Qualsiasi soggetto che alla luce del sole predica onestà e si erge a censore/castigatore di costumi ed arbiter elegantiae ma nell’ombra delinque fa più schifo (ma sempre e comunque schifo) di chi delinque senza predicare onestà. Perché il primo è un delinquente ipocrita, il secondo un delinquente e basta (a scopo di fraintendimenti, giova ribadire che è sempre un delinquente e fa sempre e comunque schifo).
Stesso discorso per chi si autodefinisce democratico ma predica risoluzioni antidemocratiche rispetto a chi non si autodefinisce democratico e predica risoluzioni antidemocratiche. Entrambi antidemocratici ma solo uno anche ipocrita e non credibile.
Partiamo col dire che di questi loschi figuri malvagi a tutto tondo ed omnicomprensivamente censori/castigatori ho idea che ce ne siano così pochi da trovare perfettamente aderente alla fallacia logica della legge dei piccoli numeri il prenderli come esempio per denigrare chiunque abbia contravvenuto, penalmente o meno, solo marginalmente alla propria morale più di quanto non si fa con tutti gli altri. I censori/castigatori lo sono limitatamente certi ambiti, e se delinquono smentendo con la pratica una teoria che evidentemente non hanno seguito devono essere puniti per quello che hanno fatto, non perchè non han fatto quello che professavano, in caso contrario troppe ce ne sarebbero di categorie contro cui far valere la carta bonus dell' "ipocrita infame": giusto per fare un esempio quanto sono stati ligi alla loro morale i vari rappresentanti delle forze dell'ordine che hanno taglieggiato spacciatori in recenti fatti di cronaca? Eppure per quelli l'indignata sollevazione del governo in quanto "avrebbero dovuto essere più nel giusto degli altri" non c'è stata, anzi, sulle prime battute c'è stato il solito circo in difesa delle divise senza sapere ancora cosa fosse accaduto, una difesa acritica che mai si è sognata fin dall'inizio di essere per partito preso più severa ed inquisitoria nei confronti di una possibile condotta criminale e, soprattutto, non etica di un cittadino appartenente a quella categoria.
Ci dobbiamo davvero sorprendere dei delinquenti ipocriti? La maggior parte delle persone che delinque lo fa, ovviamente, dicendo che non va fatto, che non si fa, che è sbagliato: i delinquenti sono nella quasi totalità dei casi ipocriti, ma chissà per quale ragione quando si va a toccare la morale di certi gruppi di delinquenti tutto si amplifica fino ad uscire dall'elemento singolo per diventare "problema di fazione" (un giudice deve essere specchiato o qualunque cosa faccia denota che l'intero corpo è fallibile e forse già guasto alla radice, un poliziotto lo si difende a prescindere, e se proprio è lampante che ha sbagliato pagherà, ma è solo una mela marcia ed il corpo di polizia non c'entra nulla).
L'esempio sulla democrazia dovrebbe proprio far capire quello che ho detto nel vecchio post: stai dicendo che è peggio chi si professa democratico sempre e poi delinque perchè delinquente ed ipocrita mentre un "sincero" antidemocratico che delinque è solo uno specchiato delinquente, quando l'essersi sempre professato antidemocratico non è tenuto in conto, come fosse una cosa ad impatto etico/morale nullo il vantarsi di volersi definire antidemocratico. E si torna alla "patente dello stronzo" di cui parlavo ieri con cui tanti si fanno scudo (o si fanno scudare da altri).
Meloni è ampiamente etichettata come carciofara urlatrice, te l’aspetti da lei e dai suoi accoliti la propaganda spicciola per prendere più voti possibili.
Viceversa, non te l’aspetti da chi è ritenuto un galantuomo famoso per lo stile compassato.
Principio applicato al caso recente: i cori beceri da stadio per festeggiare una vittoria non te li aspetti da chi ha un elevato grado di istruzione e ricopre una carica tanto importante quanto delicata bensì da chi ha conseguito a fatica la terza media doppio malto e frequenta le sagre.
Il principio di eguaglianza che impone di trattare situazioni eguali in modo eguale e situazioni diverse in modo diverso si applica anche qui.
Preciso, a scanso di equivoci, inoltre che il mio non è discorso incline a simpatie politiche ed è applicabile a chiunque, vedi sceriffi dell’ordine e della legalità, sostenitori dell’indissolubilità del matrimonio, ecc. che in pubblico fanno una cosa mentre in privato un’altra diametralmente opposta.
Concludo con una citazione di Livatino: “Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili”.
La politica non è solo l’arte del fare ma anche l’arte del sembrare.
"Essere etichettati" ed "essere ritenuti" fanno capo unicamente a come gli altri ti vedono, quel che resta all'atto pratico è che se urli sempre cazzate sei un cazzaro rumoroso, se le dici sempre a bassa voce sei solo un cazzaro, se ne dici ogni tanto sei uno di solito sincero che ogni tanto dice cazzate, etc...
E non è come ti dipingi o come ti vedono mentre le dici, queste cazzate, a renderti più o meno cazzaro: è quante ne dici, e quanto grosse ne dici, è l'impatto che hanno sugli altri che ti deve qualificare, senza scusa di sorta de "la carciofara urlatrice" o malus del "famoso galantuomo" perchè a me se vuoi farti passare per una simpatica fumina verace frega zero: sei il presidente del consiglio e mi aspetto che tu di cazzate non ne dica, e se ti sei preparata in anticipo il terreno per farmi capire che l'avresti comunque detta questo non ti discolpa affatto. E lo stesso vale per tutti i giornalisti, giudici, maitre a penser che le danno contro dicendo cazzate per chiudere un punto: tutti cazzari, non cazzari brutti perchè dovrebbero avere una forte morale e cazzara così così dai perchè alla fine è della Garbatella.
Il galantuomo famoso e compassato quando lo accusi di collusione con la mafia, di essere metaforicamente un assassino ed altri favolosi epiteti, ad un certo punto, si ricorda di non essere un automa ma una persona e che, avendone le palle piene, potendo ti risponde per le rime (in maniera eccessiva? forse, ma è un pregio aver retto prima di sbottare, non un crimine non aver retto all'infinito).
Mi aspetto esattamente i cori da stadio da
persone che hanno dovuto reprimere per settimane tutti gli insulti che avrebbero voluto restituire (ma che non hanno potuto fare tanto liberamente quanto certi politici) nel momento in cui possono sbatterti in faccia che hai perso. Anche i giudici godono, oh my

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Si torna sempre alla "patente", comodo averla per potersi comportare sempre come merde perchè tanto "ehi, sono così" e mettere in croce chi non ce l'ha quando sbaglia comunque meno di te. Se Soumahoro avesse avuto (lui, non la moglie) tutti i guai giudiziari della Santanchè Libero avrebbe finito il toner a forza di stampare sue foto chiedendo che venisse appeso all'albero maestro, per la Santanchè invece... bhe, c'è voluto un referendum perso e una richiesta garbata per farla andar via mentre ancora continua a professarsi candida come neve fresca.
Buffo che dall'ultima riga viene fuori che la politica tratta i propri ascritti per quello che fanno e per quello che sembrano, non per quello che sono.