Io passai da 360 a PS3 e fu un passaggio bellissimo.
Uncharted, Killzone, Heavy rain, e tantissimi altri.
Ma c'erano tanti giochi su 360 mica male, e i multi giravano meglio.
Halo 3, gears of war era anche una novità, un tps fresco col suo sistema di coperture intuitivo, poi Alan Wake, the witcher 2, e ancora quelle che dovevano essere esclusive, o lo sono comunque state per un breve periodo, da bioshock a oblivion.
La 360 è stata una gran macchina per offerta software.
Ora, in un mondo ideale le esclusive sarebbero, magari, solo temporali. Tutti giocheremmo a tutto.
Nel mondo reale, della concorrenza, le esclusive servono a rafforzare senso di appartenenza al brand, a dare una identità alla macchina.
Phil Spencer, però, se da un lato sta offrendo qualcosa di unico con il Game Pass, costruendo un offerta vantaggiosa e un sistema in abbonamento, un servizio che probabilmente costituirà il futuro del Gaming (i servizi stanno vincendo su tutto, da Spotify a Netflix), dall'altro mostra lati negativi non di poco conto.
- Prima di tutto, il Game Pass elimina il mercato dell'usato. Saremo in balia di qualsiasi capriccio della casa madre, e orde di bimbiminkia si alzeranno difendendo quei lievi aumenti di prezzo che, tanto, ma sì, non contano, perché si tratta di pochi euro. Alcuni credono che il servizio non sia sostenibile, io invece credo tutto il contrario perché ingloba le quote perse con l'usato ed è proiettato verso aumenti futuri, già adesso. Da 10 euro al mese, a 12, a 14 e 99, e chissà.
- Il servizio sta trasformando i giochi in grandi servizi. Da sea of thieves dove si è chiesto ai giocatori di fare da beta tester e inventare le loro storie, passando per Gears 5, dove si è vista una quantità indecente di acquisti in game, perché tanto il gioco era già incluso nel pass. Arriviamo poi ad Halo che deve durare 10 anni, a forza Motorsport che è un rebrand della serie, da spremere chissà come e quanto (del resto le espansioni di fh4 se le è dimenticate qualcuno?), quindi con Everwild che probabilmente andrà sulla stessa falsa riga.
- C'è una completa perdita di identità nei possessori della console, divenuta ormai inutile. I giochi escono su PC, vengono trasferiti su altre piattaforme, tra poco usciranno su xcloud. La cosa comporta facilità di accesso ma anche scarso senso di appartenenza. Sarà possibile abbonarsi un mese una tantum tra 5 anni e spolparsi tutte le esclusive, a limite e in maniera residuale. Da ciò qualcuno crede che la cosa non sia sostenibile. Come si fidelizza qualcuno che può abbonarsi per poco tempo? Con offerte, con conversioni degli annuali, entrate costanti dalle terze parti. Ma l'offerta deve essere di qualità, giustamente, sennò crolla tutto come un castello di carte al primo aumento.
- Costruire la console più potente sul mercato è un controsenso da celodurismo americano, a cui si aggiungono le ultime menzogne di Spencer sul supporto a xbox one. Per assenza di giochi, non per altro.
Le possibili contromisure che potrebbero adottarsi:
- I giochi escono solo su next gen e puntano al massimo da subito. La programmazione della nuova generazione viene fatta per bene e non alla membro di segugio (punto perso, ormai è andata)
- i giochi sono dei single player di qualità, dei colossal da vendere e affittare tramite il servizio. Non sono solo delle sfide multiplayer a cazzo con i muscoli in evidenza di Gears of war, che hanno rotto un po' la minchia.
- il Game Pass viene ricondotto su binari ancora più sostenibili, con le esclusive che entrano nel catalogo dopo 6 mesi/un anno, per restarci fino all'uscita del seguito e favorire il riacquisto del prodotto vecchio.
- Il mondo console viene avvantaggiato rispetto a quello PC, per favorire l'acquisto delle console. Non per guadagnare dall'hardware, ma per legare l'utente al brand in maniera più efficace. I giochi xbox arrivano su PC dopo 6 mesi/1 anno.
- Viene eliminato il live gold, porti game pass e xcloud insieme a 10 euro. C'è una sostanziale identità tra game pass console e PC, grazie a xcloud.
- inizi a proporre nella tua piattaforma digitale la rivendita dell'usato digitale, stabilendo una tassa per transizione da cui guadagnare. Ogni utente è libero di determinare il prezzo dei giochi da vendere.
In Microsoft sono dei pezzenti che non capiscono un cazzo.