Cantami, o Musa, l’ira funesta
dei puristi dall’agile pollice,
che molti insulti rovesciò sopra Nolan
e molte anime valorose sospinse
nei profondi abissi delle sezioni commenti.
Costoro non venivano da Argo ricca di cavalli,
né da Sparta nutrice di guerrieri,
né avevano mai levato uno scudo
contro le lance dei Troiani.
Sedevano invece nelle loro stanze,
avvolti in sacre vestaglie,
e davanti agli occhi splendeva
la luce azzurra degli smartphone.
Grande era il loro sdegno,
poiché Elena, la donna dal volto divino,
aveva nel film le sembianze
di Lupita Nyong’o.
Allora si levò tra loro Eurimaco,
signore di sette profili anonimi,
e così parlò, digitando furiosamente:
«Amici, è giunta la fine dell’Occidente!
Omero si rivolta nella tomba,
benché nessuno di noi abbia mai letto
più di dodici versi dell’Odissea
e tre fossero la prefazione.
Nolan ha tradito l’immaginario collettivo!
Elena deve essere quale noi la ricordiamo
dal film visto su Italia 1 nel millenovecentonovantotto,
quando ancora il mondo era puro
e le sirene non avevano i pronomi!»
Così disse, e tutti approvarono
con l’antico rito del pollice alzato.
Poi sorse Antinoo dal forte avatar,
che recava l’effigie d’un guerriero spartano
scaricata da Google Immagini,
e profetizzò il destino del film:
«Esso cadrà al botteghino!
Vuote saranno le sale,
silenziosi i registratori di cassa,
e Nolan comprenderà finalmente
che la gente è stanca del politicamente corretto.
Io stesso non andrò a vederlo
e inviterò tutti a fare altrettanto,
nonostante non sarei andato comunque
perché il biglietto costa undici euro
e mia madre non vuole accompagnarmi».
Così per lunghi mesi combatterono,
spargendo meme, punti esclamativi
e citazioni attribuite falsamente ad Aristotele.
Invocarono la fedeltà filologica,
l’esattezza storica
e il rispetto dell’antica Grecia,
benché confondessero spesso Omero con Orazio,
Ulisse con Achille
e l’Iliade con il film Troy.
Ma giunse infine il giorno stabilito dagli dèi.
Il sedicesimo dì di luglio
si spalancarono le porte dei cinema
e le genti accorsero numerose
verso i grandi templi dell’IMAX,
portando in sacrificio popcorn
e bevande dal prezzo smisurato.
Allora Atena dagli occhi lucenti
posò la mano sul capo di Nolan,
mentre Apollo, protettore delle arti,
fece risuonare nelle sale
la possente musica del film.
E l’opera fu veduta.
I critici innalzarono canti di lode;
Metacritic incise sulla pietra il numero ottantanove
e Rotten Tomatoes proclamò
novantacinque pomodori freschi su cento.
Ma ancor più terribile
fu il prodigio del botteghino:
duecentosessantaquattro milioni di dollari
affluirono nel solo primo fine settimana,
simili alle onde del mare
che Poseidone adirato scaglia
contro le nere navi degli Achei.
Quando tali nuove raggiunsero
i guerrieri dell’antico Facebook,
grave silenzio calò sulle loro schiere.
Eurimaco cancellò il post
nel quale aveva promesso il più grande fiasco del secolo.
Antinoo modificò il proprio commento
e scrisse prudentemente:
«Non ho mai detto che sarebbe stato un flop.
Ho solo detto che non rispetta Omero».
Un altro dichiarò:
«Gli incassi non significano qualità»,
dimenticando che fino al giorno precedente
aveva indicato proprio gli incassi
come suprema ordalia degli dèi.
Altri ancora, travestiti da spettatori neutrali,
dissero d’aver sempre sostenuto Nolan,
ma che il vero problema era un altro,
problema che tuttavia
non seppero mai spiegare.
Così furono dispersi i fieri boicottatori,
non dalle lance, non dal bronzo,
non dall’astuzia d’Ulisse distruttore di città,
ma da un semplice foglio Excel
recante gli incassi del fine settimana.
E Omero, nel regno tenebroso di Ade,
non si rivoltò nella tomba.
Poiché Omero non aveva tomba,
non aveva mai visto il film,
e soprattutto aveva cose migliori da fare
che leggere i commenti di Facebook.
Quanto ai puristi, tornarono alle loro case,
meditando una nuova e gloriosa battaglia.
Già sul lontano orizzonte
si annunciava infatti un’altra serie televisiva
nella quale un personaggio immaginario
non somigliava abbastanza
al disegno che avevano in testa.
E subito essi ripresero le armi.
Non le spade.
Le tastiere.