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E' un discorso un pò più complesso che anche io ho compreso solo dopo un pò, infatti ho deciso di non utilizzarlo praticamente più, ci ho giusto preso 3 giochi (2 comprati ed uno gratispersonalmente tutto il fanatismo contro epic store non lo capisco... è ovvio che per prendersi la sua fetta di mercato abbia dovuto ricorrere a strategie aggressive come le esclusive temporanee
quel che fa oggettivamente cagare di epic store è che molti giochi appena usciti tendono a crashare se lanciati dal client, quelli crackati 1 minuto dopo la release invece funzionano perfettamente![]()
). A breve ti arriverà un walltext di qualche utente PC, sentono già l'odore del sangue.Ma non solo, io non comprerei mai determinate tipologie di giochi, il Game Pass ti permette comunque di provarli, e se ti piacciono saprai come indirizzare meglio i tuoi soldi. Addirittura ho scoperto l'esistenza di titoli di cui i media non ne hanno praticamente parlato (*grillino mode on*). Tra l'altro, la questione "soldi ai dev" mi sa che molti non sanno che anche se prendessi il gioco a 70 euro al D1, mica vanno tutti allo sviluppatorePirateriafate come volete il mio pensiero l'ho esposto sopra fino a quando ci sta la possibilità di scelta il problema non si pone.
Io la prendo come una possibilità di provare dei titoli in backlog e poi comprarli successivamente se mi piacciono![]()
Anche per questo esiste l'Epic Store, e e molti sono ben lieti di starci a differenza di Steam, dove Valve si tiene il 30% dei ricavi
Se con Amazon Music mi posso godere tutta la discografia dei Pink Floyd o dei Queen, dov'è che ci sarebbe l'appiattimento dell'offerta e la qualità che si abbassa? Tra l'altro, questa è una cosa già smentita dai fatti, visto che la media dei giochi disponibili sul Game Pass è dall'80 in su, quindi mediamente si giocano ottimi titoli e di qualità.
Ripeto, è un modello di business sul quale si sono fiondati tutti, e per tutti intendo TUTTI. In praticamente qualsiasi media. E anche Sony col Now, che si è dovuta adeguare al livello rapporto qualità/prezzo di MicrosoftIl consumatore di videogiochi è il videogiocatore, non vedo la differenzaIl problema è che non leggi, o non capisci quello che ho scritto. Simple as that.
E per inciso, nessuno di quei giochi è gratis. Quando smetti di pagare non c'è più, quando a loro gira glielo tolgono. Tu non possiedi nulla, non è gratis è in affitto (parlo del Plus perchè non so come funzioni il Gold, ma stesso discorso vale per i classici NES/SNES su Switch). Come già ripetuto mille volte, dal punto di vista del consumatore è un servizio molto buono, ma dal punto di vista del giocatore non ne sono per niente sicuro, e anzi non non mi piace.
Questo è il problemaIl consumatore di videogiochi è il videogiocatore, non vedo la differenza

Sempre detto Steam ladra per fortuna dio Tim e sceso tra noi a portare un po di giustizia divinaMa non solo, io non comprerei mai determinate tipologie di giochi, il Game Pass ti permette comunque di provarli, e se ti piacciono saprai come indirizzare meglio i tuoi soldi. Addirittura ho scoperto l'esistenza di titoli di cui i media non ne hanno praticamente parlato (*grillino mode on*). Tra l'altro, la questione "soldi ai dev" mi sa che molti non sanno che anche se prendessi il gioco a 70 euro al D1, mica vanno tutti allo sviluppatoreAnche per questo esiste l'Epic Store, e e molti sono ben lieti di starci a differenza di Steam, dove Valve si tiene il 30% dei ricavi
Se con Amazon Music mi posso godere tutta la discografia dei Pink Floyd o dei Queen, dov'è che ci sarebbe l'appiattimento dell'offerta e la qualità che si abbassa? Tra l'altro, questa è una cosa già smentita dai fatti, visto che la media dei giochi disponibili sul Game Pass è dall'80 in su, quindi mediamente si giocano ottimi titoli e di qualità.
L'unico aspetto potenzialmente inquietante del servizio, è che Microsoft possa conoscere i nostri gusti ed adeguarsi di conseguenza. Ma insomma, veniamo spiati con la pala ogni giorno, mi faccio andare bene pure questoRipeto, è un modello di business sul quale si sono fiondati tutti, e per tutti intendo TUTTI. In praticamente qualsiasi media. E anche Sony col Now, che si è dovuta adeguare al livello rapporto qualità/prezzo di Microsoft
in molti l'hanno visto prostarsi con la sua benevolenza verso numerosi sviluppatori di titoli indie crowfunding che senza di lui sarebbero finiti risucchiati in quel abominio di store gestito da Ciccio Gabe 
Devo vedermi come un azionista?Questo è il problema
Non dovresti vederti come un consumatore di videogiochi, perchè implica una meccanicità alla base che per me non si può applicare all'intrattenimento e alle arti. Puoi essere un consumatore di uova di struzzo, ma non di videogames. Sei un consumatore O un gamer.

Per me è meglio che lasci perdere, poi vedi tuBubu ha detto:Devo vedermi come un azionista?![]()

Perchè dovrei lasciar perdere? L'opzione azionista risulta la più papabile per supportare una software housePer me è meglio che lasci perdere, poi vedi tu![]()

Perchè ad ogni post dimostri quanto non cogli il discorso, e inizia ad essere un po' cringePerchè dovrei lasciar perdere? L'opzione azionista risulta la più papabile per supportare una software house![]()
Lo colgo benissimo solo che le crociate senza motivazioni nettamente valide se non con supposizioni non riesco proprio a capirlePerchè ad ogni post dimostri quanto non cogli il discorso, e inizia ad essere un po' cringe



Lo colgo benissimo solo che le crociate senza motivazioni nettamente valide se non con supposizioni non riesco proprio a capirle
Chiudo qui il discorso anche se a questo punto troverei più interessante una crociata contro psn/live e crocchio Nintendo quelle si che sono vere ladrate
La vedo come lamentarsi del DD e poi scaricarsi la patch al Day one![]()
Tranquillo che appena il Now arriverà ai livelli del Pass, ci sarà la rivalutazione dei servizi in abbonamento. In fondo si è fatto lo stesso con le finte esclusive, con le quali Microsoft ci ha campato la scorsa genLo colgo benissimo solo che le crociate senza motivazioni nettamente valide se non con supposizioni non riesco proprio a capirle
Chiudo qui il discorso anche se a questo punto troverei più interessante una crociata contro psn/live e crocchio Nintendo quelle si che sono vere ladrate
La vedo come lamentarsi del DD e poi scaricarsi la patch al Day one![]()

Ecco, se TOW mi fosse veramente piaciuto lo avrei comprato subito, ma visto che lo ho recepito in modo abbastanza freddo...altro giro, altro tiro, altro regalo (Vampyr, Rage 2 al momento da Xboxgamepass e ̶W̶a̶r̶g̶r̶o̶o̶v̶e̶ Cross Codeil quale è quello che molto probabilmente finirà "comprato"Pirateriafate come volete il mio pensiero l'ho esposto sopra fino a quando ci sta la possibilità di scelta il problema non si pone.
Io la prendo come una possibilità di provare dei titoli in backlog e poi comprarli successivamente se mi piacciono![]()
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E non ha un rig da 100 € (configurazione che il 99%del mondo PC si sogna), a soldi sta bene, ma nada.Ma nessuno si sta vantando di giocare pagando poco, si sta incensando un servizio che ti fa giocare tanto e bene il meglio uscito negli ultimi 5 anni. Lo si è fatto con la tv. Lo si è fatto col cinema. Lo si è fatto con la musica. Lo si è fatto persino con i libri e con i fumetti. Lo fa Microsoft con i videogiochi, e via di dietrologie sul capitalismo, il consumismo di massa ecc.Lancerò un input un po' volutamente provocatorio, nessuno si senta direttamente chiamato in causa:
c'è un mio amico - premetto che non ha particolari problemi economici - che ha la smania dell' "affare", per esempio con i vestiti...ogni volta va in cerca di outlet e svendite, poi viene da me, mi mostra un capo di marca e mi chiede "indovina quanto l'ho pagato????", impaziente di stupirmi con un prezzone da capogiro. Poi magari due sere dopo usciamo, e spende per noia e passatempo un centinaio di € per mangiare e bere, offrendo pure.
Tutto questo per dire: è evidente che la sua spasmodica ricerca del risparmio non è una necessità, è essa stessa la causa del piacere dato dal "risparmiare"; la ricerca dell'affare, dell'occasione; un tipico meccanismo del consumismo. Di quei vestiti che compra a prezzo "stracciato" la metà neanche gli serve, li mette una volta e li butta o li regala, non gli servono veramente; gli "servono" proprio perché "costano poco".
Detto questo, la domanda che mi sono fatto è: il suo "risparmio", è davvero un guadagno?
E, traslando: questa grande e sovrabbondante accessibilità di titoli proposti da un abbonamento come il pass a un prezzo stracciato, è davvero un guadagno per il giocatore?
Quante volte su queste stesse pagine abbiamo visto rabbrividire decine e decine di gamer alla parola "backlog", giocatori che si trascinano dietro centinaia di titoli che non finiranno mai, comprati ai saldi di steam, del psn, durante il blackfriday o il calendario dell'avvento di GS, e chi più ne ha più ne metta? La domanda è, ha mai avuto senso per loro comprare quei titoli? Ha avuto senso accumulare quel backlog?
Io ovviamente parto dalla mia personale esperienza, nel mio stile da gamer la cosa più importante è finire un titolo, e se mi è piaciuto particolarmente, approfondirlo fino al punto da ritenermi soddisfatto (non necessariamente il 100%). Aggiungo che, crescendo, ho notato che il numero di titoli che riesco a godere con questo approccio nel corso di un anno si è drasticamente ridotto: probabilmente riuscirò a giocare in media una decina di titoli, nemmeno uno al mese, e non ho nemmeno messo su una famiglia. A questo scopo, ho dovuto dare un deciso taglio anche solo allo shopping compulsivo da ricerca dell' "offerta", perché ho visto che accumulare backlog non solo non era un reale guadagno (dato che quei titoli non li avrei mai giocati), ma mi impediva di godere anche quello che già possedevo: non è facile finire Persona 5 spensierati sapendo che nel cassetto c'è The Witcher III goty che ti aspetta, e che a inizio anno esce MH Iceborne. Quindi ho iniziato a farmi una ragione del fatto che non c'è bisogno di giocare TUTTO quello di cui si parla su internet perché sì, ma solo quello che mi interessa veramente; in genere, quando devo comprare un titolo, se vedo che all'atto di acquistarlo sono un minimo indeciso, lo lascio sullo scaffale. E il mio modo di giocare personalmente è molto migliorato.
Il punto è che la sovrabbondanza di contenuti (non solo nel gaming, ma in tutti gli ambiti della vita) risponde a un bisogno indotto, non reale; danneggia la fruizione di un singolo oggetto in favore di una compensazione totale assolutamente non necessaria (e decisamente non in grado di dare a sua volta soddisfazione); e in generale, appiattisce e toglie valore a tutto quello che abbiamo. In questo quoto totalmente il discorso di SummerStorm sull'importanza del desiderio.
Ora come ora, sarebbe da stupidi negare la convenienza economica di un servizio come il pass: è una "scorciatoia" per giocare al risparmio titoli che hanno altrimenti un prezzo ben più importante. Ma allo stesso tempo, il pass si inscrive in una mentalità simile a quella che ho descritto sopra, che a mio parere ha almeno due importanti conseguenze negative dal punto di vista dell'approccio al gaming: 1) con un servizio simile, "a tempo" e con il quale non si possiede veramente nulla, è inevitabile un approccio al gaming compulsivo, rapido, superficiale e volatile; vedere Dmc5 e dire "oh bello un gioco gratis ora lo provo" non avrà minimamente il valore che ha avuto per me caricarmi di hype 9 mesi prima della release e aspettare spasmodicamente che il pacco arrivasse a casa mia, scartarlo e goderne un intero weekend. Agli occhi dei due giocatori, l'oggetto del desiderio ha un valore che non è minimamente paragonabile. 2) Tendenzialmente non sono i giocatori a scegliere cosa giocare, ma si prendono un po' quello che passa il convento; a che serve allora tutto il lavoro di fare chiarezza riguardo quello che si vuole e si desidera davvero giocare? Se giochiamo qualcosa solo perché ce l'hanno ""regalato"" e non perché lo volevamo noi, in un certo senso stiamo rinunciando a qualcosa di scelto da noi. Come se io mi fossi accontentato dei giochi offerti mensilmente dal psplus, invece di comprarne di persona. A parità di tempo, di quei 10 giochi l'anno che posso giocare, sto rinunciando a qualcosa che poteva piacermi di più in favore di una cosa apparentemente "gratis", quindi dal punto di vista del coinvolgimento ci sto addirittura perdendo.
Dipende sempre da quello che uno desidera e cerca dal gaming, ma sono totalmente d'accordo con yonkers quando dice che il pass è un servizio conveniente per il consumatore, ma non per il giocatore; perché ricordiamo che il giocatore è anche quello che spende 5€ di più per comprarsi il gioco retail con la copertina italiana invece che uk, che si compra le limited e che sbotta se Gamestop gli dà il nuovo senza cellophan. E' un approccio, ma il solo pensiero che possa diventare lo standard mi fa sinceramente accapponare la pelle, e spero resti relegato alle strategie salva-console di Microsoft. Perché, a mio parere, di tutta questa roba non c'è alcun bisogno, e di conseguenza non vedo alcun reale guadagno nel diminuire la mia facoltà di scegliere, acquistare, possedere ed approfondire i giochi in favore di un servizio che sbilancia pericolosamente in suo favore il potere di decidere quando e cosa devo giocare.
Ma vi fa così strano che una persona non possa comprarsi tutto quello che esce e che vuole scegliere oculatamente come investire i propri soldi? O bisogna considerarsi degli accattoni perché si sta PAGANDO un servizio?Ma non è vero, siamo tutti consumatori per definizione. Se poi vogliamo fare la distinzione tra casual e hardcore gamer va bene, ma siamo consumatori di un prodotto, al di là di come lo interpretiamo.Questo è il problema
Non dovresti vederti come un consumatore di videogiochi, perchè implica una meccanicità alla base che per me non si può applicare all'intrattenimento e alle arti. Puoi essere un consumatore di uova di struzzo, ma non di videogames. Sei un consumatore O un gamer.