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Ultima modifica:
Lollobrigida credo che semplicemente si riferisse ad un discorso squisitamente pratico, nel senso che a furia di importare giornalmente centinaia/migliaia di immigrati, per forza di cose ottieni una "sostituzione", perchè il turnover evidentemente è a favore degli immigrati, dato che tra il non fare figli (al contrario degli stranieri), la popolazione sempre più vecchia, e giovani che a loro volta espatriano altri paesi, gli italiani saranno sempre meno, e più vecchi. Mi rendo conto che il termine "sostituzione etnica" possa evocare ricordi non proprio belli, per cui per esprimere il concetto (condivisibile o meno) potremmo utilizzare: "rimpiazzo da parte di persone provenienti da altri luoghi del mondo", però capisci che il concetto dal punto di vista pratico non cambia.
Che è il piano Kalergi, in soldoni. Sono quelle teorie del complotto che ogni tanto saltano fuori (tipo protocollo dei Savi di Sion), Meloni già anni fa ogni tanto la tirava fuori in pieno fervore propagandistico, qualcuno dovrebbe dire a Lollobrigida di parlare il meno possibile perché ogni volta è più imbarazzante della precedente
 
Che è il piano Kalergi, in soldoni. Sono quelle teorie del complotto che ogni tanto saltano fuori (tipo protocollo dei Savi di Sion), Meloni già anni fa ogni tanto la tirava fuori in pieno fervore propagandistico, qualcuno dovrebbe dire a Lollobrigida di parlare il meno possibile perché ogni volta è più imbarazzante della precedente
Vabbè ma se ricopre quel ruolo sarà competente, eh, mica ce lo hanno messo perc... oh...
 
Che è il piano Kalergi, in soldoni. Sono quelle teorie del complotto che ogni tanto saltano fuori (tipo protocollo dei Savi di Sion), Meloni già anni fa ogni tanto la tirava fuori in pieno fervore propagandistico, qualcuno dovrebbe dire a Lollobrigida di parlare il meno possibile perché ogni volta è più imbarazzante della precedente
Ma non capisco perchè deve necessariamente esserci un complotto dietro? Non può essere semplicemente che noi siamo esposti sul mediterraneo e quindi viene naturale che sbarchino in italia? :asd:

Poi che gli altri paesi facciano spallucce va bene, ma non perchè debba esserci un complotto dietro.
 
Lollobrigida credo che semplicemente si riferisse ad un discorso squisitamente pratico, nel senso che a furia di importare giornalmente centinaia/migliaia di immigrati, per forza di cose ottieni una "sostituzione", perchè il turnover evidentemente è a favore degli immigrati, dato che tra il non fare figli (al contrario degli stranieri), la popolazione sempre più vecchia, e giovani che a loro volta espatriano altri paesi, gli italiani saranno sempre meno, e più vecchi. Mi rendo conto che il termine "sostituzione etnica" possa evocare ricordi non proprio belli, per cui per esprimere il concetto (condivisibile o meno) potremmo utilizzare: "rimpiazzo da parte di persone provenienti da altri luoghi del mondo", però capisci che il concetto dal punto di vista pratico non cambia.
Gli italiani sono sempre meno a prescindere dai migranti. Chi sostitusicono se non c'è gente da sostituire?
Migranti o no non cambia la sostanza.
 
Lollobrigida credo che semplicemente si riferisse ad un discorso squisitamente pratico, nel senso che a furia di importare giornalmente centinaia/migliaia di immigrati, per forza di cose ottieni una "sostituzione", perchè il turnover evidentemente è a favore degli immigrati, dato che tra il non fare figli (al contrario degli stranieri), la popolazione sempre più vecchia, e giovani che a loro volta espatriano altri paesi, gli italiani saranno sempre meno, e più vecchi. Mi rendo conto che il termine "sostituzione etnica" possa evocare ricordi non proprio belli, per cui per esprimere il concetto (condivisibile o meno) potremmo utilizzare: "rimpiazzo da parte di persone provenienti da altri luoghi del mondo", però capisci che il concetto dal punto di vista pratico non cambia.
All'atto pratico non cambia niente nel senso che il fatto che arrivino persone da altre parti del mondo è del tutto irrilevante. I figli di quelle persone, se mandati a scuola a crescere insieme a tutti gli altri, saranno a tutti gli effetti italiani. La questione quindi, è provare a gestire e governare il fenomeno per non esserne travolti, visto che di per se, l'ingresso di persone provenienti da altri luoghi del mondo non è negativo. Parlare di sostituzione è una sparata che serve a fomentare un po' la folla, come quella della Meloni all'epoca, circa l'abbattimento a cannonate delle navi delle ONG, ha il solo effetto di inquinare il dibattito parlando del nulla. A tal proposito colgo l'occasione per sottolineare come, contrariamente a quanto asseriscono i sedicenti difensori della razza pura (è un discorso generale e ci tengo a precisare che non mi riferisco assolutamente a te), da un punto di vista genetico, la possibilità di accoppiarsi con persone quanto più distanti dalla propria linea genetica, sarebbe un vantaggio enorme poiché rafforzerebbe la specie! e non il contrario. Questo non per dire "allora facciamo entrare tutti", ma per sottolineare come il problema vada affrontato nel merito, senza tirare in ballo fantasiose amenità che non centrano nulla. Il problemi che si rischiano sono sul piano sociale, economico, relativo alla sicurezza ecc. non certo "la nostra etnia è a rischio" o saremo rimpiazzati
 
Si parla sempre di governare il fenomeno ma guarda caso qualsiasi opzione che non sia il tutti dentro non è ammissibile causa richiamo da commissione x e media che come minimo gridano al nazismo h24 .
 
All'atto pratico non cambia niente nel senso che il fatto che arrivino persone da altre parti del mondo è del tutto irrilevante. I figli di quelle persone, se mandati a scuola a crescere insieme a tutti gli altri, saranno a tutti gli effetti italiani.
Proprio per questo ha parlato (in maniera probabilmente insensibile) di sostituzione etnica: non ha detto che gli stranieri sostituiranno gli italiani, ma che gli italiani del futuro avranno una differente radice etnica.
Il che dal mio punto di vista è una cosa naturale e comunque figlia della globalizzazione più che dei fenomeni migratori irregolari. Ma queste sono osservazioni politiche e, naturalmente, un politico interpretra la realtà nel modo che ritiene più funzionale alle sue idee.

A tal proposito colgo l'occasione per sottolineare come, contrariamente a quanto asseriscono i sedicenti difensori della razza pura (è un discorso generale e ci tengo a precisare che non mi riferisco assolutamente a te), da un punto di vista genetico, la possibilità di accoppiarsi con persone quanto più distanti dalla propria linea genetica, sarebbe un vantaggio enorme poiché rafforzerebbe la specie! e non il contrario. Questo non per dire "allora facciamo entrare tutti", ma per sottolineare come il problema vada affrontato nel merito, senza tirare in ballo fantasiose amenità che non centrano nulla. Il problemi che si rischiano sono sul piano sociale, economico, relativo alla sicurezza ecc. non certo "la nostra etnia è a rischio" o saremo rimpiazzati
Questo discorso vale per gruppi ristretti (ad esempio quando le varie famiglie reali d'Europa si intrecciavano ripetutamente tra loro), con 60 milioni di abitanti (che in realtà sarebbero di più, perché non esite un gruppo etnico "italiani". Il nostro gruppo è sostanzialmente lo stesso di altri Paesi mediterranei) c'è sufficiente varietà genetica per avere una limitata incidenza di malattie genetiche. E, in ogni caso, l'intreccio con altri tipi di patrimonio genetico può portare conseguenze favorevoli ma anche sfavorevoli, introducendo predisposizioni a malattie non presenti, o presenti con minore incidenza, in orgine in una data etnia.
 


Il mercato ETS ha funzionato benissimo con la crisi energetica è ora di ampliaro. :sisi:
 
Proprio per questo ha parlato (in maniera probabilmente insensibile) di sostituzione etnica: non ha detto che gli stranieri sostituiranno gli italiani, ma che gli italiani del futuro avranno una differente radice etnica.
Il che dal mio punto di vista è una cosa naturale e comunque figlia della globalizzazione più che dei fenomeni migratori irregolari. Ma queste sono osservazioni politiche e, naturalmente, un politico interpretra la realtà nel modo che ritiene più funzionale alle sue idee.
L'espressione usata da Lollobrigida credo sia stata qualcosa tipo "rassegnarsi alla sostituzione etnica", ribadisco quanto ho scritto sopra sul perché è qualcosa di completamente inappropriato dal mio punto di vista.
Questo discorso vale per gruppi ristretti (ad esempio quando le varie famiglie reali d'Europa si intrecciavano ripetutamente tra loro), con 60 milioni di abitanti (che in realtà sarebbero di più, perché non esite un gruppo etnico "italiani". Il nostro gruppo è sostanzialmente lo stesso di altri Paesi mediterranei) c'è sufficiente varietà genetica per avere una limitata incidenza di malattie genetiche. E, in ogni caso, l'intreccio con altri tipi di patrimonio genetico può portare conseguenze favorevoli ma anche sfavorevoli, introducendo predisposizioni a malattie non presenti, o presenti con minore incidenza, in orgine in una data etnia.

Se si parla di genetica di popolazione, il maggior vantaggio genetico per la specie lo si ha con un accoppiamento completamento casuale tra i soggetti, allo scopo di favorire proprio l'intreccio con altri patrimoni genetici. Questo è fondamentale per l'evoluzione e la sopravvivenza nel tempo della specie, limitare l'incidenza delle malattie genetiche, in questo caso, rappresenta una parte estremamente limitata del quadro. I gameti stessi durante la meiosi, vanno incontro al cosiddetto "crossing-over" tra cromatidi di cromosomi omologhi, proprio allo scopo di creare combinazioni genetiche completamente nuove. Questo può ovviamente portare a conseguenze negative nel singolo caso, ma statisticamente è vantaggioso per la specie.
Comprensibilmente, l'accoppiamento nell'uomo è tutt'altro che casuale, essendo molto più probabile che si accoppino soggetti che hanno un livello culturale simile, interessi comuni, altezza simile, parlino la stessa lingua o vivano, ad esempio, nello stesso paese. In questo senso la migrazione introduce un elemento di casualità in più che, come dicevo è estremamente importante.
 
All'atto pratico non cambia niente nel senso che il fatto che arrivino persone da altre parti del mondo è del tutto irrilevante. I figli di quelle persone, se mandati a scuola a crescere insieme a tutti gli altri, saranno a tutti gli effetti italiani. La questione quindi, è provare a gestire e governare il fenomeno per non esserne travolti, visto che di per se, l'ingresso di persone provenienti da altri luoghi del mondo non è negativo. Parlare di sostituzione è una sparata che serve a fomentare un po' la folla, come quella della Meloni all'epoca, circa l'abbattimento a cannonate delle navi delle ONG, ha il solo effetto di inquinare il dibattito parlando del nulla. A tal proposito colgo l'occasione per sottolineare come, contrariamente a quanto asseriscono i sedicenti difensori della razza pura (è un discorso generale e ci tengo a precisare che non mi riferisco assolutamente a te), da un punto di vista genetico, la possibilità di accoppiarsi con persone quanto più distanti dalla propria linea genetica, sarebbe un vantaggio enorme poiché rafforzerebbe la specie! e non il contrario. Questo non per dire "allora facciamo entrare tutti", ma per sottolineare come il problema vada affrontato nel merito, senza tirare in ballo fantasiose amenità che non centrano nulla. Il problemi che si rischiano sono sul piano sociale, economico, relativo alla sicurezza ecc. non certo "la nostra etnia è a rischio" o saremo rimpiazzati
Ma penso che Lollobrigida intendesse (ipotizzo) che questa sostituzione etnica porterà una sostituzione culturale e a me la sostituzione culturale non è che faccia impazzire.

Ad esempio, se molti migranti vengono da Paesi non laici e in cui la donna non ha i diritti che ha qua, non c'è il rischio che trasmettano quella cultura ai figli e tempo qualche generazione si imporrà un modello culturale differente?


Esempio:

Non vorrei che venissero soggetti del genere in Italia.
Tra l'altro il Pakistan ancora non estrada il padre in Italia, secondo me non vogliono estradarlo.
Per me c'è un problema con la cultura (e la religione, è collegata la cosa) con certa gente di certi Paesi.
 
Ultima modifica:
ma penso che Lollobrigida volesse semplicemente lanciare un monito agli Italiani ovvero di fare più figli, al contrario poi non si lamentassero se le pmi assumono soltanto persone che aimé, purtroppo si accontentano - seppur nel medio o lungo periodo - di una paga non consona la loro attività lavorativa.
il problema è a monte, troppe tasse, per il dipendente che ha figli così come per gli imprenditori autonomi e, chiudo qui il discorso in modo semplicistico altrimenti ci sarebbe da aprire un thread apposito per quanto concernerebbe la discussione.

da Anarchico liberale libertario e liberista dunque da osservatore ben lungi da qualsiasi altra corrente politica, non me la sento assolutamente di additare del razzista proprio a Lollobrigida che mi pare uno dei più moderati (non di estrema destra dunque) del organigramma di fdi.

poi oh, ognuno pensi ciò che vuole. io dalla politica ormai me ne sono tirato fuori (nel senso che me ne disinteresso quasi totalmente) dal età di 33 anni dopo aver creduto (e averla presa nel di dietro) in qualsiasi fazione.

un piccolo consiglio è dovuto; non dividetevi mai per questioni politiche, qualunque sia il vostro orientamento.
purtroppo, divisi si dimostrano ancora oggi i politici italiani, causa principale di un male che poi e puntualmente si manifesta su tutti noi contribuenti senza mai una luce concreta che ci agevoli concretamente.
 
Ultima modifica da un moderatore:
ma penso che Lollobrigida volesse semplicemente lanciare un monito agli Italiani ovvero di fare più figli, al contrario poi non si lamentassero se le pmi assumono soltanto persone che aimé, purtroppo si accontentano - seppur nel medio o lungo periodo - di una paga non consona la loro attività lavorativa.
il problema è a monte, troppe tasse, per il dipendente che ha figli così come per gli imprenditori autonomi e, chiudo qui il discorso in modo semplicistico altrimenti ci sarebbe da aprire un thread apposito per quanto concernerebbe la discussione.

da Anarchico liberale libertario e liberista dunque da osservatore ben lungi da qualsiasi altra corrente politica, non me la sento assolutamente di additare del razzista proprio a Lollobrigida che mi pare uno dei più moderati (non di estrema destra dunque) del organigramma di fdi.

poi oh, ognuno pensi ciò che vuole. io della politica ormai me ne sono tirato fuori dal età di 33 anni dopo aver creduto (e averla presa nel di dietro) in qualsiasi fazione.

un piccolo consiglio è dovuto; non dividetevi mai per questioni politiche, qualunque sia il vostro orientamento.
purtroppo, divisi si dimostrano ancora oggi i politici italiani, causa principale di un male che poi e puntualmente si manifesta su tutti noi contribuenti senza mai una luce concreta.
Io non sono d'accordo sulle politiche di incentivazione alla natalità (anzi tasserei di più chi fa più di due figli) e comunque ne avrebbero diritto anche i migranti regolari a questi incentivi.

Dirò solo tre cose:
1) abbiamo un problema di immigrazione clandestina enorme che diventerà una bomba

2) che certi migranti di certi Paesi facciano più figli per motivi culturali è un dato di fatto

3) potremmo avere un problema culturale
 
Io non sono d'accordo sulle politiche di incentivazione alla natalità e comunque ne avrebbero diritto anche i migranti regolari a questi incentivi.

Dirò solo tre cose:
1) abbiamo un problema di immigrazione clandestina enorme che diventerà una bomba

2) che certi migranti di certi Paesi facciano più figli per motivi culturali è un dato di fatto

3) potremmo avere un problema culturale

un problema culturale non potremmo mai averlo. il Mondo è stato concepito Multiculturale, ed è un dato naturale e antropologico oltre che storico. tranne che qualcuno aspiri all'isolamento con muri di cinta Berlino Style, a mio avviso ideologia obbrobriosa e disumana.

voglio essere sintetico e conciso perché conosco a fondo il problema che di certo di fondo (venia per il gioco di parole) non sono gli esseri Umani o meglio i comuni mortali, stranieri o autoctoni che siano. il problema sta a monte, e risiede nel incapacità della politica nostrana e internazionale.
con un minimo di organizzazione vivremmo tutti un po' meglio, tutti. chi legifera non sembra approcciato a organizzarsi per una politica migratoria rispettabile, umana.
non sembra nemmeno capace di organizzarsi per i propri concittadini connazionali, figuriamoci.
Siamo tutti vittime, chi più chi meno. Da qui il mio; non dividetevi. organizzatevi, votate bene, non votate, dissentite... fate ciò che vi pare ma non dividetevi soprattutto le nuove generazioni perché le politiche odierne è questo che vogliono, che vi scontrate. mai notte
 
un problema culturale non potremmo mai averlo. il Mondo è stato concepito Multiculturale, ed è un dato naturale e antropologico oltre che storico. tranne che qualcuno aspiri all'isolamento con muri di cinta Berlino Style, a mio avviso ideologia obbrobriosa e disumana.

voglio essere sintetico e conciso perché conosco a fondo il problema che di certo di fondo (venia per il gioco di parole) non sono gli esseri Umani o meglio i comuni mortali, stranieri o autoctoni che siano. il problema sta a monte, e risiede nel incapacità della politica nostrana e internazionale.
con un minimo di organizzazione vivremmo tutti un po' meglio, tutti. chi legifera non sembra approcciato a organizzarsi per una politica migratoria rispettabile, umana.
non sembra nemmeno capace di organizzarsi per i propri concittadini connazionali, figuriamoci.
Siamo tutti vittime, chi più chi meno. Da qui il mio; non dividetevi. organizzatevi, votate bene, non votate, dissentite... fate ciò che vi pare ma non dividetevi soprattutto le nuove generazioni perché le politiche odierne è questo che vogliono, che vi scontrate. mai notte

Sarò sincero io ho i miei pregiudizi e non riguardano il colore della pelle, ma la cultura.

Sull'Islam ho i miei pregiudizi.

Sto vedendo in giro (con i miei occhi quindi), sempre più donne col velo e un sacco di figli e non solo il velo che copre solo la testa, ma con il Khimar (ho dovuto cercare su internet il nome), quello che arriva fino ai piedi.

Siccome è una cosa che si nota, non ne vedo poche, ricordo che quando ero ragazzino non c'erano.
Ora io per queste donne io provo pena, poi la cosa mi fa anche pensare.
 
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Sarò sincero io ho i miei pregiudizi e non riguardano il colore della pelle, ma la cultura.

Sull'Islam ho i miei pregiudizi.

Sto vedendo in giro (con i miei occhi quindi), sempre più donne col velo e un sacco di figli e non solo il velo che copre solo la testa, ma con il Khimar (ho dovuto cercare su internet il nome), quello che arriva fino ai piedi.

Siccome è una cosa che si nota non ne vedo poche, ricordo che quando ero ragazzino non c'erano.
Ora io per queste donne io provo pena, poi la cosa mi fa anche pensare.

che provi pena è già una cosa positiva se è un sentimento sincero. vuol dire che nel tuo cuore le vorresti più libere. ma ti sei chiesto se loro non si sentono già libere? non tutte sono costrette. alcune sono devote al punto di sentirsi libere già nella condizione che vivono. altre no. le religioni tutte, comportano restrizioni a livello comportamentale. tutte le religioni.
io fumando sigarette e bevendo birra violo in piena regola la religione cristiana.
ultimamente mi sono anche beccato 3 mesi di ban proprio qui sul forum per una svista riguardo una velata bestemmia.

il tema però è politico, leggi sopra il mio secondo post tradotto in; non ci sono più politici seri. non ce n'è più. non si salva più nessuno. ed è già tanto se non fanno scoppiare un terzo conflitto mondiale.
👋🏻
 
Ma penso che Lollobrigida intendesse (ipotizzo) che questa sostituzione etnica porterà una sostituzione culturale e a me la sostituzione culturale non è che faccia impazzire.

Ad esempio, se molti migranti vengono da Paesi non laici e in cui la donna non ha i diritti che ha qua, non c'è il rischio che trasmettano quella cultura ai figli e tempo qualche generazione si imporrà un modello culturale differente?
Naa.
Gli italiani e la cultura italiana sono la quasi totalità del paese. Se mai saranno proprio i figli dei migranti che verrano " contaminati " dalla nostra cultura per ovvie ragioni ( scuola, amici, leggi ecc...) che potranno poi trasmettere non solo ai loro figli ma anche agli stessi genitori.
 
Parlare di sostituzione etnica non ha alcun senso, sia perché il termine è pericoloso da maneggiare, poiché storicamente il termine etnia è stato usato in luogo di razza, quindi il passaggio al " bisogna difendere la razza bianca" è breve, e la destra di governo non è nuova a queste uscite (Attilio Fontana in passato si espresse proprio in questi termini, cioè bisognava decidere, secondo lui, se la razza bianca dovesse continuare ad esistere...), sia perché anche guardando all'etnia come insieme di tradizioni, costumi ecc, cioè valutando il termine come privo della componente genetica, si vuole lasciar passare l'idea che ogni costume o tradizione che non è la mia, è pericolosa o inferiore a prescindere. Noi siamo uno Stato laico grazie al cielo, è quello che bisogna assicurarsi è che vengano rispettate le leggi, non le tradizioni o le usanze religiose. Ciò non toglie che sia necessario e fondamentale lavorare bene sull'integrazione. Assicurarsi che i ragazzini nati qui vadano a scuola, ad esempio, potrebbe essere un modo per favorire l'integrazione. Urlare alla sostituzione etnica, mettendo tutto quello che è diverso da me su un piano di inferiorità a priori, decisamente no.
Nello stesso sito del governo abbiamo questo:

 
Ad esempio, se molti migranti vengono da Paesi non laici e in cui la donna non ha i diritti che ha qua, non c'è il rischio che trasmettano quella cultura ai figli e tempo qualche generazione si imporrà un modello culturale differente?


Esempio:
Non vorrei che venissero soggetti del genere in Italia.
Tra l'altro il Pakistan ancora non estrada il padre in Italia, secondo me non vogliono estradarlo.
Per me c'è un problema con la cultura (e la religione, è collegata la cosa) con certa gente di certi Paesi.
Per questo dicevo che è fondamentale che le leggi siano al di sopra di credo, costumi e tradizioni.
Questa tragedia evidenzia comunque una cosa, secondo me, significativa. Saman Abbas che aveva studiato qui conseguendo anche il diploma della scuola media, rifuggiva dalle tradizioni della famiglia sentendosi più vicina alle nostre. Rifiutava infatti l'obbligo del velo, aveva espresso il desiderio di continuare a studiare, non accettava il matrimonio combinato, arrivando per questo a denunciare i familiari stessi.
Come sottolineava un altro utente, se si lavora bene sull'integrazione, la "contaminazione" è più probabile che avvenga al contrario. Ma in ogni caso, costumi e tradizioni non pongono un problema dal mio punto di vista, se è chiaro e definito il perimetro entro il quale si possono esprimere.
 
Sarò sincero io ho i miei pregiudizi e non riguardano il colore della pelle, ma la cultura.

Sull'Islam ho i miei pregiudizi.

Sto vedendo in giro (con i miei occhi quindi), sempre più donne col velo e un sacco di figli e non solo il velo che copre solo la testa, ma con il Khimar (ho dovuto cercare su internet il nome), quello che arriva fino ai piedi.

Siccome è una cosa che si nota, non ne vedo poche, ricordo che quando ero ragazzino non c'erano.
Ora io per queste donne io provo pena, poi la cosa mi fa anche pensare.
Se ho capito ciò che intendi, io non li chiamerei pregiudizi perché a mio avviso è giusto dissentire dai dogmi religiosi, sia della propria religione che delle altre, che, con precetti e rigidi codici di comportamento, tolgono libertà creando ruoli precostituiti per i sessi, oppure che lo fanno indirettamente creando miti culturali che esercitano pressioni psicologiche e stigmi sociali ingiustificati e abominevoli su donne e uomini, definendo ciò con cui dobbiamo sentirci a nostro agio e ciò con cui non dobbiamo farlo, serpeggiando nel tessuto sociale e minando la salute del rapporto con noi stessi e con gli altri. Per esempio il cattolicesimo è reo di questo schifo:



Credo che l'Islam abbia un grosso problema col corpo femminile, ma sto attento alle generalizzazioni e, per quanto riguarda il velo, partirei da chi i testi li interpreta, manipolandoli, per legiferare.


La parola ḥijāb, invece, la più usata oggigiorno in riferimento al velo islamico, appare in sette versetti del Corano, ma in modo meno specifico, dato che si riferisce sempre - salvo un caso - a una cortina, una tenda, dietro alla quale può avvenire la rivelazione del Corano stesso. In particolare:

«A nessun uomo Dio può parlare altro che per rivelazione, o dietro un velame, o invia un messaggero il quale riveli a lui col suo permesso quel che egli vuole»
(XLII,51)
«E quando tu (Muḥammad) reciti il Corano, noi poniamo tra te e coloro che rinnegano la vita futura un velo disteso»
(XVII,45)
«O voi che credete! Non entrate negli appartamenti del Profeta senza permesso, per pranzare con lui, senza attendere il momento opportuno! ... E quando domandate un oggetto alle sue spose, domandatelo restando dietro una tenda: questo servirà meglio alla purità dei vostri e dei loro cuori. E non vi è lecito offendere il Messaggero di Dio, né di sposare le sue mogli mai, dopo di lui. Questo sarebbe, presso Dio, cosa enorme»
(XXXIII,53)

Questa separazione, inizialmente riservata alle mogli del profeta Maometto, in seguito sarebbe stata estesa alle donne musulmane libere. L'imposizione di rivolgersi alle mogli del Profeta da dietro un ḥijāb aveva quasi certamente in origine motivazioni di protocollo, e solo più tardi venne preso a pretesto per giustificare forme generalizzate di segregazione sessuale, del tutto sconosciute all'Islam dell'epoca di Maometto.

In un solo caso nel Corano ḥijāb indica un velo inteso come capo di abbigliamento. Si tratta di

«Nel Libro ricorda Maria, quando si appartò dalla sua gente lungi in un luogo d'oriente ed essa prese, a proteggersi da loro, un velo. E noi le inviammo il nostro Spirito che apparve a lei sotto forma di uomo perfetto»
(XIX,16-17)

In Egitto, si considera che la prima contestazione riguardante l'asserita obbligatorietà d'indossare un velo abbia avuto luogo verso la fine del XIX secolo: Qāsim Amīn, che apparteneva allora alla corrente di pensiero "modernista" (più correttamente, iṣlāḥī, "riformatrice"), che cercava d'interpretare l'Islam per renderlo compatibile con i processi di modernizzazione della società egiziana in particolare, si espresse a favore dell'evoluzione dello status della donna nella sua opera Taḥrīr al-marʾa (La liberazione della donna, pubblicata nel 1899). Si dichiarò in particolare a favore dell'istruzione femminile, della riforma della procedura di divorzio (nel diritto islamico: ṭalāq) e della fine dell'uso del velo e della segregazione muliebre.

A quei tempi, Qāsim Amīn si riferiva al velo facciale (burqu: velo di mussolina bianca che ricopre il naso e la bocca) che portavano le donne di classe agiate urbane, fossero esse cristiane o musulmane. Il ḥijāb d'allora era effettivamente legato all'isolamento delle donne. Si considera generalmente che fu da quel momento che il ḥijāb cessò dall'essere il simbolo d'uno status sociale e di ricchezza per divenire simbolo di arretratezza e di posta in gioco sociale, politica e religiosa.

Io penso che l'aderenza ai costumi dovrebbe essere sempre facoltativa, per cui non vieterei, per esempio, l'hijab alle donne che vogliono tenerlo, ma se queste ultime vogliono imporlo ad altre donne che hanno altre aspirazioni culturali, compreso alle proprie figlie, allora lo Stato dovrebbe proteggere coloro che subiscono ciò, garantendo loro la libertà di scegliere come vestirsi e quale contaminazione culturale/mix di culture esprimere.

Negli incontri con le istituzioni dell'integralismo islamico come quello vigente in Iran penso di condividere la rivendicazione di Masih Alinejad sul fatto che ossequiarli pedissequamente indossando il simbolo di una repressione significa legittimarla, oltre che non far valere il diritto al rispetto e alla tolleranza della NOSTRA cultura da parte loro.



 
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