimo tentativo perché l'argomento è molto complesso e puntualmente stai semplificando e banalizzando alcuni aspetti, ma va bene, se la pensi così cosa devo dirti :asd:

Il paragone tra il bacio e l'amore è la dimostrazione che non stai cogliendo il mio punto. Il bacio è un azione, la puoi percepire anche dall'esterno, riesci a dire con assoluta certezza "quelle due persone si stanno baciando". L'amore no, è un sentimento, che anche se ha delle manifestazioni esterne che ci aiutano ad identificarlo, non sempre sono attendibili, perché (faccio un esempio azzardato) due persone che stanno insieme possono anche non amarsi e non essersi mai amati anche se sono stati insieme vent'anni, perché l'amore non è tale solo se è duraturo, questo te lo ripeto per l'ennesima volta. La durata, il tempo non sono parametri universali e attendibili per dire "era amore o non era amore vero". Ti ho parlato di soggettività, ma non mi riferivo solo al vissuto di una persona, mi riferivo al fatto che ciascuno di noi vive e pensa in modo diverso e nell'ambito dell'amore tutto ciò ha un peso determinante visto che è un sentimento difficile da definire e persino da descrivere a parole. Ti faccio vedere le due definizioni, così capisci quanto poco definito e codificabile sia l'amore rispetto al bacio che è lampante.
9PY5FoI.png
E7aL9oa.png


Vedi? Il bacio è descritto in manieria più specifica, le labbra che si accostano. Non ti puoi sbagliare. Qua si parla di "assicurare la reciproca felicità e soddisfazione sessuale". Niente durata, niente sfumature. Può farlo un ragazzino di sedici anni come una persona di cinquant'anni. Può durare pochi mesi come può durare una vita intera, non è specificato perché non è quello che determina il sentimento d'amore

L'amicizia è il rapporto che lega due persone. Come la relazione (la convivenza, il matrimonio) è il rapporto che lega due persone che (teoricamente) si amano. Il sentimento comune è lo stesso anche per l'amicizia: l'amore. Io da esterno posso percepirlo solo in parte, posso provare ad ipotizzare sulla base delle manifestazioni esterne, ma non potrò dire con certezza che una persona ama l'altra. Mai visti amici che si odiano, ma per convenienza restano amici? Sopportano i difetti dell'altro per non rimanere solo? Spesso i matrimoni non finiscono proprio per questo. Quello che tu minimizzi in "l'amore è sopportarsi e rimanere insieme anche dopo una litigata" può anche essere la cosa più distante dall'amore, cioè l'egoismo di non volere rimanere da soli.

E non è una questione di alieno o non alieno. Per te è tutto lineare, si parte dalla cotta e si finisce come minimo a vivere insieme, altrimenti non è amore. Beh, ti ripeto, un'amore poco duraturo e intenso può essere amore. Un amore platonico che mai si concretizza può essere amore. Un amore che dura anni e poi al momento della convivenza si sfalda può essere amore. Io ho cominciato a risponderti perché non digerisco l'idea che l'amore sia solo sopportare l'altro e vivere assieme a lui imparando ad amarlo ogni giorno nella difficoltà. Avevi le tue idee sul tempo che ci vuole per amare una persona, per conoscerla, sulla chimica che lega due persone e okay. Però devi accettare che questa è una visione, ma è riduttiva, soggettiva, non basata solo sulla tua esperienza e il tuo passato, ma sul modo in cui concepisci l'amore che per te è "vero", che è una cosa che varia da persona a persona. Dal tuo discorso è come se dicessi che tutti quelli che non hanno convissuto non si sono amati. Due persone che hanno deciso di sposarsi non si sono amate finché non sono andate a vivere insieme. Questo è il modo in cui tu vedi l'amore, il modo in cui decidi "quello è amore, quell'altro no", ed è figlio dei tuoi tempi. Io sono figlio di questi tempi in cui anche un amore di pochissimi mesi che finisce per cause esterne può essere considerato a tutti gli effetti amore.
Il modo in cui intendiamo l'amore è frutto soprattutto del mondo che ci ruota attorno. Ti ho riportato l'esempio generazionale per questo motivo. L'amore che ti fa sopportare la convivenza è una forma di amore, ma non è l'amore vero mentre gli altri sono solo cottarelle o amori alieni :asd:

L'ultimo esempio che hai fatto mi ha quasi ferito. Non ho capito se davvero non mi stai capendo o se stai esagerando apposta. Come fai a paragonare un sentimento che nessuno è mai riuscito a definire con esattezza (che ha una componente culturale e soggettiva determinante essendo, te lo ripeto, un sentimento prima di tutto) al modo in cui chiami il tuo partner? :rickds: :rickds:

Io più di così non penso di riuscire a spiegarmi. Credo di essere stato abbastanza chiaro su ciò che contesto del tuo ragionamento e come la penso a riguardo. Per questo ti ho detto che ci stavamo imbarcando in un discorso complesso e inutile :asd:
 
Si ma l'amore è quello nel senso che è l'insieme di ciò che ho detto,
è come dire il bacio è cosi, ma ovvio che ognuno bacia diversamente, che discorsi sono?

Ognuno ha le sue emozioni uniche, ma il processo quello è, uscire, stare bene, vivere insieme, non è che c'è altro.

Siamo soggettivi su una cosa che tutti conoscono, è come dire "essere amico di qualcuno è soggettivo, non puoi dire che l'amicizia è cosi o cola", NO, l'amicizia è cosi e cola, che poi tu hai degli eventi diversi dai miei poco importa, il significato di amicizia quello è, come il significato di amore quello è, stare con una persona e starci bene insieme, con tutte le sfumature del caso,
non è che il tuo è un amore alieno e il mio un amore umano, tutti le stesse fasi passiamo e viviamo, ma nel "nostro modo unico", fine.


Cioè non per entrare nel dettaglio che è meglio di no, ma è come dire che per te amore è guardare la tua ragazza e salutarla 4 volte al giorno dicendo "amò" e per me è salutarla con il nome di battesimo, il tuo è un modo e il mio un altro, ma come tu le vuoi bene dicendo amò io le voglio bene dicendo "nome eventuale ragazza", non è che il tuo è un livello superiore e il mio inferiore, ognuno la vive a modo suo, ma sempre amore è.
Era amore anche quello di Dante per Beatrice e lei potrebbe non essere mai esistita.
È meglio chiudere qui l'argomento, sennò finiamo a trattare argomenti teologici e metafisici, aprendo un vaso di Pandora che non è consigliabile aprire, anche perché non ne usciremmo più, andando a deviare completamente il discorso del topic :asd:
 
Faccio l'ultimo tentativo perché l'argomento è molto complesso e puntualmente stai semplificando e banalizzando alcuni aspetti, ma va bene, se la pensi così cosa devo dirti :asd:

Il paragone tra il bacio e l'amore è la dimostrazione che non stai cogliendo il mio punto. Il bacio è un azione, la puoi percepire anche dall'esterno, riesci a dire con assoluta certezza "quelle due persone si stanno baciando". L'amore no, è un sentimento, che anche se ha delle manifestazioni esterne che ci aiutano ad identificarlo, non sempre sono attendibili, perché (faccio un esempio azzardato) due persone che stanno insieme possono anche non amarsi e non essersi mai amati anche se sono stati insieme vent'anni, perché l'amore non è tale solo se è duraturo, questo te lo ripeto per l'ennesima volta. La durata, il tempo non sono parametri universali e attendibili per dire "era amore o non era amore vero". Ti ho parlato di soggettività, ma non mi riferivo solo al vissuto di una persona, mi riferivo al fatto che ciascuno di noi vive e pensa in modo diverso e nell'ambito dell'amore tutto ciò ha un peso determinante visto che è un sentimento difficile da definire e persino da descrivere a parole. Ti faccio vedere le due definizioni, così capisci quanto poco definito e codificabile sia l'amore rispetto al bacio che è lampante.
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Vedi? Il bacio è descritto in manieria più specifica, le labbra che si accostano. Non ti puoi sbagliare. Qua si parla di "assicurare la reciproca felicità e soddisfazione sessuale". Niente durata, niente sfumature. Può farlo un ragazzino di sedici anni come una persona di cinquant'anni. Può durare pochi mesi come può durare una vita intera, non è specificato perché non è quello che determina il sentimento d'amore

L'amicizia è il rapporto che lega due persone. Come la relazione (la convivenza, il matrimonio) è il rapporto che lega due persone che (teoricamente) si amano. Il sentimento comune è lo stesso anche per l'amicizia: l'amore. Io da esterno posso percepirlo solo in parte, posso provare ad ipotizzare sulla base delle manifestazioni esterne, ma non potrò dire con certezza che una persona ama l'altra. Mai visti amici che si odiano, ma per convenienza restano amici? Sopportano i difetti dell'altro per non rimanere solo? Spesso i matrimoni non finiscono proprio per questo. Quello che tu minimizzi in "l'amore è sopportarsi e rimanere insieme anche dopo una litigata" può anche essere la cosa più distante dall'amore, cioè l'egoismo di non volere rimanere da soli.

E non è una questione di alieno o non alieno. Per te è tutto lineare, si parte dalla cotta e si finisce come minimo a vivere insieme, altrimenti non è amore. Beh, ti ripeto, un'amore poco duraturo e intenso può essere amore. Un amore platonico che mai si concretizza può essere amore. Un amore che dura anni e poi al momento della convivenza si sfalda può essere amore. Io ho cominciato a risponderti perché non digerisco l'idea che l'amore sia solo sopportare l'altro e vivere assieme a lui imparando ad amarlo ogni giorno nella difficoltà. Avevi le tue idee sul tempo che ci vuole per amare una persona, per conoscerla, sulla chimica che lega due persone e okay. Però devi accettare che questa è una visione, ma è riduttiva, soggettiva, non basata solo sulla tua esperienza e il tuo passato, ma sul modo in cui concepisci l'amore che per te è "vero", che è una cosa che varia da persona a persona. Dal tuo discorso è come se dicessi che tutti quelli che non hanno convissuto non si sono amati. Due persone che hanno deciso di sposarsi non si sono amate finché non sono andate a vivere insieme. Questo è il modo in cui tu vedi l'amore, il modo in cui decidi "quello è amore, quell'altro no", ed è figlio dei tuoi tempi. Io sono figlio di questi tempi in cui anche un amore di pochissimi mesi che finisce per cause esterne può essere considerato a tutti gli effetti amore.
Il modo in cui intendiamo l'amore è frutto soprattutto del mondo che ci ruota attorno. Ti ho riportato l'esempio generazionale per questo motivo. L'amore che ti fa sopportare la convivenza è una forma di amore, ma non è l'amore vero mentre gli altri sono solo cottarelle o amori alieni :asd:

L'ultimo esempio che hai fatto mi ha quasi ferito. Non ho capito se davvero non mi stai capendo o se stai esagerando apposta. Come fai a paragonare un sentimento che nessuno è mai riuscito a definire con esattezza (che ha una componente culturale e soggettiva determinante essendo, te lo ripeto, un sentimento prima di tutto) al modo in cui chiami il tuo partner? :rickds: :rickds:

Io più di così non penso di riuscire a spiegarmi. Credo di essere stato abbastanza chiaro su ciò che contesto del tuo ragionamento e come la penso a riguardo. Per questo ti ho detto che ci stavamo imbarcando in un discorso complesso e inutile :asd:

Ma non c'è bisogno che ti spieghi, 20 anni li ho avuti anche io.

Il problema è che non cogli, a quanto pare ovviamente, le mie metafore.

Quindi si meglio chiuderla qua, io so fin dall'inizio cosa intendi tu, ma tu non capisci cosa intendo io,
io semplifico per farti capire, ma di logica tu non mi conosci e non hai idea di quanto io sia profondo a livello di sensazioni :)

Dei miei post leggi solo ciò che salta all'occhio, dici di essere profondo ma non leggi quando parlo di "sfumature" , quando parlo di "ognuno è unico" e "ognuno di noi ha la sua strada", quindi inutile continuare se non leggi come dovresti i messaggi e non cogli le sfumature, chi è profondo e legge poeti dovrebbe arrivarci tranquillamente, io lo faccio con tutti, tu mi hai dimostrato di no.

Quindi senza rancore e in amicizia, torniamo pure in topic, continuare non serve e tu rimarrai sempre della stessa convinzione, e abbiamo 12 anni di differenza (sempre se hai davvero 20 anni altrimenti è ancora più drastica la situazione), quindi direi proprio che ti serve tempo ed esperienza per ragionare bene o male come ragiono io ora, io che un tempo scrivevo poesie profondissime per la mia prima ex, e ho detto tutto.

ps: ovvio che alcuni esempi sono estremizzati, ma bisogna coglierle le cose, mica leggere solo le lettere.

ps II: per me lineare....ahahahah, ok chiudiamo dai XD
 
Non lo so ma penso vada bene l'app Lite
Sull'app Lite non ho trovato la funzione quindi sono passato alla versione standard. :sadfrog:
Che dire, mi sembra organizzato meglio di Tinder perché fake e trans sono sì presenti ma in numero limitato... :asd: Tuttavia mi sembra ci sia meno gente.
 
Sto sentendo una ragazza da qualche settimana che dista a 2 ore da me, una ragazza con una storia intricata ma dalla personalità normalissima, vera e senza tirate.
Ad una certa mi ha dato il numero perché ci sentivamo su Telegram con le chiamate non prendeva ( segno che si fida) , chiarito subito a me che non cercava altro che amicizia ( ed è vero) e io sono d'accordo in quanto manco io ho testa ora.
Fatto sta ogni volta che ci siamo sentiti siamo passati dal parlare per 1 ora di seguito all'ultima volta ( ieri) 2 ORE EMMEZZA, non ci credevo, e che ci siamo fermati seno andavamo avanti.

Vabbè fatto sta che oggi ho deciso di non scriverle proprio così da fare sentire un po' la " mancanza" o comunque darle la " sensazione " che non sono un disperato e sono sicuro di me.


Si inizia a piacermi ma mi metto il cuore in pace che tanto ogni volta che ne parlo succede qualcosa di male :asd:



Il problema è che sto facendo una fatica della madonna a NON scriverle, almeno scrivere un ciao oggi, dannazione.
 
Sto sentendo una ragazza da qualche settimana che dista a 2 ore da me, una ragazza con una storia intricata ma dalla personalità normalissima, vera e senza tirate.
Ad una certa mi ha dato il numero perché ci sentivamo su Telegram con le chiamate non prendeva ( segno che si fida) , chiarito subito a me che non cercava altro che amicizia ( ed è vero) e io sono d'accordo in quanto manco io ho testa ora.
Fatto sta ogni volta che ci siamo sentiti siamo passati dal parlare per 1 ora di seguito all'ultima volta ( ieri) 2 ORE EMMEZZA, non ci credevo, e che ci siamo fermati seno andavamo avanti.

Vabbè fatto sta che oggi ho deciso di non scriverle proprio così da fare sentire un po' la " mancanza" o comunque darle la " sensazione " che non sono un disperato e sono sicuro di me.


Si inizia a piacermi ma mi metto il cuore in pace che tanto ogni volta che ne parlo succede qualcosa di male :asd:



Il problema è che sto facendo una fatica della madonna a NON scriverle, almeno scrivere un ciao oggi, dannazione.
Normale quando si è "presi", ma tieni duro...
 
Sto sentendo una ragazza da qualche settimana che dista a 2 ore da me, una ragazza con una storia intricata ma dalla personalità normalissima, vera e senza tirate.
Ad una certa mi ha dato il numero perché ci sentivamo su Telegram con le chiamate non prendeva ( segno che si fida) , chiarito subito a me che non cercava altro che amicizia ( ed è vero) e io sono d'accordo in quanto manco io ho testa ora.
Fatto sta ogni volta che ci siamo sentiti siamo passati dal parlare per 1 ora di seguito all'ultima volta ( ieri) 2 ORE EMMEZZA, non ci credevo, e che ci siamo fermati seno andavamo avanti.

Vabbè fatto sta che oggi ho deciso di non scriverle proprio così da fare sentire un po' la " mancanza" o comunque darle la " sensazione " che non sono un disperato e sono sicuro di me.


Si inizia a piacermi ma mi metto il cuore in pace che tanto ogni volta che ne parlo succede qualcosa di male :asd:



Il problema è che sto facendo una fatica della madonna a NON scriverle, almeno scrivere un ciao oggi, dannazione.
Queste considerazioni andrebbero distrutte quando ci si conosce. Chi l'ha detto che un saluto quotidiano sincero o la semplice condivisione di una cazzata tramite WhatsApp o social sia sinonimo di disperazione o insicurezza. Dobbiamo finirla di alimentare queste leggende urbane tali per cui dobbiamo vivere di strategie anche per un semplice ciao.
 
Queste considerazioni andrebbero distrutte quando ci si conosce. Chi l'ha detto che un saluto quotidiano sincero o la semplice condivisione di una cazzata tramite WhatsApp o social sia sinonimo di disperazione o insicurezza. Dobbiamo finirla di alimentare queste leggende urbane tali per cui dobbiamo vivere di strategie anche per un semplice ciao.
Più che altro perchè so bene che lei non voglia più di un amicizia in generale ora, e nemmeno io ad essere sincero (per quanto sia diversissima dalle altre e mi attira pericolosamente pur avendo ormai il mio autocontrollo).
Piuttosto non si parla di leggende, ma di psicologia, se una ragazza a me scrive ogni giorno e lo fa per prima io avrò inconsapevolmente quella "sicurezza" che mi pensa e quindi lo farà anche prossimamente anche se non ci penso io a farlo, invece se partirà con il NON scrivermi sempre, io inconsapevolmente verrò attirato da questo """dubbio""" e quindi ci penserò di più, ergo avrò "più" voglia di sentire codesta persona.
non è una questione di "cattiveria" o "sfida", da un parte (ovviamente, poi spiego perchè) è la nostra natura volente o nolente,
più """"rifiutiamo""" più attraiamo, nel senso: più ci facciamo vedere menefreghisti e non ""disperati"" appunto, più diamo l'impressione di essere forti e quindi più "attraenti",

è un discorso particolare ma purtroppo è la verità.


D'altro canto 2 ore dopo aver scritto quel post le ho scritto con una battuta, bon, me ne sono fregato appunto dei clichè e di ste stronzate da scuola superiore,
tra parentesi ho scoperto che oggi non lavorava (fino a domenica) quindi mi è venuto il pensiero "cazz, non mi ha scritto per niente", e dire che ha pure fatto la stessa camminata che aveva fatto il giorno prima dove abbiamo parlato tantissimo,
ma d'altra parte anche se l'ho buttata li in modo leggero con un "azz allora non posso lamentarmi allora dicendo "stronzona e io convinto che lavorassi tutto il giorno XD"" visto che lei odia quando dice una cosa e il giorno dopo la gente lo dimentica, e infatti me l'ero dimenticato (anche se poi le passa subito) ho pensato poi "siamo conoscenti da 3 settimane circa, non è che io debba pretendere che ci sentiamo tutti i giorni".


E appunto la cosa mi è passata, io sono daccordo sul "se ti senti che vuoi scriverle, fallo", ma ci deve essere a tutto un equilibrio, quindi penso domani non le scriverò, è la terza volta che le scrivo io di seguito (e le ho pure proposto io di sentirci al tel, la prima volta lei l'ha fatto), ormai ha capito che l'interesse (seppur leggero) c'è, quindi non devo dimostrare più nulla, ma anzi lasciarle il suo spazio facendole capire che se finora ho "campato" da solo, posso continuare a farlo a meno che lei non mi dia segnali palesi.
 
Più che altro perchè so bene che lei non voglia più di un amicizia in generale ora, e nemmeno io ad essere sincero (per quanto sia diversissima dalle altre e mi attira pericolosamente pur avendo ormai il mio autocontrollo).
Piuttosto non si parla di leggende, ma di psicologia, se una ragazza a me scrive ogni giorno e lo fa per prima io avrò inconsapevolmente quella "sicurezza" che mi pensa e quindi lo farà anche prossimamente anche se non ci penso io a farlo, invece se partirà con il NON scrivermi sempre, io inconsapevolmente verrò attirato da questo """dubbio""" e quindi ci penserò di più, ergo avrò "più" voglia di sentire codesta persona.
non è una questione di "cattiveria" o "sfida", da un parte (ovviamente, poi spiego perchè) è la nostra natura volente o nolente,
più """"rifiutiamo""" più attraiamo, nel senso: più ci facciamo vedere menefreghisti e non ""disperati"" appunto, più diamo l'impressione di essere forti e quindi più "attraenti",

è un discorso particolare ma purtroppo è la verità.


D'altro canto 2 ore dopo aver scritto quel post le ho scritto con una battuta, bon, me ne sono fregato appunto dei clichè e di ste stronzate da scuola superiore,
tra parentesi ho scoperto che oggi non lavorava (fino a domenica) quindi mi è venuto il pensiero "cazz, non mi ha scritto per niente", e dire che ha pure fatto la stessa camminata che aveva fatto il giorno prima dove abbiamo parlato tantissimo,
ma d'altra parte anche se l'ho buttata li in modo leggero con un "azz allora non posso lamentarmi allora dicendo "stronzona e io convinto che lavorassi tutto il giorno XD"" visto che lei odia quando dice una cosa e il giorno dopo la gente lo dimentica, e infatti me l'ero dimenticato (anche se poi le passa subito) ho pensato poi "siamo conoscenti da 3 settimane circa, non è che io debba pretendere che ci sentiamo tutti i giorni".


E appunto la cosa mi è passata, io sono daccordo sul "se ti senti che vuoi scriverle, fallo", ma ci deve essere a tutto un equilibrio, quindi penso domani non le scriverò, è la terza volta che le scrivo io di seguito (e le ho pure proposto io di sentirci al tel, la prima volta lei l'ha fatto), ormai ha capito che l'interesse (seppur leggero) c'è, quindi non devo dimostrare più nulla, ma anzi lasciarle il suo spazio facendole capire che se finora ho "campato" da solo, posso continuare a farlo a meno che lei non mi dia segnali palesi.
Questo modus operandi non è psicologia ma convinzione errata del fatto che dev'essere sempre il ragazzo a stimolare l'interesse o a rimanere impresso. Il discorso è molto semplice (almeno per me). Se una persona non mi scrive oppure decide di farlo solamente a giorni alterni perché è necessario evitare la fantomatica overdose di contatto tipica da persona sfigata (leggenda urbana) non solo mi irrita ma nemmeno mi attrae. Dovrei stare dietro ad una ragazza, ad un'amica o ad un amico che nemmeno si degna di contattarmi perché il cliché vuole che si debba fare in un certo qual modo? Significa che ogni 24h debba ricevere dei messaggi? No. Significa che la comunicazione dev'essere un atto spontaneo, un evento di piacere e non una rottura di palle dove ogni 3x2 devo pensare in che modo potrei apparire all'altro. Dimostrare forza è ben diverso dall'evitare di apparire come dei morti di (ci siamo capiti).
 
Queste considerazioni andrebbero distrutte quando ci si conosce. Chi l'ha detto che un saluto quotidiano sincero o la semplice condivisione di una cazzata tramite WhatsApp o social sia sinonimo di disperazione o insicurezza. Dobbiamo finirla di alimentare queste leggende urbane tali per cui dobbiamo vivere di strategie anche per un semplice ciao.
Mettetelo nel primo post per piacere, anzi mandate la notifica a tutti nel forum :nev:
 
Questo modus operandi non è psicologia ma convinzione errata del fatto che dev'essere sempre il ragazzo a stimolare l'interesse o a rimanere impresso. Il discorso è molto semplice (almeno per me). Se una persona non mi scrive oppure decide di farlo solamente a giorni alterni perché è necessario evitare la fantomatica overdose di contatto tipica da persona sfigata (leggenda urbana) non solo mi irrita ma nemmeno mi attrae. Dovrei stare dietro ad una ragazza, ad un'amica o ad un amico che nemmeno si degna di contattarmi perché il cliché vuole che si debba fare in un certo qual modo? Significa che ogni 24h debba ricevere dei messaggi? No. Significa che la comunicazione dev'essere un atto spontaneo, un evento di piacere e non una rottura di palle dove ogni 3x2 devo pensare in che modo potrei apparire all'altro. Dimostrare forza è ben diverso dall'evitare di apparire come dei morti di (ci siamo capiti).
Il problema sai qual'é? Che si concordo con te, ma noi possiamo dire o spiegare le verità che sta in ognuno di noi, che se determinati fattori psicologici attivano determinante sinapsi senza che noi possiamo fare nulla, così è e così sarà, come ho detto prima sono d'accordo e la vivrei anche io così, ma ogni persona è diversa e non tutti la viviamo o pensiamo allo stesso modo, anche se la vorremo tutti allo stesso modo.
Usando una metafora è come dire " non ci si può innamorare per queste cavolate/in questa situazione" e poi magari ti succede proprio a te, perché non è una cosa che controlli, succede e basta.

Per farmi capire meglio, sono d'accordo con la leggenda urbana, ma a volte quel pizzico di strategia serve e basta in certe situazioni, poche storie, che poi non ho detto " ogni tot farò così" no, semplicemente provo a farlo, che poi la reazione sia positiva o negativa ( ossia non cambia comunque nulla) poco importa, io almeno ho dato " l'idea/sensazione" che non la penso fisso.

Perché parliamoci chiaro, che sia un ciao o un " ti ho pensata" (estremizzo) l'idea che si dà alla persona è sempre la stessa, che poi qui assume un peso maggiore in quanto lei stessa mi ha detto tempo fa " no il numero ora no senza offesa, devo fidarmi per darlo" e 2 settimane dopo me l'ha dato ( e ci sentivamo sporadicamente) quindi fare già così sarebbe come dire " apposto ora che mi hai dato il numero ci provo così da annullare la mia coerenza iniziale" ,
Siamo in quarantena e non possiamo vederci, di conseguenza è stupido fare una certa impressione, un conto se ci vedevamo e " vivevamo" la cosa.

Dopo questo " pizzico" , sarò sempre me stesso. Sia chiaro che anche se una persona è una brava persona, inconsapevolmente certe cose " le fanno bene" per il discorso sopra, la vita non è mai come la pensiamo, e determinate " leggende" possono essere anche tristemente vere in certe occasioni, un po' come " dire bugie a volte è la cosa migliore da fare" ( non tradire, il discorso è un altro.
 
Questo modus operandi non è psicologia ma convinzione errata del fatto che dev'essere sempre il ragazzo a stimolare l'interesse o a rimanere impresso. Il discorso è molto semplice (almeno per me). Se una persona non mi scrive oppure decide di farlo solamente a giorni alterni perché è necessario evitare la fantomatica overdose di contatto tipica da persona sfigata (leggenda urbana) non solo mi irrita ma nemmeno mi attrae. Dovrei stare dietro ad una ragazza, ad un'amica o ad un amico che nemmeno si degna di contattarmi perché il cliché vuole che si debba fare in un certo qual modo? Significa che ogni 24h debba ricevere dei messaggi? No. Significa che la comunicazione dev'essere un atto spontaneo, un evento di piacere e non una rottura di palle dove ogni 3x2 devo pensare in che modo potrei apparire all'altro. Dimostrare forza è ben diverso dall'evitare di apparire come dei morti di (ci siamo capiti).
Magari fosse così. Ma comunque io me ne sono sempre sbattuto delle tattiche. Cosa che purtroppo invece moltissime ragazze fanno.
Far passare più di un giorno senza scrivere ciao non ha comunque senso se entrambi sono presi. E intendo quando hanno entrambi un forte interesse
 
Il problema sai qual'é? Che si concordo con te, ma noi possiamo dire o spiegare le verità che sta in ognuno di noi, che se determinati fattori psicologici attivano determinante sinapsi senza che noi possiamo fare nulla, così è e così sarà, come ho detto prima sono d'accordo e la vivrei anche io così, ma ogni persona è diversa e non tutti la viviamo o pensiamo allo stesso modo, anche se la vorremo tutti allo stesso modo.
Usando una metafora è come dire " non ci si può innamorare per queste cavolate/in questa situazione" e poi magari ti succede proprio a te, perché non è una cosa che controlli, succede e basta.

Per farmi capire meglio, sono d'accordo con la leggenda urbana, ma a volte quel pizzico di strategia serve e basta in certe situazioni, poche storie, che poi non ho detto " ogni tot farò così" no, semplicemente provo a farlo, che poi la reazione sia positiva o negativa ( ossia non cambia comunque nulla) poco importa, io almeno ho dato " l'idea/sensazione" che non la penso fisso.

Perché parliamoci chiaro, che sia un ciao o un " ti ho pensata" (estremizzo) l'idea che si dà alla persona è sempre la stessa, che poi qui assume un peso maggiore in quanto lei stessa mi ha detto tempo fa " no il numero ora no senza offesa, devo fidarmi per darlo" e 2 settimane dopo me l'ha dato ( e ci sentivamo sporadicamente) quindi fare già così sarebbe come dire " apposto ora che mi hai dato il numero ci provo così da annullare la mia coerenza iniziale" ,
Siamo in quarantena e non possiamo vederci, di conseguenza è stupido fare una certa impressione, un conto se ci vedevamo e " vivevamo" la cosa.

Dopo questo " pizzico" , sarò sempre me stesso. Sia chiaro che anche se una persona è una brava persona, inconsapevolmente certe cose " le fanno bene" per il discorso sopra, la vita non è mai come la pensiamo, e determinate " leggende" possono essere anche tristemente vere in certe occasioni, un po' come " dire bugie a volte è la cosa migliore da fare" ( non tradire, il discorso è un altro.
Liberissimi di mandarmi a quel paese (mentalmente s'intende) o anche qui (con le dovute maniere) ma il punto del mio discorso è il seguente: lottare per non cadere vittime dell'usanza fondata esclusivamente sull'apparenza. Anche trenta, quarant'anni fa e oltre l'apparenza ha rivestito un ruolo fondamentale nei rapporti interpersonali ma mai quanto oggi dove siamo schiavi di procedure fisse ed elaborate sulla base di aspettative e modi di fare che sembrerebbero normali ma che in realtà non sono tali. Per fare questo tuttavia bisogna conoscere bene quali sono le proprie esigenze e che tipo di persona siamo. Io me ne frego dell'idea che si potrebbe fare il mio interlocutore se decido di passare del tempo con lui/lei per un certo quantitativo di tempo attraverso interazioni a distanza. Dico quello che penso, propongo quello che vorrei fare (per cercare un accordo comune) e me ne frego altamente della strategia lunga decenni per arrivare a fare centro. Significa che sono invadente? Certo che no, mi pongo dei limiti. E' ovvio che non passerò le giornate a rompere le palle a chicchessia ma se prendo in mano lo smartphone per contattare qualcuno, si tratta dell'ultimo dei miei problemi pensare se faccio bene oppure no. Nemmeno ci penso. Lo voglio fare, quindi lo faccio. Anche la storia del "ti do il numero dopo che mi fido" mi fa sorridere. Sul momento posso anche rispettare l'altra persona e acconsentire ma non sarei sincero se affermassi che per me ha senso. Che differenza c'è tra il vedersi per un caffé e il fornire il proprio numero? Dobbiamo usare le lettere per concordare eventuali altri appuntamenti? Dobbiamo sposarci? E' una forma di difesa per rendersi appetibili e in convenzione con l'idea che la donna è irraggiungibile perché così dev'essere. Uomo e donna sono uguali, hanno le medesime aspettative e devono avere le stesse possibilità perché sono ugualmente capaci e propensi al raggiungimento dei propri obbiettivi qualunque essi siano. C'è già stato un contatto visivo e molto più intimo del passaggio che prevede la concessione del numero di telefono.
Magari fosse così. Ma comunque io me ne sono sempre sbattuto delle tattiche. Cosa che purtroppo invece moltissime ragazze fanno.
Far passare più di un giorno senza scrivere ciao non ha comunque senso se entrambi sono presi. E intendo quando hanno entrambi un forte interesse
Esistono anche persone che se ne fregano, non siamo tutti così fortunatamente.
 
Liberissimi di mandarmi a quel paese (mentalmente s'intende) o anche qui (con le dovute maniere) ma il punto del mio discorso è il seguente: lottare per non cadere vittime dell'usanza fondata esclusivamente sull'apparenza. Anche trenta, quarant'anni fa e oltre l'apparenza ha rivestito un ruolo fondamentale nei rapporti interpersonali ma mai quanto oggi dove siamo schiavi di procedure fisse ed elaborate sulla base di aspettative e modi di fare che sembrerebbero normali ma che in realtà non sono tali. Per fare questo tuttavia bisogna conoscere bene quali sono le proprie esigenze e che tipo di persona siamo. Io me ne frego dell'idea che si potrebbe fare il mio interlocutore se decido di passare del tempo con lui/lei per un certo quantitativo di tempo attraverso interazioni a distanza. Dico quello che penso, propongo quello che vorrei fare (per cercare un accordo comune) e me ne frego altamente della strategia lunga decenni per arrivare a fare centro. Significa che sono invadente? Certo che no, mi pongo dei limiti. E' ovvio che non passerò le giornate a rompere le palle a chicchessia ma se prendo in mano lo smartphone per contattare qualcuno, si tratta dell'ultimo dei miei problemi pensare se faccio bene oppure no. Nemmeno ci penso. Lo voglio fare, quindi lo faccio. Anche la storia del "ti do il numero dopo che mi fido" mi fa sorridere. Sul momento posso anche rispettare l'altra persona e acconsentire ma non sarei sincero se affermassi che per me ha senso. Che differenza c'è tra il vedersi per un caffé e il fornire il proprio numero? Dobbiamo usare le lettere per concordare eventuali altri appuntamenti? Dobbiamo sposarci? E' una forma di difesa per rendersi appetibili e in convenzione con l'idea che la donna è irraggiungibile perché così dev'essere. Uomo e donna sono uguali, hanno le medesime aspettative e devono avere le stesse possibilità perché sono ugualmente capaci e propensi al raggiungimento dei propri obbiettivi qualunque essi siano. C'è già stato un contatto visivo e molto più intimo del passaggio che prevede la concessione del numero di telefono.

Esistono anche persone che se ne fregano, non siamo tutti così fortunatamente.
Risposta semplice:

hai ragione e sono daccordo,

risposta semplice nel mondo attuale:

purtroppo non è completamente cosi, i social hanno cambiato il modo di pensare, e non mio o tuo, ma di tutti, tu hai la ragazza/o? (non so se sei maschio o femmina perdonami) se è si ok, se è no ti chiedo, non hai mai avuto problemi di sorta? ti è mai capitato di conoscere qualcuna tramite app o social? come ha funzionato?

per dire, ripeto, sono daccordo, ma certe situazioni sono inevitabili, per quanto anche io mi sto comportando cosi pur avendo quei micro dubbi di cui ho parlato (ma che alla fine ho agito come dovevo).
 
Risposta semplice:

hai ragione e sono daccordo,

risposta semplice nel mondo attuale:

purtroppo non è completamente cosi, i social hanno cambiato il modo di pensare, e non mio o tuo, ma di tutti, tu hai la ragazza/o? (non so se sei maschio o femmina perdonami) se è si ok, se è no ti chiedo, non hai mai avuto problemi di sorta? ti è mai capitato di conoscere qualcuna tramite app o social? come ha funzionato?

per dire, ripeto, sono daccordo, ma certe situazioni sono inevitabili, per quanto anche io mi sto comportando cosi pur avendo quei micro dubbi di cui ho parlato (ma che alla fine ho agito come dovevo).
Sono un ragazzo single e preferisco (per come sono fatto io) esser così piuttosto che rompermi le balle con giochini inutili e senza senso. Non sono un tipo alla vecchia maniera che fa il bacchettone ma preferisco comunque l'approccio che non preveda social o app se non per occasioni di cazzeggio condiviso con l'altra persona.
 
Liberissimi di mandarmi a quel paese (mentalmente s'intende) o anche qui (con le dovute maniere) ma il punto del mio discorso è il seguente: lottare per non cadere vittime dell'usanza fondata esclusivamente sull'apparenza. Anche trenta, quarant'anni fa e oltre l'apparenza ha rivestito un ruolo fondamentale nei rapporti interpersonali ma mai quanto oggi dove siamo schiavi di procedure fisse ed elaborate sulla base di aspettative e modi di fare che sembrerebbero normali ma che in realtà non sono tali. Per fare questo tuttavia bisogna conoscere bene quali sono le proprie esigenze e che tipo di persona siamo. Io me ne frego dell'idea che si potrebbe fare il mio interlocutore se decido di passare del tempo con lui/lei per un certo quantitativo di tempo attraverso interazioni a distanza. Dico quello che penso, propongo quello che vorrei fare (per cercare un accordo comune) e me ne frego altamente della strategia lunga decenni per arrivare a fare centro. Significa che sono invadente? Certo che no, mi pongo dei limiti. E' ovvio che non passerò le giornate a rompere le palle a chicchessia ma se prendo in mano lo smartphone per contattare qualcuno, si tratta dell'ultimo dei miei problemi pensare se faccio bene oppure no. Nemmeno ci penso. Lo voglio fare, quindi lo faccio. Anche la storia del "ti do il numero dopo che mi fido" mi fa sorridere. Sul momento posso anche rispettare l'altra persona e acconsentire ma non sarei sincero se affermassi che per me ha senso. Che differenza c'è tra il vedersi per un caffé e il fornire il proprio numero? Dobbiamo usare le lettere per concordare eventuali altri appuntamenti? Dobbiamo sposarci? E' una forma di difesa per rendersi appetibili e in convenzione con l'idea che la donna è irraggiungibile perché così dev'essere. Uomo e donna sono uguali, hanno le medesime aspettative e devono avere le stesse possibilità perché sono ugualmente capaci e propensi al raggiungimento dei propri obbiettivi qualunque essi siano. C'è già stato un contatto visivo e molto più intimo del passaggio che prevede la concessione del numero di telefono.

Esistono anche persone che se ne fregano, non siamo tutti così fortunatamente.
Però, parlando sia di relazioni con uomini e donne, non ti farebbe arrabbiare, ad una certa, se a proporre di fare cose fossi sempre tu? Anche parlando di provare a costruire amicizia con un maschio, a me farebbe (e fa) stufare se a proporre di fare cose fossi sempre io perché vedrei che non c'è alcun interesse dall'altra parte
 
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