Riflessione Smettetela di parlare di Woke nei Videogiochi | NO RIFERIMENTI A CINEMA, TELEVISIONE E POLITICA

Avete già ricevuto un avviso ieri ma vedo che molti di voi non sono stati in grado di recepirlo (per fortuna non tutti, ringrazio chi si è contenuto).
Faccio alcune precisazioni:

1) Questa non è la sezione "Altro", qui si parla di videogiochi, quindi cerchiamo di rimanere in tema; inoltre, questo non è una pagina di social network di carattere generalista nella quale sfogare tutte le proprie pulsioni in merito all'argomento. Le digressioni verso altri media sono concesse, ma nei limiti dell'utilità e della ragionevolezza, non certo con dissertazioni di 4 pagine su serie TV che non hanno nemmeno controparti ludiche.

2) Le "opinioni", quando contengono termini e concetti denigratori nei confronti di persone e/o categorie di persone non sono idee, sono offese. E come tali verranno trattate, come previsto dal regolamento.

Non è consentito trincerarsi dietro la "libertà di pensiero" per offendere chicchessia, né personaggi pubblici, né categorie di persone, né utenti del forum.

3) Questo è un forum e si parte dal presupposto per cui le idee di tutti, qualora espresse in maniera sensata, opportunamente argomentate e non offensive, abbiano lo stesso valore; quindi cerchiamo di smetterla di entrare qui dentro partendo dal presupposto di fare soliloqui o elargire insegnamenti morali non richiesti a tutto il resto del topic.

Se abbiamo qualcosa di costruttivo e utile da dire bene, altrimenti il forum è grande, potete andare a postare altrove.

La discussione sarà ricontrollata per valutare le sanzioni del caso. Cercate di riprendere serenamente e nel rispetto del regolamento, o il topic verrà chiuso.
 
Ultima modifica:
La definizione di woke era (ed è) in realtà una definizione positiva. La deriva woke è stata semplicemente utilizzata dal gruppetto intollerante (non intollerante in base alla preferenza dell'interlocutore) per giustificare giusto un po' certe mancanze ed attenzioni maggiori date a dei gruppi definite minoranze proprio perché essendo "non maggioranza" non sono state rappresentate a dovere (motivo per cui abbiamo tante persone che non si sentono rappresentate nella società o che hanno addirittura difficoltà a relazionarsi e a crescere senza modelli di riferimento in famiglia e fuori, ma essendo tematiche lontanissime dalle persone qui dentro sorvoliamo pure). Perché, ad oggi, le rappresentazioni sbagliate di questo considetto wokismo sono poche (a me viene in mente solo Dragon Age che è oggettivamente fatto malissimo e da lezioncina). Il resto non ha niente di tutto questo se no io mi dovrei lamentare delle decadi di videogiochi da etero basico (che mi piacciono pure) e non faccio. Ma siamo qui a parlare di come una testa rasata o una donna pompata (entrambe esistenti in natura e non LGBT ma semplicemente non attraenti per la maggior parte degli uomini) sia un problema nel mondo dei maschietti che dovrebbero avere una certa maturità e capire che la vita è varia e dovrebbe essere rappresentata nei vari media.

E non mi fate neanche parlare del tossicume della rappresentazione dell'uomo e il contro maschilismo con cui ogni uomo qui dentro è cresciuto.
Ma tu parti da una premessa diversa dagli altri pro-woke, a quanto pare, perché, pur negando diverse premesse base, quantomeno sembri riconoscere che ci sono prodotti woke (nell'accezione negativa). Solo che per te sono pochissimi.
Allora, a questo punto, visto che hai fatto un esempio pratico (che ahimé non conosco al dettaglio): fammi un'analisi precisa (ma non necessariamente prolissa, se non ti va) di cose c'è di "lezioncina" e "fatto malissimo" nell'inclusione di Dragon Age. E tiriamo una linea sul dove comincia e dove finisce la (tua) percezione di lezioncina.
In realtà ti ho già risposto: non è vero che non vi siete lamentati dei videogiochi di cui hai fatto esempio perché io ne ho lette in quantità di lamentele.
Se invece la domanda non è in senso generale ma solo personale, e riguarda solo te, e tu non ti sei lamentato, ho risposto pure a quella:

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Sono quindi felice di aver internazionalmente decretato che:
visto che non c'è dietrologia nei videogiochi con tutti bianchi etero prodotti da bianchi etero che, in quanto tali, sono giustificati a mettere personaggi e storie a loro affini, non c'è dietrologia neanche nei videogiochi con minoranze varie e con inclusioni di diversità, prodotti da minoranze varie, perché in quanto tali sono giustificati a mettere personaggi e storie a loro affini, senza poter essere accusati di wokismo.


Ragazzi sono veramente euforico, adesso se accettiamo pure che un bianco possa fare roba inclusiva e un gay possa fare roba per bianci cis, arriviamo finalmente all'illuminismo! Con soli 400 anni di ritardo (mentale)!
Quindi ancora nessuna risposta alla singola domanda, se non un meme per tentare di prendere in giro.
Cvd.

La parte in neretto è grottesca e spero lo sia apposta.
 
La responsabilità a chi rimane? A chi ha richiesto la consulenza o al consulente?

Inoltre, sottoscrivo che mancano le prove e ribadisco che le consulenze sono state fatte passare come revisioni qui dentro.

E se vogliamo rimanere in quel che dici, tu stesso hai tirato in ballo il fatto che il produttore potrebbe essere colui che le richiede e il margine discrezionale del creativo ne verrebbe inficiato. Ok, fonte?

Non credo poi poi che le consulenze aziendali promosse da big4 e affini vengano integralmente attuate, anzi; tantomeno quelle fiscali.
Non è un processo, ma come sicuramente sai e mi insegni il convincimento si può legittimamente basare su supposizioni partendo da fatti noti e applicando il brocardo id quod plerumque accidit. Qundi se è appurato (=fatti noti) che una società di consulenza ha collaborato allo sviluppo di un videogioco, che quella società di consulenza si occupa principalmente/esclusivamente di scrittura inclusiva e il prodotto finale contiene una scrittura molto attenta alla inclusività, o, ancora più emblematico, linee di dialogo completamente slegate dal resto e che sembrano posticce, considerando che è nozione comune che di norma chi chiede e paga una consulenza poi la recepisce, almeno parzialmente, si può legittimamente supporre che quella scrittura sia stata suggerita dal consulente.
Lo dico perché magari qualcuno qui dentro — non tu — con la laurea honoris causa in giurisprudenza dopo avere visto Perry Mason è davvero convinto che se una persona viene assassinata in una stanza con un solo ingresso videosorvegliato h24 non si può condannare l'unica persona entrata in quella stanza dopo la vittima perché "ehi, dov'è il video che dimostra che è stato lui?". Se a qualcuno non sta bene vada a protestare a Roma, piazza Cavour.
 
Forse un passaggio è stato frainteso.
I miei messaggi erano volti a confutare la vostra tesi e non a convincere voi della mia, che so perfettamente essere frutto di un'opinione personale e in quanto tale condivisibile o meno.

Siete voi che usate l'arma del "trust me bro" quando dite "è tutto limpido e trasparente" o "non ci sono prove che dicano il contrario". L'assenza di prove non è una prova in se stessa, e non dimostra un bel nulla.
Vabbuò la mia tesi, non ne ho una. Ho sempre detto che dipende dal contesto e di ciò che si parla (da qui ho detto che l'unica questione che definisco lezioncina è giustamente appioppata a Dragon Age, il resto non c'è un esempio che definirei inclusione negativa). Non ho neanche mai espresso che secondo me, tutti gli esempi di inclusione sono nati in maniera organica (non so niente di tutto questo, non ho mai professato la cosa).

L'arma del trust me bro, nasce dal fatto che ogni tuo intervento nato per confutare questa tesi collettiva si basa sul nulla. Appena te lo ripeto dico, "eh ma è la mia opinione". E allora chiudiamo così, come un opinione che non ha nessun valore in questa discussione.

Il woke non è negativo, non lo è mai stato ed è stato appropriato da chi lo vuole utilizzare per esternare il proprio disappunto nel vedere altri tipi di personaggi rappresentati. A mio parere sei molto distante, nella tua opinione, dalla realtà dei fatti per quanto io possa condividere che in certe realtà certe inclusioni siano solo messe lì per portare pressione su certi argomenti.
 
Certo, ma io guardo sempre al risultato finale; e se quest'ultimo è la censura o in generale una sempre meno ampia libertà d'espressione, a me non frega nulla dei motivi; possono essere pure i più condivisibili ma l'idea stessa che certe cose -che non infrangono leggi- non si possano scrivere/rappresentare per X motivi a me fa cagare e la combatto come posso. In più, aggiungere sempre più paletti in cui un creativo deve destreggiarsi non credo che sia un buon modo, in generale, per spingere un settore -non l'unico- che è una crisi creativa ENORME, specialmente in ambito mainstream.
Perché un giorno è la chiesa, il giorno dopo sono i comitati dei genitori, il giorno dopo i gruppi femministi e quello dopo magari la PETA.




Non sono d'accordo.
Sarò tranchant, mi perdonerai.
Ma se parti dal presupposto che certe storie possano essere scritte solo da un determinato tipo di persone (Stabilite arbitrariamente da ? Boh) per me non sei idoneo a svolgere alcun ruolo in ambito creativo. Punto . Semplicemente perché stai ignorando ciò che è stata l'arte e la creatività da quando l'uomo esiste. (Non mi riferisco a te, ovviamente, voglio specificarlo)
E queste sono frasi di un panel -In cui c'era pure altro, ma purtroppo non ricordo e non ho voglia di rivedermelo- che presumo siano state autorizzate o per lo meno lette dall'azienda e che non sono mai state smentite, ritrattato o altro.
Certo, come non lo hanno fatto con gli insulti razzisti di un loro (ex ?) dipendente contro i bianchi. Chi l'avrebbe mai detto.

Non si possono dire bestialità simili e poi voler passare per vittime perché "Eh ma no scherzavo" "No, è stata decontestualizzata dagli youtuber kattiviii".
Poi vai a vedere il contesto completo ed è pure peggio.

In che modo un'azienda con un linguaggio simile dovrebbe essere anche solo accettata da chi fruisce il media in cui operano ?
Io qui sono d'accordo con tutto ciò che scrivi, pure il fatto che certi argomenti non debbano essere esclusivi di alcuni.

Credo, magari anche per ignoranza mia (ripeto, SBI me l'avete fatta conoscere voi qui dentro e ho letto visto solo quel che avete postato), che diamo un peso diverso alle intenzioni di questi soggetti: per me innocui, per te deleteri. Il tempo ce lo dirà. In quello che scelgo di giocare io non ho mai avvertito questa sensazione di forzatura o di censura a parte nei due casi di cui ho parlato.
 
Vabbuò la mia tesi, non ne ho una. Ho sempre detto che dipende dal contesto e di ciò che si parla (da qui ho detto che l'unica questione che definisco lezioncina è giustamente appioppata a Dragon Age, il resto non c'è un esempio che definirei inclusione negativa). Non ho neanche mai espresso che secondo me, tutti gli esempi di inclusione sono nati in maniera organica (non so niente di tutto questo, non ho mai professato la cosa).

L'arma del trust me bro, nasce dal fatto che ogni tuo intervento nato per confutare questa tesi collettiva si basa sul nulla. Appena te lo ripeto dico, "eh ma è la mia opinione". E allora chiudiamo così, come un opinione che non ha nessun valore in questa discussione.

E va bene, poi si fa un mischione anche con le parole di iacche. Ho capito la tua posizione.

Ma mi stai facendo la supercazzola? :asd:
Io sto dicendo che non è possibile sostenere l'innocenza di qualcuno o la non esistenza di qualcosa dall'assenza di prove che ne dimostrino il contrario.
Sarebbe come dire che un tal episodio di corruzione non sia mai avvenuto perché manca la ricevuta.
 
Non è un processo, ma come sicuramente sai e mi insegni il convincimento si può legittimamente basare su supposizioni partendo da fatti noti e applicando il brocardo id quod plerumque accidit. Qundi se è appurato (=fatti noti) che una società di consulenza ha collaborato allo sviluppo di un videogioco, che quella società di consulenza si occupa principalmente/esclusivamente di scrittura inclusiva e il prodotto finale contiene una scrittura molto attenta alla inclusività, o, ancora più emblematico, linee di dialogo completamente slegate dal resto e che sembrano posticce, considerando che è nozione comune che di norma chi chiede e paga una consulenza poi la recepisce, almeno parzialmente, si può legittimamente supporre che quella scrittura sia stata suggerita dal consulente.
Lo dico perché magari qualcuno qui dentro — non tu — con la laurea honoris causa in giurisprudenza dopo avere visto Perry Mason è davvero convinto che se una persona viene assassinata in una stanza con un solo ingresso videosorvegliato h24 non si può condannare l'unica persona entrata in quella stanza dopo la vittima perché "ehi, dov'è il video che dimostra che è stato lui?". Se a qualcuno non sta bene vada a protestare a Roma, piazza Cavour.
D'accordissimo ma allora l'incazzatura non è più giusto indirizzarla direttamente ai creativi che hanno accettato/chiesto queste consulenze piuttosto che SBI e affini? La scelta e la responsabilità è e rimane la loro di includere queste integrazioni, no?

Fino a che SBI e affini non diventano qualcosa che devono bollinare quel che esce, io non ci vedo alcun problema. Se si dice che di fatto è così mi servirebbe di più di una presunzione semplice.
 
Io sto dicendo che non è possibile sostenere l'innocenza di qualcuno o la non esistenza di qualcosa dall'assenza di prove che ne dimostrino il contrario.
Perdonami ma non esiste che si debba provare un fatto negativo, è un'assurdità pensare che tutti siano colpevoli solo che ancora non si son trovate le prove.

Quella che chiedi si chiama probatio diabolica per un motivo.

È come chiedere a una persona di dimostrare che non ha mai commesso un omicidio
 
Perdonami ma non esiste che si debba provare un fatto negativo, è un'assurdità pensare che tutti siano colpevoli solo che ancora non si son trovate le prove.

Quella che chiedi si chiama probatio diabolica per un motivo.

È come chiedere a una persona di dimostrare che non ha mai commesso un omicidio

La mia posizione infatti è di dubbio. Ne accuso a prescindere ne mi bevo tutto quello che mi dicono perché si.

Ma cosa stai dicendo. Ma se io ti accuso di corruzione non sei tu a dover dimostrare che la corruzione non c'è stata ma io a for ire prove che sia avvenuta.

Ma in che mondo vivi? :asd:

Ma io sto parlando dell'esistenza o meno di un qualcosa, non di leggi e tribunali.
Se io vedo un qualcosa che non posso provare non significa che non sia accaduto, ma solo che io non posso provarlo.
(E non sto dicendo che io abbia visto "cose" a riguardo del discorso che stiamo facendo, sia chiaro :asd:)

La tua tesi, correggimi se sbaglio, è: non ci sono prove dell'esistenza di un sistema o complotto woke e quindi suddetto complotto non esiste.
Secondo me la mia tesi come la tua rientrano nel campo delle opinioni, entrambe egualmente.
 
D'accordissimo ma allora l'incazzatura non è più giusto indirizzarla direttamente ai creativi che hanno accettato/chiesto queste consulenze piuttosto che SBI e affini? La scelta e la responsabilità è e rimane la loro di includere queste integrazioni, no?

Fino a che SBI e affini non diventano qualcosa che devono bollinare quel che esce, io non ci vedo alcun problema. Se si dice che di fatto è così mi servirebbe di più di una presunzione semplice.
Se SBI non facesse terrorismo psicologico?
Se non ci fosse in rete un braccio armato di redattori e """videogiocatori""" pronti a montare un caso?
Se i suddetti redattori non fossero nelle giurie per le nomination e le assegnazioni dei principali premi del settore?
Se non fossero direttamente i publisher a richiederle (e conosciamo, anche grazie a leak, le linee di autoregolamentazione di certi publisher, quindi risparmiamoci un nuovo discorso sulle prove mancanti)?
Se i "creativi" fossero davvero solo artisti e non persone che sì, hanno l'ambizione di fare arte, ma devono innanzitutto pagare la spesa, le bollette, magari il mutuo e contribuire a portare avanti una famiglia, per cui non sono concretamente nella posizione di esprimere il dissenso tramite le dimissioni?

Se tutte quelle condizioni si avverassero, allora sì, sarebbe "colpa" degli sviluppatori. Del resto si può facilmente rispondere con un'altra domanda: se gli sviluppatori sono genuinamente interessati alle istanze di quelle comunità, perché non assumono scrittori formati in corsi che pongono attenzione su quelle tematiche anziché rivolgersi dopo, a sceneggiatura già abbozzata, a consulenti esterni?
 
Io qui sono d'accordo con tutto ciò che scrivi, pure il fatto che certi argomenti non debbano essere esclusivi di alcuni.

Credo, magari anche per ignoranza mia (ripeto, SBI me l'avete fatta conoscere voi qui dentro e ho letto visto solo quel che avete postato), che diamo un peso diverso alle intenzioni di questi soggetti: per me innocui, per te deleteri. Il tempo ce lo dirà. In quello che scelgo di giocare io non ho mai avvertito questa sensazione di forzatura o di censura a parte nei due casi di cui ho parlato.

Però una retorica simile per essere innocua richiederebbe che questi venissero assunti per non fare una sega, perché non riesco a vedere un modo in cui, partendo da quei presupposti, una loro consulenza possa essere innocua in altri modi.

Sono sincero e ti dico che nemmeno io, in prima persona, ho mai avvertito forzature a livello narrativo o di design imputabili a queste aziende; ma è altresì vero che io gioco relativamente pochi titoli e spesso vecchi di qualche anno o di generi che probabilmente nemmeno conoscono in SBI o simili.
Ora che ci penso mi sa che non ho mai anche solo provato un gioco a cui hanno fatto consulting; non perché abbia fatto una cernita e li eviti, ma perché fortunatamente si occupano di titoli lontanissimi dai miei gusti :asd:
Sulle censure invece sì, ne ho sperimentate anche di recente, a iosa proprio.
 
Se SBI non facesse terrorismo psicologico?
Se non ci fosse in rete un braccio armato di redattori e """videogiocatori""" pronti a montare un caso?
Se i suddetti redattori non fossero nelle giurie per le nomination e le assegnazioni dei principali premi del settore?
Se non fossero direttamente i publisher a richiederle (e conosciamo, anche grazie a leak, le linee di autoregolamentazione di certi publisher, quindi risparmiamoci un nuovo discorso sulle prove mancanti)?
Se i "creativi" fossero davvero solo artisti e non persone che sì, hanno l'ambizione di fare arte, ma devono innanzitutto pagare la spesa, le bollette, magari il mutuo e contribuire a portare avanti una famiglia, per cui non sono concretamente nella posizione di esprimere il dissenso tramite le dimissioni?

Se tutte quelle condizioni si avverassero, allora sì, sarebbe "colpa" degli sviluppatori. Del resto si può facilmente rispondere con un'altra domanda: se gli sviluppatori sono genuinamente interessati alle istanze di quelle comunità, perché non assumono scrittori formati in corsi che pongono attenzione su quelle tematiche anziché rivolgersi dopo, a sceneggiatura già abbozzata, a consulenti esterni?
La tua è un'esagerazione (credo volutamente) retorica, eddai :asd:

Perchè poi si scopre che SBI è una società di consulenza esterna senza alcun potere decisionale, la culture wars redazionale è frutto di voler fare clic (e qui mi baso anche sulle pratiche extravideoludiche di scrittura su cui gente più competente di me potrebbe intervenire), titoli che mai sono stati accostati al woke sono stati premiati pure in anni recenti e le politiche ESG hanno alla base motivi finanziari, non di certo ideologici. Su quest'ultimo punto potete dirmi che è chi investe che segue un'ideologia e ritiro fuori Blackrock e Nintendo.

Poi se fa schifo sta cosa, alzo le mani. Se la vista su un prodotto che riporta "B Corp." che certifica, tra le altre, l'adozione di politiche sulla parità di genere e l'inclusività fa venire i conati di vomito, è lecito. Ma basta dirlo senza nascondersi.
 
Indubbiamente nel tempo le aziende hanno cambiato alcune loro linee guida sul far i videogiochi, mi pare di ricordare un leak sulla stessa Capcom nel modo in cui doveva caratterizzare i personaggi. Diciamo che il medium dei videogiochi è diventato talmente mainstream e oramai radicato nella vita di tutti i giorni, che per certi versi questo ha portato di contro ad avere magari dei maggiori blocchi (basti pensare anche a tutta la questione delle censure, pure su giochi già usciti e rilanciati).
 
Però una retorica simile per essere innocua richiederebbe che questi venissero assunti per non fare una sega, perché non riesco a vedere un modo in cui, partendo da quei presupposti, una loro consulenza possa essere innocua in altri modi.

Sono sincero e ti dico che nemmeno io, in prima persona, ho mai avvertito forzature a livello narrativo o di design imputabili a queste aziende; ma è altresì vero che io gioco relativamente pochi titoli e spesso vecchi di qualche anno o di generi che probabilmente nemmeno conoscono in SBI o simili.
Ora che ci penso mi sa che non ho mai anche solo provato un gioco a cui hanno fatto consulting; non perché abbia fatto una cernita e li eviti, ma perché fortunatamente si occupano di titoli lontanissimi dai miei gusti :asd:
Sulle censure invece sì, ne ho sperimentate anche di recente, a iosa proprio.
Ma tipo uno dei due esempi è in Alan Wake 2: c'è un momento in cui, totalmente fuori contesto, Saga dice qualcosa sul suo essere donna e nera e proprio il momento non è solo fuori contesto ma tipo il tono di voce cambia, è più deciso. Però ho ritenuto fosse una cosa veramente fatta male e finisce lì. Ho scoperto poi che SBI era coinvolta in AW2 e ovviamente mi son fatto condizionare dalle vostre parole e ho immaginato fosse loro frutto. Però oh, loro avran scritto quella roba ma non credo che il momento e la messinscena sia stata decisa da loro, avrebbero dovuto sedersi con il team di sviluppo per più tempo. Ma tant'è onestamente poco mi frega a posteriori mi fa sorridere :asd:

Poi va detto che si è perso pure il fulcro della rinascita di sto topic (e devo dire meno male perchè è più interessante questo dibattito) che era derivato dal topic di Laufey. Trovo insopportabile la caccia alle streghe a priori e penso si faccia per motivi semplici ma che si vogliono nascondere dietro a tanti giri per giustificarsi. Trovo sia più coerente dire che per alcuni faccia cagare giocare come una donna e andare avanti, tutto qua :asd:

Cioè io di fatto sposo la tesi dell'autore del topic che parlare di woke è inutile :asd:

Come ho scritto sopra, le politiche ESG seguono criteri finanziari, non ideologici: nel momento in cui non avranno presa sul pubblico come sono arrivate se ne andranno.

Posto che, su questo son di parte, le trovo un vantaggio per la società tutta ma qui esuliamo dal tema trattato.
 
Ma tu parti da una premessa diversa dagli altri pro-woke, a quanto pare, perché, pur negando diverse premesse base, quantomeno sembri riconoscere che ci sono prodotti woke (nell'accezione negativa). Solo che per te sono pochissimi.
Allora, a questo punto, visto che hai fatto un esempio pratico (che ahimé non conosco al dettaglio): fammi un'analisi precisa (ma non necessariamente prolissa, se non ti va) di cose c'è di "lezioncina" e "fatto malissimo" nell'inclusione di Dragon Age. E tiriamo una linea sul dove comincia e dove finisce la (tua) percezione di lezioncina.
Per me l'esempio è lampante, c'è tutta una quest relegata all'accettazione del genere di un certo personaggio scritto male e che nuoce proprio negli intenti della cosa. Da qui dico, e non parlerò mai negativamente della parola woke, che il gioco è scritto male e quel tentativo di inclusione è scritto male. Li c'è la lezioncina perché tentano di istruire quando bisognava rappresentarlo come una cosa standard. Ovvero un personaggio che non dice di essere uomo o donna, ma che interagisce col mondo in modo naturale senza tutta quell' enfasi. Questa situazione non la vedo da nessuna parte, anzi vedo solo personaggi che nel contesto funzionano. Sono scritti bene e le loro problematiche sono rappresentate per quelle che sono (tramite l'isolamento, la difficoltà ad esprimersi e tanti svariati modi naturali e di come sono realmente nella società). Come in Tlou2 per Levi (se non erro) o una Kaine in Nier.
 
Sarebbe come dire che un tal episodio di corruzione non sia mai avvenuto perché manca la ricevuta.
Come io non posso dire che non sia avvenuto tale episodio, tu non puoi dire che è avvenuto. È uno stallo, non riesco a capire perché sia difficile capire questa cosa. Tu affermi una cosa perché "beh è sicuro che sia così" quando non lo è. Vediamo se mi devo ripetere.

Ora dici che la tua opinione è in dubbio, quando tutti i messaggi sono scritti con una certa sicurezza della cosa. Quindi ci fai e ci mangi sopra scusami
 
La tua è un'esagerazione (credo volutamente) retorica, eddai :asd:

Perchè poi si scopre che SBI è una società di consulenza esterna senza alcun potere decisionale, la culture wars redazionale è frutto di voler fare clic (e qui mi baso anche sulle pratiche extravideoludiche di scrittura su cui gente più competente di me potrebbe intervenire), titoli che mai sono stati accostati al woke sono stati premiati pure in anni recenti e le politiche ESG hanno alla base motivi finanziari, non di certo ideologici. Su quest'ultimo punto potete dirmi che è chi investe che segue un'ideologia e ritiro fuori Blackrock e Nintendo.

Poi se fa schifo sta cosa, alzo le mani. Se la vista su un prodotto che riporta "B Corp." che certifica, tra le altre, l'adozione di politiche sulla parità di genere e l'inclusività fa venire i conati di vomito, è lecito. Ma basta dirlo senza nascondersi.
Anche io, nelle questioni stragiudiziali, sono un consulente esterno senza alcun potere decisionale nelle scelte dei miei clienti, però di solito rispettano, almeno per sommi capi, le mie indicazioni. Di conseguenza sono consapevole di avere un certo ascendente sui miei clienti. Magari in SBI non sanno di averlo, chissà. :morristenda:
Riguardo le motivazioni, riconosco che sono prettamente economiche, figuriamoci se al capitale interessa qualcosa di diverso dal profitto. Ciò non toglie che, pur non essendo il fine degli investitori, società come SBI hanno beneficiato della situazione per espandere il proprio portafoglio di clienti e portare avanti la propria causa. Non contesto ai fondi di investimento di volere imporre l'ideologia woke, contesto che per n ragioni hanno posto dei requisiti per accedere ai finanziamenti che hanno finito per avvantaggiare società che vorrebbero usare il media per portare avanti determinate idee, per me anche estreme.
La questione Blackrock e Nintendo si risolve in maniera molto semplice. Blackrock non obbliga nessuno a fare niente: mette a disposizione dei fondi e chi vuole beneficiarne deve rispettare determinate condizioni. Evidentemente Nintendo ritiene di potere fare a meno di quei fondi e reperirli da altre fonti a condizioni diverse (oppure ha accantonamenti tali da non avere bisogno di finanziamenti esterni), mentre altri sviluppatori hanno bisogno di quei soldi e si comportano di conseguenza.
 
Ultima modifica:
Come io non posso dire che non sia avvenuto tale episodio, tu non puoi dire che è avvenuto. È uno stallo, non riesco a capire perché sia difficile capire questa cosa. Tu affermi una cosa perché "beh è sicuro che sia così" quando non lo è. Vediamo se mi devo ripetere.

Magari mi sono espresso con veemenza ma non era il mio intento dire "Io ho ragione e voi no". Io mio punto """filosofico""" era ripristinare lo stallo di cui parli e che a un certo momento ho sentito mancare.

E non ti voglio affibiare parole e concetti di altri, ma come sai a un certo punto si fa un mischione allucinante. :asd:
 
Ora dici che la tua opinione è in dubbio, quando tutti i messaggi sono scritti con una certa sicurezza della cosa. Quindi ci fai e ci mangi sopra scusami

La mia presa di posizione iniziale rispetto una qualsiasi notizia è il dubbio. Poi ovviamente posso spostarmi verso il credere o meno. A volte supportato da prove a volte no. Va da se che rimane sempre una mia opinione e la forza con cui posso esprimermi non cambia questo presupposto fondamentale.

Se dovessimo mai parlare dell'11 settembre (cosa che non voglio fare chiarisco dio me ne scampi :asd:) salterebbe fuori un putiferio allucinante. Ma sempre di opinione si tratterebbe.
 
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