Alert Religioni (Leggere il primo post prima di intervenire)

  • Autore discussione Autore discussione Staff
  • Data d'inizio Data d'inizio
Giusto per non portare in estinzione il topic:

 




ti ricordi che chiedevo il perchè i preti dovessero essere casti? ebbene, ho casualmente trovato una spiegazione in Kurt Flasch; Introduzione alla filosofia medievale. in sostanza dovrebbe derivare tutto dalla disputa intorno alla transustanziazione, risolta dal papa di allora autoritariamente decidendo che il pane diventava della stessa sostanza di Cristo; ragion per cui i preti che maneggiavano l'ostia non potevano mischiarsi con la donna, ritenuta ai tempi del medioevo ricettacolo di peccato e tentazione. ora questa è l'interpretazione che ho ricavato leggendo Flasch, anche se mi è sembrato di capire così dal testo; magari non sono colto abbastanza per capire i dettagli, ma sembrava voler dire proprio questo. il topic era chiuso, così ho pensato bene di mandarti un messaggio privato per approfondire la questione, e per avere un punto di vista di parte. grazie per un'eventuale risposta!

Ciao! 


Personalmente credo che la spiegazione di Kurt Flasch sia in contrasto con la realtà della dottrina cattolica.



A quei tempi (come pure molto prima e molto dopo, fino ai giorni nostri) si possono sollevare delle dispute teologiche ed esporre le proprie teorie, ma ciò non fa della disputa stessa un dogma o una certezza in materia di fede e di morale, neppure se a parlare è una persona autorevole o persino Santa (in quest'ultimo caso vedere teoria del limbo di S. Agostino, rimasta teoria e mai entrata a far parte della dottrina).


 


I motivi teologici per cui i preti cattolici romani non possono sposarsi sono i seguenti:


 


- Il sacerdote è chiamato a essere a totale disposizione di Cristo, a tal punto da esserlo sia in testimonianza, sia nella carica ministeriale (la famosa:
persona in Christi, ed è con questa autorità -ricevuta in grazia e non guadagnata- che il presbitero può assolvere i peccati per mezzo della Confessione);

 


- Il sacerdote vive per la Chiesa, quindi per il prossimo. Deve poter amare tutti allo stesso modo e liberamente, senza vincoli matrimoniali. Esattamente come ha fatto Cristo;


 


- Il sacerdote fa la promessa di celibato anche in risposta alla saggezza di S. Paolo:
“Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore” (1 Cor 7,32);

 

 


Le spiegazioni di Flasch io le ritengo errate. Errato in primis perchè fare l'amore con la propria moglie è un comportamento santo, oltre che un dovere. E la donna, anche a quei tempi (in tutti i tempi, a dire il vero), non è mai stata vista dalla Chiesa ricettacolo di peccato. Anche perchè l'unico essere umano non divino che non ha mai riscontrato il peccato (in nessuna sua forma) è proprio una Donna (Maria, la madre di Gesù).


 


Inoltre, tieni presente che nella Chiesa cattolica orientale si ordinano come sacerdoti uomini sposati.



Ci sono preti che sono regolarmente sposati con una donna (anche ex preti anglicani convertiti, o protestanti), col permesso straordinario della Santa Sede (proprio perchè il vincolo matrimoniale è cosa santa).


 


C'è in giro il topic religioso aperto, se mi dai il permesso posto tutto là.
//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/winks.gif

 

 

 


-----------

Come hanno già detto, il parto non è uno starnuto. Non è come quando ti esce il pollo dal forno a microonde, tiri fuori, chiudi il forno ed è come se nulla fosse.
E a parte questo: quel bambino non ha deciso "così per caso" di formarsi nella pancia della madre. è la madre che attraverso l'atto sessuale decide di crearlo.

Quindi in poche parole sono i genitori che "creano" quella vita. In questo senso credo che la CREATURA appartenga al CREATORE.

Non capisco gli esempi sul fegato e altri organi: l'unica differenza sta nel fatto che il feto non è sempre presente e non contribuisce per la vita della madre, anzi:

il feto è quasi come un parassita, sfrutta le energie della madre per crearsi. Credo che la madre un po' di diritti ce l'abbia.

Poi vabbè, tu il parto lo vedi come "Uno che VUOLE venire alla vita", io lo vedo come un semplice processo genetico che porta alla creazione finale di un essere umano, semplice.

Un uovo non è un pollo.

Un seme non è un albero.

Un embrione non è una persona fatta e completa. Potrà esserlo.

Poi sei libero di vederla come mi pare
emoticons_dent1005.gif
Questa risposta la leggo solo ora.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif


Brevemente: noi non creiamo nulla. Mia madre non mi ha creato. L'Uomo non crea. Nel linguaggio comune diciamo al massimo che "procrea".



Ci mette la sua sacrosanta partecipazione, insomma. Ma non crea, in quanto gli elementi ce li ha già (ad esempio: io non creo una casa, semmai la costruisco. Perchè i mattoni, il cemento, le tegole, gli assi eccetera sono materiali già presenti, non ne sono l'autore).


Poi devi stare attento con i ragionamenti. Se dici: Quindi in poche parole sono i genitori che "creano" quella vita. In questo senso credo che la CREATURA appartenga al CREATORE


fai un autogol, perchè dici che tua madre e tuo padre (che ritieni siano i tuoi creatori, e di conseguenza tu la loro creatura) sono i tuoi proprietari. Tu appartieni a loro e quindi loro potrebbero decidere sulla tua vita... sempre; ti mandano all'asilo, ti fanno fare le elementari e poi, appena non ti sopportano quando sei in pubertà, ti eliminano perchè dai troppe noie. Non sarebbe accettabile anche solo per puro buonsenso.

 


I tuoi esempi poi sono errati.


 


Il seme non è un albero esattamente come uno spermatozoo non è un uomo. Un uovo non è un pollo esattamente come un ovulo non è un uomo (infatti sia l'
ovulo, sia l'uovo sono solo dei gameti [dello stesso carattere, tra l'altro; solo di specie diverse. Sarà per questo che hanno il nome moolto simile?
emoticons_dent1005.gif
] e non dei zigoti)

L'embrione è già un essere umano.

 




Poi sei libero di vederla come mi pare
Come pare a me, semmai.
250978_ahsisi.gif


 
Ultima modifica da un moderatore:
una domanda per chen, a tema strettamente sessuale: la contraccezione. In che modo si pecca nella contraccezione "a prevenire"? Come ad esempio il preservativo o la pillola anticoncezionale, ovvero "prevenendo" il concepimento? Inoltre volevo chiedere se l'unione sessuale è un dovere se e solo se in funzione della procreazione oppure ci sono spazi di libertà che rientrano in una certa educazione all'atto, per così dire?

PS: E volendo esagerare con la pignoleria, so che gli Ebrei hanno una visione diversa del sesso, in che cosa è diversa dalla nostra e perchè è diversa? Dove c'è biblicamente il "bivio" Cristiani-ebrei sull'argomento?

 
Ultima modifica da un moderatore:
una domanda per chen, a tema strettamente sessuale: la contraccezione. In che modo si pecca nella contraccezione "a prevenire"? Come ad esempio il preservativo o la pillola concezionale, ovvero "prevenendo" il concepimento? Inoltre volevo chiedere se l'unione sessuale è un dovere se e solo se in funzione della procreazione oppure ci sono spazi di libertà che rientrano in una certa educazione all'atto, per così dire?

PS: E volendo esagerare con la pignoleria, so che gli Ebrei hanno una visione diversa del sesso, in che cosa è diversa dalla nostra e perchè è diversa? Dove c'è biblicamente il "bivio" Cristiani-ebrei sull'argomento?
A questo punto aggiungo, per pura curiosità, praticare sesso orale è peccato?

 
una domanda per chen, a tema strettamente sessuale: la contraccezione. In che modo si pecca nella contraccezione "a prevenire"? Come ad esempio il preservativo o la pillola anticoncezionale, ovvero "prevenendo" il concepimento? Inoltre volevo chiedere se l'unione sessuale è un dovere se e solo se in funzione della procreazione oppure ci sono spazi di libertà che rientrano in una certa educazione all'atto, per così dire?

PS: E volendo esagerare con la pignoleria, so che gli Ebrei hanno una visione diversa del sesso, in che cosa è diversa dalla nostra e perchè è diversa? Dove c'è biblicamente il "bivio" Cristiani-ebrei sull'argomento?
Allora, sarò breve...//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif

La contraccezione preventiva (come qualsiasi contraccezione, del resto) è una manipolazione della sessualità che porta la persona ad essere arbitra del disegno divino (esattamente come precisa l'Umanae Vitae di Paolo VI).

L'Humanae Vitae (che t'invito caldamente di leggere, perchè potrebbe interessarti) descrive così l'amore coniugale:

8. L’amore coniugale rivela massimamente la sua vera natura e nobiltà quando è considerato nella sua sorgente suprema, ***, che è "Amore", che è il Padre " da cui ogni paternità, in cielo e in terra, trae il suo nome ". Il matrimonio non è quindi effetto del caso o prodotto della evoluzione di inconsce forze naturali: è stato sapientemente e provvidenzialmente istituito da *** creatore per realizzare nell’umanità il suo disegno di amore. Per mezzo della reciproca donazione personale, loro propria ed esclusiva, gli sposi tendono alla comunione delle loro persone, con la quale si perfezionano a vicenda, per collaborare con *** alla generazione e alla educazione di nuove vite. Per i battezzati, poi, il matrimonio riveste la dignità di segno sacramentale della grazia, in quanto rappresenta l’unione di Cristo e della chiesa.

 




Se avveleniamo il corpo della donna con la pillola (perchè la contraccezione orale ha parecchi effetti collaterali psicologi e fisici, vedere: La contraccezione. Fondamenti scientifici di Adriano Ros), il rapporto non è di totale donazione di sè all'altro e c'è il desiderio di chiudersi alla vita, come puoi allo stesso tempo "collaborare con *** alla generazione e all'educazione di nuove vite"?




Non puoi. Se non puoi hai una mancanza, una pecca (peccato). Compi un atto che ti fa mancare una bella relazione con *** e snaturi il matrimonio che di per sè è una nuova alleanza proprio con ***.


Forse un ateo questo potrebbe anche permetterselo (anche se le conseguenze valgono per tutti), un cristiano direi proprio di no. Non c'è niente di più pungente di un allontanamento da ***, per un cristiano.



In termini teologici quindi il problema sta a monte. L'uso del preservativo e l'uso della pillola sono i sintomi, la malattia è ciò che porta la coppia a non volersi fidare di ***.



Perchè devi tenere presente che mettere al mondo un figlio, o almeno aprirsi alla possibilità di diventare padre/madre, è forse l'atto di fiducia verso il futuro più grande che una persona umana possa fare.


 


Se il tuo futuro lo affidi totalmente a *** (fede) il problema non si pone, fare diversamente non aiuta (e lede) un rapporto profondo col divino.


 


Il problema di ordine morale però vale per tutti:


 


Gli uomini retti potranno ancora meglio convincersi della fondatezza della dottrina della chiesa in questo campo (cioè quello delle conseguenze dei metodi di regolazione artificiale della natalità, ndr), se vorranno riflettere alle conseguenze dei metodi di regolazione artificiale delle nascite. Considerino, prima di tutto, quale via larga e facile aprirebbero così alla infedeltà coniugale ed all’abbassamento generale della moralità. Non ci vuole molta esperienza per conoscere la debolezza umana e per comprendere che gli uomini - i giovani specialmente, così vulnerabili su questo punto - hanno bisogno d’incoraggiamento a essere fedeli alla legge morale e non si deve loro offrire qualche facile mezzo per eluderne l’osservanza. Si può anche temere che l’uomo, abituandosi all’uso delle pratiche anticoncezionali, finisca per perdere il rispetto della donna e, senza più curarsi del suo equilibrio fisico e psicologico, arrivi a considerarla come semplice strumento di godimento egoistico e non più come la sua compagna, rispettata e amata.

 


Nell'enciclica, Paolo VI fa anche notare di essere ben cosciente che per vari motivi (economici, ad esempio) non ci si può permettere di avere un figlio subito.



Per questo motivo parla di
Liceità del ricorso ai periodi infecondi.

Infatti:

Ora, alcuni si chiedono: nel caso presente, non è forse razionale, in circostanze così complesse, ricorrere al controllo artificiale delle nascite, se con ciò si ottiene l’armonia e la quiete della famiglia e migliori condizioni per l’educazione dei figli già nati? A questo quesito occorre rispondere con chiarezza: la chiesa è la prima a elogiare e a raccomandare l’intervento dell’intelligenza in un’opera che così da vicino associa la creatura ragionevole al suo creatore, ma afferma che ciò si deve fare nel rispetto dell’ordine da *** stabilito. Se dunque per distanziare le nascite esistono seri motivi, derivanti dalle condizioni fisiche o psicologiche dei coniugi, o da circostanze esteriori, la chiesa insegna essere allora lecito tener conto dei ritmi naturali immanenti alle funzioni generative per l’uso del matrimonio nei soli periodi infecondi e così regolare la natalità senza offendere minimamente i principi morali che abbiamo ora ricordato. La chiesa è coerente con se stessa, sia quando ritiene lecito il ricorso ai periodi infecondi, sia quando condanna come sempre illecito l’uso dei mezzi direttamente contrari alla fecondazione, anche se ispirato da ragioni che possano apparire oneste e gravi. Infatti, i due casi differiscono completamente tra di loro: nel primo caso i coniugi usufruiscono legittimamente di una disposizione naturale; nell’altro caso essi impediscono lo svolgimento dei processi naturali. È vero che, nell’uno e nell’altro caso, i coniugi concordano con mutuo e certo consenso di evitare la prole per ragioni plausibili, cercando la sicurezza che essa non verrà; ma è altresì vero che soltanto nel primo caso essi sanno rinunciare all’uso del matrimonio nei periodi fecondi quando, per giusti motivi, la procreazione non è desiderabile, usandone, poi, nei periodi agenesiaci a manifestazione di affetto e a salvaguardia della mutua fedeltà. Così facendo essi danno prova di amore veramente e integralmente onesto.


Quindi, come potrai notare, scuse vere non ce ne sono per usare strumenti contraccettivi. Anzi, fare come insegna la Chiesa oltre che più bello, più nobile e più gratificante, è anche più costruttivo nell'amore di coppia.


 


I doveri coniugali... sono dei doveri, come dice la parola stessa, ma non per forza a fini procreativi.



Con questo non sto dicendo che la finalità procreativa vada eliminata, ma non dev'essere l'unico scopo per cui si fa l'amore con la propria donna. C'è quindi un significato
procreativo e unitivo (per l'unificazione della coppia).

 


Riguardo al tuo PS, bisogna dire che l'Ebraismo (almeno quello ortodosso) è rimasto al Libro del Levitico (Lv 18,6-23)
dove ben spiega i precetti di carattere sessuale.

 




Nessuno si accosterà a una sua consanguinea, per scoprire la sua nudità. Io sono il Signore.


7Non scoprirai la nudità di tuo padre né la nudità di tua madre: è tua madre; non scoprirai la sua nudità. 8Non scoprirai la nudità di una moglie di tuo padre; è la nudità di tuo padre. 9Non scoprirai la nudità di tua sorella, figlia di tuo padre o figlia di tua madre, nata in casa o fuori; non scoprirai la loro nudità.


10Non scoprirai la nudità della figlia di tuo figlio o della figlia di tua figlia, perché è la tua propria nudità. 11Non scoprirai la nudità della figlia di una moglie di tuo padre, generata da tuo padre: è tua sorella, non scoprirai la sua nudità. 12Non scoprirai la nudità della sorella di tuo padre; è carne di tuo padre. 13Non scoprirai la nudità della sorella di tua madre, perché è carne di tua madre. 14Non scoprirai la nudità del fratello di tuo padre, avendo rapporti con sua moglie: è tua zia. 15Non scoprirai la nudità di tua nuora: è la moglie di tuo figlio; non scoprirai la sua nudità. 16Non scoprirai la nudità di tua cognata: è la nudità di tuo fratello.


17Non scoprirai la nudità di una donna e di sua figlia. Non prenderai la figlia di suo figlio né la figlia di sua figlia per scoprirne la nudità: sono parenti carnali. È un'infamia. 18Non prenderai in sposa la sorella di tua moglie, per non suscitare rivalità, scoprendo la sua nudità, mentre tua moglie è in vita.


19Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l'impurità mestruale.


20Non darai il tuo giaciglio alla moglie del tuo prossimo, rendendoti impuro con lei.


21Non consegnerai alcuno dei tuoi figli per farlo passare a Moloc e non profanerai il nome del tuo ***. Io sono il Signore.


22Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole.


23Non darai il tuo giaciglio a una bestia per contaminarti con essa; così nessuna donna si metterà con un animale per accoppiarsi: è una perversione.

I cristiani sono andati "avanti" (perchè seguaci di Cristo, ovviamente), e hanno S. Paolo (nelle Sacre Scritture, quindi Parola di ***) che vede il corpo umano come "il tempio dello Spirito Santo", con i successivi insegnamenti della Chiesa.

Ma tra Cristianesimo ed Ebraismo il sesso ha differenze abbastanza minime, le fondamenta sono le medesime.

 




A questo punto aggiungo, per pura curiosità, praticare sesso orale è peccato?
Qui il capitolo è davvero vasto e molto delicato.

 


Ti dirò, sul fattore "sesso orale" avrò parlato per un paio di orette con il mio professore di teologia morale.
//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Di per sè la Chiesa cattolica dice quello che deve dire, ovvero che qualsiasi atto matrimoniale (quilibet matrimonii usus) deve rimanere aperto alla trasmissione della vita.

Da qua non bisogna scappare.

Quindi il sesso orale non può essere protagonista dell'atto in sè. E anche su questo siamo certi.

 


Il problema è che il sesso orale può essere usato per fini egoistici (ma questo anche il sesso in generale, pure con la propria moglie). La strumentalizzazione della donna non è mai concessa, esattamente come non è concessa quella dell'uomo.



Di per sè alcuni manuali di morale (medievali!) già approvavano il sesso orale (in particolare il fellatio) per favorire la "meccanica dell'atto" (
l'uomo necessita dell'inturgidimento del membro, la donna necessita dell'auto-lubrificazione).

 


In altre parole, non è l'atto in quanto tale che andrebbe messo in discussione, ma la finalità e la relazione che corre nei confronti del partner.


 


Il professore (che è pure frate) era d'accordo con me sul fatto che se il sesso orale non è il fine ultimo e non è l'atto principale, e viene fatto come conseguenza dell'assoluto amore del partner (che comprende l'amare tutto di lui, quindi anche tutto il corpo), non c'è peccato.


 

 


Insomma, bisogna tenere presente questo:
“Perché questa è la volontà di ***: la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e di libidine, come i pagani che non conoscono ***; che nessuno offenda o inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose, come già vi abbiamo detto e attestato. *** non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme, non disprezza un uomo, ma *** stesso, che ci dona il suo santo Spirito” (1 Tess 4,3-8).

Spero di essere stato abbastanza chiaro con entrambi. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/smile.png

 
Ultima modifica da un moderatore:
si molto chiaro ti ringrazio (in verità ho imbrogliato perchè nel frattempo mi ero spulciato la humanae vitae) sono ancora un po' dubbioso per quanto riguarda l'ebraismo, più che altro perché ricordo la testimonianza abbastanza progressista di Sorrow a riguardo //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif Vedo di informarmi un po' per conto mio

 
scientology mi fa sempre riconsiderare due importanti fattori dell'umana stirpe, il primo: quanto si possa essere stronzi.

Il secondo, quanto si possa essere deboli //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/rana.png

 
lezione di religione, 3° ora......

cazzeggiando e "ascoltando" la prof...:"perché, sapete, l'illuminismo ha discriminato la religione, e poi, con la ragione, il razional-socialismo, si è visto cos'è successo..."

//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif:sisi://content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif lo so, lo so....ne esiste tanta di gente così? quando, l'ha settimana scorsa, ha detto che i cristiani sono gente normale, che non si nota un cristiano tra la folla(che poi vai in un paese orientale e sappimi dire se non ti notano), oppure che un ateo che si comporta bene è come un cristiano, mi ha fatto ridere. ma penso abbia passato il segno... ed era la seconda lezione...

 
lezione di religione, 3° ora......cazzeggiando e "ascoltando" la prof...:"perché, sapete, l'illuminismo ha discriminato la religione, e poi, con la ragione, il razional-socialismo, si è visto cos'è successo..."

//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif:sisi://content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif lo so, lo so....ne esiste tanta di gente così? quando, l'ha settimana scorsa, ha detto che i cristiani sono gente normale, che non si nota un cristiano tra la folla(che poi vai in un paese orientale e sappimi dire se non ti notano), oppure che un ateo che si comporta bene è come un cristiano, mi ha fatto ridere. ma penso abbia passato il segno... ed era la seconda lezione...
Da quando la gente non crede più alle sciocchezze della religione cominciano a fare le vittime, il secolarismo, l'individualismo, le lobby ghei...nel mondo arabo stanno vivendo il nostro medioevo per cui ci metteranno ancorà un bel pò ma io penso che in 100 anni la religione crisiana diventerà storia o alla stregua di qualche superstizione.

 
an, e ho dimenticato di dire che: "gli atei in verità sono pochi, ma controllano i mass media e sembrano di più":rickds::rickds::rickds:

 
"perché, sapete, l'illuminismo ha discriminato la religione, e poi, con la ragione, il razional-socialismo, si è visto cos'è successo..."
detto così è banalizzato ma non è che abbia tutti i torti, alla base dei nazionalismi, o più precisamente del nazionalismo tedesco, ci sono trattati e controtrattati di razionalismo biologico, e -paradossalmente- di evoluzionismo. Certo è davvero stupido dare tutta la colpa alla sorgente se l'acqua alla foce risulta sporca, ma non si può nemmeno far finta che alcune premesse non ci fossero fin dal principio...sarebbe come negare che da una religione possa scaturire fanatismo (tanto per restare in tema //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif)

 
Ultima modifica da un moderatore:
Scientology è una religione? Da quando? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Negli Stati Uniti lo é ufficialmente, in altri Stati non so. In ogni caso le sette sono di fatto delle religioni.

 
ho voglia di parlare per assoluti. parliamo per assoluti

secondo l'ontologia(lo studio dell'essere, quindi essere non-essere), una cosa è reale quando viene espressa col linguaggio, quindi, se *** viene espresso col linguaggio, esiste. il punto è, se qualcuno riesce ad esprimerlo correttamente, e non dico di saperlo fare, *** esiste. ora, la domanda che vi pongo è: cos'è ***? non come è stato usato, quando è cambiata l'idea di ***, NO.

Cos'è ***?

edit: l'ontologia "parmenidea"

 
Ultima modifica da un moderatore:
ho voglia di parlare per assoluti. parliamo per assolutisecondo l'ontologia(lo studio dell'essere, quindi essere non-essere), una cosa è reale quando viene espressa col linguaggio, quindi, se *** viene espresso col linguaggio, esiste. il punto è, se qualcuno riesce ad esprimerlo correttamente, e non dico di saperlo fare, *** esiste. ora, la domanda che vi pongo è: cos'è ***? non come è stato usato, quando è cambiata l'idea di ***, NO.

Cos'è ***?

edit: l'ontologia "parmenidea"
Anche se qua siamo nella filosofia più che nella teologia (vera "materia" da religione) la risposta più ovvia (ovvia, non banale) e corretta è:

 


L'Essere Assoluto.


 


Ovvero, Colui che ha in sè la ragion d'essere ed è essere a tutti gli effetti (l'Essere può essere uno solo, due Esseri si annullano dal momento che uno
non è l'altro [l'essere non può non essere]).


I componenti della Creazione (cioè noi, ad esempio) non sono essere, bensì
hanno l'essere.

 


Per Parmenide o si è essere, oppure non si è essere (e allora non si esiste).



Per Parmenide l'essere non può avere un moto ("se io
sono qua non sono là", l'essere non può non essere), non può essere più di uno (l'abbiamo visto), non può nascere o morire (se prima non ero e ora sono vado nuovamente contro il concetto, pure se ora esisto e poi non esisterò più), nè migliorarsi (se è essere è tutto immutabilmente).


I singoli uomini quindi sarebbero una specie di illusione, qualcosa di non esistente in quanto privi di essere.



Invece Platone, dopo un lungo periodo di scacco da parte del suo "padre (culturale) terribile -come lo definiva lui-", smontò l'estremismo dicendo che ciò che non è essere non per forza è non essere, potrebbe invece trattarsi di qualcosa di diverso dall'essere.



Più avanti si parlerà dell'Essere (***) che dà l'essere a ciò che noi conosciamo.


 


Per cui l'Essere dà l'essere; ma se smette di esistere l'Essere, non c'è più niente. Se per assurdo *** non è più in Italia, l'Italia non esiste più.



Per capire questo concetto potrei fare un esempio.



Io sto parlando (quindi muovo la bocca e produco un suono). Se io non esisto più, il mio parlare esisterà ancora?



No.



Bene, più o meno (
molto più o meno, è solo un esempio, ripeto) è lo stesso.

 




 
Ultima modifica da un moderatore:
mi sto informando sul buddismo (più come filosofia che come religione) e volevo chiedere se conoscete qualche libro che ne parla e poi pareri da qualcuno, magari buddista...

 
mi sto informando sul buddismo (più come filosofia che come religione) e volevo chiedere se conoscete qualche libro che ne parla e poi pareri da qualcuno, magari buddista...
DALAI LAMA / GOLEMAN, Daniel: "EMOZIONI DISTRUTTIVE, Liberarsi dai tre veleni della mente: rabbia, desiderio e illusione - Con i contributi di: Richard J Davidson, Paul Ekman, Mark Greenberg, Owen Flanagan, Matthieu Ricard, Jeanne Tsai, il Venerabile Somchal Kulasacitto, Francisco J.Varela, B. Alan Wallace e Thupten Jinpa" - Mondadori, 2003

Eccezionale relazione di un convegno a cui parteciparono scienziati e psicologi, invitati dal Kundun a convogliare le proprie esperienze e ricerche per la costruzione di una nuova metodologia di approccio all'essere umano, e dove si vede come Oriente e Occidente possono mettere a disposizione i migliori risultati conseguiti per una crescita individuale e collettiva.

Basta fare una piccola ricerca sui relatori per capire l'importanza di questo convegno internazionale, uno di alcuni già organizzati.

Oltre i testi del maestro D. T. Suzuki e quelli del monaco Hanh, di cui ti avevo già accennato, aggiungo:

"LO SPECCHIO DIVINO, Studio sullo yin e yang e la religione Shinto" M. NAHUM STISKIN (bellissimo testo di shintoismo che non è buddismo ma, per te che sei interessato di Giappone, fondamentale per una migliore comprensione delle radici religiose giapponesi su cui si è innestato il resto).

"IL VERO ZEN", di Taisen DESHIMARU

"IL LIBRO TIBETANO DEI MORTI (Bardo Todol)"

"SHAMBALA, la via sacra del guerriero' ", di Chogyam TRUNGPA

I testi di Tarthang TULKU

... e c'è molto altro ma mi pare che, per ora, tra i testi che ti ha passato Chen e quelli che ti ho scritto ora, piccolo Thorin, tu abbia da fare per un po' :cat:

 
La notizia fantastica è che il papa ha deciso di lanciare i suoi messaggi di odio e intolleranza proprio in occasione della Giornata della pace! Ecco come si esprime sulle relazioni omosessuali e i matrimoni gay.

Papa: “I matrimoni gay sono una ferita alla giustizia e alla pace”

“un’offesa contro la verità della persona umana”
“una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”
Ma poi arriva l’apoteosi dell’incoerenza!

“Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita”
Ci vogliamo ricordare che il Vaticano è stato l’unico paese a opporsi alla risoluzione della Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite che mirava a porre fine alle discriminazioni e alle violenze contro la comunità LGBT? Si chiedeva la depenalizzazione dell’omosessualità in quei pasesi in cui, appunto, era considerata un reato. Come in Iran, dove si viene ancora condannati a morte per questo! E come ha risposto, in quell’occasione, il Vaticano? Che essere contro l’omosessualità è un diritto umano fondamentale!

“La gente viene attaccata perché prende posizione contro le relazioni fra persone dello stesso sesso… quando esprimono dei pareri del tutto normali basati sulla natura umana vengono stigmatizzati, e ancor peggio, perseguitati e sviliti. Questi attacchi sono una chiara violazione dei diritti umani fondamentali e non possono essere giustificati in nessun caso… Questo vittimismo furbo vorrebbe far passare per martiri i carnefici. Nessuno nega il diritto alla libera opinione, ma quando si pretende di scendere nell’agone politico, ingerendo nelle legislazioni statali e condizionando le scelte politiche degli stati, si deve essere pronti a ricevere delle legittime critiche, senza invocare una “lesa maestà” che suona grottesca.”
Arcivescovo Silvano Tomasi, dell’Osservatorio Permanente del Vaticano presente alle Nazioni Unite
Sì, è incredibile. Loro lamentano ingerenze nelle legislazioni statali e condizionamenti delle scelte politiche degli stati. Loro.

E poi, la ciliegina sulla torta.

Papa benedice promotrice legge che prevede pena di morte per gay in Uganda

Il papa ha ricevuto a San Pietro (a casa sua) Rebecca Kadaga, portavoce del parlamento dell'Uganda. La stessa persona che si sta battendo per l'approvazione di una legge contro l'omosessualità nel suo paese, affinché sia possibile condannare a morte chi si macchierà del crimine di omosessualità. Una legge che la Kadaga vorrebbe realizzare come "un regalo di Natale" per il suo popolo. Il papa Benedetto XVI le ha dato la sua personale benedizione. Questo nella Giornata della pace.

“Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita”
Quanta coerenza, quanto amore, quanta cristianità.

 
Pubblicità
Pubblicità
Indietro
Top