PS5 Resident Evil Requiem | Disponibile

  • Autore discussione Autore discussione zaza50
  • Data d'inizio Data d'inizio
A me la natura nè carne nè pesce del gioco ha dato un pò fastidio in prima run, ma dopo aver capito com'era la torta, mi sono ritrovato a rimangiarla più volte, ho fatto 5 run.
Spero comunque che un futuro capitolo abbia una direzione più precisa.
Molti elogiano la parte di Grace, che sicuramente per certi versi è la migliore, ma comunque non rappresenta quello che di solito offre la saga, perchè non c'è evoluzione nel gameplay. E' vero che tutta l'idea del sangue da usare per creare risorse offre profondità al gameplay, ma si nota che dal punto di vista delle armi non si va mai oltre una certa soglia, perchè QUEL lato è esclusiva di Leon.
Mentre nei vecchi Resident Evil partivi con una pistola o un coltello, ma mano a mano recuperavi equipaggiamento sempre più pesante e affrontavi creature più cattive di conseguenza. Questo in Grace manca, mentre hanno inserito fin troppi nemici da cui scappare per i miei gusti, anche se in realtà molti li puoi accoppare comunque.

Spezzo una lancia per il gameplay di Leon che è divertimento puro, e forse lo si apprezza ancora di più in Leon deve morire.
 
I problemi stanno comunque nei soggetti che ancora sono scritti internamente da Capcom, per quanto le sceneggiature vengano poi scritte da occidentali. Ma in particolare questa americanizzazione nella scrittura si nota in un dettaglio di RE3 in cui il railgun originariamente chiamato Spada di Paracelso, nome parecchio evocativo, diventa FINGER così da poter fare l'allusione al dito medio perché gli scrittori americani vogliono fare i simpatici

Che venisse espansa e curata meticolosamente c'è da discuterne. Da Code Veronica in poi la direzione della storia prende una piega completamente diversa rispetto alla trilogia iniziale e sono iniziati a cicciare fuori villain con mire di conquista globale, superpoteri e mutazioni a comando. Le influenze da tokusatsu, genere da cui Sugimura proviene, cominciano a farsi sentire da lì. Capcom avrebbe fatto meglio rendere la serie un'antologia dopo RE3 perché non sono stati minimamente in grado di creare una trama che si protrae per le lunghe mantenendo coerenza stilistica e senza scadere nel ridicolo
Sì, sono d'accordo, bella questa curiosità del "Finger" non la conoscevo.
Sapevo che, quando Cap registrò i mocap di RE2r, gli attori coinvolti, americani, si rifiutarono di girare alcune scene del gioco, o comunque ne chiesero una parziale riscrittura. Alcune scene mostravano Claire troppo fredda nei confronti di Sherry, misero bocca sulla direzione drammatica. Immagino la faccia dei tizi di Capcom che si sentirono lamentele da gente che non conta niente.

Visto che siamo in tema, questa chiacchierata magari potrebbe essere interessante, è una grande

PUNTO A CAPO della saga, ci perdiamo in tutto :D

 
Sì, sono d'accordo, bella questa curiosità del "Finger" non la conoscevo.
Sapevo che, quando Cap registrò i mocap di RE2r, gli attori coinvolti, americani, si rifiutarono di girare alcune scene del gioco, o comunque ne chiesero una parziale riscrittura. Alcune scene mostravano Claire troppo fredda nei confronti di Sherry, misero bocca sulla direzione drammatica. Immagino la faccia dei tizi di Capcom che si sentirono lamentele da gente che non conta niente.

Visto che siamo in tema, questa chiacchierata magari potrebbe essere interessante, è una grande

PUNTO A CAPO della saga, ci perdiamo in tutto :D



Fossi il direttore creativo del gioco, gli avrei detto: "la scena è questa, la porta è quella se non ti sta bene, non sei Marlon Brando, tu fai il cazzo che dico io".
Col remake del 2 secondo me un po' gli hanno tenuto testa perché i personaggi mantengono bene o male elementi della caratterizzazione originale. Col remake del 3 hanno palesemente abbozzato col capo chino, tra Jill con una caratterizzazione completamente diversa e Carlos che passa da mercenario testa calda che se la sente calla ma è fondamentalmente un cazzone che crolla sotto pressione a simp che ancora un po' replica "YAS QUEEN" se Jill scoreggia. Anche il fatto che nessuno dei personaggi prenda sul serio Nemesis per me è chiaramente un input da parte loro
 
Fossi il direttore creativo del gioco, gli avrei detto: "la scena è questa, la porta è quella se non ti sta bene, non sei Marlon Brando, tu fai il cazzo che dico io".
Col remake del 2 secondo me un po' gli hanno tenuto testa perché i personaggi mantengono bene o male elementi della caratterizzazione originale. Col remake del 3 hanno palesemente abbozzato col capo chino, tra Jill con una caratterizzazione completamente diversa e Carlos che passa da mercenario testa calda che se la sente calla ma è fondamentalmente un cazzone che crolla sotto pressione a simp che ancora un po' replica "YAS QUEEN" se Jill scoreggia. Anche il fatto che nessuno dei personaggi prenda sul serio Nemesis per me è chiaramente un input da parte loro
Hai mai letto o sentito le interviste dei registi giapponesi che hanno lavorato negli Stati Uniti? Molti di loro hanno vissuto esperienze a dir poco agghiaccianti. Un esempio lampante è Takashi Shimizu. Durante le riprese dei remake americani di Ju-On (The Grudge), si è trovato in situazioni assurde, con attori come Sarah Michelle Gellar che interrompevano il set per spiegargli come avrebbe dovuto girare le scene. Per la mentalità giapponese, questo approccio è semplicemente irricevibile. In Giappone il lavoro di squadra è schematico, organizzato e rigorosamente puntuale. Esiste una gerarchia sacra: l'idea che un sottoposto o un collaboratore possa interrompere il regista per dargli consigli è inconcepibile. Questo scontro culturale è rappresentato perfettamente in Shin Godzilla, dove un parlamentare viene duramente rimproverato solo per aver preso la parola sul problema Godzilla senza averne la facoltà.
A causa di questa totale divergenza di metodi, i creativi giapponesi provano spesso una forte insofferenza verso il modo di lavorare occidentale. Di solito preferiscono vendere i diritti delle loro opere (come successo con One Piece) e rimanere fuori dal processo artistico, anche se autori come Eiichiro Oda hanno comunque dovuto imporre paletti rigidissimi per tutelare l'opera. Il fulcro del problema è che mentre l'industria occidentale tende a valorizzare l'individualismo, i giapponesi puntano a un ingranaggio perfetto, dove ogni rotella deve funzionare nel posto assegnato senza deviazioni.

Il discorso cambia leggermente per franchise come Resident Evil. In questo caso i giapponesi sono più tolleranti verso le collaborazioni occidentali perché il brand stesso è nato per fare il verso agli stereotipi americani, replicandone il setting, lo stile cinematografico e i modi di dire. Eppure, le differenze emergono lo stesso nei personaggi. Prendiamo Ashley Graham: non è il prototipo della donna alfa o della "femdom" americana, ma una tipica ragazza comune che si trova costretta a tirare fuori le palle per sopravvivere. Nonostante questa evoluzione coerente, è stata criticata da testate come IGN perché considerata uno "stereotipo di ragazza fragile".
Ma cosa avrebbe dovuto fare in quel contesto, iniziare a tirare calci volanti fin dal primo minuto?
 
Hai mai letto o sentito le interviste dei registi giapponesi che hanno lavorato negli Stati Uniti? Molti di loro hanno vissuto esperienze a dir poco agghiaccianti. Un esempio lampante è Takashi Shimizu. Durante le riprese dei remake americani di Ju-On (The Grudge), si è trovato in situazioni assurde, con attori come Sarah Michelle Gellar che interrompevano il set per spiegargli come avrebbe dovuto girare le scene. Per la mentalità giapponese, questo approccio è semplicemente irricevibile. In Giappone il lavoro di squadra è schematico, organizzato e rigorosamente puntuale. Esiste una gerarchia sacra: l'idea che un sottoposto o un collaboratore possa interrompere il regista per dargli consigli è inconcepibile. Questo scontro culturale è rappresentato perfettamente in Shin Godzilla, dove un parlamentare viene duramente rimproverato solo per aver preso la parola sul problema Godzilla senza averne la facoltà.
A causa di questa totale divergenza di metodi, i creativi giapponesi provano spesso una forte insofferenza verso il modo di lavorare occidentale. Di solito preferiscono vendere i diritti delle loro opere (come successo con One Piece) e rimanere fuori dal processo artistico, anche se autori come Eiichiro Oda hanno comunque dovuto imporre paletti rigidissimi per tutelare l'opera. Il fulcro del problema è che mentre l'industria occidentale tende a valorizzare l'individualismo, i giapponesi puntano a un ingranaggio perfetto, dove ogni rotella deve funzionare nel posto assegnato senza deviazioni.

Il discorso cambia leggermente per franchise come Resident Evil. In questo caso i giapponesi sono più tolleranti verso le collaborazioni occidentali perché il brand stesso è nato per fare il verso agli stereotipi americani, replicandone il setting, lo stile cinematografico e i modi di dire. Eppure, le differenze emergono lo stesso nei personaggi. Prendiamo Ashley Graham: non è il prototipo della donna alfa o della "femdom" americana, ma una tipica ragazza comune che si trova costretta a tirare fuori le palle per sopravvivere. Nonostante questa evoluzione coerente, è stata criticata da testate come IGN perché considerata uno "stereotipo di ragazza fragile".
Ma cosa avrebbe dovuto fare in quel contesto, iniziare a tirare calci volanti fin dal primo minuto?

La metodologia giapponese è estremamente rigida, ascoltare le perplessità dell'attore riguardo una scena non è necessariamente un male e può spingere il regista a ignorare una sceneggiatura scritta male e fare di testa sua. Ma dipende sempre dalla critica mossa, se Sarah Michelle Gellar dà lezioni di regia io mi metto a ridere. Posso capire se sei Marlon Brando, Clint Eastwood, De Niro; se sei Buffy ti mando a cagare

La miglior metodologia era quella italiana per quanto riguardava il cinema di genere, in cui i registi facevano finta di ascoltare gli attori stranieri per appagare il loro ego ma poi dietro la cinepresa li insultavano a manetta. Il famoso "cagna maledetta" detto da Renè Ferretti in Boris è una citazione a Lucio Fulci

Sì, Resident Evil si è sempre rifatto all'horror occidentale nella sua iconografia e nei suoi archetipi, e infatti avere scrittori americani non è un problema se riescono a rendere il tutto più autentico. Il problema è quando assumi dei cani, come nel caso di RE3R, e i dialoghi sono più da film Marvel che da film action-horror

Ashley in realtà l'ho vista molto migliorata nel remake, perlomeno è un personaggio e non un mcguffin ambulante. Poi le testate giornalistiche di settore fanno polemiche sterili e superficiali di stampo "liberal" per fare click, inutile farsi il sangue amaro; hanno una capacità di analisi del media pari a quelle di un criceto. Sono la controparte petalosa di quelli che gridano "woke" ad ogni cosa: il primo ti dirà che RE5 è razzista perché in Africa ci sono gli pseudo-zombi africani (ma poi sparare a cinesi e slavi in RE6 va benissimo), il secondo ti dirà che il gioco è woke perché hai un sidekick con troppa melanina. Chiunque non sia un decerebrato ti dirà che l'intento del gioco inizialmente era quello di mostrare un terzo mondo sfruttato per le sue risorse e i cui conflitti interni vengono fomentati da capitalisti stranieri per destabilizzare quelle regioni in modo da poter fare i propri porci comodi, ma poi il gioco abbandona quegli intenti perché deve fare il Resident Evil coi suoi villain scemi e situazioni sempre più assurde e si dà la zappa sui piedi quando ti scaglia contro gli africani col gonnellino di paglia che ti scagliano lance gridando uga buga. Perché alla fine della fiera è Capcom e si sono resi conto che quegli intenti erano troppo ambiziosi per loro
 
Ho provato la demo su Switch 2, si nota il downgrade ma è godibilissimo.
A parte questo, i movimenti di Grace(soprattutto la corsa) mi sono sembrati più veloci rispetto al gioco finale.
Non penso sia la versione switch, probabilmente l'hanno rallentata per dare un senso di ansia in più?
 
Bene, totalmente a caso me lo hanno regalato oggi :sard:
Mo devo capire se iniziarlo subito, se aspettare che arrivi l’Oled (lo vorrei riprendere verso settembre…), se giocarlo post Yotei/Hell is us/Cronos.
 
L'ho iniziato oggi,che dire...lo sto amando alla follia :ivan:
Ho fatto solo 3 ore e mezza,ma per ora a livello tecnico è sbalorditivo col path.Devo dire che dopo 007 devo entrare bene nell'ottica del survival,perché con Grace mi sto trovando un pochino in difficoltà nel scegliere di scappare o affrontare i nemici,a volte quando cerco di scappare finisco anche malamente a essere morsa in modo stupido :asd: per ora a livello di game design lo trovo proprio ottimo,in pieno stile re con tanto backtracking(a volte mi scordo dove sono le cose,ma la mappa è veramente ben fatta).Ma nel complesso questa struttuta più da survival dura tanto? O dopo qualche ora si finisce di più a sparare maggiormente?
Comunque non so come diavolo fanno quelli di capcom,ma hanno dei talenti immensi nel modellare e realizzare sempre dei personaggi e delle ambientazioni fuori scala (per il genere)
 
L'ho iniziato oggi,che dire...lo sto amando alla follia :ivan:
Ho fatto solo 3 ore e mezza,ma per ora a livello tecnico è sbalorditivo col path.Devo dire che dopo 007 devo entrare bene nell'ottica del survival,perché con Grace mi sto trovando un pochino in difficoltà nel scegliere di scappare o affrontare i nemici,a volte quando cerco di scappare finisco anche malamente a essere morsa in modo stupido :asd: per ora a livello di game design lo trovo proprio ottimo,in pieno stile re con tanto backtracking(a volte mi scordo dove sono le cose,ma la mappa è veramente ben fatta).Ma nel complesso questa struttuta più da survival dura tanto? O dopo qualche ora si finisce di più a sparare maggiormente?
Comunque non so come diavolo fanno quelli di capcom,ma hanno dei talenti immensi nel modellare e realizzare sempre dei personaggi e delle ambientazioni fuori scala (per il genere)
Inizio survival, più avanti action, ma comunque ben fatto
 
Ma con anche Grace o solo con Leon?
Già inizialmente quando si usa
la motosega raccogliendola da terra
è diventato goty per me :sard:
Più con Leon. C'è una fase di gioco in particolare odiata da molti, capirai da solo quale. Io personalmente non l'ho trovata così terribile.
 
Ma
Claire non è infetta? O lo sono quelli che all'epoca del secondo capitolo rimasero feriti, per l'appunto Leon? Anche Sherry mi pare le venga impiantato un embrione G.
 
Ma
Claire non è infetta? O lo sono quelli che all'epoca del secondo capitolo rimasero feriti, per l'appunto Leon? Anche Sherry mi pare le venga impiantato un embrione G.
In teoria, tutti i sopravvissuti di Racoon City dovrebbero avere il virus latente. Semplicemente, nel gioco non viene (molto stranamente) nominati alcuni personaggi, tra cui Claire, Ada o Jill, che quindi, non si sa come siano messe.

Si è pensato che la cosa fosse collegato al DLC, ma sono solo teorie, appunto. Magari tratterà altro, e bona.

Non so se chiariranno mai questa cosa, forse.
 
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