Eccomi!
Ma perchè cambi le parole?
Parlavamo del ragionare, il ragionamento è una prassi deduttiva che da delle basi giunge a una conclusione. Questo cammino del pensiero non è detto che debba essere ragionevole.
Comunque il fatto che con leggerezza cestini Agostino, Tommaso, Platone, Aristotele e famiglia dice già tutto di te. Non c'è molto da aggiungere.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Allucinato anche Galileo Galilei? Era cattolico, aveva fede. Poi i rapporti con la Chiesa sono un altro discorso (tanto la fede è una cosa personale), ma intanto era cattolico.
Niccolò Copernico, Leonardo da Vinci, André-Marie Ampere (cintura nera della scienza dell'elettromagnetismo) Marco Bersanelli, Gregor Johann Mendel (cintura nera della moderna genetica), eccetera, eccetera.
Tutti allucinati?
Stavolta l'hai davvero sparata grossa. Il tuo rancore t'ha tirato un brutto scherzo.
L'allegoria è una figura retorica che esprime un concetto con un'immagine. In questo caso le immagini sono degli ingredienti da cucina.
Cavolo, parlo con centinaia di persone e solo con te trovo un grandissimo problema di comunicazione. Ti attacchi alle singole parole con disperazione.
La fede non esclude la ragione, i due vanno esclusi dai singoli unicamente se si è visceralmente ostili ad entrambe, mostrando d'essere dei prevenuti patentati.
La fede teologale (tramite la grazia santificante) rivela *** nella propria vita.
È questa certezza di *** (che è personale!) che porta le persone a trattare "le cose di ***" (teologia).
Quando fai esperienza dell'amore di *** una delle cose che intendi bene è che quest'ultimo ha operato nella storia umana prima di te.
I giovani sopratutto s'informano, si documentano, fanno domande. Vogliono soddisfare la loro ragione. Questa viene soddisfatta e cosî facendo alimentano anche la loro fede.
A parte il fatto che visto quanto hai detto sopra non puoi davvero permetterti di fare lo sbruffone, ma poi guarda qua:
http://it.wikipedia.org/wiki/Calcolatrice#Calcolatrice_scientifica
Poi cosa fai tu nella tua vita non è che m'interessi.
D'altro canto non ho mai parlato di "matematici".
Semmai: Chen chiama marte.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
La frasetta che citi è prevenuta, non mi meraviglia tanto che tu la condivida.
Ma il non fare niente per troppo tempo (cosa che una persona non può fare, deve mangiare, bere... vivere) col tempo -scusa il gioco di parole- può diventare un danno per sè stesso, danneggiare sè stessi e il proprio corpo è un male, è peccato (il corpo è il tempio dello Spirito Santo).
No, significa tutto.
Se io invento uno strumento finalizzato al bene ma poi, più in là, sarà usato per un male, lo strumento resta pensato per il bene, ma l'uso alternativo che si concentra sul male sarà abuso.
Io a questo ho risposto almeno tre volte di fila nelle ultime pagine.
Puoi riscaldarla come preferisci, non è che cambi la mia risposta. E se non l'hai accettata prima, non l'accetterai neppure adesso.
Perchè riscriverla?
Diamine, detto da uno che butta nel cesso Parmenide, Platone e altri luminari della ragione fa rimanere perlplessi.
Quali scienziati e quali logici?
Troppo facile citare le intere categorie. E poi le conclusioni sono soggettive. Per quello che dicono i logici... a dire il vero a cominciare da Parmenide ci sarebbe da smentirti, almeno sul suo concetto d'Essere Assoluto.
Ma tu Parmenide me l'hai cestinato. Cestini chi ti conviene.
Poi ciò che è materia di fede è materia di fede. La fede è superiore alla ragione.
La ragione è un elemento naturale dell'Uomo che egli riceve innatamente.
La fede teologale è un'esperienza di natura divina che l'Uomo fa nell'arco della sua vita.
L'esistenza di *** può essere capita e accettata con la sola ragione.
Ciò che È materia teologica e dogmatica no, serve anche la fede. Senza però escludere la ragione.
No, ho fatto le mie precisazioni e tu o non hai voluto capirle, o non le hai capite.
*** non s'annulla, altrimenti non sarebbe ***.
Chiaro, è la Vita Somma perchè diavolo dovrebbe annullarsi? La sola idea è strettamente legata alla fragilità umana. *** non può per il semplice fatto che non pensa all'assurdità, perchè il pensare di *** è *** stesso. Cioè perfetto.
Ma devi metterti d'accordo su cosa vuoi parlare.
Se facciamo un discorso teologico è un conto, trattiamo *** come il Bene Sommo, con tutti i "missimi" necessari per far capire la sua completezza e perfezione.
Se facciamo un discorso metafisico allora trattiamo *** quale ente, quale Essere Assoluto. Per me possiamo anche mescolare le cose, va bene. Però se la cosa t'infastidisce devi dirlo che ci limitiamo unicamente alla filosofia.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif
Ma *** è sola pratica, non c'è teoria in Lui.
La teoria l'abbiamo noi perchè il nostro pensiero non è creatore.
Ma stai scherzando, spero?
Io non ho mai parlato d'allontanamento fisico, questo lo stai facendo tu.
Io ho detto che l'Uomo, occupando uno spazio e un tempo è soggetto alla storia cronologica. Perchè quando una persona non occupa più un tempo e uno spazio ed è nell'Eternità (cioè in ***) non potrà più peccare.
Tutto qua. Tre post per spiegarti una cosa che capirebbe chiunque.
Io non ho mai detto questo.
Io ho detto che amare *** davvero deve includere la libertà di scegliere, altrimenti non ha senso.
Ma il problema si pone tra l'Uomo e ***.
*** è Amore Sommo. Non ama, è amore. Non deve compiere l'atto d'amare, è amore. l'Essenza stessa dell'Amore include l'Amore per sè stesso che è unico ed eterno.
Poi che in sede privata o comune si dica "*** mi ama" è del tutto normale, è per rendere l'idea di ciò che si percepisce, dando alla frase una forma antropomorfica. Ma questo è un altro discorso.
Teologicamente parlando poi, Gesù - quale *** - ha avuto il suo momento (linguaggio biblico e quindi cronologico) di scelta tra *** (sè stesso) e il male, durante i 40 giorni passati nel deserto.
Ma forse è meglio chiudere qui il capitolo visto che ti da fastidio parlare di cose che concernono la fede.
No.
Se sei in *** la tua scelta l'hai già fatta. Sei in ***, nell'Essere Assoluto. Entri a far parte di lui.
Come detto sopra, il fatto di considerare di "cambiare idea" è una fragilità umana dettata dal pensiero teorico e non creatore.
T'avevo già accennato che non è che *** non può sradicare il male di principio, ma essendo *** ed essendo superiore al male ha preferito ricavare da esso un bene superiore.
Questo bene superiore lo capiremo nella sua totalità quando saremo nell'Eternità con Lui, dove ogni singola sofferenza vissuta in realtà terrena sarà considerata meno di una briciola di pane, se non fosse che essa ha saputo sprigionare amore.
Io non cambio le parole, sei tu che cambi idea di continuo. Prima dici una cosa, la difendi a spada tratta, poi ti contraddici, affermi l'opposto e lo difendi a spada tratta.:morris82:
Agostino e Tommaso che hanno detto di così essenziale? Sono due tappe importanti del pensiero umano, ma sono stati superati entrambi da un pezzo. D'altronde erano due apologeti di una religione impossibile, quindi non è che potevano fare una fine tanto diversa da quella che effettivamente hanno fatto.
Certo, Galilei era sentitamente e sinceramente cattolico, e quando rinnegò i suoi studi era contento perché lo faceva in nome del signore.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Dai, sii serio.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Non mi risulta che nessuno dei nomi che hai tirato in ballo sia mai stato un apologeta del cristianesimo, quindi che cosa c'entrano quei nomi? Tu sei talmente convinto della tua credenza, che riesci solo a immaginare che uno che creda in qualcosa sia per forza cattolico e schierato dalla parte della Chiesa. Tirare in ballo Galileo, poi, è proprio una schiocchezza gigantesca. Senza vergogna, eh?
La tua non era un'allegoria, ma un semplice esempio. L'allegoria deve contenere dei simboli, dei contenuti che in qualche modo rimandino al concetto letterale. Uova, farina e acqua non c'entrano assolutamente niente con fede, ragione e logica. Ma dove hai studiato?
La disperazione ce l'hai tu, se hai bisogno di mettere da parte la tua razionalità, per credere nell'incredibile. Non accusare me di essere disperato, perché non sono io quello timorato di ***. Che con i tuoi interlocutori tu non abbia problemi di comunicazione non mi sorprende; le persone si scelgono anche in base alle rispettive somiglianze.
La fede esclude la ragione perché porta a credere nell'irrazionale. È molto semplice.
Nessuno ha la certezza di ***, ma solo la convinzione di quella certezza. Ma questa convinzione, fino a prova contraria, non è diversa da quella di chi si dice assolutamente sicuro di aver visto i fantastmi, il mostro di Lochness, i lupi mannari e i vampiri. Sono cose inesistenti e incredibili, che dovrebbero restare nell'ambito della fantasia. E così è per le persone normali, poi però ognuno è libero di credere in quello che gli pare, senza però avanzare pretese farlocche su presunte superiorità morali.
Le informazioni che ci fornisce la scienza, ci portano a escludere il *** cristiano. Già detto un mucchio di volte: *** non può essere contemporaneamente onnisciente e onnipotente, quindi, anche ammesso che un *** esista davvero, di sicuro non è quello che pensi tu. Chi si rifiuta o non è in grado di capire queste cose, continua imperterrito a credere in quello che gli pare. E va benissimo, ma, ripeto, non bisogna lasciare a costoro la pretesa di essere nel giusto.
Hai detto che dovrei usare meno la calcolatrice perché ti avevo detto che sono un matematico, e io ti ho risposto che i matematici la calcolatrice non la usano quasi mai. Hai cannato, fattene una ragione, non c'è bisogno di inalberarsi così. Semplicemente non conosci la matematica e non sai come funzionano le cose in questa scienza.
La frase non è prevenuta, è la sacrosanta verità. Quando è una sola persona a dire di vedere morti che risorgono, vergini partorienti, unità trine, cibi che si trasformano in altri cibi etc., la gente la prende per pazza. Quando è una comunità intera a fare le stesse identiche cose, invece, si parla di religione. Non vedo perché le conslusioni dovrebbero essere prevenute, sono solo frutto di un ragionamento onesto.
Il non fare niente per troppo tempo può danneggiare, quindi stai ammettendo che il non farlo non per troppo tempo può non avere conseguenze. Hai sempre torto, girala come vuoi.
Se crei uno strumento per fare il bene ma quello strumento può fare anche il male, e tu sai che verrà usato per il male, allora lo fai apposta a generare il male. Sarebbe come se creassi una bomba come fuoco d'artificio per una festa, ma sapessi già in anticipo che quella bomba verrà usata per fare i peggiori mali del mondo. Creando lo stesso la bomba, mi farei artefice io stesso di quei mali. Invece, per evitare ciò, basterebbe o non creare la bomba o crearne una che non possa nuocere a nessuno.
Non è che butto nel cesso i grandi pensatori del passato, ma non ci si può rifare a ragionamenti vecchi di migliaia di anni, fatti sulle basi di conoscenze che confrontate con le nostre sono estremamente limitate. Bisogna prendere quei pensatori per quelli che sono: grandi per l'epoca, indispensabili per l'evoluzione del pensiero dell'uomo, ma ampiamente superati da pensatori successivi e dalla scienza in generale.
Quali scienziati? Per esempio il matematico e logico Piergiorgio Odifreddi, oppure l'etologo e biologo Richard Dawkins, che riassume perfettamente il problema così:
se *** è onnisciente, deve sapere in anticipo come modificherà il corso della storia usando la sua onnipotenza, ma ciò significa che non può cambiare parere e quindi che non è onnipotente. E c'è anche una poesia, di Karen Owens, che fa così:
Can omniscient God, who
Knows the future, find
The omnipotence to
Change His future mind?
Se usi la logica di duemila anni fa, per giustificare ***, è normale che le tue conclusioni siano superate in partenza. Viviamo nel XXI secolo, torna a stare con noi. Io non cestino Parmenide, lo hanno fatto gli scienziati. Ci sono cose che sono state già superate da un pezzo, non puoi vivere ancorato a concetti vecchi e anacronistici. Quel pensiero andava bene tanti anni fa, ma oggi dobbiamo rivedere tutto alla luce delle nuove conoscenza, che Parmenide non possedeva, anche se non per limiti suoi.
Le tue considerazioni tendono a glissare su una semplice domanda: *** può cambiae idea? Il tuo problema, lo capisco, è che indipendentemente dalla risposta, si dimostra che il tuo *** non può esistere. Per questo la ragione è ostativa della fede, che è irrazionale.
*** non dovrebbe annullarsi ma, essendo onnipotente, dovrebbe potersi annullare. Capisci la differenza tra potere e dovere? Tra il fatto che lui possa e che lui lo faccia?
Per me puoi parlare di *** anche usando le uova.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Tanto non sfuggi comunque ai risultati della logica, che escludono il tuo ***.
Ah, ora non hai mai parlato di allontanamento fisico? E allora che cavolo c'entrava lo spazio occupato, il fatto che l'uomo occupi spazio e *** no?//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif La morale non ha a che vedere con lo spazio, quindi semplicemente non puoi dare come risposta alla questione per cui *** possa o meno allontanarsi da sé, il fatto che non occupa uno spazio.
Appunto, amare *** deve includere la libertà di scegliere, ma *** non ce l'ha questa libertà.
Non mi dà fastidio parlare di fede, sono qui per questo. Sembra proprio che dia fastidio a te, invece, che sei l'unico ad aver asserito di voler smettere di parlarne. Forse perché capisci che certi ragionamenti smascherano la fede per quello che è, e ti senti colpito nel vivo? Dico davvero.
Dunque è come un quiz, la prima risposta è quella che conta? Se ho scelto ***, non posso più cambiare idea? E quindi non ho più il libero arbitrio, ovvero non ho più la possibilità di scegliere se amare o no, quello che tu hai chiamato una forma d'amore insignificante e squallido.
*** non può sradicare il male di principio (?)? E allora non è onnipotente.